Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
2 ottobre 2008
 

Scelta dello Stallone

by  Judie Evans

 

Una delle decisioni più importanti che un aspirante allevatore deve prendere, é la scelta dello stallone per la sua femmina. Dopo aver scelto la femmina su cui fonderà il suo allevamento, la scelta del maschio sarà quella che determinerà il successo o il fallimento del suo programma di allevamento.

Dopo più di 35 anni, non solo allevando cani miei, ma anche ospitando alcuni dei migliori riproduttori di altri allevatori, ed avendo fatto incroci tra le varie linee di sangue, così come all’interno della stessa linea, ho alcune opinioni circa la scelta dello stallone e tenterò di condividere con voi qualcosa di ciò che so.

Che cosa é uno stallone?

Qualunque cane che possieda dello sperma vivo ed un pene può essere considerato uno stallone e la definizione può variare a seconda di chi ne parla.

Mi piace sempre la definizione di  Bobbee Ross che definisce il proprietario di uno stallone come “qualcuno che pretende un prezzo per quello che la natura si incarica di fare gratuitamente”.

In realtà, come chiunque sia abituato a trattare con gli stalloni può dire, madre natura non aiuta molto il Collie. Come Edith Levine diceva, “se dipendesse dal Collie, la razza si sarebbe estinta”.

Pertanto sta nelle mani dell'aspirante allevatore fare la scelta e, dopo la scelta, essere pronto a dare una mano.

Alcuni allevatori sembrano avere una capacità innata per capire cosa incrociare con successo per avere il risultato desiderato. Conosciamo queste persone perché sono quelle che hanno creato le linee di sangue che oggi ammiriamo. E’ impossibile generalizzare la formula del loro successo, poiché essa é tanto individuale come lo sono quelle persone, ma é un fatto che ci sono certi caratteri che i grandi maschi condividono.

Quale é la regola affinché uno stallone abbia successo? Nel passato, nell'era dei grandi allevamenti come Poplar, Tokalon e  Sterling, il successo non consisteva necessariamente nell’avere affermazioni personali in esposizione, bensì nel creare una linea di cani eccellente, con qualità simili. Quei soggetti erano  “dominanti”, allevati cioé con attenzione affinché trasmettessero le loro qualità alla progenie. Edith Levine mi diceva spesso che sarebbe potuta andare nell’allevamento della signora Browning o in quello di Mary Beresford ed accoppiare con uno qualsiasi dei loro stalloni, ottenendo risultati simili. Andava da Sterlig per ottenere una certa punta del muso e l’occhio, o da Tokalon per avere profilo e collo, e da Poplar per ottenere pelo.

Per poter allevare in questa maniera, credo che uno stallone debba essere ottenuto in  “linebreeding” (incrocio dentro la sua stessa linea). E per linebreeding non intendo solo che la cosa la si deduca sempre dalle carte. Molte volte il pedigree di un maschio di successo può apparire come quello di un cane “sciolto”, o ottenuto in “out cross” (incrocio fuori della sua linea) ma studiando accuratamente quei pedigree si può vedere come il cane abbia numerosi antenati fenotipicamente simili.

Niente può sostituire l'esperienza e la conoscenza della razza, e mi ha sempre affascinato ascoltare vecchi allevatori, come  Isabel Butler, capaci di descrivere un cane e farlo vivere nella tua mente, illustrandone i caratteri e le qualità della famiglia dalla quale discendeva. Le fotografie e le riviste, che sono ciò che abbiamo per retrodatarci ad altre epoche, sono un ben misero sostituto dei racconti che quelle persone sapevano farci.

Gli studi sulla  “dominanza” di uno stallone hanno dimostrato che alcuni dei migliori maschi di un certo allevatore, mentre dalle carte apparivano come ottenuti tramite incroci in out cross, in realtà erano il prodotto di un tipo di allevamento in cui il pool genetico era simile benché i nomi nei pedigree variassero. Possiamo definire la  “dominanza” di uno stallone come l'abilità di un maschio di trasmettere quello che gli fu tramandato, insieme ai propri caratteri. Se uno stallone é dominante per la capacità di riprodurre le sue qualità, deve almeno essere stato ottenuto mediante  “linebreeding” o, ancora meglio, attraverso “inbreeding” (incrocio attraverso i suoi parenti più prossimi) per concentrare i geni recessivi e produrre i caratteri che vogliamo ottenere.

Per esempio, alcune qualità, come la dolcezza o la delicatezza, ed il muso rotondo, che lo standard richiede, sono caratteri recessivi, e la testa del Collie, lasciata alla sua predisposizione, tenderebbe a diventare stretta ed appuntita. Se un cane ha la fortuna di essere  “omozigote” per qualità come queste, dimostrerà di essere insuperabile come progenitore.

E quali sono le qualità che uno stallone deve possedere? Uno stallone deve essere decisamente maschile, con buon peso e sostanza, e deve essere una “immagine complessiva” del tipo ideale della razza. Man mano che guardiamo la moda che si va affermando nelle esposizioni di oggi e notiamo la sparizione di questa immagine o foto complessiva del Collie, questa virtù dovrebbe divenire essenziale per la nostra scelta. Lo stallone deve presentare quell'orgogliosa immagine di eleganza, col collo lungo ed arcuato, portato alto, con le spalle ben posizionate, una corretta lunghezza dei lombi ed una groppa arrotondata con una buona angolazione della grassella. Questo é il Collie, ed allevare al di fuori di quest'immagine, significa rischiare di perdere l'essenza della nostra razza.

Uno stallone deve avere equilibrio. Non solo equilibrio del corpo, bensì un equilibrio complessivo, senza eccessi. La testa deve essere bilanciata per inserirsi nel corpo e bilanciata rispetto a se stessa. Un cane che ha eccezionalmente lunga la parte anteriore della testa o corto il cranio, mostra eccessi. Dobbiamo costantemente riferirci allo standard, ed alla nostra interpretazione dello stesso, per tenere in mente il Collie ideale. Per una stagione, la moda può essere il dorso più corto; nella prossima si mette eccessivamente in enfasi una grassella troppo flessa. Mentre a volte le mode resistono per un po', solitamente si esauriscono molto rapidamente. Queste mode ruotano sempre attorno agli estremi. Io ho visto molte mode andare e venire nel tempo trascorso coi Collie. In un certo momento si dava importanza ad una testa super lunga, 12 o 13 pollici e perfino la si misurava. Gli allevatori compravano quegli apparecchi che si usano per misurare i piedi o le scarpe e misuravano la lunghezza delle teste. Una testa lunga in un corpo sul quale non si inserisce bene deve rimanere lontana dalle prospettive di un allevatore. Perché? Perché il cane risulta squilibrato. Da questa moda emersero cani lunghi nella parte anteriore della testa. I musi incominciarono ad allungarsi. I crani piatti incominciarono a sparire perché non potevano avere l’equilibrio appropriato con una lunghezza esagerata della testa e del muso. Da questa moda si passò poi alla moda di un muso grande, rotondo come un tubo, e ricademmo in un aspetto da San Bernardo. Quindi passammo alla moda dei colli esageratamente lunghi, che finì per produrre spalle diritte ed anteriori modesti e successivamente garretti corti che causavano grasselle superangolate e posteriori inclinati.

Capite il mio punto di vista? In ogni caso, un vero grande stallone é raramente creato per adeguarsi ad una moda. Esso deve essere un cane ben equilibrato, che sia conforme allo standard, ma che porti qualcosa di extra, qualche qualità che manchi alla razza in quel momento. Ci sono certi caratteri che sono essenziali in qualunque stallone e la mancanza di questi farà sì che esso non abbia successo come “riproduttore”.   Pensando ai grandi capostipiti del passato, essi condividevano alcune qualità della testa. Una parte anteriore delicata e ben arrotondata, con guance pulite, é stata sempre vista come una virtù per un riproduttore. Un osso frontale piatto ed una corretta posizione degli occhi, a forma di mandorla e scuri sono qualità fondamentali. Un buon progenitore deve possedere le caratteristiche basilari della nostra razza: occhio, espressione, profilo corretto, “aspetto complessivo”, struttura corretta ed insieme a tutte queste qualità, con la forza del suo  “retroterra” (ciò che gli deriva dai suoi antenati) capacità di riprodurre “se stesso”. Tutti gli stalloni hanno difetti, ma quello che nessuno ha mai avuto é stata la mancanza di “tipo”. Tutti hanno avuto equilibrio ed abbondanza di qualità e tutti hanno avuto qualche altro carattere in comune. E come John Buddie ha sempre sottolineato, ed io gli do credito per questa osservazione, “tutti quei cani arrivavano a proposito”, erano adeguati al momento nel quale vissero. Con questo voglio dire che erano cani che avevano l'abilità di riprodurre una qualità che era molto importante per la razza in un momento particolare. Questo é ciò che fa sì che un riproduttore sia molto richiesto. Per esempio, il Camp. Silver Ho Parader era un cane noto per il suo carattere e per il suo temperamento in un momento in cui il Collie aveva la reputazione di cane timido. Ovviamente, la razza ne trasse profitto, ed insieme a questi caratteri la sua discendenza ereditò anche la meravigliosa espressione e la dolcezza della sua testa. Il Camp. Impromptu Ricochet arrivò in un momento in cui la forma meravigliosa ed il colore scuro degli occhi, che egli trasmise alla sua discendenza, difettavano in tutti i cani che frequentavano i ring a quel tempo. Quando manca una qualità nella razza, la gente tende cercare il cane con la capacità di riprodurre quella qualità. Ovviamente, anche questo cane trasmette i suoi difetti e da questo nasce il prossimo “campione”, cioé colui che non li ha ereditati.

E’ così che si evolve una razza. Tuttavia man mano che progrediamo, dobbiamo mantenere lo standard, non la moda del momento. E’ alla nostra interpretazione dello standard, non alla nostra particolare visione del collie, ciò cui dobbiamo aspirare.

 Concludendo, in sintesi, che cosa cerchiamo in uno stallone?

1. Deve avere “tipo”. Lo definiamo anche “presenza”, ed é l'essenza della razza che lo distingue da un cane comune.

2. Deve essere un cane mascolino, equilibrato in tutte le sue parti.

3. Deve possedere alcune qualità importanti e relativamente pochi difetti importanti.

4. L’ideale é che sia stato creato in “linebreeding” o in “inbreeding”, affinché possa riprodurre le sue qualità.

5. Se vuole essere un capostipite che abbia un reale impatto nella razza deve essere adeguato al momento, per potere riprodurre le qualità che mancano alla razza in quel tempo.

Ci sono altre due qualità che un buon maschio deve possedere e che credo siano di vitale importanza. Lo stallone deve avere un temperamento tranquillo e dolce. Non mi riferisco con questo al temperamento che sembriamo stimare tanto in questi tempi nelle esposizioni, dove il Collie deve bloccarsi a lungo come magnetizzato da un pezzetto di fegato, bensì all'atteggiamento amichevole e sensibile, desideroso di compiacere, che ha fatto sì che la nostra razza sia tanto ricercata come cane da compagnia. La timidezza o la scontrosità devono diventare un incubo, é necessario avere questo in testa prima di considerare qualunque cane come uno stallone.

L’altra qualità é ovvia: lo stallone deve essere esente da malattie genetiche che possano trasmettersi. Incrociare in “linebreeding” con soggetti che si sa che riproducono seri problemi di salute, o peggio ancora, riprodurre con cani che abbiano malattie essi stessi, fa correre il rischio del disastro alla razza. Se un cane trasmette un problema di salute nella cucciolata, le sue cucciolate successive devono essere accuratamente monitorate e, se fosse necessario, il cane deve essere ritirato dalla riproduzione.

Questa é la nostra responsabilità verso la razza.

La sincerità verso ognuno di noi come allevatori ed il nostro senso di onestà devono impedirci di offrire o usare questi animali. Il futuro della razza sta nelle nostre mani e le decisioni che prendiamo possono ritorcersi contro di noi, distruggendo i nostri sforzi e rovinando il Collie.