Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.48
 
   
 
 
10 aprile 2012
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dialoghi sul collie 2012:

resoconto informale sui nostri informalissimi incontri

di  Lucio Rocco

 

Vogliamo innanzi tutto ringraziare tutti i partecipanti.

La maggior parte di loro ha affrontato un lungo viaggio pur di essere qui.

Purtroppo la conformazione fisica della nostra penisola è tale che spesso le iniziative prese nel nord rimangono circoscritte a chi nel Nord vive. Lo stesso accade per il Sud, ma questa volta, con un piccolo sacrificio sono state superate le naturali barriere geografiche.

Grazie agli organizzatori locali, con Giorgio Napoli in testa, che hanno fatto in modo che tutti si sentissero  "a casa" e non hanno smentito la proverbiale ospitalità meridionale.

La concomitanza non tanto con l’assemblea dell’ENCI, quanto con quella della SIC è dovuta solo ad incolpevole inesperienza. Si è pensato che il contemporaneo appuntamento con l’esposizione internazionale di Eboli potesse portare a Paestum qualcuno di quei partecipanti, cosa che tuttavia non si è verificata.

In realtà la data di questi “DIALOGHI” è stata scelta più in base a ragioni logistiche che cinofile. Da queste parti infatti la stagione turistica è ormai alle porte ed è difficile trovare posto nelle strutture ricettive.

Veniali errori di inesperienza. Se, come tutti hanno auspicato, ci sarà un seguito nei prossimi anni, sicuramente gli organizzatori faranno tesoro di quanto imparato in questa occasione.

Non si è sentita la necessità di “verbalizzare” gli incontri data l’assoluta mancanza di protocollo: si è dialogato passeggiando lungo la spiaggia, sedendo a tavola tra una portata e l’altra, prendendo il caffè davanti ad un bar.

Del resto non era questo lo scopo di questi “dialoghi” che hanno abolito ogni veste ufficiale in modo da permettere a tutti di esporre i loro problemi e le loro curiosità, di chiarire il loro punto di vista e raccontare la loro esperienza, in modo che anche chi da poco tempo si é affacciato al mondo dei collie non si trovasse isolato e potesse comunque avere risposta ai propri dubbi.

Innanzi tutto si è voluto offrire ai partecipanti la possibilità di vivere queste giornate come un’opportunità di vacanza. Ed alla fine tutti hanno concordato che effettivamente una vacanza è stata, con tanto splendido mare, tanta storia, ottimo cibo e l’occasione di incontrarsi, conoscere nuovi amici e rivedere i vecchi.

Tutti insieme a condividere la stessa passione, così come accadeva in tempi migliori.

La presenza dei collie poi (ai partecipanti era stato richiesto di portare, se possibile, i loro cani) è servita a fare pubblicità alla nostra razza, che da queste parti non è affatto diffusa, e poiché molto tempo è stato speso all’aria aperta per godere degli splendidi luoghi e del sito archeologico meglio conservato al mondo, il ritorno di immagine che è venuto alla nostra razza è stato notevole.

Venendo alla parte più propriamente cinofila dei nostri dialoghi, è stata messa in evidenza una pressante richiesta, da parte degli appassionati, di collaborazione da parte della cinofilia ufficiale che molti ritengono dovrebbe avere proprio il compito di sostenere ed assistere chi desidera avvicinarsi alla razza.

Ci sono molti, tra gli appassionati del collie, che non parteciperanno mai ad una esposizione, ma che comunque hanno la necessità di avere informazioni per far crescere nel migliore dei modi il loro cani. Non c’è risposta per loro dalla cinofilia ufficiale, che sembra impegnata solo a produrre “campioni”.

Molti dei partecipanti hanno raccontato di non essere affatto attratti dalle esposizioni di bellezza, ma tentati invece dall’idea di fare lavoro con il proprio cane ed hanno lamentano l’assenza di un organismo cui rivolgersi per avere informazioni ed iniziare questa attività.

Molto sentito è il problema delle malattie genetiche di cui molti appassionati del collie sentono parlare, ma su cui ricevono talvolta informazioni distorte che hanno il solo effetto di allontanare la gente dalla razza. Le malattie genetiche legate alle varie razze spesso non sono ben note neanche ai veterinari, e questo è un problema che spaventa.

Non esiste un organismo ufficiale che certifichi la serietà degli allevatori. Molti non sanno a chi rivolgersi per acquistare un “prodotto” certificato e garantito.

Dobbiamo lamentare l’assenza di smooth collie e dei loro proprietari.

Questa varietà del collie è assolutamente assente al Sud.

Le informazioni fornite su questo splendido collie, sulla sua storia, sul tipo di lavoro che faceva, hanno interessato ed affascinato i presenti, molti dei quali non ne hanno mai visto uno. Lo smooth è pur sempre un collie, ma nella sua particolarità è un cane straordinario, vive in Italia un periodo pericoloso per la sua sopravvivenza. Bisogna intervenire. Questa è l’opinione di tutti.

Tutti sono stati d’accordo sul fatto che imbrigliare la razza entro regole antistoriche, che emarginano determinati colori che da sempre fanno parte di essa, significa reprimerne le potenzialità. Ci si riferisce naturalmente alle colorazioni già esistenti ed affermate in altri paesi, come il collie bianco, ma anche a quelle il cui funzionamento genetico è ancora per la maggior parte oscuro, come l’arlecchino ed il maltese, insieme a tutti quei geni che cominciano a rivelarsi e che è necessario fare oggetto di studio col fine ultimo di restituirle alla razza.

Parlare di natura e storia, che pure hanno fatto parte di queste giornate, esula dagli scopi di queste note, ma un cenno lo meritano i sapori tipici della cucina mediterranea, che ci hanno accompagnato durante questi tre meravigliosi giorni di vacanza e di studio.

L’appuntamento, e su questo sono stati tutti d’accordo, è per il prossimo anno, quando i presenti avranno allargato le loro conoscenze sulla razza e si potrà meglio discutere dei problemi ad essa legati.