Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
9 maggio 2008
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Dov'é finito il Movimento tipico

di  Hans Lehtinen & Chris Lummelampi

 

Quando osserviamo le esposizioni canine in generale ed in particolare le competizioni a livello di raggruppamenti, spesso siamo colpiti da una troppo frequente convergenza delle caratteristiche di razza, specialmente per quanto riguarda il movimento. La domanda è: stiamo ricercando un generico cane da esposizione, versatile ed abbastanza sano, ma che non rappresenta esattamente il tipo della propria razza? Siamo tentati, come allevatori e come giudici, di richiedere le stesse caratteristiche a tutti i cani da esposizione, indipendentemente dalla razza? Il movimento è la misura della struttura del cane. Se accettiamo che le differenze di movimento nei vari cani siano a mala pena distinguibili, finiremo col causare gradualmente un'alterazione nel tipo di razza. Possiamo, infatti, innescare un meccanismo per cui un afgano si muoverà come un barbone ed un barbone come un afgano. Se è questa la situazione, allora abbiamo bisogno di una discussione seria sulla tipicità del movimento che si osserva nei ring delle nostre esposizioni.

L’originale funzione di molte delle nostre razze è diventata obsoleta mentre le nostre società si evolvevano da agrarie ad urbane. A questo si aggiungano le pressioni per far modificare gli standard delle razze al fine di allevare cani “più sani”, come se gli standard esistenti avessero finora impedito di allevare cani sani, avessero frenato l’emergere di "nuovi talenti” tra i cani di razza pura ed avessero dirottato noi stessi dal vero tipo di razza. Quando oggi guardiamo il barbone, difficilmente possiamo non pensare a quella che era la funzione del suo lungo mantello in riferimento al lavoro di riporto nell’acqua ghiacciata: quando l’estremità del pelo era congelata, il mantello sottostante formava uno strato isolante che manteneva caldo il cane; oppure che la tosatura del barbone, con i quarti posteriori rasati corti, serviva a conservare la capacità della razza di lavorare con dei nastri colorati legati al ciuffo ed alla coda, che aiutavano il cacciatore a vedere il suo cane emergere al di sopra del campo. Il movimento del barbone ha determinato il suo impiego come cane da riporto: ci si aspettava che si muovesse con leggerezza, movimento che non richiede sforzo, e che oggi continua, o dovrebbe continuare, a fare parte del tipo di razza del barbone.

Nessuno si aspetta più che il Griffone di Bruxelles o lo Yorkshire Terrier caccino i ratti nell'ambiente urbano di oggi, ma questo non dovrebbe certo costituire una giustificazione per cambiare il loro originario tipo di razza. Nessuno si aspetta più che lo Shar Pei sia ancora impiegato come cane da combattimento, ma questo fatto non dovrebbe costituire una buona ragione perché non abbia più sulle spalle pelle sufficiente a permettergli di girarsi, se afferrato da un assalitore. In alcune razze, è la funzione che detta il movimento. In altre, sembra non esserci una spiegazione logica perché esse debbano muoversi in un determinato modo, eccetto che quando il movimento fa parte del patrimonio della razza e merita perciò un riconoscimento. Se il patrimonio di un Fox Terrier o il suo standard, come quello americano fa nel caso del Fox Terrier a pelo liscio, richiede che il cane muova le zampe anteriori come il pendolo di un orologio, non v'è ragione per la quale non dovremmo apprezzare questo movimento quando lo vediamo, per quanto raro possa essere oggi. Nel caso delle razze da compagnia o delle razze da utilità, il concetto di movimento tipico non dovrebbe essere meno importante. Pensiamo ad esempio al Chin giapponese: ci si aspetta che si muova con un movimento elegante, sollevando in alto i suoi piedi, o al pinscher nano ed al piccolo levriero italiano, con i loro passi lunghi, come richiesto dagli standard britannico ed americano. Per i piccoli levrieri italiani, i paesi continentali della FCI hanno avuto lo stesso problema fino a quando lo standard della razza non è stato improvvisamente cambiato  da parte del paese d'origine, per richiedere un movimento "normale". Naturalmente, siete autorizzati a chiedervi, come molti di noi hanno fatto, come ciò sia possibile senza un cambiamento strutturale dell’anteriore della razza, ed in particolare ci meravigliano alcuni cambiamenti degli standard fatti per accontentare i capricci "del paese d'origine". Anche se alcuni standard, elaborati per paesi in cui l'allevamento delle razze pure non ha una lunga tradizione, possono lasciare a desiderare, in qualche caso confrontare gli standard britannici, americani e quelli della FCI, risulta essere un'utile esercitazione. Prendiamo ad esempio lo standard del maltese. Quello britannico richiede semplicemente un movimento sciolto, mentre l’originale standard italiano descrive che cosa ci dobbiamo aspettare dal movimento di un maltese tipico: passi rapidi e corti che diano l'impressione che il cane si muova in avanti con i piedi che sfiorano appena il terreno. Oppure paragoniamo gli standard del barbone: quello francese mette in guardia contro un cane che copre troppo terreno quando si muove, mentre quello americano richiede un’azione elastica, proprio come lo standard dell’afgano, anche se il movimento delle due razze non potrebbe essere più diverso, con il barbone che balla intorno al ring in una maniera da vero "barbone" e l’afgano che si muove come se avesse delle molle sotto i piedi.

Le variazioni del tipo di razza nei diversi continenti sembrano inoltre giocare un ruolo su come ci aspettiamo che un esempio tipico della razza dovrebbe muoversi. Vediamo degli Shih Tzu in alcune parti del mondo, che sarebbero più a loro agio nel ring dei Lhasa Apso e viceversa. Sentiamo dire molto circa la polemica che circonda il loro movimento (dondolio verso l'alto o nessun dondolio per il Lhasa, esposizione dei cuscinetti plantari per lo Shih Tzu) e molti specialisti richiedono, quando giudicano i Lhasa, un movimento "brioso",  quando invece, in realtà, è un cane molto moderato, costruito in modo da muoversi con passo leggero, come un cavallo che trotta. Non così il più basso e pesante Shih Tzu, la cui struttura, se corretta, non gli permette di muoversi con lo stesso stile del Lhasa, che è dotato di gambe più lunghe e di forma diversa.

Troppo spesso ci sembra vengano usati gli stessi criteri per valutare le qualità di un cane e troppo facilmente ci facciamo impressionare  da una conduzione brillante e da una presentazione intelligente. Qualcuno ha osservato che troppo spesso crediamo che un cane ha un buon movimento se copre il terreno come un pastore tedesco, va e viene come un beagle e, soprattutto, ha il profilo di un setter, la vivacità di un cocker spaniel ed il comportamento generale di un barbone. Non importa se è un esemplare tipico della sua razza e ne incarni lo standard scritto e non scritto. Non importa se il suo aspetto è quello di un cane dalla struttura poco caratterizzata, espressione di nessun particolare tipo di razza, che soddisfa generici criteri  di solidità. Ciò renderà senza dubbio felice il Consiglio d’Europa ed eviterà terroristici titoli su razze di cani “non sane" o "malate". Ma dovrebbe mettere in allarme noi, che lavoriamo per preservare il vero tipo di razza e che siamo convinti che non abbiamo bisogno occasionalmente delle raccomandazioni del Consiglio sui principi di un sano allevamento, a non precipitarci a cambiare i nostri standard fino al punto in cui un Griffone di Bruxelles si trasformi improvvisamente in un Border Terrier. Non che ci sia qualcosa di male nei nostri standard di razza dal punto di vista della salute o della solidità, ma potrebbe esserci qualcosa di male nella nostra interpretazione di questi standard se sbagliamo nel senso dell'esagerazione.

Potrebbe essere utile esaminare lo standard del Pechinese che recita: "Rullio lento e dignitoso sul davanti. Questo movimento tipico non va confuso col rullio causato da una debolezza delle spalle. La solidità di queste è essenziale". Un bassethound in buona salute, con l’anteriore ricurvo (nello standard inglese) si muoverà bene, relativamente alla sua razza. Raddrizziamo le zampe anteriori ed otterremo un cane difettoso con un corpo pesante che pende fra le sue zampe anteriori invece essere avvolto da loro. Un posteriore ben costruito ma tipico di chow chow, abbastanza robusto e non cedevole sopra i garretti, permetterà al cane di muoversi con il suo tipico movimento ampolloso, ma una costruzione corretta permetterà al Puli di muoversi con un passo “... non allungato. Galoppo corto. Tipico movimento, passo breve, molto rapido, in armonia con un temperamento vivace. Movimento mai letargico o pesante".

I requisiti del movimento, per un certo numero di razze, non sono coerenti col concetto generico di “cane corretto", ben angolato nell’anteriore e nel posteriore, che si muove con un passo che copre terreno. Non vi è ragione per la quale dovrebbero esserlo, a meno che il nostro scopo non sia l'uniformità dei cani da esposizione.

Non è necessario che la maggior parte dei nostri cani si muovano, o ci si aspetta che si muovano, alla stessa maniera. E ci aspettiamo anche che si muovano tutti con la stessa velocità, senza riguardo alla razza. Un Rottweiler sarebbe una protezione migliore ed un ancor più invincibile difensore del suo padrone e delle sue proprietà se si muovesse con la stessa agilità di un kelpie australiano, cane da pastore che corre sui dorsi delle pecore per fare il suo lavoro? Oppure, il S. Bernardo sarebbe un cane migliore per il salvataggio sulle Alpi se corresse intorno al ring con la stessa facilità di un Saluki? Infatti, molte delle cosiddette razze da "rolling" vengono fatte muovere intorno al ring così velocemente che non hanno mai modo di mostrare il loro movimento caratteristico. Anche in questo caso potrebbe essere utile dare un'occhiata ad alcuni standard di razza. Lo standard del bulldog dice: "Particolarmente pesante e rigido, sembra che il cane cammini a passi veloci e brevi sulla punta dei piedi, senza sollevare quelli posteriori che pare sfiorino appena il terreno, e che corra con una delle spalle un po’ in avanti". O il Clumber Spaniel: "andatura rollante, tipica dei corpi lunghi e degli arti corti". O il Bobtail: "Quando cammina mostra da dietro un rollio come quello dell’orso”. Per accennare ad alcuni esempi di movimento tipico, diamo un'occhiata ai Cocker Spaniel e chiediamoci quanto spesso si vedono esprimere il tipico movimento concitato, o agli Irish Water Spaniel il cui movimento tipico è spesso descritto come quello di un marinaio ubriaco. E’ noto che alcuni barboni e spaniel si muovono così velocemente che i loro piedi posteriori non toccano mai terra (per non parlare del fatto che, al giorno d'oggi, non si vede quasi mai il vecchio affascinante movimento del cocker spaniel). Per onestà, si può dire che non pochi terrier, e qualche altro cane, effettivamente sono condotti con un guinzaglio talmente tirato che i loro piedi anteriori non toccano mai terra! “Impiccare" i cani a guinzagli tesi può servire quando c’è qualcosa che non va nella parte anteriore del cane e desideriamo ridurgli il peso sull'anteriore, nel tentativo di migliorare il movimento. Questa pratica però non fa che provocare un danno maggiore, poiché certamente attirerà l'attenzione del Giudice sul problema.

E' però un peccato quando, a cani che hanno un eccellente movimento dell’anteriore, non viene permesso di esibirlo a proprio vantaggio. Ed è un peccato che molte razze siano impiccate ai loro guinzagli e mostrino un portamento del capo innaturale o atipico, mentre gli handler dimenticano che il deerhound o il borzoi non hanno lo stesso movimento dell'afgano. Non tutte le razze dei cani si sono evolute per essere veloci. Si noti che lo standard americano dell’Alaskan Malamute recita: "Nel giudicare gli Alaskan Malamute, la loro funzione di cani da slitta per carichi pesanti nell'Artico deve avere la prevalenza su ogni altra considerazione”. Esso non è concepito come cane da slitta veloce destinato a competere nelle prove di velocità con le più piccole razze nordiche. E questo, diversamente del Siberian Husky, cui viene richiesto un movimento rapido e leggero. Il Bassethound, da parte sua, originariamente è stato allevato per essere un cane da cerca, abbastanza lento da permettere al cacciatore di seguirlo a piedi senza difficoltà; quindi, un basset con il suo autentico e cauto movimento non dovrebbe gareggiare in velocità con un levriero la cui funzione ed il cui stile di lavoro originale sono completamente diversi. Ancora, mettendo a confronto il Bassetthound col più piccolo cane francese, il Basset Fauve de Bretagne, vediamo che il movimento di questo differisce da quello del più pesante Bassethound perchè è stato creato per lavorare su un terreno differente, il fitto sottobosco della Bretagna.

Tutti i cani da esposizione hanno bisogno di esercizio e di condizionamento, al di là dei pochi giri intorno al ring di un’esposizione, per mantenerli al massimo della forma e per permettere loro di esibire a loro vantaggio un movimento tipico. Ma il giusto esercizio ed un appropriato tono muscolare non potranno mai mascherare le debolezze strutturali di base o le imperfezioni nel tipo di razza; potranno solo migliorare un movimento tipico già buono. Con le razze a pelo lungo spesso ci sforziamo, come allevatori, espositori e giudici, di bilanciare le esigenze del ring di conservare il mantello in buone condizioni, con la necessità di mantenere il cane al massimo delle condizioni fisiche con un adeguato esercizio. Finiamo spesso per avere cani flaccidi con mantelli fluenti, o cani muscolosi con mantelli scomposti, laddove invece dovremmo cercare una via di mezzo. Una delle ironie della vita è che alcuni dei cani a pelo lungo che sono mantenuti in box metallici e recinti da esercitazione, come fanno spesso in America, hanno una meravigliosa muscolatura; forse perché passano le loro giornate muovendosi su e giù nei loro box?

Lo stesso vale per altre forme di tecnologia che cominciano ad essere introdotte nel mondo dei cani da esposizione. Abbiamo bisogno di una giusta via di mezzo fra le macchine da esercitazione, le pedane mobili, ed altre forme di allenamento. Qualcuno dà la colpa di uno scadente movimento dell’anteriore all'uso eccessivo di pedane mobili, altri pensano che l'esercizio sulla pedana mobile, se usata troppo frequentemente, può limitare il movimento del cane accorciandone il passo e provocando un movimento particolare del posteriore. Invece di condannare del tutto le pedane mobili, sarebbe utile vederle come eccellenti sussidi per esercitare i cani in condizioni atmosferiche avverse, quando fare l'esercitazione all’esterno è impossibile, da completare poi con altre forme di esercitazione (passeggiare, andare in bicicletta o lasciare liberi i cani di galoppare nei campi.

Non molti di noi hanno la possibilità di frequentare un famoso club dell’afgano negli Stati Uniti, dove un cane può correre su e giù per la collina in un percorso a "L" che lo costringe a volte al trotto ed a volte al galoppo. La diversificazione dell'esercizio farà sì che il cane utilizzi tutti i suoi muscoli al massimo e lo mantiene in condizioni ottimali. Ma, per tornare all’argomento di questo articolo, un cane, per quanto abbia una buona muscolatura e per quanto si muova bene, non è un esempio tipico della sua razza se non ha un movimento tipico. E se accettiamo piccoli cambiamenti nel movimento di una razza, accetteremo anche piccoli cambiamenti nella struttura, nelle proporzioni e nel tipo generale della razza fino a che non ci ritroviamo con un generico cane da esposizione. E parlando di proporzioni, avete notato quanti degli attuali cani da esposizione stanno perdendo la lunghezza delle zampe?

Comprendere il movimento corretto è importante, ma comprendere il movimento tipico è essenziale se vogliamo preservare la tipicità della razza. Imparare a memoria lo standard della razza può non essere sufficiente, perché, per parafrasare Tom Horner, ogni bambino può imparare a recitare le preghiere, ma per capirle occorreranno degli anni. Di conseguenza, non dovremmo avere troppa fretta.