Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
12 settembre 2015
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cani da guerra

di  Maj. Edwin Hautonville Richardson

from The Living Age, 1905 - Digitized by Google. Original from Cornell University. Courtesy of Hathi Trust

 

Le straordinarie caratteristiche del cane, la sua vigilanza, la docilità, l’acutezza dei suoi sensi, il suo affetto per il genere umano e la sua velocità gli consentono di essere di grande importanza per scopi militari, ma l'impiego di cani per tali fini può difficilmente essere definito un'invenzione dei tempi moderni. Sappiamo infatti che molto tempo fa, nella notte dei tempi, l'utilità del cane come ausiliario in guerra era già nota, e agli antichi si deve l’onore di avere utilizzato i cani per la prima volta a questo scopo. Essi li usavano per la difesa e l’attacco, ma il cane da guerra di oggi, in conseguenza dei metodi completamente diversi di fare la guerra, deve adempiere a funzioni del tutto diverse e dunque, come mezzo concreto di attacco o difesa, è ormai fuori discussione. Non é però senza interesse il ricordo di alcune date storiche riferite ai molteplici usi dei cani da guerra e delle molte persone che li hanno utilizzati.

Sia Plutarco che Plinio accennano ai cani da guerra nei loro scritti. Nell’assedio di Mantinea, Agesilao impiegò i cani, così come fece anche Cambise nella sua campagna d’Egitto 4.000 anni prima di Cristo. Enea riferisce di cani utilizzati per portare ordini nei loro collari. I Cumbri ed i Teutoni avevano i loro cani da battaglia, che incutevano il terrore alle legioni romane. Vegezio, scrittore di guerra romano, ci informa che i cani erano piazzati in torri fortificate per poter dare, abbaiando, tempestivo allarme alla guarnigione dell'avvicinarsi del nemico, e su un bassorilievo di Ercolano è rappresentato un cane da guerra coperto da un'armatura che difende dai barbari un posto di guardia romano. Anche i Galli avevano grandi mute di cani da guerra coperti da armature, ed Attila, re degli Unni, aveva grossi cani feroci a guardia del suo campo.

Nel medioevo il cane da guerra è spesso raffigurato mentre difende convogli ed equipaggiamenti, e cani ricoperti di maglie metalliche, con lame e punte sporgenti, erano usati per sfiancare la cavalleria nemica e portare lo scompiglio nei suoi ranghi. Anche delle torce venivano attaccate sulla schiena dei cani per appiccare il fuoco al campo nemico. I Cavalieri di San Giovanni usavano sempre i cani con compiti di avamposto, ed a nessuna pattuglia era permesso di uscire senza di loro. Nel 1476 i cani svizzeri batterono i cani della Borgogna nella battaglia di Grandson, e nella battaglia di Merten essi li sterminarono. Dopo la scoperta dell'America da parte degli spagnoli, molti indigeni furono inseguiti ed azzannati dai feroci segugi degli invasori. Nel 1518 Re Carlo V di Spagna aveva 4.000 cani e 4.000 mercenari messi a sua disposizione dal Re d'Inghilterra per combattere contro Francesco I di Francia. I cani francesi e spagnoli, o meglio inglesi, che combattevano su entrambi i fronti, si scontrarono in una feroce battaglia, ed i cani spagnoli ne uscirono vittoriosi.

I turchi utilizzarono i cani anche come esploratori. Napoleone, nella sua campagna d’Italia, usò i cani come scout, ed uno di loro, di nome Moustache, divenne famoso perché era capace di smascherare le spie. Nel 1822, quando i ribelli greci tentarono di scalare il bastione dell'Acropoli, il tentativo fallì a causa dei cani che dettero tempestivamente l’allarme ai turchi. I francesi impararono l'uso dei cani dalle tribù Kabyle di Tunisi, e con il loro impiego furono salvati da molte imboscate. All'inizio del 1882 gli Austriaci addestravano cani dalmata per prevenire le imboscate, e questi cani riuscivano a scovare i banditi come per gioco. Nella famosa spedizione del generale Scobeleff contro la fortezza di Geok Tepe, i russi furono così spesso sorpresi dalla Turcomanni, che il Generale Scobeleff ordinò che fossero addestrati dei cani per prevenire gli attacchi a sorpresa. Poi i tedeschi, sempre pratici, hanno dedicato quasi vent'anni all’addestramento ed alle prove dei cani. Anche Italia, Russia e Francia se ne sono occupate, e gli ultimi due paesi ad essere interessati alla questione sono stati Spagna e Olanda, per non parlare dell'uso dei cani da parte degli Americani nella guerra delle Filippine. L’Inghilterra sembra essere stata l’unica, anche se ne sapeva sui cani più di qualsiasi altro paese al mondo, ad averli lasciati in questo senso gravemente soli.

Consideriamo ora i compiti ed i requisiti del cane da guerra. Primo, il cane dovrebbe fare da esploratore per le truppe con cui marcia, con l'avanguardia, la retroguardia, o col fianco, e mantenere le comunicazioni tra le diverse unità della colonna. In secondo luogo, dovrebbe agire da sentinella negli avamposti, e stabilire una comunicazione tra picchetti, rincalzi, e riserve, portare i messaggi delle pattuglie, e dovrebbe rendere un buon servizio particolarmente di notte. In terzo luogo, in un combattimento, dovrebbe essere utilizzato per portare le munizioni di riserva alla linea di fuoco e per tenere le comunicazioni tra le diverse unità d’attacco. In quarto luogo, durante gli assedi e gli accerchiamenti, un cane permetterebbe di ridurre il numero di sentinelle su entrambi i lati e proteggerebbe difensori e attaccanti da sorprese. Inoltre, dovrebbe portare messaggi da o agli assediati attraverso le linee nemiche. In quinto luogo, ed é questo uno dei suoi doveri più importanti, dovrebbe cercare dispersi e feriti dopo una battaglia su terreni difficili e prestare aiuto fino all'arrivo del medico. I cani addestrati a queste regole sono necessariamente un aiuto prezioso per il soldato; ma non sarebbe saggio sovraccaricare l'intelligenza del cane con ulteriori lavori.

Veniamo ora ai necessari requisiti del cane di guerra. Il carattere distintivo del cane è uno dei punti più importanti. Le diverse linee sulle quali differenti razze si fondano, i loro mantelli, la capacità di resistenza, l’intelligenza, ecc. ci offrono una vasta scelta, ma non tutte le razze sono adatte a questo lavoro. Alcune mostrano eccellenti ed originali qualità, ma spesso difettano di requisiti fisici. Alcune mancano di intelligenza; con le razze miste è un fatto acclarato che la progenie di tali incroci non abbiano le stesse probabilità di mantenere le qualità dei genitori come in un ceppo puro, in cui le qualità desiderate vengono riprodotte. Ciò che é richiesto è un cane di medie dimensioni, molto intelligente, che faccia il suo lavoro tranquillamente; affidabile, vigile e non facile da distrarre. Deve essere in grado sopportare ogni tipo di tempo, deve avere piedi solidi; e dovrebbe discendere da una linea da lavoro ed essere in grado di resistere a qualsiasi privazione. In Russia è stato adottato il cane del Caucaso; l'Austria ha usato i Dalmata; la Turchia i cani da pastore dell’Asia; la Germania collie, pointer ed airedale; la Francia i cani dei contrabbandieri (come quelli usati sul confine con il Belgio) che sono per la maggior parte meticci. Ma in questo momento la Germania, la più diligente e metodica nazione militare, sembra stia dando la preferenza ai collie o pastori scozzesi, non cani da esposizione che, per quella che è la mia esperienza, sono inutili per questo scopo, ma cani che provengono da linee da lavoro duro. A mio modesto parere, devo dire che i collie color sabbia con dorso scuro, o cani con dentro qualcosa del collie, sono in ogni caso i più dotati per la fanteria. Per la cavalleria probabilmente dovrebbe essere impiegato un cane più veloce.

Passiamo in rassegna alcune delle razze che non sono adatte. Pointer e cani da caccia in genere non riescono a rinunciare alla loro passione per la caccia che, per quanto ben addestrati possano essere, avrebbe conseguenze molto gravi nell’attività militare. I levrieri hanno scarsa intelligenza, cattivo olfatto, sono difficile da addestrare e sono tutti nati cacciatori. Fox-terrier ed altri terrier sono troppo piccoli. Bulldogs e bull-terrier sono difficili da gestire a causa della loro combattività. Il barbone è molto intelligente, ma non è attrezzato per questo lavoro. Terranova, San Bernardo, mastini, e danesi si stancherebbero presto durante una lunga marcia d’estate e a causa delle loro dimensioni sarebbero più di intralcio che utili. Potrebbero essere utilizzati per il traino, come viene fatto nell'esercito italiano, ma non hanno né tenuta, né capacità di resistenza. Ora veniamo al collie o pastore scozzese; un collie di razza pura é estremamente eccitabile, ma il collie da lavoro o cane da pastore scozzese, che per generazioni ha fatto il suo lavoro quotidiano nelle zone più difficili del paese, in qualsiasi condizione atmosferica, con poco cibo, ma con attaccamento impareggiabile, vigilanza continua ed intelligenza quasi umana, più si avvicina allo standard richiesto. Anche il collie a pelo corto è un soggetto eccellente.

Ora qualche parola sul colore. Durante le ricognizioni devono essere impiegati cavalli di colore scuro invece di quelli grigi o chiari. Anche i cani da guerra dovrebbero perciò essere di un colore poco visibile, il bianco è da evitare. Anche il sesso è da prendere in considerazione, in ossequio alle leggi della Natura; è un errore avere sessi misti. Per questi motivi si consiglia di utilizzare solo femmine; le femmine sono molto più affettuose, e molto più facile da addestrare.

Servizi di esploratore e portaordini con i cani

Il principale impegno di un cane da guerra in marcia è l’esplorazione. In una colonna senza cavalleria le funzioni della fanteria sono così complicate che è quasi impossibile per loro fare tutto il lavoro; enormi fatiche sono riservate all'avanguardia, poiché gli esploratori sono obbligati a farsi continuamente in due per perlustrare cespugli, torrenti, boschi, paludi, ecc. e poi rientrare nel grosso, probabilmente già spompato a causa delle marce forzate e delle scarse razioni. Il lavoro snervante provoca molte vittime. Inoltre, gli esploratori sono talmente presi dalle difficoltà del terreno che non possono cercare adeguatamente il nemico; questo è probabile che causi gravi conseguenze ed imboscate del nemico, non controllato in maniera adeguata, che può improvvisamente avventarsi sulla colonna con risultati gravi, specialmente in zone boscose e in un paese collinare, dove gli ostacoli impediscono l’esplorazione. È qui che il cane guerra, assolvendo ai suoi doveri a tutta velocità, assicura la salvezza delle truppe ed infonde fiducia negli esploratori, essendo capace di superare le difficoltà del terreno molto meglio di un fante. Il cane da guerra dovrebbe assistere l'avanguardia, setacciare il paese e fiutare le imboscate del nemico da lontano; un cane così bene addestrato in tempo di pace potrebbe essere prezioso in tempo di guerra. Prendete, per esempio, i servizi che rende agli ufficiali della Dogana lungo le varie frontiere continentali, laddove viene effettuato il contrabbando per mezzo di cani caricati con oggetti di contrabbando.

Il cane da guerra dovrebbe perlustrare a comando, ed i suoi movimenti ed il suo comportamento dovrebbero essere un facile segnale per conoscere la posizione del nemico, proprio come il cacciatore, che, guardando il suo cane, sa quando può arrivare la selvaggina; la più piccola rientranza del terreno, allora, non servirebbe più per un’imboscata del nemico quando sono impiegati i cani da guerra. Questi possono anche fiutare le tracce del nemico e bloccarlo, ma è basilare la regola che gli occhi di un esploratore sono fissi solo sui movimenti del cane e su nient'altro. Perlustrando le colline, gli esploratori devono rimanerne ai piedi e schierare i cani sulla vetta. Due cani possono facilmente passare attraverso una piccola macchia e perlustrarla, ma per un grande bosco ce ne vogliono da cinque a dieci; una foresta dovrebbe essere perlustrata piazzando i cani ad una distanza di 500 o 600 yard. Nel perlustrare le gole i cani dovrebbero essere mandati su entrambi i lati e nel centro. Nell'esaminare i villaggi dovrebbero essere mandati nelle strade principali, in ogni pagliaio, giardino, ecc., dovrebbero essere controllati mentre sono attenti agli agguati dei nemici; i cani, infatti, fanno questo lavoro molto più velocemente rispetto agli uomini a piedi. Inoltre, se marciate con le guardie di fianco per difendere i lati delle colonne in marcia, i cani dovrebbero assicurare il massimo aiuto. Durante le marce notturne, con la nebbia e la pioggia, è necessario difendere le truppe dagli attacchi tanto di giorno quanto di notte, ma la notte è particolarmente favorevole alle sorprese, ed inoltre gli attacchi notturni improvvisi spesso causano panico, per cui risultano di gran lunga più gravi degli attacchi di giorno. Di notte i sensi di un uomo sbagliano di continuo, non riuscendo a distinguere gli oggetti a brevi distanze, causando così molti errori. Il cane è più dotato degli esseri umani per quanto riguarda l’olfatto e l’udito, e dovrebbe rivelarsi più utile di notte che di giorno; gli esploratori che escono di notte dovrebbero essere accompagnati dai cani, che daranno loro fiducia e tranquillità e li proteggeranno da sorprese e imboscate. Un cane che si perde può anche ritrovare la strada, mentre un uomo cade in errore nel buio pesto della notte, inoltre un cane dovrebbe essere in grado di seguire una pista, per esempio di un reparto smarrito in una tempesta di neve eccezionale, quando la neve che cade acceca la vista rendendo impossibile muoversi. In Svizzera i monaci di San Bernardo mandano avanti i loro nobili cani per ritrovare viaggiatori perduti quando ogni altro mezzo sarebbe inutile. Inoltre, poiché essi ritrovano la strada ed evitano i precipizi ed i crepacci con straordinaria intelligenza, il loro utilizzo nelle retrovie o in un esercito in ritirata potrebbe essere prezioso. Indipendentemente dal compito di garantire la sicurezza di una colonna dalle sorprese, il cane da guerra può essere utilizzato per la ricognizione insieme alle pattuglie di fanteria. Per quanto sia un problema di routine, questo è sempre il naturale dovere della cavalleria, ma se capita di essere senza truppe, l’assenza di ricognizione potrebbe portare probabilmente ad una imboscata. Naturalmente, la fanteria in esplorazione occupa solo il secondo posto dietro la cavalleria. Ma a volte accade che è la fanteria a dover perlustrare; i maggiori pericoli per gli scout della fanteria sono le imboscate, e possono essere catturati anche da forze poco numerose. In caso di sorpresa il cavaliere ha il suo cavallo per fuggire via, non così il soldato di fanteria in esplorazione, che sarebbe doppiamente garantito se avesse cani da guerra con lui.

Passiamo ora ad un altro uso del cane con un reparto di truppe in marcia, ossia come mezzo di collegamento tra le diverse parti della colonna. Sulle lunghe distanze il telegrafo o l’eliografo, ma sulle distanze brevi è più adatta la cavalleria; se non c'è la cavalleria, o se gli impegni della cavalleria sono molto gravosi mentre è in ricognizione, la fanteria può restare abbandonata alle sue forze. Allora i cani da guerra possono rivelarsi preziosi per mandare messaggi dalle pattuglie, e risparmiare loro molta fatica; evitando nel contempo il rischio di un messaggio verbale frainteso. Prima si usa la bandiera di segnalazione, ma in alternativa alla bandiera di segnalazione il cane sarebbe di grande aiuto, inoltre nella nebbia, sotto la neve e in un terreno molto coperto di vegetazione, una bandiera di segnalazione sarebbe inutile. Perciò francesi e tedeschi impiegano i cani per tenere i contatti tra gli avamposti. Il messaggio affidato al cane deve essere sempre scritto e collocato in un piccolo fodero portadispacci fissato al suo collare, specificando orario di partenza, destinatario, ecc., quindi il cane viene mandato nella direzione desiderata. Il cane, pertanto, fa sulle brevi distanze il lavoro che il piccione viaggiatore fa sulle lunghe distanze; ma il cane svolge anche innumerevoli compiti molto utili che il piccione non è in grado di fare, sebbene sia superiore a causa della sua capacità di volare, il piccione non può riportare indietro una risposta, come fa il cane. Perciò il cane portaordini fa risparmiare la fatica di dover disporre posizioni ed uomini, e viaggia a tutta velocità lungo il terreno peggiore o in zone di montagna. Un fiume non è un ostacolo, poiché il cane lo attraversa facilmente, e quindi è in grado di stabilire un collegamento tra due reparti delle truppe.

Bisogna riflettere anche sull’importanza dei cani da guerra per le sentinelle, specialmente perché nella guerra moderna un attacco notturno è il preferito, in quanto se gli attaccanti possono arrivare inosservati nell'oscurità, sono in grado di raggiungere l'obiettivo evitando le enormi perdite causate dalle moderne armi da fuoco. Nel sistema oggi in uso di doppie sentinelle, anche se ciascun uomo può, in una certa misura, infondere fiducia all’altro, le loro capacità di sentire e vedere non sono maggiori della singola sentinella; buio, tempeste e nebbie permettono facilmente al nemico, guidato da un capo audace e strisciando sul terreno, di cogliere di sorpresa le sentinelle per poi lanciarsi sul reparto principale, specie se le sentinelle erano affaticate dalla marcia, o soffrivano per il freddo pungente, o se c’era nebbia. Quindi, è necessario, come in Germania ed altrove, fornire ogni sentinella di un ausiliario che sente da lunga distanza, e la protegga da qualsiasi sorpresa. Questo ausiliario è un cane da guerra addestrato. Dovrebbe essere assegnato un cane da guerra ad ogni due sentinelle. Un cane è capace di sentire chiunque si avvicini di notte quando è a 400 o 500 yard di distanza, a seconda che il vento sia favorevole o no, se la notte è assolutamente tranquilla. Ma, comunque sia la notte, può sentire persone che si avvicinano a 200 yard o anche di più, ed a questa distanza nulla gli sfugge. Questo è stato sperimentato dagli ufficiali della dogana sul continente, dove cani sentono i contrabbandieri o i loro cani senza errori di notte a 200 yards. I cani, quindi, associati alle sentinelle dovrebbero sorvegliare fino a 200 yard davanti alla sentinelle, ma anche il terreno tra i diversi plotoni, generalmente di circa 400 yard, poiché la capacità di udito di ogni cane arriva a 200 yard; così il reparto principale risulta essere perfettamente protetto dalle doppie sentinelle rivolte in avanti, ciascuna provvista di un cane da guerra, rendendo una sorpresa o un colpo di mano del nemico un’impresa molto difficile. Si può perciò ribadire che negli avamposti i cani non impiegati come sentinelle possono accompagnare l’ispezione e la ricognizione delle pattuglie, ed essere di grande aiuto, capaci come sono di rivelare la presenza di un nemico nella notte più buia; possono anche essere utilizzati come portaordini a picchetti, truppe di supporto e riserve, facendo risparmiare lavoro a fanteria e cavalleria.

Cani Ambulanza: scopi ed impieghi

L'impiego dei cani per il lavoro di ambulanza é stato l’ultimo, sul continente, a diventare l’oggetto di più approfonditi esperimenti. Chiunque conosca l'organizzazione medica di un esercito, riconoscerà quale importante parte recita il cane ambulanza, soprattutto in seguito ai miglioramenti ed al perfezionamento delle moderne armi da fuoco, che hanno fatto allo stesso modo fatto aumentare le difficoltà del lavoro dell’Ambulance Corps, Army Medical Staff. Il fronte di un moderno campo di battaglia, grazie alle innovazioni delle armi a lunga gittata come mezzi di attacco e difesa, è aumentato enormemente, e se in questa zona ci sono posti complicati, quali pendii, boschi ecc., il lavoro dei barellieri è enormemente ostacolato e ritardato. E’ infatti possibile che uomini feriti, incapaci di chiedere aiuto e di muoversi perché indeboliti da perdite di sangue, sfuggano ai barellieri, e vengano ritrovati solo quando è troppo tardi. A che servono, dunque, le recenti scoperte della medicina e della chirurgia quando i pazienti non possono essere trovati? Il Generale tedesco Von Herget si esprimeva come segue ad una mostra di cani ambulanza: "Per quanto grandi siano i progressi della scienza medica, queste moderne scoperte possono essere usate soltanto quando i feriti vengono trovati", e questo del ritrovamento dei feriti nella guerra moderna, essendo la maggior parte delle azioni portate durante la notte, cioè attacchi notturni che a causa della terribile potenza di fuoco delle armi moderne inducono i feriti a cercarsi un “riparo”, è un fatto estremamente complesso, ed in molti casi assolutamente impossibile per le ambulanze, e l'unico aiuto che può dare qualche risultato é quello dei cani ambulanza.

Quanto sia necessario avere cani inquadrati nei corpi ambulanza lo si può vedere esaminando gli elenchi dei dispersi nella guerra franco-tedesca dopo la battaglia di Gravelotte, dove il numero dei dispersi fu enorme. Alcuni dei nostri ufficiali comandanti di ritorno dal Capo mi hanno informato che, senza dubbio, i cani sarebbero stati di grande aiuto per il lavoro di ambulanza. Quanti poveri feriti, che istintivamente si erano trascinati lontano per sfuggire al nemico o per non essere calpestati dalle truppe a cavallo, avevano atteso inutilmente nei loro nascondigli un aiuto che non è arrivato mai! I barellieri, quantunque capaci e di buon cuore, sono solo esseri umani, e lo sforzo continuo che una lunga campagna richiede loro è capace di smorzare i loro sentimenti e di renderli insensibili e indifferenti al loro lavoro. Noi dobbiamo anche tener presente che nella guerra moderna il numero dei feriti sarà sempre più grande, e il lavoro del barellieri reso sempre più difficile perché le infermerie, grazie alla potenza di fuoco delle armi moderne, devono necessariamente trovarsi ad una distanza più grande di prima, e bisogna percorrere questa distanza per raggiungerle. Tutte queste circostanze hanno fatto evolvere i cani ambulanza, i cui compiti sono di aiutare l’intero lavoro sanitario, e soprattutto i singoli barellieri, che hanno il dovere di perlustrare il campo dopo la battaglia. Con l'aiuto del cane ambulanza, sarà possibile diminuire il numero di dispersi sul campo di battaglia, e si può persino sperare di eliminarli completamente; il suo compito primario è quello di trovare i feriti in terreni difficili, quasi inaccessibili ai barellieri, e soprattutto nelle azioni notturne. Per questo fine il cane è attrezzato con bende, in modo che i feriti che sono ancora in grado di utilizzare le braccia possano usare le bende per curare le loro ferite, e con stimolanti, prima che gli addetti possano raggiungere materialmente il posto. La gente si chiede: "Può un cane fare tutto questo?" La migliore risposta è il risultato del lavoro svolto ogni anno in Germania alle grandi manovre.

Altri compiti

Ci sono molti altri usi cui i cani da guerra possono essere adibiti. Nell’assedio di una piazzaforte devono essere messe intorno ad essa un enorme numero di sentinelle, soggette ad improvvise sortite del nemico col tempo burrascoso, nella nebbia, ecc. L’olfatto e l’udito del cane, però, renderebbero il blocco molto più sicuro, riducendo il numero di sentinelle. D’altra parte, l'impiego dei cani in una posizione sotto assedio sarebbe utile in quanto, col loro buon udito ed olfatto, sono in grado dare l’allarme evitando assalti e dando un prezioso aiuto alle stanche sentinelle durante il maltempo. Possono essere utilizzati anche come portaordini su brevi distanze. I cani del reggimento, quando non sono in servizio negli avamposti, possono essere impiegati per proteggere i carri, gli affusti su ruote, le munizioni, ecc., con i convogli degli esploratori al fronte e nel collegamento tra sentinelle di notte. In una guerra senza quartiere sono estremamente utili, e sono stati utilizzati sia dai francesi che dai russi. Il metodo più comune di condurre una tale guerra sta nelle imboscate. In Messico, durante la guerra partigiana, un colonnello dei volontari ha addestrato alcuni cani, che hanno causato momenti difficili agli insorti. Se tentavano imboscate erano scoperti e i loro piani fallivano; se si ritiravano all’interno di un bosco venivano rintracciati dai cani e attaccati mentre preparavano il campo per la notte. I cani da guerra dovrebbero quindi essere in grado di impedire al nemico di strisciare nell'erba e sorprendere, dando tempestivamente l’allarme; la marcia delle truppe su un terreno paludoso dovrebbe essere protetta da cani che in grado di seguire le tracce del nemico in ritirata. In azione i cani possono essere addestrati anche a portare le munizioni sulla linea di tiro, poiché le loro dimensioni li rendono un bersaglio più piccolo di un uomo.

Le note che seguono sono interessanti per quanto riguarda il lavoro effettivamente svolto oggi presso le zone di guerra nelle varie parti del globo.

Lavoro di sentinella, esplorazione, protezione dagli assalti e scoperta di imboscate

Duecento cani, specialmente pastori scozzesi, sono attualmente in forza alle forze tedesche che operano nella terra degli Herero sotto il Generale Von Trotha. Uno di loro, "Flock", è stato mandato a casa a Kiel perché invalido. Era stato ferito da un proiettile nello scontro di Opajbo mentre era in ricognizione davanti alla linea di combattimento. Ha mostrato grande coraggio sotto il fuoco, ed ha lavorato impeccabilmente fino a che ha potuto. I Giapponesi utilizzano un certo numero di cani per la ricognizione: essi sono legati con lunghe corde e ben addestrati. I russi stanno impiegando i cani come sentinelle e portaordini.

Lavoro di Ambulanza con i russi

Il Capitano Persidsky, dello staff del defunto Conte Keller, scrivendo da Odessa, dice: "Nella ricerca dei feriti, di cui i campi di miglio sono disseminati, niente ha più successo dei nostri sette cani; la loro intelligenza, in particolare quelli di razza inglese, é straordinaria". Sicuramente, invece degli strambi esemplari della razza canina che vagano senza meta nei cortili delle caserme e bazzicano nelle vicinanze del banco dei viveri, alcuni ben addestrati cani ambulanza e da guerra darebbero tanta soddisfazione ai nostri Tommy, che amano i cani teneramente; rinchiusi nelle caserme e nutriti con i rifiuti di cucina, come avviene nell'esercito tedesco, il costo per la nazione non sarebbe rovinoso. Più volte ho chiesto di rifornire di cani l'esercito russo, e solo poco tempo fa è stato commissionato l’acquisto di pastori scozzesi delle Highland per organizzare in Germania un servizio di cani ambulanza addestrati.

All’esposizione Navale e Militare al Crystal Palace, all’esposizione di Glasgow, e a Netley con il Colonnello Beatson, CB, della Central British Red Cross Committee and Glasgow Volunteer Medical Staff Corps; a Stobs Camp, nel 1904, con il 42° (Black Watch) davanti a Sua Altezza Reale il Duca di Connaught e Sir Charles Tucker, K.C.B.; a Wimbledon, con il Dr. Cantlie, comandante del London Volunteer Medical Staff Corps, ed altrove, io ho cercato di mostrare l’aspetto militare del carattere del cane, da lungo tempo riconosciuto dalle principali autorità del continente; e confido che i miei sforzi possano aver successo nel richiamare l'attenzione degli interessati. Forse, invece di allevare ed esportare cani per gli eserciti stranieri, si potrebbero un giorno trovare i nostri cani al servizio del loro paese.

 
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