Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
12 agosto 2009
 

Lezioni di Vita

di  Judie Evans

 

All’inizio del nuovo anno la vista dei recinti pieni di cuccioli novelli per la prossima stagione di esposizioni é sempre molto eccitante per me. Come allevatore, non provo emozione o soddisfazione più grande che nel valutare le nuove speranze, nel vedere quali cambiamenti o quali miglioramenti siano venuti dai miei ultimi accoppiamenti. E’ il brivido della sfida di creare la prossima generazione, mentre si tenta di raggiungere quella perfezione che noi tutti cerchiamo e che invariabilmente ci sfugge.

Io ho un vantaggio, ed é quello di poter sedere ogni mattina alla tavola della mia sala da pranzo e, mentre bevo il mio caffé, guardare i miei cani che fanno chiasso tutti insieme sulla scarpata; i vecchi cani rimangono sotto i meli, mentre i giovani inseguono gli scoiattoli o corrono tra i cespugli.

Questa mattina, seduta al mio solito posto, mi é improvvisamente venuto in mente che valutare semplicemente le nuove speranze non é necessariamente il modo migliore o l'unico modo per analizzare i successi ed i fallimenti del mio programma di allevamento.

Là, di fronte a me, dal più vecchio ai più giovani, ci sono i risultati dei miei sforzi, e se solo sarò capace di guardarli da vicino per esaminare l'evoluzione delle qualità e dei difetti, avrò avuto una lezione di vita, non solo teorie o libri di testo a farmi da guida.

Così ho cominciato col più vecchio: ora ha quasi 13 anni, ed ho esaminato attentamente e criticamente le qualità che penso possieda. Allo stesso tempo, ho preso in considerazione i difetti che ha e che sto cercando di migliorare. Ogni stallone porta il proprio particolare bagaglio in un allevamento e, valutando un gran numero delle sue cucciolate, é possibile determinare quale delle sue virtù, ma anche quale dei suoi difetti, sono dominanti in lui. Questa é una considerazione molto importante, perché un cane che non sia dominante per le qualità che possiede é dannoso in un programma di allevamento quanto uno che riproduce i suoi difetti.

Essere capace di guardare a quello che uno stallone riproduce, avendo a disposizione molte generazioni per valutarlo, ci dà la possibilità di apprezzare l'influenza che lui ha effettivamente avuto in un programma di allevamento.

Valutando il vecchio cane, ho potuto apprezzare ancora una volta il suo profilo eccezionale, il collo lungo ed aggraziato, le costole ben discese ed una buona angolazione del posteriore con una meravigliosa curva della grassella. Allo stesso tempo, però, avrei voluto che avesse una maggiore lunghezza ed un posteriore più sostanzioso. Essendo io una persona di "lineamenti", il ritratto complessivo del Collie é di estrema importanza per me e la mia ispirazione é stata sempre il profilo tipico dei Tokalon, che io so fu modellato sulle immagini di cani come Golden Ruler e Storm Cloud.

Io ho bisogno di vedere le curve aggraziate, l'arco del collo ed il fiero sguardo del Collie quando guarda lontano. Fra tutti i cambiamenti che ho tentato di ottenere nell’equilibrio del corpo e nei dettagli, questo ritratto deve essere là, prima di ogni altra cosa, o per me quello non é un vero Collie. Così li ho guardati mentre tutti insieme, in piedi, guardavano fisso i cavalli nel pascolo lì accanto: colli arcuati, orecchie in avanti, dal più giovane al più vecchio, sfoggiando tutti una struttura omogenea ed ho capito che almeno sotto quell’aspetto ero rimasta fedele al mio progetto originario.

Guardando più attentamente alla prima generazione, i figli del vecchio cane, ho potuto notare alcuni cambiamenti rispetto al modello originale: alcuni di questi cani sono dotati evidentemente di un dorso più lungo, ed io mi sono ricordata di quegli incroci che ho fatto per recuperare un movimento più efficiente. Sono stata lieta del posteriore più solido, ma allo stesso tempo ho notato che alcuni di loro avevano perso la bella curva del posteriore.

Passando alla generazione successiva, ho rilevato che il profilo superiore non era abbastanza buono come quello dei loro genitori: alcuni di questi cani erano troppo alti nella parte posteriore. Ed ho notato pure che mentre con un altro incrocio avevo tentato di livellare il profilo superiore e recuperare la buona angolazione del posteriore che era andata perduta, le parti anteriori mi sono letteralmente scivolate sotto! E con l’accoppiamento seguente ero tornata di nuovo al progetto di provare a mantenere il posteriore forte, recuperare l'angolazione, pareggiare la linea superiore e mantenere la lunghezza del collo e la disposizione della spalla.

L’intero panorama era là, di fronte a me, ed io potevo vedere i risultati positivi dell'outcross che avevo fatto, essendo allo stesso tempo consapevole dei risultati negativi originati dal mio sforzo di contrastare il lavoro di Madre Natura. Mi sono resa conto della difficoltà di tentare di riavere una qualità perduta, mentre contemporaneamente tentavo di conservare i miglioramenti che avevo ottenuto.

Nessun manuale può spiegare questa lotta così chiaramente come i cani stessi, se troviamo il tempo di guardarli in maniera critica.

Dopo ho rivolto la mia attenzione ai dettagli della testa, per vedere se potevo seguire la progressione delle modifiche che avevo tentato di fare.

Per me, il bel profilo del Collie, con il suo leggero ma percettibile stop, é rafforzato da una mascella ben definita e da labbra strette, asciutte, con una moderata profondità della testa dal sopracciglio alla gola. Anche se alcuni potrebbero obiettare che la profondità della testa e la gola allentata sono solo un’illusione, mi sento molto delusa quando vedo tante gole ridondanti nei ring di oggi. L’immagine di eleganza e raffinatezza per me é perduta, non importa quanto squisito sia l'occhio o l’espressione: quando le labbra pendono e la gola mostra abbondanza o eccesso di pelle, viene distrutto l'aspetto di quella testa propensa alla leggerezza. Io mi ritengo fortunata perché il mio vecchio stallone eccelle in quelle qualità che io desidero vedere nella testa e nel profilo ed ora mi sembra ovvio, guardando i suoi nipoti, che é stato dominante per quelle qualità. Tuttavia c'é sempre spazio di miglioramento e negli esempi che avevo qui di fronte a me da esaminare da vicino, potevo vedere gli effetti degli incroci fatti per ottenere una testa più lunga o un cranio più leggero.

Ho notato che mentre alcuni di questi incroci mi avevano dato una testa più lunga, in qualche modo la disposizione dell’occhio era cambiata e di conseguenza l'espressione ne risultava alterata, e non sempre in meglio. Guardando i giovani che erano il risultato di alcuni di questi accoppiamenti, soprattutto accoppiamenti in outcross, poi di nuovo riaccoppiati all'interno della famiglia originaria, ho potuto osservare come alcuni di loro hanno migliorato, conservando una qualità ricercata o forse mostrando solo una sfumatura di miglioramento, ma mantenendo ancora l'espressione desiderata, e come altri, invece, erano stati più decisi nel cambiamento, ma avevano perso alcune delle qualità che io ritengo importanti, come la corretta disposizione dell’occhio.

Le lezioni erano tutte qui di fronte a me, molto più interessanti, concrete e personali di qualsiasi cosa che io avrei potuto leggere in un manuale. Ho trascorso la mattinata a riflettere sui vari incroci che avevo fatto. In uno sguardo al passato, ho potuto capire come ciascuno di loro ha apportato qualcosa di particolare al mio programma, ognuna identificabile in maniera univoca, aggiungendo un sapore particolare al risultato finale. Ma, ovviamente, questo non é realmente il risultato finale perché, come allevatori, noi continuiamo la ricerca di quelle qualità che servono a migliorare le nostre creazioni, sempre lottando con Madre Natura e con la nostra interpretazione dello Standard.

Per questo, all’inizio del nuovo anno, vi consiglio di andar fuori e di guardare attentamente i vostri cani, specialmente se siete abbastanza fortunati da avere diverse generazioni da studiare, e di valutare i vostri successi, ma anche i vostri fallimenti. E non abbiate paura ad ammettere gli errori, poiché essi possono darci spesso lezioni più profonde e significative che non i successi, mentre, allo stesso tempo, ci ricordano come può essere stimolante e gratificante, in ultima analisi, la ricerca della perfezione.