Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
12 settembre 2015
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cani infermieri nella guerra russo-giapponese

from The Saint Paul Globe, 1904 - Image provided by Minnesota Historical Society. Courtesy of Library of Congress

 

A parte i nuovi esplosivi, le nuove armi, i nuovi strumenti e la telegrafia senza fili, l'attuale conflitto in Oriente vedrà un’altra novità della guerra: l'impiego nel campo di battaglia di cani come infermieri. Entrambe le parti hanno schierato le loro forze. Cani che portano un completo equipaggiamento per il "Primo soccorso ai feriti" seguono le tracce di decine di soldati feriti, li rianimano e chiedono aiuto per quelli che non sono più in grado di aiutare se stessi. Di per sé l'idea è una rielaborazione del famoso progetto di misericordia dell’Ospizio di San Bernardo, sulle Alpi, una tradizione che ha incoronato di gloria canina la testa pelosa del Cane di San Bernardo.

 

L'idea di addestrare cani da utilizzare come infermieri nel campo di battaglia l'ha avuta il governo italiano, anche se il primo vero test avrà luogo nel conflitto tra Russia e Giappone. Questo governo ha creato una scuola in cui vengono addestrati i cani. E' da questa scuola che i cani saranno spediti in Corea, Manciuria e Siberia entro le prossime due settimane.

Centocinque collie hanno già ricevuto i gradi nella scuola di Roma, e portano l’attrezzatura medica su cui risalta una grande croce rossa. Più di cinquecento di loro stanno ancora lavorando duro per ottenere i loro diplomi, ed è dalle loro fila che saranno scelte le reclute per lo Zar e per Mikado.

Per molti mesi gli ufficiali italiani hanno studiato a Roma il modo migliore per portare soccorso ai feriti nello scenario della guerra moderna. Ad uno di loro, come un'ispirazione, è venuto in mente il progetto dell'Ospizio di San Bernardo, e una commissione è stata inviata al monastero per vedere come vengono addestrati i cani. Su indicazione di questa commissione è stato acquistato un certo numero di collie, alcuni di razza pura ed altri meticci.

Caserme sanitarie sono state costruite per loro a Roma e sotto la direzione del capo dei chirurghi dell’esercito, uno staff di collaboratori ha iniziato la meravigliosa opera di istruire le menti dei cani per il progetto di lavoro della Croce Rossa.

Non è stato un gioco da ragazzi per nessuno, ed i piccoli collie hanno cominciato a pensare che la vita é un problema molto serio. Ogni cane è stato esaminato da un ispettore medico. Se trovato in salute dalla punta della folta coda fino alla punta del naso nero, allora è stato arruolato. Se invece gli è stato trovato il minimo difetto, il cane è tornato nel comune mondo dei cani. Una volta messi insieme venticinque collie, assolutamente perfetti, la scuola ha iniziato il lavoro. Sono state formate classi con squadre di cinque cani, ed un allenatore è stato assegnato ad ogni squadra.

L’addestramento della prima classe é iniziata lo scorso settembre. Cinque soldati italiani sono stati fatti partire sei ore prima dei giovani infermieri. Essi hanno girovagato lungo percorsi circolari fino quando non è sembrato impossibile che i cani non ne fossero disorientati. Dopo aver camminato dieci miglia fino ad un passo di montagna, i soldati si sono fermati ad aspettare gli eventi. Ogni collie ha battuto la pista una sola volta. Tre dei soldati sono stati raggiunti tanto velocemente quanto un cane riesce a muoversi sul terreno. Gli altri due non sono stati scoperti fino al tramonto, ma i ricercatori non si sono arresi fino a quando non sono stati trovati tutti gli uomini.

Alla fine della settimana tutti i venticinque cani erano stati addestrati a seguire una pista, e in quindici giorni l’intera brigata ha capito che, in libertà, era compito di ciascun cane di trovare un uomo.

Il branco è partito naso a terra, mugolando con impazienza. In cinque minuti ogni cane ha trovato una pista. Se per caso due cani fiutavano lo stesso uomo, quello arrivato dopo invariabilmente abbandonava la vecchia pista per prenderne un’altra.

Quando tutti i cani sono sembrati sufficientemente esperti nel seguire una pista, un drappo grigio è stato legato sul dorso degli allievi. Ogni drappo era contrassegnato con il simbolo della Croce Rossa e conteneva due capienti tasche.

In una sorta di tasca dello zaino erano state messe due fiasche, una per l'acqua e l'altra per un cordiale. Due biscotti schiacciati sono stati messi in questa tasca. L’altra tasca è stato rifornita con un rotolo di bende, una piccola stecca regolabile, un fazzoletto di seta morbida con cui si può fare una benda, e un sondino chirurgico, il cui uso viene insegnato ad ogni soldato italiano.

Poi è iniziata la seconda fase dell’addestramento di questi infermieri canini. La seconda lezione consisteva nell’abbaiare al ritrovamento di un soldato, fino a quando il soldato stesso non si fosse ripreso abbastanza da servirsi con le proprie mani degli aiuti portati. Dopo di che è stato insegnato ai cani a guidare i feriti verso le tende dell'ospedale.

Alla seconda fase ha fatto seguito una fase ancora più difficile. I cani avevano già imparato a rintracciare un ferito, a prestargli soccorso ed a guidarlo verso i chirurghi. Ma tutt’altra cosa era chiedere aiuto quando il soldato non fosse stato in grado di aiutare se stesso.

Solo con infinita pazienza e lavoro si sono potuti addestrare i cani su questo punto. Dopo mesi hanno imparato ad emettere un guaito di pericolo tale da essere sentito a grande distanza. E’ stato fatto un test su quanto a lungo un collie normalmente dotato poteva continuare ad ululare. I medici hanno rinunciato, però, prima che lo facessero i cani, ed il quesito è rimasto senza risposta.

Ancora un passo e l’addestramento preliminare dei cani sarebbe stato completo. Bisognava insegnar loro a precipitarsi, in casi estremi, verso le tende ospedale per richiedere un chirurgo e guidarlo presso il ferito. Prima che questo compito fosse saldamente compreso, l’intelligenza dei collie fu messa a dura prova fino al limite estremo. Nondimeno essi hanno imparato.

Un secondo ed un terzo gruppo furono messi alla prova e sotto la guida combinata di veterani e addestratori essi hanno imparato anche più rapidamente di quelli che li avevano preceduti. Infine centocinque collie altamente qualificati sono stati messi in campo, e la prima brigata é stata pronta per il lavoro pratico.

Finalmente è arrivata la prova decisiva, gli esami finali prima che questi quasi umani infermieri potessero guadagnarsi i gradi. Tutto era stato preparato nel modo migliore, sentieri che attraversavano prati tranquilli e boschi silenziosi. Il collie è un cane nervoso, ed i suoi insegnanti temevano che l'inferno di una battaglia vera li avrebbe indotti a scappare.

E’ stata organizzata la simulazione di una vera battaglia. Tenuti al guinzaglio durante la sparatoria, i centocinque cani fremevano e si accucciavano nel totale terrore. Liberati dai guinzagli si sono rifiutati di mettersi a cercare tracce, e si sono allontanati tanto velocemente quanto più la paura li poteva spingere.

Apparentemente l'esperimento era stato un fallimento. Ma gli addestratori non mollarono. In meno di due settimane, i collie si abituarono al fragore dei fucili, al rombo del cannone ed al fumo della polvere.

Essi fremevano, ma era l’ansia di essere parte del conflitto. Liberati dai guinzagli, ognuno schizzò via come una freccia verso il bersaglio.

Nella settimana successiva i cani avevano imparato a rimanere bassi durante le sparatorie, anche quando erano liberi, ma nel momento in cui i fucili smettevano di parlare essi schizzavano fuori nel campo di battaglia.

Dopo tre mesi i cani avevano imparato ogni parte del loro compito.

Il governo italiano decise di tenere i 105 veterani, ed essi sono entrati come regolari nei libri del governo. Tuttavia, in aggiunta, furono acquistati cinquecento cani ed ora essi sono pronti per la laurea della scuola romana. In una settimana o due al massimo, prenderanno la strada del conflitto in Oriente.

Il collie-infermiere è essenzialmente al di sopra delle parti. Non gli si può insegnare a distinguere tra amici e nemici. In Oriente egli lavorerà in modo imparziale su entrambi i fronti, ed il cane dello Zar avrà la stessa probabilità di guidare l'uomo di Mikado nel campo dell’Orso così come nel suo.

COSA DEVE FARE UN CANE DELLA CROCE ROSSA PER OTTENERE UN DIPLOMA ED UNA UNIFORME

Far riprendere un soldato svenuto;

Seguire le tracce dei soldati dispersi;

Superare un esame fisico rigoroso;

Guidare i soldati verso le tende ospedale;

Precipitarsi in casi estremi alla tenda ospedale;

Ignorare il frastuono ed il tumulto della battaglia;

Imparare a chiedere aiuto se il soldato non riesce ad aiutarsi da solo;

Saper distinguere tra stanchezza e ferite gravi.

Ma ad un cane della Croce Rossa non può essere insegnato a non dare aiuto al nemico.