Ultimo aggiornamento:
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9 ottobre 2015
 

diario di un viaggio al crufts

di  Giulia Faessler

 

Ci sono viaggi che nascono nell’intimo, ancora prima di aver preparato una valigia o di aver messo piede su un aereo, un treno, un traghetto. Sono quelli che io definirei “viaggi emozionali”, quelli in cui il desiderio di partire porta sole nelle giornate di pioggia. Questa è la cronaca di uno di essi.

1° Giorno (03/03/2015)

Apro gli occhi alle quattro del mattino. La sveglia dovrebbe suonare tra un ora, ma ho troppa paura di non sentirla e di perdere il pullman che mi porterà a Roma e che darà il via alla nostra avventura. Riapro la mia valigia rossa, controllo che vi sia tutto. Maglioni pesanti, pantaloni, vestitino di lana (sono sempre la solita freddolosa, meglio non rischiare di sentirmi come una gazzella al polo) documenti, caricabatterie e spazzolino da denti. Chissà perché, nei miei viaggi, queste ultime due cose rischiano sempre di rimanere a casa. Ah, dimenticavo le pantofole! Fortunatamente sono in valigia, la proprietaria dell’appartamento che abbiamo affittato si è raccomandata di portarle, dice che lì spesso piove, e non vuole che il fango rovini il suo parquet.

Ore 6.30. Finalmente parto da Rieti e arrivo a Roma. Sono nettamente in anticipo. Ne approfitto per fare colazione e dare uno sguardo alla nuova Stazione Tiburtina completamente ristrutturata. Lucio è già sul treno Italo 9984 partito da Salerno. Anche lui si è svegliato all’alba e per fortuna un amico si è offerto di accompagnarlo da Agropoli fino alla stazione di Salerno.

Ho sempre subito il fascino delle stazioni, ho sempre pensato che dietro tutti quei saluti, a volte bagnati di lacrime, si nascondessero storie affascinanti di amori e sentimenti che solo un attento osservatore può cogliere al volo. Si, amo le stazioni con tutte le loro storie.

Mando un messaggio ad Alessandra e Paolo per accertarmi che siano partiti. Mi rispondono che hanno già preso la macchina e caricato tutto. Mi accerto che non abbiano dimenticato la cosa più importante: il cane! Mi diverte sempre prenderli un po’ in giro, soprattutto perché so che sono molto emozionati e contenti come me di intraprendere questo viaggio.

Ore 9.30. Finalmente il treno arriva a Roma; Lucio è nel vagone numero sei. Lo raggiungo e, chiacchierando, il viaggio da Roma a Bologna sembra volare in pochi istanti. Non è la prima volta che io e Lucio ci sediamo accanto in un  treno, già più di tre anni fa siamo andati a Numana a trovare Alessandra e Paolo e oggi come allora è sempre una bella emozione rivedersi.

Ore 11.30. Non facciamo in tempo ad uscire dalla stazione che ecco Alessandra, Paolo e Posh comparire davanti a noi con un “furgone” grigio preso a noleggio. Carichiamo tutto in macchina e via, direzione Milano!

Provate a mettere in una macchina quattro amici con la stessa passione, che non si rivedono da circa un anno pur sentendosi quotidianamente. Come pensate abbiano trascorso le ore successive? A parlare, parlare e ancora parlare, di loro e, ovviamente, di Collie!

ll navigatore ci porta attraverso la Svizzera. La sorpresa di attraversare la mia terra natale con i miei amici mi riempie il cuore di gioia. Purtroppo mi sarebbe piaciuto fermarmi un po’ in più e magari salutare i miei parenti, ma abbiamo un traghetto che ci aspetta ed una tabella di marcia da rispettare.

Una sosta ad un Autogrill vicino a Bellinzona per far sgranchire la piccola Posh, ed io ne approfitto per scattare qualche foto. Ho avvisato i miei amici che quando viaggio amo fotografare qualunque cosa: divento una sorta di giapponesina in vacanza.

0re 20.00. Siamo in terra di Francia. L’appetito si fa sentire, così ci fermiamo in un Autogrill con la voglia di mangiare un bisonte. Ci contentiamo di una buona bistecca con una montagna di patatine fritte e ovviamente ci concediamo anche un dolce. La golosità ci accomuna.

A stomaco pieno, proseguiamo. La traversata della Francia è più dura di quanto pensavamo. Paolo è costretto a fermarsi diverse volte per prendere aria e caffè. Posh è straordinaria, è l’unica che sembra non soffrire minimamente di tutte queste ore di viaggio. Si vede che è abituata a viaggiare e che le basta stare con noi per essere serena.

2° Giorno (04/03/2015)

Ore 6.00. Arriviamo a Calais dopo circa 24 ore di viaggio. Sbagliamo corsia e finiamo imbottigliati tra i camion in fila per imbarcarsi. Non ci voleva!

Alle 7.30 finalmente passiamo la dogana. Ci sono diverse macchine con cani, certamente diretti anche loro al Crufts, ma solo a noi chiedono i documenti del cane e controllano persino il microchip. Non vediamo l’ora di rilassarci un po’ sulla nave.

Ore 8.00. Finalmente a bordo della PRIDE OF KENT. Il mare è piatto e la giornata splendida. Il traghetto è carino e confortevole. Ci concediamo un’abbondante colazione e il sorriso sembra essere stampato sui nostri volti. Sappiamo che la parte più dura del nostro viaggio é passata, o almeno lo speriamo!

Dopo circa un’ora di navigazione scorgiamo “le bianche scogliere di Dover”, immortalate da sempre da poeti e cantanti, insieme ad uno stupendo faro circondato da gabbiani. E’ questa l’immagine che ho sempre avuto in mente e che ora vedo concretizzarsi davanti ai miei occhi. Sono felice!

La nave attracca a Dover, e noi recuperiamo l’automobile e ripartiamo in direzione di Birmingham. Ammetto di essermi addormentata per un’ora, la stanchezza comincia a farsi sentire. Apro gli occhi e mi ritrovo imbottigliata nel traffico paralizzato da un brutto incidente. La benzina inizia a scarseggiare e non c’è nemmeno il miraggio di un distributore. Ancora un’ora di traffico, poi riusciamo a fermarci in un'area di servizio, per mangiare, e soprattutto per fare il pieno alla macchina.

Ore 11.30. Finalmente eccoci a Birmingham. La proprietaria dell’appartamento che abbiamo fittato ci aspetta per darci le chiavi e mostrarci la casa. Una ragazza giovane, non europea, un po’ inusuale, che col tempo non avremmo esitato a definire “strana”. Ci sembra previdente quando dice di volerci dare una seconda chiave di riserva, ma stranamente la nasconde dicendoci che ci manderà la foto del posto dove è nascosta. La cosa ci fa sorridere, una caccia al tesoro in caso di emergenza?

Due camere da letto con un bagno al primo piano e lo stesso al secondo. Al pian terreno ci doveva essere la cucina; ci doveva, ma in realtà è un vero e proprio cantiere, pertanto la proprietaria ha avuto la giusta idea di chiudere a chiave la stanza e di avvisarci del suo mancato utilizzo solo al nostro arrivo. Niente cucina, niente connessione internet, bene direi che le cose non stanno andando proprio come ci aspettavamo. Ma non siamo certo tipi da scoraggiarci facilmente. Ci riposiamo un po’ e poi decidiamo di perlustrare il quartiere.

Il primo impatto con Birmingham non è dei migliori. Il quartiere dove abitiamo è molto, molto sporco. L’immondizia fa da sovrana in ogni strada. Cartacce, bottiglie, ma anche materassi e mobili sono accatastati dappertutto. Non c’è casa che  abbia un ingresso dignitoso. Eppure le abitazioni coi mattoncini rossi sono molto graziose, così come le porte e le finestre in perfetto stile inglese. Camminiamo per strada a notiamo diverse scolaresche tutte in divisa. Ci sono molte scuole nel quartiere, distinte a seconda delle religioni. Notiamo anche che le donne hanno quasi tutte il velo. Sapevo che Birmingham, oltre ad essere la seconda città inglese per numero di abitanti, è anche la città più mussulmana d’Inghilterra, ma possibile che non si incontri il tipico gentleman inglese? Improvvisamente il mio vestitino corto di lana sembra leggermente fuori posto.

Abbandoniamo l’idea di una passeggiata a piedi e recuperiamo la macchina, anche perché il freddo inizia a farsi sentire. A centro città posteggiamo in un enorme parcheggio coperto. Impieghiamo un po’ a capire come pagare, ma alla fine ne veniamo fuori. Al centro la situazione è notevolmente migliorata. Ora Birmingham ci appare come una moderna città industriale, pulita, piena di negozi e ristoranti. Mi sbizzarrisco a fotografare. Alessandra mi fa notare che, se un incauto proprietario di cani non dovesse raccogliere il bisognino del suo amico a quattro zampe, rischierebbe una multa di 1000 sterline. Conviene non dimenticare i sacchetti!

A dispetto di quanto sapevamo sulla disponibilità degli inglesi verso gli animali, scopriamo che qui è praticamente impossibile entrare in un locale pubblico con il cane. Siamo costretti a confinare Posh dentro la macchina.

Ceniamo in un graziosissimo pub. Mangiamo un ottimo “Fish and Chips” e socializziamo con un simpatico cameriere appassionato di pastori tedeschi e che ci promette che seguirà l’esposizione direttamente in televisione.

Tornati a casa, crolliamo tutti immediatamente in un sonno profondo.

3° Giorno (05/03/2015)

Ore 8.00. Siamo già tutti svegli. Colazione in camera da letto. Alessandra ci stupisce con un ottimo caffè all’italiana (ha portato la sua macchina per l’espresso!) e una squisita torta di mele.

Oggi abbiamo deciso di dedicare la giornata al puro turismo, non prima però di aver perlustrato la strada per il NEC (National Exhibition Centre) che faremo domani.

Non è semplicissimo guidare tenendo la sinistra, ma Paolo se la cava in modo egregio, così dopo aver sbagliato strada un paio di volte, arriviamo all’immenso parcheggio del NEC. Per coloro che volessero andarci prossimamente, sappiate che tutta l’ala nord del parcheggio è dedicata ai visitatori e non agli espositori.

Fatto questo doveroso sopralluogo, vestiamo i panni dei turisti e ci rechiamo a Coventry, cittadina vicina, molto carina e ben tenuta. Adoro le villette che incontriamo sul nostro cammino. Decidiamo che se dovessimo tornare a Birmingham soggiorneremmo qui, invece che in città. Tra l’altro è abbastanza vicina al NEC.

Coventry si rivela molto interessante. Numerosi negozi di scarpe a prezzi molto economici, ci concediamo un po’ di shopping. In un grande magazzino facciamo conoscenza con un ragazzo di etnia indiana ma nato in Sicilia. Ci conferma che Coventry è una cittadina tranquilla, ma a lui manca tanto la sua isola, dove torna ogni estate e dove vorrebbe trasferirsi definitivamente. Purtroppo, invece, le opportunità lavorative sono in Inghilterra. Visitiamo la bellissima chiesa della Santa Trinità di Coventry, ex chiesa Cristiana  divenuta poi Anglicana. Facciamo colazione/pranzo da Starbucks con cappuccino al caramello. Aveva ragione Alessandra, bisogna provarlo almeno una volta nella vita! Mentre mangiamo ci passa davanti la bella gioventù che passeggia nella piazza. Ci sono un sacco di belle ragazze, tutte ben vestite e di diverse etnie. Ammiriamo questa moda eccentrica di portare i capelli di due colori diversi.

Di nuovo a passeggio. Ci inoltriamo nelle zona storica, dove la grande cattedrale fa da padrona.

Ore 17.00. Torniamo al nostro appartamento e ci riposiamo un po’. Paolo decide di fare un bagno rilassante, ma le conseguenze di questo suo incauto gesto le ha pagate Lucio, costretto ad aprire l’ombrello in camera da letto a causa di una perdita delle tubature del bagno che ha praticamente allagato la sua camera da letto. Avvisiamo la proprietaria che sembra preoccuparsi solo del suo appartamento piuttosto che del nostro disagio. Ricapitolando siamo al momento senza cucina, e senza uno dei bagni, ma restiamo allegri.

Per cenare torniamo nello stesso pub della sera prima. Si è unito a noi l’amico Denis che domani avrà il compito di condurre Posh nel ring. Non possiamo dire che siamo venuti via affamati. Hamburger alti 20 centimetri e patatine fritte non saranno molto dietetici o salutari, ma vi assicuro che a fine cena eravamo tutti molto soddisfatti.

4° Giorno (06/03/15)

Il gran giorno è arrivato. La nostra sveglia suona alle 5.30. Anche stamattina Alessandra ci vizia con il suo caffè. Andiamo al Crufts! La ricognizione fatta il giorno precedente ha dato i suoi frutti, arriviamo al NEC senza alcuna fatica e posteggiamo per tempo al padiglione 1 EST (il parcheggio è permesso entro le 8.00!). Lasciamo l’auto e saliamo sulla navetta che ci porterà al padiglione 1. Devo ammettere che gli inglesi sono molto organizzati ed efficienti. Il sorriso stampato sulla faccia di Alessandra rivela l’emozione e la gioia che prova.

I controlli sono molto meticolosi; i biglietti vengono controllati all’ingresso, all’uscita e anche nell’eventualità che si voglia far sgambare i cani al di fuori del padiglione. Troviamo la nostra postazione contrassegnata da un numero: non è necessario, come in Italia, sgomitare per cercare un posto dove sostare con cani e bagagli. Ci sono già molti Collie ed io non vedo l’ora di vederli tutti, nella speranza di trovare quello che mi tolga il fiato. Il bello di non essere direttamente coinvolti in una esposizione è quello di potersi godere la gara osservando in maniera imparziale i cani dei vari Paesi.

Sentirsi chiamare per nome da una espositrice scozzese, la dolcissima Sandra Hainie, che mi ha riconosciuto nonostante non ci fossimo mai incontrate prima, è stata una emozione molto forte che mi ha riempito il cuore di gioia. Strano, ma bello, come a volte internet sia in grado di avvicinare persone che vivono in paesi diversi, ma che condividono passioni comuni. Ho adorato da subito il suo cane Bo, un bellissimo fulvo che avevo già visto in foto, ma che dal vivo è ancora più bello.

Anche il tricolore di Heidi Gallagher attira la mia attenzione, ha veramente una bella struttura.

Ora sono emozionata! Ho davanti a me Angela Harvey, una delle mie allevatrici preferite. Lei mi sorride ed io sono alquanto impacciata ed imbarazzata. Improvvisamente, il mio piccolissimo bagaglio di lingua inglese sembra scomparire in un buco nero. Riesco solo a sorriderle ed a seguire i suoi discorsi. Angela presenta due femmine blu. Una mi colpisce particolarmente per il suo lungo collo, il suo largo collare bianco e la sua bella andatura. Resto ammirata dalla dolcezza dello sguardo di Angela mentre coccola i suoi cani durante lo show. Non capita tutti i giorni di vedere tanto amore tra allevatore e cane, soprattutto durante un’esposizione. Ho capito che mette tanto sentimento nel suo lavoro!

Più di 260 Collie si sfidano nei due ring riservati alla razza. Il turno di Posh sembra essere ancora lontano, così Lucio ed io andiamo alla ricerca di qualche souvenir tra i tanti stand. C’è veramente di tutto. Borse, foulard, portachiavi, statuette, collari e qualsiasi altro gadget dedicato alla razza. Comprerei tutto! L’attesa e la stanchezza iniziano a farsi sentire. Una  buona cioccolata calda è quello che ci vuole.

Ore 13.00. Finalmente Posh entra nel ring. In Inghilterra, a differenza che in Italia, tutti i cani sono disposti dentro al ring e aspettano pazientemente il loro turno. Il Giudice non scrive alcun giudizio, non viene data alcuna qualifica e vengono classificati solo i primi quattro. Non c’è stato modo pertanto di capire cosa la Giudice pensasse di Posh, ma non importa. E’ già una vittoria per tutti noi essere qui.

Ore 16.00. Stanchi ed esausti torniamo a Birmingham, dove crolliamo in un meritato riposo. A sera Lucio ed Alessandra vanno a comprare una pizza da mangiare a casa in una pizzeria gestita da indiani, mentre Paolo ed io torniamo al Crufts per recuperare Denis. Non avendo a disposizione una cucina ceniamo in camera di Lucio: comodini usati come tavoli e letto come sedie. Alessandra continua a discutere via e-mail con la padrona di casa che vorrebbe restituirci la caparra che ha preteso a copertura di eventuali danni tramite accredito bancario. Alessandra si impunta nel voler riavere in contanti quanto in contanti le ha consegnato. Chi la spunterà?

5° Giorno (07/03/15)

Ore 07.00. Suona la sveglia. Lasciamo Birmingham per far visita ad Angela Harvey ed al suo allevamento. Lavori stradali deviano il percorso e perdiamo più di un ora per ritrovare la strada. Ci dirigiamo verso Scarborough. Durante il tragitto ammiriamo la stupenda campagna inglese. Centinaia di “blackface” (le tipiche pecore affidate un tempo alla cura dei collie) pascolano tranquille davanti a noi.

Meravigliose fattorie, quelle che spesso si vedono nei film e che hanno tutto il sapore della Gran Bretagna, sono davanti ai nostri occhi. Sogno di viverci dentro!

Dopo una breve pausa pranzo, ripartiamo. Questa volta il viaggio sembra infinito. Attraversiamo Nottingham e la sua foresta e ci chiediamo se anche Robin Hood  viaggiasse tanto quanto noi!

Ore 16.00. L’oceano si apre davanti a noi. Siamo a Scarborough e qui si sente un’aria nuova, di primavera (ben 15°C e tanto sole!). Lucio ed io girovaghiamo alla ricerca di souvenir tra i negozietti del porto, mentre Paolo, Alessandra e Denis passeggiano con Posh sulla spiaggia. Numerosissimi gabbiani volano sopra le nostre teste. Sono enormi rispetto a quelli che siamo abituati a vedere in Italia. Sembrano quasi … pterodattili! Un grazioso faro fa da cornice al meraviglioso scenario in cui ci troviamo. Scarborough è una cittadina viva, piena di turisti. Ci sentiamo a casa, ma é ora di andare da Angela.

I lavori stradali in questo paese non mancano e cosi siamo costretti a cercare nuovamente una strada alternativa. Non è facilissimo, considerando che siamo solo noi, le pecore e la campagna!

Ore 17.00. Siamo finalmente a WICANI.

Angela ci accoglie con tutta la sua famiglia in modo molto affettuoso e cortese. Ci permette di ammirare i suoi stupendi cani. Trovo che stia facendo un lavoro di selezione molto interessante. Sono cani sicuramente felici e gioiosi, oltre che belli. Una delle femmine, che lei chiama scherzosamente il “boss”, mi lecca dolcemente il viso come se fossi una sua vecchia amica; questa è sicuramente ospitalità, il linguaggio dell’amore è internazionale! Dopo aver ammirato i cani entriamo in casa ed attorno ad un tavolo discutiamo di collie e ci raccontiamo un po’ delle nostre vite. Stiamo veramente bene. Vedo che al centro del mobile della cucina fa bella mostra una foto di Angela e Lucio risalente a qualche anno prima. Anche Lucio l’ha vista, e si vede che ne è fiero. La felicità può essere nascosta anche dentro una foto, una fetta di torta, un caffè o dentro le chiacchiere tra appassionati di collie.

Ore 19.30, purtroppo si riparte, la dolcezza di Angela Harvey ci ha conquistato. Ora capisco perché il viso di Lucio si illumina quando parla di lei, ma ancora non siamo stanchi di viaggiare, ci sentiamo come cani senza guinzaglio con la frenesia di correre. Pit stop in un pub dove possiamo assaporare carne, patatine e la tipica torta salata inglese, il pudding.

Arriviamo a Birmingham in tempo per sottoporci ad una inusuale caccia al tesoro. Alessandra è riuscita a convincere la proprietaria di casa a ridarci la caparra in contanti, e lei l’ha fatta nascondere in casa dalla donna delle pulizie. In una e-mail ci ha mandato la foto del posto dove potevamo trovare la chiave della stanza nella quale era stato nascosto il bottino, così diamo il via alla ricerca. La chiave doveva essere dentro un vaso, ma, tolti i fiori e guardato dentro, della chiave nemmeno l’ombra. Uno scherzo di cattivo gusto? Ma Lucio, il nostro Sherlock Holmes, finalmente la trova attaccata con nastro adesivo all’esterno del vaso! Con la chiave apriamo la stanza e troviamo finalmente la busta coi soldi su un tavolino. Ora possiamo andare a dormire più sereni.

6° Giorno (08/03/2015)

Oggi è il nostro ultimo giorno in Inghilterra. Riaccompagniamo Denis al Crufts, lo salutiamo e lo ringraziamo per aver partecipato alla nostra avventura. È ora di dirigerci verso Dover. Abbiamo bisogno di caffeina, pertanto ci fermiamo da Costa per un mega cappuccino.

Ore 13.00. Siamo a Dover, ci imbarchiamo sul traghetto che oramai conosciamo bene e facciamo colazione con degli ottimi tramezzini. Arrivati a Calais ricominciamo la nostra traversata automobilistica dell’Europa decidendo di non passare per la Svizzera, ma di dirigerci verso Lione. Desidererei incontrare mio padre in Liguria, ma la Francia sembra infinita e le ore di viaggio sembrano aumentare in modo esponenziale, pertanto abbandoniamo l’idea di prolungare ulteriormente il nostro cammino. Usciamo dall’autostrada per cercare un ristorantino tipico francese. Con l’aiuto di Internet lo troviamo e ci concediamo una cenetta di fine vacanza da ricordare. Ogni tanto bisogna viziarsi un po’!

Attraversare la galleria del Monte Bianco di notte e con la strada completamente ghiacciata, ci fa rimpiangere di non essere tornati dalla Svizzera. Il percorso fatto all’andata era più comodo, sia per la qualità del manto stradale che per le ore di viaggio. Bisogna imparare dall’esperienza!

Colazione ad Aosta. Siamo tutti letteralmente distrutti.

7° Giorno (09/03/2015)

Ore 10.00. Finalmente arriviamo a Bologna. Lucio ed io salutiamo i nostri compagni di viaggio, Alessandra e Paolo, che ci hanno regalato questi magnifici giorni d’avventura.

Purtroppo abbiamo perso il treno prenotato, così restiamo ancora qualche ora a Bologna. Siamo molto stanchi. Trascorriamo il tempo a parlare di questi nostri tre anni d’amicizia. So che sono stata fortunata ad aver conosciuto una persona  come lui e lo ringrazio per aver voluto condividere con me questi momenti.

Ore 13.50. Saliamo sul treno Italo. Lucio proseguirà per Salerno, dove ancora un suo amico verrà a prenderlo per riportarlo ad Agropoli, mentre io scenderò a Roma per prendere il pullman per Rieti, così dopo esattamente 34 ore di viaggio, saremo tutti a casa.

Questo viaggio è stato un’esperienza stupenda: un’avventura dentro un’altra avventura. L’appuntamento del Crufts ha fatto solo da cornice ad una esperienza tra amici che si vogliono bene da sempre, e ci ha permesso di rivivere lo spirito che un tempo si assaporava alle mostre, quando si discuteva senza acrimonia di cani e si era felici dei successi altrui più che dei propri, quando le esposizioni servivano a rinvigorire vecchie amicizie ed allacciarne di nuove.

Noi possiamo provare che tutto questo, da qualche parte nel mondo, ancora c’é.