Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
17 marzo 2007
ENGLISH
 

Comprendere la CEA e la sua Trasmissione Ereditaria

di  Val Brown

 

L'anomalia dell'occhio del collie (CEA) è la malattia degli occhi più comune tra i cani del Regno Unito e, come il nome suggerisce, interessa le razze del collie, vale a dire Rough Collie, Smooth Collie e Shetland.

Per comprendere la CEA dobbiamo avere una conoscenza delle varie parti dell'occhio.

Sezione dell'occhio del caneLa figura 1 mostra una sezione dell'occhio del cane, mentre la figura 2 mostra l'occhio di sinistra, visto attraverso il cristallino.

Dalla figura 1 possiamo vedere che l'occhio è sferico ed è composto di una membrana esterna dura, la tunica corneo-sclerale, che ingloba vari componenti altamente specializzati. La parte posteriore di questa sfera è bianca ed è la sclera, la parte anteriore è trasparente ed è la cornea.

L'iride determina la forma della pupilla e, insieme con i movimenti della palpebra, regola la quantità di luce che entra nell'occhio. All’iride ci si riferisce nello standard della razza quando si parla del colore dell'occhio.

Il cristallino, insieme con la cornea, permette all'immagine di essere messa a fuoco. È in contatto con l'iride ed è tenuto in posizione da fili sottili denominati fibre della zonula, collegate al corpo ciliare, dietro l'iride. Il corpo ciliare regola la forma del cristallino per facilitare la messa a fuoco ed inoltre produce un liquido denominato umor acqueo che umidifica il cristallino e la cornea.

L'occhio visto attraverso il cristallinoLa zona dietro il cristallino e davanti alla retina, è riempita di una gelatina trasparente denominata corpo vitreo. Fra la retina e lo sclera vi è uno strato nutriente denominato coroide, che contiene uno specchio colorato, struttura conosciuta come il tapetum. Esso riflette la luce che passa attraverso la retina nuovamente dentro l'occhio, per raddoppiare gli impulsi nervosi che sono trasmessi al cervello. Una volta osservato tramite un oftalmoscopio questo specchio colorato presenta un segmento, o tapetal fundus, che appare come una figura a forma di mezza luna nella parte superiore, con il disco ottico alla giunzione di questo e della zona scura, o non-tapetal fundus. È il tapetal fundus che causa il brillare dell’occhio di notte quando la luce lo colpisce.

Il nervo ottico fuoriesce dalla parte posteriore dell'occhio e viene fuori da una membrana fragile molto sottile, conosciuta come retina. E’ posto circa ai due terzi posteriori del globo oculare ed è responsabile della conversione della luce che entra nell'occhio, in impulsi nervosi. Sono contenute in questo strato retinico le fibre nervose sensoriali che trasmettono questi impulsi al cervello.

La CEA è una malattia che interessa essenzialmente gli strati della sclera e della coroide dell'occhio. La malattia è bilaterale, ossia interessa entrambi gli occhi, ma non necessariamente nello stesso grado. Nella sua forma più lieve, la visione non risulta alterata, mentre nella forma più grave si avrà la cecità. La malattia non è progressiva, al contrario della PRA, il che significa che qualunque sia il suo grado, essa non peggiorerà.

La CEA può avere quattro gradi di gravità, che sono:

Grado 1. Ipoplasia coroidale, che è la forma più leggera.

Grado 2. Coloboma.

Grado 3. Distacco della retina.

Grado 4. Emorragia intraoculare, la forma più grave.

Del primo grado mi occuperò più avanti, poiché questa è la parte più complessa della malattia, ma deve essere chiaro che tutti i cani affetti hanno questa come lesione comune. Quelli più seriamente affetti hanno un coloboma in uno o in entrambi gli occhi. Il grado successivo può essere collegato ad un coloboma grave ed infine si può avere una retina completamente distaccata.

Coloboma: è un difetto dello sclera, tale che un foro compare nel disco ottico, o vicino ad esso. Un foro nel disco è chiamato coloboma papillare, mentre uno vicino al disco ottico è denominato coloboma peripapillare. Una zona sottile o un foro molto piccolo vicino al disco ottico non altererà la visione, ma ovviamente più grande sarà il coloboma e più la visione sarà distorta, ed un coloboma molto grande quasi certamente provocherà un distacco parziale della retina.

Distacco della retina: la retina si stacca dal tessuto di fondo in uno o in più punti, diventando conseguentemente libera, e mostra segni di piegature o di increspature. La visione ne sarà influenzata e si avrà la cecità quando si verificherà un distacco completo. Si è detto prima che la malattia non è progressiva, ma in pratica può sembrare che lo sia, quando un distacco parziale diventa completo e causa la cecità totale in un occhio la cui vista era già compromessa.

Emorragia intraoculare: è la forma più grave di CEA, che può derivare da un distacco retinico grave o anche, a qualsiasi età, al di fuori di questo caso. Esami preventivi possono rivelare l'emorragia in cuccioli che hanno parzialmente recuperato. Ma è estremamente probabile che in seguito vi sarà una ulteriore emorragia.

Tornando alla ipoplasia coroidale, forma più leggera di CEA, essa è anche la più complessa. Consiste fondamentalmente in una zona, o in più zone dello strato coroidale che mancano di tessuto in misura diversa. In essa la forma più grave consiste nella totale mancanza di tessuto, quando cioè la sclera è visibile attraverso la retina. La circostanza è complicata, tuttavia, dal fatto che in una certa quantità di cani leggermente affetti, la lesione può essere riempita dal pigmento e sembrare apparentemente normale. Questi cani si classificano comunemente come "go normal" ed è praticamente impossibile distinguerli dai cani sani.

Poiché questo riempimento della lesione da parte del pigmento avviene molto presto, è essenziale che gli occhi dei cuccioli siano controllati entro sei, sette settimane di età. Dopo questa età la probabilità che un cucciolo leggermente affetto si trasformi in uno "go normal" aumenta significativamente.

La ragione per la quale il "go normal" è così dannoso consiste nel fatto che è un cane malato che apparentemente sembra avere occhi sani, di modo che una volta accoppiato riprodurrà la malattia nella prole, specialmente se anche l’altro genitore ne è affetto. E’ così che la malattia ha causato così tanti danni in passato. Ma se si esamina l'occhio prima di sette settimane, si può diagnosticare la malattia e selezionare cani sani.

La diagnosi della malattia può ulteriormente complicarsi nei blu merle, perchè alcuni di questi hanno per loro natura una mancanza di pigmento nello strato coroidale dell'occhio. Questi sono conosciuti come "occhi merle" e non vanno confusi con il fenomeno dell’occhio blu, che è un cambiamento di colore nell'iride. Un “occhio merle” può comparire in un cane con un iride normale come in un cane con l'iride blu. L'occhio del merle può variare da una parziale mancanza di pigmento in alcune zone specifiche di uno o di entrambi gli occhi, ad una completa mancanza di pigmento ed a causa di questo problema circa il 10% dei blu merle sono diagnosticati scorrettamente. Nel caso del merle, per l’oftalmologista di esperienza, è possibile diagnosticare la malattia, anche se con una certa difficoltà, facendo riferimento ad altre caratteristiche, quali la lunghezza e lo spessore dei vasi coroidali, ma, a causa di questa difficoltà, una parte sfugge all’esame diagnostico.

Un possibile vantaggio si ha tuttavia nel caso di un cane che mostri entrambi gli occhi completamente merle: se è esaminato da adulto ed è trovato esente da CEA, allora esso è sicuramente normale, poiché la mancanza di pigmento è dovuta al fattore merle e non alla ipoplasia coroidale.

Riguardo alla trasmissione ereditaria della malattia, sappiamo che interessa ugualmente sia il maschio che la femmina e quindi non è legata al sesso, cioè limitata ad un solo sesso come il monorchidismo o il criptorchidismo. D’altra parte però, poiché la malattia può essere trasmessa alla prole da cani sani, deve essere di natura recessiva, "rimanendo nascosta" nell'occhio normale. Ciò non deve essere confuso con il “go-normal” che è un cane malato. Vedremo più avanti che due “go normal” accoppiati insieme produrranno una progenie affetta al 100%, mentre due cani portatori produrranno soltanto il 25% di malati.

Attualmente è noto che la CEA segue un meccanismo di trasmissione ereditaria di tipo “autosoma recessivo". Ciò significa che è trasmessa attraverso un singolo gene recessivo che trasporta la malattia in maniera nascosta e per capire come ciò funziona bisogna conoscere un po’ l'ereditarietà. Fortunatamente non dobbiamo ricercare nelle profondità della genetica per capire come la CEA passi da una generazione all’altra.

Tutti gli organismi viventi sono costituiti di cellule. Milioni di cellule, infatti, compongono ogni più piccolo particolare, dagli organi interni alla pelle esterna, compresi capelli, ossa, artigli ecc. Ogni cellula contiene un nucleo centrale nel quale sono i cromosomi. Questi sono filamenti e costituiscono la struttura che trasporta i geni. Ogni cellula ha lo stesso numero di cromosomi ed ogni singolo cromosoma ha un corrispondente identico all'interno dello stesso nucleo della cellula. Ciò significa che ogni coppia di cromosomi trasporta gli stessi identici geni. Queste coppie di cromosomi sono conosciuti come "autosomi".

I geni sono gli agenti di controllo che compongono ogni parte del corpo, di modo che ogni gene, o ogni coppia di geni ha uno scopo o una funzione particolare. Alcuni geni, o coppia di geni hanno un'influenza su un singolo carattere, mentre altri lavorano insieme per sviluppare per esempio uno specifico organo del corpo.

Nel processo riproduttivo gli autosomi si dividono in due sia nel maschio che nella femmina, di modo che lo sperma maschile contiene la metà del numero di cromosomi ed ogni uovo femminile contiene una metà identica. Così quando avviene la fecondazione, le due metà si uniscono per formare una nuova cellula completa che contiene il numero corretto di nuovi autosomi.

Possiamo pensare al gene come ad una pallina su una serie di palline, con ogni serie che ha un socio identico che trasporta palline identiche nello stesso ordine, di modo che entrambi i geni di una coppia particolare controllano la malattia. Poiché l'occhio normale è dominante, possiamo rappresentare questo carattere con una lettera maiuscola, ad esempio "E" per gli occhi clear, mentre la lettera minuscola "e" rappresenterà gli occhi affetti recessivi. Così possiamo vedere che poiché i geni sono in coppia, ci sono tre combinazioni possibili tra loro.

1) EE. Entrambi i geni sono identici e trasportano lo stato clear dell'occhio. I cani che possiedono questa combinazione sono geneticamente sani per la malattia e non possono riprodurla nella prole.

2) Ee. Questa combinazione mostra che il cane ha un gene clear ed un gene affetto. Poichè il gene normale è dominante, lo stato dell'occhio è clear, ma la malattia viene trasmessa in maniera recessiva e rimane nascosta o mascherata nello stato normale.

3) ee. I geni sono ancora identici ma entrambi affetti, poiché non è presente il gene normale la malattia è visibile negli occhi e così il cane ne è affetto. Si noti inoltre che a questa categoria appartiene anche il cane “go normal”.

Poichè ogni cucciolo eredita la metà dei geni da ogni genitore, possiamo rappresentare il risultato teorico dalle sequenze di accoppiamento possibili in uno schema.

Se entrambi i genitori sono geneticamente clear, le aspettative sono le seguenti:

Se un genitore fosse geneticamente sano EE, e l'altro un portatore Ee, allora le aspettative teoriche sarebbero:

Se un genitore fosse sano EE e l'altro affetto ee, allora l'aspettativa teorica sarebbe la seguente:

Se entrambi i genitori fossero portatori, allora le aspettative teoriche sarebbe le seguenti:

Se un genitore è un portatore Ee e l'altro è malato ee, allora le aspettative teoriche sarebbero:

Infine se entrambi i genitori fossero malati, allora le previsioni sarebbero:

Mi sono riferita deliberatamente alle aspettative teoriche perché come ben sappiamo, la fortuna e la probabilità hanno in pratica una gran parte da giocare.

Per esempio ogni quanto tempo otteniamo un numero pari di cuccioli in una cucciolata e con quale frequenza ne otteniamo invece un numero dispari? La probabilità in una singola cucciolata è 50 a 50, ma quante più cucciolate ripetiamo, tanto più vicini all'aspettativa teorica saranno i risultati.

Dobbiamo ricordare sempre che la CEA presenta vari gradi di gravità, il che significa che il gene "e" ha la capacità di influenzare la malattia in maggiore o minore misura. Più usiamo un riproduttore affetto e più grande sarà la gravità dell'afflizione nella progenie. È estremamente importante che evitiamo, per quanto possibile, gli accoppiamenti indicati nell'esempio finale, perché in questo caso tutta la progenie sarà influenzata, ma alcuni dei cuccioli possono essere colpiti più gravemente.

Spero che questo abbia aiutato coloro che non hanno dimestichezza con la genetica a capire come la malattia passa da una generazione all’altra. Inoltre si è spiegato come due cani (apparentemente) sani possono produrre la malattia nella loro prole, cosa che ha confuso molti allevatori fino al punto che alcuni possono avere rinunciato a far controllare gli occhi, cosa che invece avrebbe completamente eliminato le loro perplessità.

È una malattia che, con pazienza e comprensione, possiamo sradicare dalla nostra razza con l'allevamento selettivo e più appassionati lo capiranno, più presto questo sarà realizzato.