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12 settembre 2015
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i cani da guerra

di  W. G. Fitzgerald

from The Outlook, 1907 - Digitized by Google. Original from Cornell University. Courtesy of Hathi Trust

 

Noi conosciamo il cane poliziotto dell’Europa centrale, quello che per mille anni ha salvato vite umane sulle Alpi, ma il cane regolarmente arruolato in tutti i grandi eserciti del mondo, sia nel Dipartimento della Croce Rossa, che come esploratore e portaordini, é sicuramente qualcosa di nuovo.

Nella guerra franco-prussiana, a fronte di 129.000 vittime, sono stati contati 13.000 "dispersi"; e chi può dire quale agonia quei disgraziati abbiano patito? Ogni guerra del futuro, invece, vedrà il cane attenuarne l’orrore. In Germania, l'educazione del cane da guerra è assicurata in questo momento da una società di volontariato con circa duemila membri, tra i quali alcuni degli ufficiali più illustri del più grande esercito del mondo.

L’idea non é affatto nuova. Senofonte ci parla dei cani degli Spartani che indossavano enormi collari con punte e venivano probabilmente usati come noi abbiamo usato tanti anni fa i segugi contro i forti indiani Seminole e Sioux. Inoltre, c’erano mastiff che seguivano i Cavalieri di Rodi e fiutavano i Turchi a miglia di distanza. Anche gli olandesi li hanno usati nella loro guerra secolare contro Aceh, sia come ambulanza, sia come cani da guerra.

C’è poi è una differenza. Il cane da guerra viene correttamente utilizzato nel servizio di sentinella, portaordini ed esploratore, mentre la preparazione del cane ambulanza lo impegna solo a setacciare il campo di battaglia alla ricerca di feriti e dispersi. Che non fosse sicuro utilizzare un cane per un lavoro diverso era stato visto nelle ultime grandi manovre tedesche, quando ad un cane ambulanza era stato affidato un messaggio e lui, dopo aver trovato un uomo ferito sul serio per essere stato disarcionato e calpestato in una carica di cavalleria, gli rimase pateticamente vicino, dimenticando completamente il vero compito per cui era stato mandato!

Le esigenze della guerra moderna non solo richiedono un grandissimo allargamento del campo di battaglia, ma costringono anche le truppe a profittare di ogni possibile vantaggio che deriva loro dai nascondigli naturali. Questo, insieme al fatto che gli uomini feriti useranno le loro ultime forze per cercare protezione dal fuoco dell’artiglieria, dalle cariche della cavalleria e dalle ruote di cannoni trasportati al galoppo, in luoghi come fitti cespugli, fossati e buche naturali, mostrerà quanto sia difficile per i barellieri del Dipartimento della Croce Rossa, oberati di lavoro, accorgersi di figure cadute non facilmente visibili. Inoltre, si deve tener conto del fatto che la guerra moderna è fatta in gran parte di attacchi notturni, e anche di notte i feriti devono essere raccolti.

Gli ingegnosi proiettori moderni, elettrici e ad acetilene, sono utili solo in aperta campagna; mentre sul terreno accidentato il più brillante proietta la luce, il più scuro le ombre. Il cane ambulanza, però, è del tutto indipendente dalla luce artificiale, e si affida solo alla straordinaria forza del suo olfatto. Lo scorso anno, durante le grandi manovre in Austria, duecento uomini furono lasciati distesi sul terreno a rappresentare i feriti, e i barellieri, lottando contro il tempo, ne trascurarono trentotto. Nel giro di 20 minuti i cani viennesi li aveva scoperti.

Ogni cane porta al collo una fiaschetta che contiene brandy o zuppa ed anche un rotolo di bende. Il ferito, dopo aver fatto di questi aiuti l’uso di cui è capace, dà al cane il suo berretto o la sua cintura, e l’intelligente creatura immediatamente corre con esso dagli infermieri, che si precipitano a portare soccorso.

Grandi autorità sui cani da guerra, come il Generale Medico Haecker o il Generale Von Herget, entrambi dello Stato Maggiore tedesco, possono raccontare meravigliose storie sui cani che portarono con sé in Cina con le truppe alleate per reprimere la rivolta dei Boxer. I cani italiani in particolare si distinsero, avendo avuto una buona preparazione sui monti della Savoia; essi erano soprattutto collie, ed erano stati per lungo tempo impiegati con le truppe dei Bersaglieri in operazioni sul versante italiano del Monte Bianco. Questi cani hanno di frequente salvato soldati che erano finiti nei crepacci o erano rimasti congelati durante la marcia.

Alcuni di loro, tra l'altro, hanno avuto un ruolo molto attivo nella guerra mimetica, poiché essi portavano una borsa di tela legata sui lombi con una cinghia di stoffa chiara, prevista per il trasporto di munizioni sulla linea di tiro. I francesi in Algeria hanno anche utilizzato i cani in questo modo nella loro guerra contro gli arabi. Un cane, il preferito della guarnigione Oran, tre anni fa è stato decorato con le strisce di caporale ed è appena stato elevato al rango di "sergente", a causa della sua intelligenza soprannaturale! Lui è uno di quei cani rari che possono essere usati indifferentemente come esploratore, sentinella, portaordini, o cercatore di feriti sul campo di battaglia.

Il suo nome è "Toto", e la sua preparazione é iniziata all'età di otto mesi. E’ un Borzoi russo, e lui ed il suo inseparabile compagno, un alano tedesco, sono considerati tra i più importanti membri del presidio. Non disdegnano neanche di essere imbracati per illuminare i carri ambulanza ed aiutare a trasportare i feriti alla tenda o al vagone ospedale dopo averli trovati riversi sul terreno.

Ma sono le autorità militari tedeschi ad aver adottato cani da guerra su vasta scala, e quindi marcato questa istituzione con il sigillo di un valore perenne. Il Generale von Herget, parlando dopo una serie di prove con i cani di ambulanza, ha commentato: "Per quanto grandi siano i progressi compiuti dal Dipartimento Medico dell'Esercito nel trattamento dei feriti, le scoperte della scienza possono essere applicate solo quando i feriti vengono ritrovati; e questo è un problema estremamente difficile da risolvere nella guerra moderna, con un fronte bellico estremamente vasto, attacchi notturni e la necessità imperiosa di trovare un nascondiglio. Infatti, in molti casi portare aiuto ai dispersi feriti è impossibile senza un aiuto speciale, come è quello ottimamente offerto da questi cani".

Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Olanda, Italia e Francia hanno seguito le più grandi potenze militari in questa materia, ed ora il cane si è completamente stabilito nel campo di battaglia come unità di alto valore. E’ chiaro che centinaia, se non migliaia di uomini, debbono ai cani la loro vita, o quanto meno l’attenuazione di terribili sofferenze, come la sete spaventosa che deriva dalla perdita di sangue.

L'esercito russo ha impiegato in Manciuria centinaia di collie appositamente addestrati, ed il capitano Persidsky, dello staff del defunto Conte Keller, ha riferito al suo capo: "Nella ricerca di dispersi e feriti dei quali erano disseminati i campi di miglio, niente era alla pari col nostro gruppetto di sette cani inglesi. Nel nostro ultimo impegno cinquantatré uomini sono stati trovati più o meno gravemente feriti in luoghi del tutto insospettabili, dove i barellieri ed i chirurghi non si sarebbero mai nemmeno sognati di guardare”.

In un'altra occasione, con i russi, tutti i feriti sono stati trovati dai cani in luoghi in cui altrimenti non si sarebbero potuti scoprire affatto, e sarebbero stati dichiarati come dispersi. Nelle ultime manovre tedesche, quando l'imperatore stesso comandò una divisione di trentamila soldati di tutte le armi, con il doveroso corollario di cani, gli ufficiali dei reggimenti dei Cacciatori Prussiani trovarono che le prestazioni dei cani ambulanza andavano oltre ogni aspettativa.

Nelle situazioni più sfavorevoli, un sole cocente, tra perfetti sconosciuti, in un paese soffocante, ricoperto di vegetazione, sconosciuto ai cani, e con una totale mancanza di odori, tranne quello di numerose volpi ed altra selvaggina, hanno svolto le loro funzioni di ricerca dei feriti con infallibile zelo. Il Principe Adolfo di Schaumburg Lippe assisteva ad una prova notturna a Bonn, quando i cani hanno scoperto feriti che non sarebbero mai stati trovati neanche dal più esperto degli uomini dell'ambulanza. Studi simili sono stati condotti dal capitano Ciotola, capo della Ambulance Dog Establishment di Roma, che è stato sovvenzionato dal governo italiano, con risultati sorprendenti.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, ogni anno le autorità del Ministero della Guerra effettuano approfonditi test coi cani da guerra, sia ad Aldershot che nel grande territorio recentemente acquisito per scopi militari a Salisbury Plain. Lo scenario, durante queste prove notturne, è il più strano ed impressionante.

Lunghi raggi di luce abbagliante, lanciati dai fari portatili di ricerca, spazzano l'intero panorama fatto di terreni accidentati, ricoperti di massi, e sotto questi raggi genieri e cani scivolano silenziosamente attraverso felci e sottobosco in cerca di uomini che si suppone essere stati feriti nella battaglia appena combattuta, su un fronte che si estende per oltre quindici miglia. I cani erano stati appositamente addestrati a Forfarshire, in Scozia, dal Maggiore E. Hautonville Richardson, di Carnoustie; e il modo in cui hanno corretto i ricercatori umani, portando alla luce presunte vittime da posti fuori mano doveva essere visto per potervi credere.

Mentre i plotoni di barellieri avanzavano, con il Maggiore ed i suoi cani, i collie venivano liberati dai loro guinzagli con l’ordine secco, "Cerca, ragazzo"! Immediatamente gli animale ansiosi e potenti balzavano nel sottobosco, annusando silenziosamente e rapidamente tra i cespugli e l'erba alta, cercando e correndo continuamente, e coprendo più terreno in un minuto di quanto in un quarto d’ora ne poteva coprire una delle ambulanze dei barellieri.

Il tintinnio delle campanelle intorno al collo dei cani permetteva ai barellieri di seguirli facilmente. Dopo qualche emozionante minuto nel buio, con i larghi fasci accecanti dei fari di ricerca orientati in questo modo, una campana attentamente seguita improvvisamente cessava di suonare, ed un basso, penetrante gemito del collie annunciava "trovato".

Precipitatisi sul posto, l'ufficiale ed i suoi barellieri trovavano il soldato che giaceva caduto e affranto a terra, che fingeva di essere davvero molto esausto. Egli veniva adagiato dolcemente sul telo della barella, mentre il suo salvatore mandava una serie di bassi mugolii felici e scodinzolava mentre il Maggiore lo ricompensava con parole gentili e carezze. Il cane riprendeva immediatamente la ricerca della prossima vittima; e presto il richiamo di "plotone barellieri" nell'oscurità avrebbe arrestato la corsa degli uomini delle barelle. Dopo, per un certo tempo, il cane cercò inutilmente su una vasta zona. Improvvisamente si immerse in una fitta boscaglia di felci sul fianco sinistro di una collina. Il Maggiore Richardson ritenendo che era troppo lontano da tutti gli uomini feriti da trovare, lo richiamò. Ma il cane lo ignorò, e poichè nessun campanello poteva essere sentito, l’ansiosa creatura è stata seguita, e fu trovata in piedi sopra due prostrati "ferito" quasi completamente sepolti da felci ed arbusti.

In Germania il cane guerra gioca molti ruoli, oltre alla ricerca dei feriti. Così egli custodisce le salmerie, e porta dispacci a grande velocità ed usando molti espedienti, sfuggendo ai colpi di fucile ed ai proiettili che esplodono (lui è assolutamente abituato ad entrambi), e passando attraverso le linee nemiche dove cavalieri o cavalli avrebbero semplicemente cercato inevitabilmente di annientarlo.

L'addestramento dei cani non è affatto facile, e richiede passione, comprensione ed una grandissima pazienza. Essi sono differenti per intelligenza, proprio come gli esseri umani, ed alcuni di loro capiscono facilmente cosa viene richiesto loro e prendono il lavoro con grande entusiasmo. Per quanto riguarda le attrezzature, le grandi nazioni militari hanno sistemi diversi. Bungartz, in Germania, equipaggia i suoi cani con una sella che ha diverse tasche, nelle quale sono messe bende pulite e medicazioni chirurgiche; mentre intorno al collo dell'animale è legata una piccola botte con brandy o altro stimolante.

Il Capitano Ciotola, esperto italiano, pone la sua fiaschetta nelle tasche della sella. Il colonnello Malentieff, ufficiale dello staff russo incaricato dell'istruzione e del mantenimento dei cani da guerra, fornisce delle lanterne ai suoi soldati a quattro zampe. Invece, il Maggiore Richardson, addestratore militare inglese, ritiene che l'equipaggiamento debba essere il più semplice possibile. Egli ritiene che bende e stimolanti siano inutili, dal momento che le truppe britanniche portano sulla propria persona l’attrezzatura di "pronto soccorso". Inoltre, egli fa notare che se un uomo ferito fosse in grado di prendere in modo intelligente le bende e gli stimolanti dal cane, sarebbe sicuramente anche in condizioni di chiamare i barellieri. Indubbiamente il peso supplementare di questi articoli ostacola l'azione del canino assistente.

"I miei cani", ha detto lo scrittore, "indossano una sella di tela molto leggera, senza tasche, ma con la Croce di Ginevra sui lembi di entrambi i lati. Ognuno di loro porta un collare di cuoio ed una campanella rumorosa. Essi sono collegati in muta alle compagnie di barellieri degli Ambulance Corps, alle compagnie dei Royal Army Medical Corps, ed a quelle dei barellieri volontari".

Ormai il loro effettivo utilizzo è riconosciuto a livello internazionale, come abbiamo visto; e questo è particolarmente evidente dopo una battaglia, quando i ricercatori hanno raccolto tutti i feriti che sono rintracciabili, ma è noto dall’appello che molti di loro sono ancora "dispersi". La grande difficoltà sta nell'avere cani addestrati e pronti in numero sufficiente. Perché è del tutto inutile prendere i cani inesperti del campo di battaglia in tempo di guerra.

Un’organizzazione modello è, forse, quella italiana, dove, nel quartier generale romano, vi è una normale scuola di addestramento per "cani da guerra", ed un grande numero di cani sono tenuti in costante allenamento in tempo di pace.

E qui arrivano ufficiali da tutte le parti del paese, dalle Alpi all’Etna, per apprendere preziose istruzioni pratiche, sulla selezione e l’addestramento dei cani.

 
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