Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
28 gennaio 2012
ENGLISH
 

l'espressione

di  Lucio Rocco

 

Come tanti altri termini usati in cinofilia, la qualità che descriviamo con la parola “espressione” è estremamente difficile da definire. Tuttavia essa viene costantemente usata  come se tutti ne avessimo la stessa idea, salvo poi accorgerci, cercando di approfondirne il senso, che ognuno ne dà un'interpretazione diversa.

Ciò accade perché gli standard sono troppo legati alla parola (e come potrebbe essere altrimenti!) per descrivere le qualità richieste ai soggetti di una certa razza, ma spesso le parole sono insufficienti ad illustrare caratteri che non sono neanche completamente fisici.

Assieme alla difficoltà di definire l'espressione a parole, esiste un ancor più arduo disagio nel valutarla. Eppure, saperla comprendere e giudicare è della massima importanza, perché in tutte le versioni dello standard si parla della testa come della parte più importante del collie e non è possibile valutare una testa se non si è capaci di coglierne appieno l’espressione.

Le qualità della testa, insieme all'equilibrio e ad un movimento appropriato sono le qualità che fanno, di un cane qualunque, un collie; la testa è dunque un carattere di tipicità e l’espressione è quella qualità che fa, di un mediocre cane da pastore, un VERO COLLIE. E’ per questo motivo che difficilmente un Giudice che non sia uno specialista per aver allevato, studiato ed osservato per anni la razza, potrà essere un buon Giudice di collie. Per quanto bravo gli mancherà la capacità di cogliere l’essenza della razza che è nell’espressione.

Con questo non vogliamo sposare la tesi che é solo la testa a fare un buon collie e che sia possibile giudicare la testa indipendentemente dal resto del corpo, come molti Giudici ed allevatori, “cacciatori di teste”, credono. Generalmente in un collie essa è il termometro della sua tipicità, ma ogni qualità va sempre valutata in un quadro complessivo di insieme, e ciò per qualsiasi razza.

Lo standard recita: “L’espressione è di grande importanza. Nel considerare i valori relativi, essa è ottenuta dal perfetto equilibrio e disposizione del cranio e della canna nasale, dalla dimensione, forma e colore degli occhi, dalla corretta posizione e portamento delle orecchie”.

Ma non di sole caratteristiche fisiche è fatta l’espressione, essa ha in più qualcosa che viene dal profondo. Più avanti infatti lo standard continua: “L’espressione è piena di intelligenza e quando il cane è in ascolto lo sguardo è vivo e attento”.

Quali sono dunque le caratteristiche fisiche che contribuiscono a formare l’espressione? Seguiamo lo standard nel ricercarle.

Cranio e canna nasale

Cranio piatto e della giusta ampiezza, muso di pari lunghezza, arrotondato non squadrato, pieno; il tutto combinato in modo da costituire un unico pezzo con il cranio, cosicché la testa sia un singolo elemento senza spigoli o interruzioni, proporzionata, a forma di cuneo, rappresentando questa costruzione l’esatta idea di quell’equilibrio che tante volte viene richiamato dallo standard.

Alla ricerca della corretta espressione é più facile esaminare cranio e canna nasale osservando il profilo della testa per ricercarne la giusta costruzione. In questo modo salteranno subito all'occhio gli errori nelle proporzioni relative (cranio e canna nasale di lunghezze differenti, profondità del cranio esagerata) gli elementi di discontinuità (uno stop troppo marcato che rompe il profilo dividendo la testa in due pezzi distinti, spesso incidendo anche sul parallelismo degli assi cranio-facciali e sulla corretta inserzione degli occhi). Questi sono gravi errori di tipicità a cui ci sottrae l'osservazione di un corretto profilo dalle linee nitide e "pulite".

Occhi

Quanta importanza hanno gli occhi nella valutazione del collie! Quegli occhi capaci di dar vita ad uno sguardo che sembra volerti leggere l’anima e che hanno forse proprio in questa caratteristica la capacità di riconoscere immediatamente una persona dall’animo gentile. Questa opinione non sarà certamente condivisa dai tanti allevatori europei che negli ultimi anni sembrano aver intrapreso una personale guerra agli occhi del collie, nel tentativo di chiuderli quasi del tutto. Non grandi, non rotondi, non sporgenti, ma neanche piccoli, neanche ridotti a una fessura, neanche incavati. Il collie lavora anche con gli occhi, non come il border che ammalia ed ipnotizza, ma guardando lontano, coprendo con lo sguardo l’altopiano scozzese dove le sue pecore pascolano, cogliendo anche l’impercettibile movimento di un agnello che pericolosamente si avvicina a un precipizio.

Dunque occhi della grandezza giusta, a forma di mandorla, inseriti obliquamente, con le linee che ne attraversano gli angoli che si incontrano al centro dello stop, di colore scuro. Qui lo standard fa una eccezione per gli occhi blu del merle, ma noi (si tratta però  solo di un’opinione personale) siamo dello stesso parere del tuttora rimpianto Giudice Paolo Ciceri, che le ultime generazioni di allevatori non hanno purtroppo conosciuto, il quale soleva dire: "sarà anche ammesso, ma sempre difetto é ...". A nostro parere infatti l’occhio blu o macchiato di blu, pur ammesso dallo standard, guasta irrimediabilmente l’espressione dolce del collie.

Orecchie

Quanto tempo perde un allevatore nella cura delle orecchie dei suoi collie! E fa bene, perché questa componente è della massima importanza nel realizzare la giusta espressione. Inserite bene in alto sulla testa, messe alla giusta distanza, con la richiesta piegatura a 2/3, arrotondate e non grandi.

I difetti delle orecchie riflettono spesso i difetti del cranio; così orecchie troppo laterali potrebbero essere la conseguenza di un cranio eccessivamente largo, orecchie male inserite essere provocate da un cranio arrotondato e non piatto (in questi casi la testa apparirà pesante) ed orecchie troppo vicine conseguenza di un cranio esageratamente stretto.

Ma l'espressione non è solo un insieme di caratteristiche fisiche, ha una componente che fisica non è, ma attiene piuttosto a qualcosa di interiore che il Collie esprime attraverso lo sguardo. E' questa l'espressione che ritroviamo negli "shepherd dogs" rappresentati nei dipinti di Elsley, di Landseer, di Barker, di Sargent Noble e di tanti altri che in epoca vittoriana hanno saputo rappresentare sulla tela l'animo di questo cane.

Così la vera espressione del Collie si esprime attraverso un contegno nobile e fiero, che rivela attenzione, intelligenza, solennità.

Lo standard del 1910 a questo proposito diceva: “L’espressione è ottenuta dalla perfetta combinazione di testa e muso, misura, forma, colore e disposizione dell’occhio e dalla corretta posizione e portamento delle orecchie, cose che danno al cane quello sguardo dolce, sognante, attento e vigile che rende un perfetto collie il più bello tra le razze canine".

Lo sguardo sognante é quello di chi rimane ben vigile e sogna guardando oltre i limiti del proprio sguardo; uno sguardo che denota vivacità ed attenzione, astuzia e intelligenza, maestosità e nobiltà. Questa è la vera espressione del Collie.

 Viceversa, un'espressione diffidente, come spesso si vede, e che viene giustificata con il naturale riserbo del collie, o lo sguardo imbambolato del cane "inutile", è estranea a questa razza.

Un buon Collie ha sempre una buona espressione, non perché essa da sola sia sufficiente a far diventare buono qualunque mediocre collie, ma perché essa assomma e riassume le altre grandi qualità.

E' quanto affermava l’allevatrice americana Trudy Mangels (Brandwyne): “La testa è la caratteristica che distingue il superiore dall'ordinario. In nessun'altra razza di cani la testa é così importante nella valutazione dell'eccellenza come nel Collie”. E sull'espressione aveva un’opinione del tutto personale e poetica, che la portava a dire: “Nessun altro fattore come l’espressione contribuisce tanto alla bellezza del Collie. Quando lo osserviamo in atteggiamento naturale, possiamo cogliere qualcosa che é all’origine del pensiero”.

Per concludere vogliamo ricordare quella che ancor oggi, dopo più di un secolo, rimane la migliore definizione verbale dell'espressione, dovuta alla sensibilità di quel grande cinofilo che fu  Packwood: "Hai mai osservato il volto del tuo cane? E' un indicatore così sincero del suo carattere come lo é il volto di un essere umano. L'espressione caratteristica del Collie tipico può essere descritta come una suggestiva combinazione di intelligenza, devozione, obbedienza, furbizia, e malinconia".