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12 settembre 2015
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l'utilizzo dei cani in guerra

Lieutenant Charles Norton Barney (Medical Department, U.S. Army)

from Scribners Magazine, 1905 - Digitized by Google. Original from University of Michigan. Courtesy of Hathi Trust

 

Fra tutte le tragedie della guerra nessuna suscita maggior pietà del destino di quei poveretti che, sfuggiti alla ricerca dei feriti, vengono lasciati a morire da soli, ed aggiunti agli elenchi dei "dispersi". Non c’è parte di tutto il complicato servizio sanitario sui campi di battaglia che riscuota maggiormente le nostre simpatie di quello che riguarda la ricerca dei feriti; ed allo stesso tempo nessuna parte di esso é in una fase più avanzata di sviluppo. Quante volte gli addetti alla ricerca dei feriti si sono addentrati dentro pochi metri di macchia, in un boschetto dove un uomo ferito era caduto, o nel burrone dove aveva strisciato per placare la sua sete, e non hanno sentito il debole grido che egli ha emesso facendo appello alle sue ultime forze!

Abbiamo piccoli reparti ospedale disponibili per questo lavoro, che possono essere rinforzati da reparti o, eventualmente, da soldati che hanno combattuto per tutto il giorno e potrebbero essere chiamati a combattere il giorno seguente; abbiamo alcune lanterne ad olio e possiamo fare delle torce; questo è tutto. Lampade portatili ad acetilene sono state provate da alcuni eserciti stranieri e in pochi casi, in particolare dagli inglesi in Sud Africa; questo faro elettrico per la ricerca è stato usato di notte per illuminare il terreno dopo la battaglia. Ma la lampada ad acetilene è poco pratica in queste circostanze e queste luci sono raramente a portata di mano. Gli ufficiali medici e gli uomini dei corpi sanitari assegnati alla ricerca dei feriti vanno dove sentono un grido di dolore o una richiesta di aiuto, ma sono costretti ad abbandonare nei boschi, tra il folto degli alberi e nei burroni, molti di quelli che, a causa di emorragie o di shock, o di ferite al viso o alle vie respiratorie, non riescono a farsi sentire.

Poco meno di due anni fa, mentre sfogliavo una serie di riviste mediche militari straniere, la mia attenzione fu attratta da una insolita immagine in un giornale pubblicato a Buenos Aires, "Anales de Sanidad Militar". Era una scena di battaglia, un cane che guidava i barellieri verso il punto dove aveva trovato un uomo che era sfuggito alla ricerca dei feriti. Questo ha aperto in me una nuova prospettiva. Ha riportato alla mia mente le foto viste da bambino in vecchi libri, di cani provenienti dal monastero di San Bernardo, che cercavano i viaggiatori che si erano perduti tra le nevi delle Alpi. In un primo momento ho pensato che l'uso di cani addestrati a cercare ed a portare i primi soccorsi ai feriti sul campo di battaglia sembrava più un soggetto pittoresco che una pratica realizzabile; ma era sufficientemente attraente da convincermi a fare ulteriori indagini.

Ho cercato nella letteratura americana un qualsiasi accenno a questo argomento, ma non ne ho trovati. La letteratura straniera pareva quasi altrettanto sterile. Ma attraverso la corrispondenza con i pionieri di questo lavoro all'estero, ed attraverso la cortesia di varie autorità militari, sono stato in grado di ottenere alcune informazioni molto complete sui tentativi fatti negli ultimi mesi da parte di ufficiali e civili nei principali paesi europei. Mi dispiace molto di non poter citare le fonti delle mie informazioni e di dare loro un credito che sarebbe più che meritato. Non vi è nulla di nuovo nell'uso dei cani in guerra come messaggeri, sentinelle, esploratori ed anche come combattenti. Le prodezze dei cani da guerra degli antichi sono ricordate nei miti, nella storia e nelle sculture. I poemi eroici greci ed i primi scritti storici riferiscono che i cani da guerra sono stati utilizzati da Enea durante l'assedio di Troia e da Cambise durante la conquista persiana dell'Egitto. Plutarco racconta che Agesilao, re di Sparta, utilizzò i cani contro i Tebani nell'assedio di Mantinea, e che Filippo di Macedonia aveva un plotone di grandi cani a guardia del suo campo. Antichi storici romani affermano che i Cimbri ed i Teutoni avevano cani da guerra protetti da collari con maglie e punte, e che i Galli usavano cani da guerra molto temuti dai legionari romani. Bituito, capo degli Arverni, inviò un messaggero in uno degli accampamenti romani per protestare contro l'avanzata dei Romani in Gallia. Questo messaggero era un uomo molto alto, con collare e bracciali d'oro. Era accompagnato da un bardo che cantava le lodi del suo clan, e seguito, come fossero state guardie, da un branco di grossi cani in fila come soldati. Vegezio riferisce che i Romani capirono presto il valore dei cani usati come sentinelle o nelle torri di guardia per avvertire dell’avvicinarsi del nemico. Ad Ercolano è stato trovato un bassorilievo che mostra un cane protetto da un'armatura, che combatte coraggiosamente contro i barbari nella difesa di un avamposto romano.

Nel Medioevo troviamo ancora cani impiegati sia per offendere che per difendere. Cani da cerca scozzesi inseguivano i nemici fin nei più remoti nascondigli. Contro gli assalti della cavalleria i cani furono dotati di una sorta di armatura o rivestimento di maglia coperta di punte e falci per creare scompiglio tra i cavalli. Anche i tizzoni furono legati alle armature dei cani con lo scopo di dare fuoco al campo nemico. Nel 1476, a Granson e Morat, molti Burgundi furono fatti a pezzi dai cani svizzeri.

La storia riferisce l'impiego dei cani da guerra in tutti i secoli dell'epoca moderna. Colombo, nella lotta contro gli indiani del Nuovo Mondo, organizzò il suo ordine di battaglia nel modo seguente: duecento fanti, venti cavalieri e venti cani. Durante la conquista del Perù i cani di Pizarro annientarono centinaia di indiani, ed a Caxamalca mostrarono in maniera tanto concreta questa galanteria, che il re di Spagna emise un decreto che concedeva loro una pensione. Nel 1522, alla ripresa della guerra tra Francia e Spagna, il re Enrico VIII d'Inghilterra offrì a suo nipote, il Re di Spagna, Carlo V, quarantamila mercenari e quattromila cani da guerra come ausiliari contro Francesco I. In Egitto, Napoleone, un paio di giorni prima della battaglia di Abukir, scrisse a Marmont di radunare tutti i cani di Alessandria e legarli a distanza dai bastioni in modo che potessero dare l'allarme. Ad Austerlitz, il cane Moustache salvò la bandiera del suo reggimento dagli austriaci, e per ricompensa venne decorato dal maresciallo Lannes. I francesi in Algeria appresero l'uso dei cani come sentinelle dai Cabili, e oggi rivolgono questa conoscenza contro i ribelli arabi di Tunisi. In Turchia, i cani furono utilizzati come esploratori nel XVII secolo, e riapparvero nel XIX durante l'assalto all'Acropoli di Atene, dove la sorpresa organizzata dai Greci fu vanificata dalla vigilanza dei cani. Nel 1877 e nel 1878 i russi impiegarono i cani nella guerra contro i turchi, e nel 1882, nei Balcani, gli austriaci li usarono per prevenire le imboscate. Oggi, a Giava, gli olandesi usano cani da guardia addestrati contro le incursioni degli indigeni ostili. Durante la recente insurrezione nelle Filippine gli insorti sono stati avvertiti dell'arrivo di truppe americane nei loro villaggi dall'abbaiare dei cani. Oggigiorno i cani non sono più utilizzati in guerra come combattenti, ma nella maggior parte dei paesi europei vengono addestrati, su larga o piccola scala, dal governo o da privati, per agire da sentinelle negli avamposti e come esploratori per marciare attraverso il Paese invaso, per evitare sorprese da parte di pattuglie ostili, a guardia degli armamenti, e per portare messaggi e munizioni. Le guardie doganali francesi alla frontiera belga hanno per lungo tempo impiegato i cani in un servizio che non è diverso dal quello militare. Dopo aver scoperto che i contrabbandieri addestravano i cani per evitare le guardie, gli mettevano addosso i merletti e li liberavano in Belgio perché tornassero dai loro padroni in Francia, si sono addestrati i cani per sorvegliare e combattere i cani di questi contrabbandieri.

L'idea di utilizzare i cani nel servizio ambulanza è piuttosto nuova. Sembra sia nata dall’utilizzo che i monaci di San Bernardo facevano dei cani per salvare i viaggiatori travolti dalle nevi delle Alpi.

Nel 1893 venne fondata in Germania la società denominata "Deutscher Verein für Sanitätshunde", che aveva come scopo l'addestramento dei cani per la ricerca ed il soccorso ai feriti sui campi di battaglia. Nell'esercito tedesco ci sono due cani da guerra inquadrati in ogni compagnia di Jaeger o battaglioni Sharpshooter; e sono state preparate delle procedure che coprono ogni particolare della loro gestione e del loro addestramento. Questi cani sono utilizzati principalmente per dare una mano alle sentinelle negli avamposti, per trasmettere le informazioni inviate dalle ronde, e per le comunicazioni tra le catene di avamposti, ma è stato anche marginalmente e sperimentalmente insegnato loro come recuperare un ferito.

Nel 1899 una prova sul campo dei cani ambulanza della società tedesca fu tenuta dall’Ottavo Corpo d'Armata a Coblenza, in occasione delle esercitazioni dei corpi sanitari. Il Maggiore Richardson, ben noto proprietario di cani di Carnoustie, Scozia, in precedenza nell'esercito britannico, così descrisse queste prove sul giornale “Army and Navy Gazette” del 23 novembre 1901: "Al crepuscolo gli addetti portarono fuori quattro cani ambulanza. In precedenza duecento soldati erano stati mandati all'esterno a far la parte dei feriti, e cinquecento barellieri, con torce e lanterne, erano sistemati nel buio. Fu un interessante lavoro, tra i più difficili, e molti ufficiali, a cavallo e a piedi, assistevano alla cerimonia. Il lavoro cominciò nel bosco di Coblenza, e compito più difficile non poteva essere affidato ai cani. Due cani lavoravano sulla destra e due sulla sinistra e, nonostante il rumore e la folla, ritrovarono tutti i feriti nel buio e senza lanterne. Più di duecento soldati erano stati inoltre sistemati in varie parti dei ghiacciai di Coblenza, i barellieri furono mandati prima, questa volta, e, dopo aver perlustrato a fondo la zona, ritrovarono diciotto uomini dispersi. Furono poi fatti venire i quattro cani ambulanza ed i loro custodi, e in venti minuti diciotto uomini furono ritrovati nei nascondigli più assurdi; questi uomini, nella guerra reale, sarebbero stati senza dubbio abbandonati al loro destino. Questa prova fu considerata altamente soddisfacente dal personale dell'Ottavo Corpo d'Armata, e dimostrò che, a causa dell’introduzione della polvere senza fumo, tutti i ranghi sono obbligati a mettersi al riparo e specialmente i feriti sono costretti a rimanere al coperto dove per i barellieri é più difficile trovarli, mentre le capacità di fiuto dei cani arrivano come l’aiuto più prezioso". Il rapporto del direttore fu favorevole; ma sembra sia intenzione del governo tedesco di liberare l'esercito da un lavoro di questa natura per lasciarlo alle compagnie di ambulanza volontarie. Ulteriori esperimenti in questo campo, per quanto noto, non sono stati intrapresi dall'esercito tedesco.

Recentemente ho ricevuto un rapporto riguardante un’esibizione su piccola scala, che il presidente della Società tedesca dei cani ambulanza ha tenuto con il suo collie di quattro anni, Resi. Il campo di lavoro era delimitato e conosciuto; tuttavia il cane ha operato con una straordinaria intelligenza che ha fatto pensare ad una possibile uguale prestazione anche su un territorio più grande e sconosciuto. Mr. Bungartz, trattenendo il cane, ha sistemato un messaggio in una piccola borsa legata intorno al collo. Poi, guardando davanti a sé, ha lasciato il cane, e agitando la mano in una direzione indefinita, ha ordinato, "Avanti, march" (i comandi sono per lo più tratti dal manuale di addestramento). A questo comando, il cane è balzato in avanti, correndo da solo a tutta velocità attraverso il tratto aperto lungo un centinaio di yard, fino a una ripida collina su cui era un assistente. L'assistente poi, trattenendo il cane, ha letto il messaggio, ha preparato una risposta e, ordinando "Torna, march", ha rimandato indietro il cane. Un altro scambio di messaggi è stato effettuato in maniera simile attraverso un percorso di duecento yard dentro la boscaglia, con le parti reciprocamente nascoste alla vista ed essendo le loro posizioni solo approssimativamente conosciute. Nella ricerca dei feriti il mio informatore si nascose in una fitta boscaglia, dopo aver girovagato sulle sue stesse tracce per ingannare del tutto allenatore e cane circa la direzione presa. Il cane è stato poi lasciato, e girovagando di fronte, a destra, e a sinistra, come un cane da caccia, ha lasciato il campo aperto, entrando nel bosco, ed è arrivato molto presto alla postazione del mio informatore. Il cane è tornato direttamente dall'addestratore, poi di nuovo dal mio informatore, ed ha ripetuto quest’azione fino a quando l' addestratore non si é avvicinato.

In questo momento i canili della Società tedesca per i cani ambulanza sono vuoti a causa della richiesta di cani da utilizzare nelle guerre in atto in Manciuria e nell’Africa suboccidentale tedesca.

In Italia l'addestramento dei cani ambulanza è stato iniziato, non da associazioni civili, ma dall'esercito. Circa otto anni fa, il capitano Ernesto Ciotola, ufficiale medico del Cinquantesimo Reggimento Fanteria, aveva studiato i metodi tedeschi di addestramento ed aveva acquistato alcuni cani avviando sperimentazioni per proprio conto. Due anni fa, il Ministro della guerra ha dato a questo lavoro la sua approvazione ufficiale, ordinando al Capitano Ciotola di portare avanti quest’incarico per l'esercito ed assegnandogli quattro soldati semplici per aiutarlo in questo lavoro.

Alle manovre dell’Esercito Italiano, tenute lo scorso autunno vicino a Quero, nel Dipartimento di Venezia, ci sono state due importanti prove sul campo dei cani ambulanza. Durante le prove notturne i cani portavano piccole lanterne riflettenti sul collo, oltre alla borsa contenente stimolanti e confezioni di pronto soccorso. In ogni prova otto o dieci ufficiali simulavano i feriti ed alcuni uomini, scelti tra gli osservatori, erano stati nascosti in un appezzamento di terreno di circa seicento yard quadrate, attraversato da trincee, strade, muri, alberi e sottobosco. I cani partirono subito nella direzione indicata loro dall’addestratore e cercarono in ogni angolo di quella zona del campo fino a quando non trovarono un uomo ferito. Due dei cani erano stati addestrati a tornare indietro dal loro padrone dopo aver trovato l’uomo ferito, e due a rimanere accanto al ferito ed abbaiare fino a quando i barellieri non fossero arrivati. Si pensava che il primo sistema avrebbe funzionato meglio di giorno ed il secondo durante la notte. Il Capitano Ciotola si proponeva di combinare i due sistemi addestrando il cane a correre, dopo aver trovato un ferito, di nuovo in campo aperto, o sulla strada, o sul percorso che i portatori avrebbero dovuto fare per raggiungere il paziente, e ad abbaiare fino a che i barellieri non fossero arrivati. Durante le esercitazioni notturne uno dei cane trovò due ufficiali che rappresentavano i feriti e corse abbaiando dall’uno all'altro. In un’altra prova un cane che era partito, seguito da tre squadre di barellieri, era alla ricerca di un quarto uomo ferito prima che la barella che trasportava il primo ferito fosse tornata indietro. Le prove ebbero un tale successo che al Capitano Ciotola fu assicurato che l’Associazione Italiana della Croce Rossa avrebbe continuato il discorso con l'intenzione di dare un ulteriore sviluppo a questo servizio.

Sono in grado di dare un resoconto di una visita recentemente fatta da un americano alla stazione di addestramento presso la Batteria di Porta Furba a Roma. Ad una parola del Capitano Ciotola, i cani correvano fuori dai loro ricoveri verso la parte anteriore dei recinti, abbaiando e mostrando il più grande piacere nel vederlo. Sembravano molto desiderosi di lodi e di carezze. Nel corso dell’addestramento devono essere usate grande gentilezza e dolcezza, e per questo motivo, pur portando quasi tutti gli assistenti delle fruste, queste non sono state mai utilizzate ed i cani non sembrano averne paura. I cani non mostravano alcun segno di sottomissione, come spesso si vede fare ai cani da caccia meglio addestrati o a quelli usati per eseguire piccoli esercizi.

Successivamente fu organizzata una prova sul campo. Per questo scopo furono scelti tre cani, equipaggiati con zaini di tela, e venne loro messo il guinzaglio, ciascuno affidato alle cure di un addestratore. Sette soldati furono inviati in un campo vicino di circa cinquecento acri, perché si nascondessero in differenti situazioni. Questo campo somigliava grosso modo alla parte occidentale del nostro paese, sottobosco chiaro, erboso, tagliato da corsi d'acqua, alcuni secchi, alcuni con acqua corrente. I soldati furono nascosti del tutto alla vista e gli addestratori non avevano alcuna idea della loro posizione se non quella generica della zona che essi avevano preparato e dell’intero campo, come sarebbe stato nel caso di una guerra vera quando si fosse dovuto cercare su una certa porzione del paese dove si era combattuto. All’inizio furono mandati due cani, che cominciarono da un angolo del campo. Essi battevano la zona avanti e indietro come cani da caccia, su una larghezza di circa trecento yard e ad una distanza di circa quattrocento o cinquecento yard dagli addestratori. Una volta trovato un uomo ferito essi sarebbero corsi direttamente dall’addestratore e poi di nuovo sul luogo del ritrovamento, e se l'addestratore non fosse stato ancora in vista, sarebbero tornati di nuovo da lui. Allo stesso tempo quando si vedeva che un cane, che stava lavorando su un fronte di seicento yard, aveva fatto una scoperta, in quanto aveva fermato di colpo la sua corsa e rapidamente era tornato verso il suo addestratore sebbene il terreno fosse in pendenza e né il ferito, né il luogo dove giaceva poteva essere visto dagli osservatori poiché si era cacciato in una depressione poco profonda. Dopo che era stata data una dimostrazione del lavoro di questi due cani, un terzo cane partì per cercare i due uomini ancora da trovare. Il lavoro di questo cane era simile a quello degli altri, l'unica differenza era nel modo di segnalare il ritrovamento del soldato ferito. Questo cane sarebbe dovuto tornare indietro di circa cinquanta yard verso l’adddestratore ed abbaiare continuamente per alcuni secondi, per poi tornare al ferito, poi di nuovo tornare, abbaiando, dall'addestratore, e continuare a farlo fino a quando l'addestratore non si fosse avvicinato abbastanza.

I cani lavoravano con il naso molto vicino al suolo, ma non l'hanno fatto immediatamente, hanno ritrovato le tracce fresche degli uomini che erano andati a nascondersi, e non hanno scoperto i soldati fino a quando non sono arrivati veramente ai nascondigli, e perciò, solo dopo un attento lavoro sul terreno. E' stato particolarmente evidente che, anche se i cani a volte correvano vicini tra loro, non prestavano alcuna attenzione gli uni agli altri, né a cani sconosciuti o a contadini che attraversavano il campo durante la prova.

Nel esercito britannico non sono stati fatti esperimenti sull'uso dei cani per scopi bellici, o per il servizio di ambulanza o come sentinelle, ma alcuni privati hanno condotto dei test in questo senso. Il Maggiore E. Hautonville Richardson, già del 45° fanteria, che è un'autorità riconosciuta in fatto di cani, sembra essere il depositario in Gran Bretagna di tutte le migliori informazioni su questo argomento. Egli ha studiato i metodi di addestramento in uso in Germania, ed ha portato più di un cane da addestrare nel proprio canile. Egli ha rivolto la sua attenzione in particolare all'uso dei cani nel servizio ambulanza. Un resoconto non ufficiale dei test che il maggiore Richardson ha fatto a Netley é apparso in “Army and Navy Gazette” del 18 ottobre 1902.

Fino alla guerra attuale nessun esperimento era stato fatto con i cani ambulanza dall'esercito russo. Ma per volere di Sua Maestà Imperiale l'Imperatrice Alexandra Fedorovna, diversi cani sanitari militari sono stati recentemente acquistati a Berlino e, insieme a due cani da caccia della muta imperiale, sono stati inviati con l'ambulanza da campo in carico alla trentasettesima Divisione Fanteria. I risultati del lavoro di questi cani non sono ancora noti.

La “United Service Gazette” afferma che tre collie, che erano stati acquistati in Scozia per prestare servizio come cani ambulanza nell'esercito russo in Manciuria, hanno lasciato San Pietroburgo il 4 agosto per il quartier generale del Generale Kuropatkin. "Le esercitazioni a Gatchina, vicino a San Pietroburgo, sono definite da M. Liadoff, loro direttore, come molto soddisfacenti. Di notte, sotto la pioggia e la nebbia, i cani hanno trovato i feriti che erano stati mandati a cercare, e sono tornati all’ospedale da campo, anche quando era stato spostato dopo la loro partenza, ed hanno riaccompagnato i barellieri dove avevano trovato gli uomini distesi. Alla domanda se essi avrebbero potuto mettersi alla stessa maniera al servizio dei giapponesi, M. Liadoff ha risposto: 'L’odore dirà loro quando gli uomini sono giapponesi, e non li aiuteranno. Anche gli animali inferiori sono in grado di distinguere tra europei ed asiatici. Anche gli squali, che pure divorano gli europei, non toccano un cinese’. I tre cani saranno al servizio del Primo Corpo d'Armata. In seguito, ne saranno mandati altri. Dieci “pood” (400 libbre) di biscotti esclusivi sono partiti insieme ai tre cani costituendone l'alimentazione durante il viaggio. Ogni cane riceve tre biscotti al giorno".

Nell'esercito francese l'addestramento di cani per scopi militari è lasciato all'iniziativa individuale. Di tanto in tanto un ufficiale, per suo piacere e con il consenso dei suoi superiori, ha fatto un buon lavoro nell’addestrare i cani e nell'insegnare ai suoi uomini ad utilizzarli, ma basta un cambiamento di guarnigione o l'assegnazione ad un nuovo reparto, che il suo lavoro si perde. Alcuni battaglioni di cacciatori Alpini hanno cani da guerra, ma non sono ufficialmente censiti.

Nell'esercito austro-ungarico non vi sono cani utilizzati o preparati per il servizio di ambulanza, e nessuna pubblicazione su questo tema é apparsa in Austria-Ungheria.

Il Capitano I. G. A. Berdez, dell'Esercito svizzero, ha studiato l'addestramento dei cani ambulanza in Germania, ed ha addestrato i cani di propria iniziativa in Svizzera. Il suo manuale dal titolo "Anleitung zur Dresser und Verwendung des Sanitatshundes” è, per quanto ne so, l'unico trattato formale esistente sulla materia.

In questi diversi paesi sono stati provate diverse razze di cani, ma il collie scozzese sembra essere il preferito. Meno requisiti sono richiesti ad un cane ambulanza che non ad un cane da guerra; ma la vista acuta, l'udito e l'olfatto sono tutte qualità auspicabili in un cane ambulanza, e l'intelligenza, la docilità, la vitalità e la resistenza sono essenziali. Può essere lecito dubitare di quanto questi cani dipendano dal senso dell'olfatto, a giudicare dalle informazioni disponibili. I cani da caccia hanno eccezionali capacità olfattive e di buona portata, ma la loro passione per la caccia è responsabile di condurli fuori strada. I barboni diventano pigri con l'età. Il Bloodhound ha capacità olfattive straordinarie, ma difetta in velocità e in acutezza della vista e dell'udito. Il levriero ha grande velocità ed eccellenti vista e udito, ma, con la sola eccezione del levriero scozzese o deerhound, è troppo delicato. Il San Bernardo e il Terranova sono troppo pesanti e soffrono il caldo.

Gli appassionati dell’Airedale terrier sostengono che questo cane ha un ottimo naso e un’ottima docilità. Sono meno nervosi e più facilmente gestibili del collie. Tuttavia il mantello dell’Airedale terrier è denso, esso è ispido e rimane vicino al corpo e non raccoglie la neve e il ghiaccio in inverno.

Il cane da pastore tedesco è stato provato in Baviera con buoni risultati, ma non è un cane molto equilibrato. E’ stata costituita una società del Pastore Tedesco con l'obiettivo di migliorare la razza.

La Società tedesca dei cani ambulanza ha deciso a favore del collie scozzese, ma rifiuta quelli inadatti, il cosiddetto tipo "migliorato". Il mantello del collie è uno delle sue caratteristiche più belle, ma troppo di esso, sia in resistenza che in altre qualità fondamentali, è stato in questi ultimi anni sacrificato ad una eccessiva crescita. La Società tedesca si procura i suoi cani nelle Highland della Scozia, dove la razza è stata temprata dal clima rigido, trattamento rude, magri pasti, e duro lavoro. Questi animali, che vivono costantemente all'aria aperta, abituati a proteggere, guidare e sorvegliare le mandrie, hanno un olfatto acuto, buona vista e udito, e grande resistenza, vivacità, e intelligenza.

In Italia il collie é stato utilizzato nei primi esperimenti del Capitano Ciotola, ed ha dato prove tanto soddisfacenti che é ancora usato preferendolo a tutte le altre razze. Il Maggiore Richardson ritiene che il collie nero o sabbia sia la razza migliore. Il collie é forse un po' timido ed ha bisogno del migliore addestramento per acquisire il coraggio e la fiducia necessaria per il suo lavoro quando é lontano dal suo istruttore. E' molto affettuoso e chiede molte effusioni. Il Capitano Berdez afferma che in Svizzera, lo scorso inverno, i suoi collie, che lavoravano in montagna, sono stati seriamente ostacolati ed infine completamente impediti dalla neve ghiacciata accumulatasi  sui loro copiosi mantelli.

I principi che dovrebbero guidare la scelta degli animali da allevare, che comprende, parto, svezzamento, gestione del cucciolo, alimentazione, spazio per l’istruzione, attrezzature per l’addestramento, premi e punizioni, sono, nell'allevamento dei cani destinati al lavoro di ambulanza, gli stessi  che nell'allevamento di cani destinati ad altri scopi.

Il metodo di addestramento è basato unicamente sull’avidità del giovane cane, e quindi l’istruzione dovrebbe iniziare il più presto possibile, direi quando il cane ha circa sei o sette mesi. I cani acquistati in Scozia e portati in Italia quando hanno circa un anno, richiedono un tempo più lungo per l’istruzione rispetto ai cani nati nei canili militari. Ai cuccioli viene permesso di correre con la madre quando si esercita, e in questo modo acquisiscono una comprensione precoce di quanto verrà loro richiesto.

Nel corso preliminare di istruzione viene insegnato al cane a rispondere al richiamo, a tenere il passo con e senza guinzaglio, a sdraiarsi, a sedersi, a saltare, a rimanere di guardia, ad abbaiare, etc.. Il corso speciale di addestramento per cani ambulanza comprende il superamento della paura dello sparo e del desiderio di cacciare, il nuoto, il recupero, la ricerca di oggetti smarriti, il trasporto dei messaggi, e, infine, la ricerca dei feriti e l’abbaio o la "segnalazione". In nessun caso al cane ambulanza è permesso di andarsene senza meta per la campagna, ma gli viene insegnato a cercare in prossimità del suo istruttore ed in qualsiasi direzione gli venga indicata. Grande attenzione è posta sulle sue accurate ricerche in fossati, boschetti ed altri nascondigli.

Al cane viene insegnato a considerare ogni uomo accasciato come il ferito che sta cercando. L’istruttore, indicando la direzione, si muove verso il finto ferito, continuando a gridare "Cerca ferito!". Se questi esercizi sono provati prima in un luogo dove il cane non vede altro che l'allenatore ed il suo assistente, egli andrà da questi ultimi, che lo accarezzeranno e lo premieranno dopo che ha abbaiato a comando. Le prime volte non può far male se l’assistente chiama il cane da lui.

Al cane viene fatto capire fin dall'inizio che deve annunciare la sua scoperta al padrone. Questo gli può essere insegnato in due modi: abbaiando o “indicando”. Se esso è addestrato col primo metodo, rimane presso l'uomo ferito ed abbaia forte e a lungo fino a quando il suo padrone non arriva. L'abbaio deve aumentare di intensità, diventando sempre più forte, per trasformarsi, infine, in un ululato lamentoso. Se il cane è stato abituato fin dall'inizio ad abbaiare a comando ogni volta che trova un uomo ferito fino all’arrivo del suo padrone, e solo allora ad essere ricompensato, imparerà presto ad abbaiare senza che gli venga ordinato. Se è addestrato ad ''indicare", va immediatamente dal ferito al suo padrone, ed il suo comportamento indica al suo padrone che deve venire avanti. Capita, a volte, che un cane particolarmente intelligente che è stato addestrato ad annunciare la sua scoperta abbaiando a volontà, di sua spontanea volontà impara a combinare i due metodi. Capisce che il suo abbaiare ha il solo scopo di portare il suo padrone sulla scena del ritrovamento, e dopo aver abbaiato a lungo invano, gli viene improvvisamente l'idea di andarlo a prendere.

Il capitano Ciotola è riuscito ad avere quattro cani che lavorano insieme nella ricerca dei feriti, e in questi esercizi hanno esplorato un territorio di circa due chilometri di larghezza e uno di profondità. Da questo si presume che non più di quattro cani, forse tre, sono sufficienti per una divisione. Questa questione riceverà particolare attenzione durante il prossimo anno.

Esercizi ripetuti sono svolti in tutte le condizioni e con tutti i tipi di tempo, di giorno e di notte, al fine di perfezionare il cane nelle sue funzioni e renderlo affidabile. L’addestramento completo di un cane ambulanza dura circa tre mesi, durante i quali le esercitazioni avvengono quotidianamente, anche se solo per poco tempo (non più di mezz'ora, per esempio) in modo da non affaticare il giovane cane e nausearlo con il lavoro fin dall'inizio. Ogni cane è fornito di una sella di tela color kaki assicurata da un sottopancia e da una cinghia sul petto, in cui vi sono le tasche che contengono le bende e una bottiglia di cordiale. Nessun collare o piccolo barilotto viene portato, come nel caso del cane di San Bernardo.

Non è irragionevole sperare che col tempo i ricchi proprietari di cani, le compagnie della milizia ambulanza, e le varie associazioni civili che hanno reso tali preziosi servizi in passato integrando il dipartimento di medicina del nostro esercito, possano assumersi l’onere dell'addestramento dei cani per la ricerca e l’aiuto ai feriti sul campo di battaglia e quindi essere il tramite, nelle future guerre, per salvare la vita di molti soldati i cui nomi altrimenti andranno ad allungare i già lunghi elenchi dei "dispersi".

 
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