Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
6 Agosto 2011
 

Origini e Storia del Bearded Collie da Lavoro

di  Lucio Rocco

 

I nostri ringraziamenti vanno a Barbara Claxton, Consigliere del Northern California Bearded Collie Fanciers, per l'entusiasmo con cui ha accettato di collaborare, mettendo generosamente a nostra disposizione la sua esperienza di lavoro con i bearded. Le foto qui riportate sono di sua proprietà, così come i cani in esse rappresentati, che sono il Campione di herding Cynamen Artisan Rising Star (all. Cindy Mendona e Ann Witte, Omaha, Nebraska, USA), Cynamen With A Touch Of Faith (all. Cindy Mendona, Omaha, Nebraska, USA) e Headlines Rhapsody in Blue (all. Lisa Voss, Vallejo, California USA).

 

Prima dell’avvento delle ferrovie e dei trasporti su ruote, gli animali da trasferire da una località all'altra dovevano viaggiare via terra ed i pastori avevano bisogno dell’aiuto di cani in grado di percorrere grandi distanze e contemporaneamente proteggere le mandrie.

Vi erano però esigenze diverse: mentre alcuni avevano bisogno di un cane leggero e veloce, ad altri occorrevano cani robusti, dotati di grande resistenza.

Come da sempre è accaduto con i cani, la funzione ne stabilì la forma. Ma quando cominciarono le esposizioni di bellezza, la forma divenne essa stessa funzione.

L’evolversi delle condizioni e dei metodi di lavoro comportò un ulteriore sviluppo delle razze e mentre alcune si specializzarono nel guidare i cani ai pascoli di montagna e poi di nuovo a valle, altre ebbero le funzioni di una vera e propria “recinzione”.

Il nome delle razze era generalmente legato alla funzione. Nel caso del Bearded Collie invece esso fu generato sicuramente dal suo aspetto.

L'allevamento del bestiame in Gran Bretagna risale all'età del bronzo. In questa fase storica, datata tra il 3500 ed il 1200 a.C. circa, la società inglese divenne una civiltà agricola. L’allevamento del bestiame assunse sempre più importanza nell’economia ed importanti divennero di conseguenza i cani, perché gli allevatori ebbero bisogno di protezione per il loro bestiame.

Si può pensare che l'allevamento cominciasse a selezionare certe caratteristiche utili per la conduzione del bestiame. Era nata la prima forma di allevamento selettivo.

Una delle prime opere in cui si trova la denominazione "Bearded Colley" é il libro di Hugh Dalziel, “British Dogs", del 1879. L’autore scriveva: “Ad ovest della Scozia vi è un cane dalla faccia ispida e molto peloso, chiamato ‘the bearded colley’, molto diverso dal colley vero, per avere la faccia coperta di pelo ruvido, una costruzione piuttosto pesante ed un mantello ispido e duro. Penso che sia un incrocio con un Otterhound o un Deerhound; più probabilmente il primo.”.

Nel secondo dei tre volumi dell’opera, pubblicato nel 1888, Dalziel aggiunse: "Il bearded collie della Scozia meridionale, che un tempo avevo pensato come probabile incrocio con il Deerhound o l’Otterhound, è forse più probabilmente il risultato di un incrocio tra Collie ed English Sheepdog; esso possiede senz'altro quelle caratteristiche che un simile accoppiamento potrebbe spiegare".

Nel 1907 fu pubblicato il libro di Robert Leighton, "The New Book of the Dog", una delle opere più importanti di tutti i tempi. In esso vengono descritti non solo i cani inglesi, ma anche i cani continentali dell’Europa e dell'Asia. Fu James C. Dalgliesh a scrivere il capitolo sul Collie. Invece quello sull’Old English Sheepdog fu scritto da Aubrey Hopwood. Secondo Hopwood, il Bearded Collie non era altro che una variante dell’Old English Sheepdog, caratterizzata dal fatto di possedere la coda.

 L'amputazione della coda era infatti un'usanza tipicamente inglese e nasceva dalla necessità di distinguere i cani da lavoro da quelli di lusso per i quali era dovuto il pagamento di una tassa.

Nelle pagine di questo capitolo c'è una figura che riproduce un quadro del 1770 dipinto da Thomas Gainsborough, che rappresenta Henry Scott, terzo duca di Buccleuch, con un cane da pastore. Sul dipinto si sono avute opinioni discordanti ed in realtà non c'é alcuna prova che il cane riprodotto fosse realmente un Old English Sheepdog. Personalmente nutriamo molti dubbi sul fatto che un nobile scozzese possa essersi fatto ritrarre abbracciato ad un cane inglese. Se invece il cane del quadro fosse un bearded collie, allora tutto si spiegherebbe.

Nel successivo libro di Robert Leighton, "Dog and all about them", del 1910 si legge, sempre a proposito del Beardie: "Questo cane e l’Old English Sheepdog sono apparentemente molto simili, ma il bearded è più vivace, ed ha una testa che ricorda più quella del Dandie Dinmont che non quella del Bobtail". Ed ancora: "E’ il cane preferito dai macellai e dai mandriani che hanno a volte mandrie di bestiame difficili da gestire; è adatto ai terreni accidentati e rocciosi, è dinamico nei movimenti e sicuro nel passo come una capra selvatica. Può sopportare il freddo e la pioggia senza disagio e può vivere senza problemi sugli altopiani delle Highland dove altri animali, meno robusti, potrebbero soccombere”.

Nel 1927 fu pubblicato, in due volumi, il libro di Edward C. Ash, “Dogs: Their History and Development", che ancor oggi è senza dubbio la più grande opera sul cane mai stampata in inglese. In questo libro Ash esprimeva alcune sue perplessità sul Bearded collie: "E' difficile dire se il bearded collie sia stato in un lontano passato indigeno della Scozia, o se questi cani dal pelo arruffato si siano evoluti in qualche regione del Nord Europa e successivamente diffusi in Scozia".

Kathryn Braund, nel suo libro del 1975, “Uncommon dog breeds”, suggerisce che l’antenato del Bearded Collie possa essere stato l’Highland Collie, un misterioso cane vissuto un centinaio di anni fa in Gran Bretagna.

Nel 1971 Ada Bishop pubblicò il libro dal titolo "All about the Collie". Nel capitolo sul Bearded, citò uno scritto di J. Russell Greig in cui era avallata l'idea che il Beardie fosse una delle razze più antiche del Regno Unito: "Una delle prove più convincenti é che la razza è del tipo dominante”, cosa che si può facilmente verificare nell'incrocio con qualsiasi altra razza. Una razza nuova non può avere una tale forza genetica.

Anche Iris Combe volle dire la sua sul beardie. L' ipotesi sostenuta era che l’origine dei cani da pastore della Gran Bretagna settentrionale risalisse all’invasione romana. Fonti storiche ci confermano che i romani introdussero gli ovini in Gran Bretagna, e quindi, probabilmente, anche i pastori coi loro cani; le pecore portate dai romani erano di ceppi provenienti dalla penisola iberica e dal Nord Africa. Se consideriamo la somiglianza del beardie con l’Egyptian Sheepdog, l'ipotesi di Iris Combe si dimostra abbastanza plausibile.

Oggi le teorie più accreditate fanno risalire le radici della razza all'Europa Centrale. Il Bearded Collie potrebbe cioé derivare da un incrocio con il polacco Lowland Sheepdog (Polski Owczarek Nizinny, nella denominazione originale). Tra il 15° ed il 16° secolo infatti Scozia e Polonia ebbero continuati contatti commerciali. Un commerciante polacco, tale Kazimierz Grabski, portò nel 1514 alcune pecore in Scozia, ed insieme anche i cani abituati a lavorare con esse. Questo cane, incrociato con cani trovati sul posto, potrebbe aver dato origine al Bearded Collie nel corso degli anni. L'altra teoria è legata invece al Komondor. Si tratta di un cane di origine asiatica portato probabilmente in Ungheria dai Magiari.

Ma secondo altri studiosi, queste ipotesi non reggono, perché i bearded collie erano presenti in Gran Bretagna fin dal 2000 a.C..

Più in generale si può dire che é quasi certamente fondata l’ipotesi che sia stata l'Asia centrale, la patria d’origine di tutti i cani da pastore del mondo, e che la loro diffusione sia avvenuta con le tribù nomadi che migravano verso ovest con tutte le loro cose, pecore e cani compresi. In particolare i cani in viaggio con le popolazioni di iberici e celti arrivarono in Gran Bretagna e si stabilirono nel nord delle Highland della Scozia.

Certo è che il cane da pastore ha accompagnato l’uomo in tutti i suoi spostamenti. La somiglianza del Barbucho o pastore della Patagonia con il bearded collie non può che essere attribuita alla migrazione dei coloni scozzesi dalla patria d’origine al Sudamerica. I primi bearded furono importati negli Stati Uniti solo nel 1957 e dieci anni dopo ne fu registrata la prima cucciolata. Molti anni prima, nel 1910, due beardie furono mostrati in un'esposizione a Calgary, in Canada, come riporta la rivista Collie Folio. Ma in quel paese la "colonizzazione" sarebbe cominciata già nel 1880, come afferma Freeman Lloyd in un articolo del 1919. Nell'emisfero sud del mondo il beardie deve essere arrivato nello stesso periodo. Un articolo del 1929 del giornale THE AUSTRALIAN ne parla diffusamente, ma esistono prove fotografiche della presenza della razza in Australia già verso la fine del 1800.

Cento secoli fa l'uomo allevava già il cane, quasi certamente non perché gli facesse compagnia, ma da allora il cane ha saputo conquistare ruoli sempre più prestigiosi nella società degli uomini, fino a diventare un insostituibile compagno di lavoro, e specialmente il cane da pastore ha saputo nei secoli rafforzare sempre più quest'antico legame, come anche questa breve storia di un altro importante membro della stirpe del collie ha dimostrato.