Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
14 ottobre 2007
 

Un Punto di Vista Alternativo

di  Judie Evans

 

Allevare in sintonia con lo standard: questo é il principio col quale cominciano necessariamente tutti gli allevatori che aspirano ad ottenere un cane perfetto.

Tuttavia, la lettura dello standard della razza ed il lavoro di tradurre in immagine concreta ciò che ne costituisce la descrizione può risultare un compito assai difficile.

Lo standard é il nostro vademecum che ci guida nel tentativo di allevare il collie ideale, ma l'interpretazione dei suoi concetti richiede qualcosa di più di una semplice lettura superficiale. Non é raro infatti sbagliare nel comprendere o nell’interpretare i concetti che la terminologia dello standard tenta di trasmettere. Senza la guida di allevatori e di giudici di grande esperienza, che ci spieghino come utilizzare i buoni esempi visivi per chiarire le descrizioni, il novizio potrebbe perdere facilmente di vista la sostanza del concetto.

Alcuni degli attuali tentativi di "riscrivere" lo standard per renderlo più facilmente comprensibile, sono più confusionari che chiarificatori. Cercare, ad esempio, di descrivere la testa del collie risulta spesso sconcertante, così come sono per il novizio le spiegazioni quando gli viene detto come cogliere l'espressione. L'educazione degli allevatori e dei giudici deve quindi diventare una priorità per i club di razza, se desideriamo evitare ogni confusione nella comprensione dei concetti.

Lo standard stesso é stato scritto accuratamente per fornire dei principi e lo "Standard Illustrato di Lorraine Still" é anch’esso un aiuto prezioso come elemento di insegnamento. Tuttavia, in definitiva, é necessario realizzare un lavoro aggiuntivo per aiutare a spiegare quelle descrizioni che in qualche modo sono astratte.

Fidarsi di foto o descrizioni di cani vincitori può risultare spesso ingannevole poiché, sfortunatamente, i vincitori non sono necessariamente i migliori esempi della razza. Affinché i cani vincitori siano un’immagine dello standard della razza, deve assumersi che i giudici che li selezionano siano preparati e competenti, ma purtroppo, spesso, questa non é la realtà. Molti giudici "all round", che vengono da altre razze e che giudicano il collie, non hanno avuto successo neanche nella propria razza. Molti sono buoni "politici", e, consapevoli di non possedere una reale preparazione sul collie, spesso usano dei compromessi per trovare l'eccellenza. Per loro una giornata di giudizi é solo una giornata da passare, ma le loro decisioni influenzano i novizi i quali danno per scontato che la persona che sta giudicando i loro cani sia un esperto della razza.

Le razze non sono mai state un'entità statica. I cambiamenti sono necessari per riuscire a migliorare, ma questi non devono essere stravolgimenti dello standard, bensì piuttosto raffinatezze che ci conducono ad una sua più chiara e perfetta interpretazione.

Molta parte dell'evoluzione della nostra razza é derivata da mode o tendenze che si sono avvicendate nel tempo, oppure é la risultante di quelle correzioni che si fanno quando si prende coscienza del fatto che i capricci momentanei sono in conflitto con lo standard e stanno creando cambiamenti che vanno a danno della razza stessa.

Nella fase in cui "ciascuno fa quello che vuole", molti nuovi allevatori sono troppo rapidi nel cercare di portare avanti la propria "interpretazione" dello standard. Non c'é certamente niente di male nella creatività e nell’individualità, ma l'aspirante allevatore deve comprendere con precisione lo standard della razza. E’ molto meglio portare a termine lo studio con l'aiuto di quelli che hanno la conoscenza e l’esperienza e ci possano dare esempi corretti di un buon modello.

Per illustrare l'effetto di una moda possiamo guardare indietro alla metà del secolo scorso, quando gli allevatori decisero che le teste dovevano essere lunghe. Non era raro che si misurassero le teste ed alcuni allevatori comprarono dei regoli di legno, allora molto di moda, da utilizzare per quello scopo. Se una testa di 11 pollici era buona, una di 12 pollici o anche più lunga, era ancora migliore e la tendenza verso le teste eccessivamente lunghe aumentava. Con questa moda si cominciarono a vedere teste lunghe nella parte frontale. Il profilo inferiore della mandibola sparì, i musi diventarono fini e si diffuse l’enogmatismo. I crani piatti cominciarono a sparire man mano che la lunghezza della testa diventava esagerata.

In conseguenza di ciò, il pendolo della moda si inclinò di nuovo nella direzione opposta e gli allevatori cominciarono a produrre un cane più maschile, con un dolce profilo della testa, per contrastare la mancanza di equilibrio. E così iniziò la ricerca di un muso molto pieno e forte, buon concetto in principio, ma man mano che questo tipo di muso si diffondeva, le teste diventarono molto pesanti, e gli allevatori riscoprirono la necessità dell’equilibrio.

Un’altra moda ebbe il suo momento di gloria negli anni ‘50 e ‘60. C'erano allora molti cani dai corpi troppi lunghi e per questo cominciarono ad essere preferiti cani dalla struttura più corta. Quando però gli allevatori tentarono di correggere anche questo problema, si accorsero improvvisamente che i collie si muovevano come se le zampe anteriori e posteriori appartenessero a due cani diversi. Non si riusciva ad uscire da questo vicolo cieco. Una diligente lettura dello standard, che descrive il corpo come un po' più lungo che alto, ci fa capire che un corpo compatto non é corretto, e che man mano che ci si allontana dall'aspetto desiderato, ci si allontana conseguentemente dalla struttura e dal movimento del collie.

Da capricci come questi e dalle conseguenti correzioni ed accomodamenti, sono nati alcuni dei riproduttori che più hanno influenzato la razza. Essi ebbero il merito di arrivare sulla scena nel momento opportuno, per bilanciare un eccesso o per apportare una virtù mancante nella razza in quel momento. Erano i cani del giorno, ed a causa del loro arrivo tempestivo, ebbero un impatto notevole sulla razza. Tuttavia, ognuno di quei cani portò con sé un suo particolare bagaglio ed influenzò i suoi discendenti, cancellando i problemi che il predecessore aveva lasciato e diffondendo le sue virtù nella razza.

Anche oggi abbiamo le nostre mode e preferenze, che non hanno radici nello standard. Termini come "cranio pieno”, "stop a forma di scalino" e "profilo netto" non si ritrovano nelle parole dello standard, e neanche sono sottintesi. Certo, gli allevatori devono esprimere la loro creatività e cercare di migliorare o raffinare le varie parti della testa del collie, ma devono anche conoscere perfettamente lo standard e tenere rigorosamente separato ciò che é solo una loro "preferenza", da quello che é chiamato il nostro "progetto". Spetta al club di razza di provvedere a dare spiegazioni chiare ed educazione, ed alla "vecchia guardia", quelli cioé che hanno accumulato esperienza e successi nel produrre esemplari corretti, di condividere la loro conoscenza per guidarci nella nostra ricerca della perfezione.

Un altro esempio di una moda portata all’estremo può essere osservato esaminando le fotografie del collie inglese di oggi e paragonandolo ai cani che erano vincitori negli anni ‘30 e ‘40 o a quelli che furono esportati negli Stati Uniti in quegli anni. A titolo di esempio possiamo citare Laund Lector of Bellhaven, Beaulah’s Golden Sultan e Laund Liberation, per citarne solo alcuni, e tutti noi abbiamo visto le foto dei Bellhaven, molti dei quali furono importati. Allora i collie americani ed inglesi si assomigliavano, ed era ovvio che appartenevano alla stessa razza.

Ma una tendenza si sviluppò più tardi in Inghilterra, quando la moda indirizzò la selezione su caratteristiche differenti. Invece del "dolce" ma percettibile stop che tanto lo standard inglese che quello americano richiedono, la moda richiedeva uno stop molto più marcato. Man mano che lo stop diventava più pronunciato, la posizione degli occhi cambiò, diventando molto più laterale ed inclinata, in un sguardo "orientaleggiante" o espressione di “volpe”.

Questo tipo divenne di moda nelle esposizioni. Man mano che questi cani guadagnavano i favori dei giudici, questa espressione si trasformò nella regola più che nell'eccezione. A guardare insieme un collie americano ed uno inglese, durante quel periodo, la differenza di espressione era sorprendente. Molti allevatori di grande esperienza si sono espressi di recente contro questi cambiamenti. Sembrerebbe che questa moda stia diminuendo, ma sarà interessante osservare cosa succederà nei prossimi dieci anni.

Il collie americano di oggi sta affrontando un dilemma simile. Basta guardare le foto di alcuni dei cani vincitori più recenti per renderci conto che la posizione desiderata degli occhi sembra stia cambiando. Lo standard é esplicito e chiaro su ciò che é richiesto. Potrebbe essere necessario per tutti noi concederci un momento per rileggere quello che dice:

“OCCHI. A causa della combinazione del cranio piatto, delle sopracciglia incurvate, dello stop leggero e del muso arrotondato, la fronte deve essere cesellata per formare un ricettacolo per gli occhi ed essi sono necessariamente disposti obliquamente per dare lo sguardo richiesto.”

Nonostante questa descrizione, oggi vediamo in esposizione molti cani che sembrano attraenti di profilo e sembrano avere, da questa prospettiva, una forma corretta degli occhi, ma, visti di fronte, l’impressione é completamente differente. Invece del muso arrotondato e della guancia uniti per formare la cornice di un occhio inserito obliquamente, osserviamo un largo spazio tra i due occhi che sono ora posizionati come se fossero incrostati nei lati della testa. Manca l’angolo obliquo, ed essi guardano diritti davanti a sé. L'espressione ricorda quella di un coccodrillo. Per valutarne l'espressione é necessario camminare attorno al cane per vedere contemporaneamente entrambi gli occhi. Nulla é più estraneo a ciò che lo standard richiede quanto l'esagerato sguardo di volpe che abbiamo notato in alcuni cani, ed é una tendenza questa che sta prevalendo sempre più nei ring.

l pericolo sta nel fatto che di questo passo, vedendo tanto frequentemente questo nuovo tipo, con cani che vincono e con giudici che non capiscono bene ciò che é richiesto dallo standard, si comincia ad accettare come corretti questi difetti.

Dobbiamo unirci come allevatori e combattere contro questa moda che sta cominciando a rappresentare un problema? Stiamo per cambiare la vera essenza del collie, la sua espressione unica? Dovremo presto riscrivere il paragrafo dello standard sull'espressione per adeguarlo a quello che vediamo vincere nei ring, o il pendolo della moda si inclinerà nuovamente verso ciò che é corretto?

Il primo passo per correggere questo problema é riconoscerlo e dopo ritornare al nostro "modello" (standard) per lavorare insieme ad una soluzione.