Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
14 marzo 2008
 

IL MIO NOME E' MAX

di  J. D. Ellis

 

Il mio nome è Max e vorrei bisbigliare una cosina nel tuo orecchio.

So che voi esseri umani conducete una vita molto impegnata. Alcuni di voi devono lavorare, altri hanno dei bambini cui badare. Sembra sempre che corriate di qua e di là, spesso addirittura digiunando, senza mai avere il tempo per soffermarvi a riflettere sulle cose veramente importanti della vita.

Ora, guarda giù verso di me, mentre te ne stai seduto là al tuo computer. Vedi i miei occhi scuri guardare i tuoi? Ora sono un po' appannati, é l'età. Il pelo grigio sta cominciando a spuntare sul mio muso fiacco. Mi sorridi; vedo amore nei tuoi occhi. Tu cosa vedi in me? Vedi uno spirito, un’anima che ti ama come nessun altro potrebbe al mondo? Un essere che perdonerebbe qualunque errore in cambio di un solo attimo del tuo tempo? Questo è tutto ciò che chiedo. Di rallentare il tuo tempo affinché qualche minuto tu possa dedicarli a me.

Tante volte ti sei rattristato per le parole che hai letto su quello schermo, per la morte di altri della mia specie. Sì, a volte moriamo giovani, e così rapidamente, strappando improvvisamente i vostri cuori dai vostri petti. Talvolta invece invecchiamo molto lentamente prima che i vostri occhi possano accorgersi che vi stiamo guardando con i musi brizzolati e gli occhi appannati dalla cataratta. Ma l'amore è ancora sempre là, anche quando alla fine cadiamo in quel lungo sonno, per andare a correre liberi in terre lontane.

Potrei non essere più qui domani; potrei non essere qui la settimana prossima. Per qualche giorno scenderanno lacrime dai tuoi occhi, quelle lacrime che gli esseri umani versano quando un profondo dolore prende le loro anime e ti arrabbierai con te stesso per non avere avuto solo "un altro giorno" per me. Ma io ti amo così; il tuo dolore tocca il mio spirito e lo affligge.

Abbiamo solo questo momento per stare insieme. Vieni, siediti qui, accanto a me, sul pavimento. E guarda nel fondo dei miei occhi. Che cosa vedi? Se osservi intensamente ed in profondità parleremo, tu ed io, cuore a cuore. Vieni da me non come un "capobranco" o come un "addestratore" o persino come "madre” o come “padre", vieni da me come un essere vivente, accarezza la mia pelliccia, guardiamoci l’un l’altro negli occhi e parliamo. Potrei dirti di come sia divertente rincorrere un palla da tennis, oppure qualcosa di più profondo su me stesso o anche sulla vita. Hai deciso di avermi nella tua vita (spero!) perché volevi che un altro essere condividesse con te queste cose.

Qui c’è qualcuno che è molto diverso da te. Sono un cane, ma sono vivo. Provo emozione, provo dolore fisico e posso rivelarti le differenze tra i nostri spiriti e tra le nostre anime. Non penso a te come a un "cane con due zampe", so quello che sei. Sei umano, in tutta la tua stravaganza, ma ti amo lo stesso.

Ora, vieni a sederti con me, sul pavimento. Entra nel mio mondo e permetti al tempo di rallentare anche solo per 15 minuti. Guarda in profondità nei miei occhi e sussurra ai miei orecchi. Parla con il tuo cuore, con la tua gioia e io conoscerò il tuo vero essere. Può darsi che non abbiamo un domani e la vita è, oh, così breve!

Con amore, Max