Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
12 settembre 2015
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gli autentici "cani da guerra"

from Current Literature, 1905 - Digitized by Google. Original from Harvard University. Courtesy of Hathi Trust

 

Il famoso passo di Shakespeare, “Grida ‘niente prigionieri’ e sguinzaglia i cani da guerra”, assume un nuovo e completamente diverso significato quando veniamo a sapere che i veri cani da guerra, almeno quelli ora in uso, hanno principalmente lo scopo di soccorrere i feriti, per attenuare i danni, non per aumentarli. Il Ten. Charles Norton Barney, del dipartimento di medicina dell’Esercito degli Stati Uniti, racconta in “Scribner’s” di questo moderno uso dei cani, che ha superato la fase sperimentale ed ha ottenuto qualche concreto successo nelle recenti operazioni in Manciuria.

La storia ci dice molto circa l'uso dei cani in guerra come sentinelle, esploratori e combattenti. Ma la cosa nuova sotto il sole, circa questo punto, è la preparazione dei cani in un corpo “ambulanza”. I tedeschi sembrano averla iniziata. Undici anni fa hanno organizzato una società (Deutscher Verein fur Sanitätshunde) per questo scopo, e ora ci sono due cani inquadrati in ciascuna compagnia dei battaglioni di tiratori scelti dell'esercito tedesco.

Su “The Army and Navy Gazette” (23 nov. 1901) è apparso il resoconto di un esperimento realizzato presso Coblenza con i cani ambulanza:

Al tramonto le guardie portarono fuori quattro cani ambulanza. In precedenza duecento soldati erano stati sistemati all'esterno per far la parte dei feriti, e cinquecento barellieri piazzati nel buio portavano torce e lanterne. E' stato un lavoro tra i più difficili, e numerosi ufficiali, a cavallo e a piedi, seguivano per osservare lo svolgimento della prova. Le operazioni sono iniziate nel bosco Coblenza, e compito più difficile non poteva essere trovato per i cani. Due cani lavoravano sulla destra e due cani sulla sinistra, e nonostante il rumore e la folla, hanno recuperato tutte le vittime nel buio e senza lanterne. Oltre duecento soldati erano stati piazzati, inoltre, su varie parti del ghiacciaio di Coblenza; i barellieri sono stati inviati prima, questa volta, e dopo aver perlustrato a fondo la zona, hanno riportato indietro diciotto dispersi. Poi sono stati chiamati i quattro cani ambulanza con i loro custodi, ed in venti minuti sono stati recuperati diciotto uomini dai nascondigli più impossibili; questi uomini, nella guerra reale, sarebbero stati senza dubbio abbandonati al loro destino. Questa prova è stata considerata altamente soddisfacente dal personale dell'Ottavo Corpo d'Armata, ed ha dimostrato che le capacità olfattive dei cani apportano un aiuto molto prezioso, poiché a causa dell’introduzione della polvere da sparo senza fumo, tutti i ranghi sono obbligati a mettersi al riparo, per cui le vittime si trascineranno nei nascondigli dove per i barellieri sono più difficili da trovare.

Ora i canili della Società tedesca dei cani ambulanza sono vuoti a causa della richiesta di cani da utilizzare nella guerra in Manciuria e nella guerra in Africa tedesca del Sud-Ovest!

Ecco il resoconto del tenente Barney sulle esperienze fatte lo scorso autunno da parte dell'esercito italiano vicino a Quero:

Durante le prove notturne i cani portavano al collo piccole lanterne oltre al sacchetto contenente stimolanti e materiale di pronto soccorso. In ogni prova otto o dieci tra ufficiali ed uomini scelti tra gli osservatori, che impersonavano i feriti, sono stati nascosti in una zona di terreno di circa seicento yard, attraversata da trincee, strade, muri, alberi e sottobosco. I cani partirono rapidamente nella direzione che l'addestratore aveva loro indicato, ed esplorarono ogni angolo di quella parte del campo fino a quando non trovarono un ferito. Due dei cani erano stati addestrati a tornare dal loro padrone dopo aver trovato il ferito, e due erano stati addestrati a rimanere a fianco del ferito e ad abbaiare fino a quando i barellieri non fossero arrivati. Si pensava che il vecchio sistema avrebbe funzionato meglio durante il giorno ed il secondo durante la notte. Scopo del Capitano Ciotola era di mettere assieme i due sistemi addestrando il cane a correre di nuovo all’aperto, dopo aver trovato un ferito, sulla strada o sul percorso da cui i barellieri sarebbero dovuti passare per raggiungere il paziente e lì abbaiare fino a quando i barellieri non fossero arrivati.

Ad agosto dello scorso anno tre collie acquistati in Scozia hanno lasciato San Pietroburgo per il quartier generale del Generale Kuropatkin in Manciuria. Sul “United Service Gazette” c'è il racconto delle prove di questi cani effettuate a Gatchina, vicino a San Pietroburgo:

Di notte, e con la pioggia e la nebbia, i cani hanno trovato i feriti che erano stati mandati a cercare e sono tornati al campo ospedale anche quando questo era stato spostato dopo la loro partenza, ed hanno riaccompagnato indietro i barellieri al punto dove giacevano gli uomini. Alla domanda se essi avrebbero potuto prestare uguale servizio ai giapponesi, M. Liadoff ha detto: "L’odore dirà loro quando gli uomini sono giapponesi, e non li aiuteranno. Anche gli animali inferiori distinguono tra europei ed asiatici. Anche gli squali, che divorano gli europei, non toccano i cinesi". I tre cani saranno al servizio del Primo Corpo d'Armata. Altri ne verranno inviati più tardi. Dieci pood (400 libbre) di biscotti furono mandati insieme ai tre cani quale cibo lungo il tragitto. Ogni cane riceve tre biscotti al giorno.

Il collie scozzese è considerato  il migliore di tutte le razze per l'uso bellico, e in particolare il collie nero o sabbia. Ma non riusciamo a trovare alcun resoconto soddisfacente del comportamento dei cani in tempo di effettive ostilità.

 
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