Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
23 dicembre 2016
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kane e pard

by  Addison Howard Gibson

from St. Nicholas, 1913 - Digitized by Google. Original from University of Michigan. Courtesy of Hathi Trust

 

"Eccoci qui, Pard", disse Kane Osborne guardandosi intorno con rammarico mentre il treno che l’aveva appena lasciato in una isolata stazione di montagna si allontanava.

Pard, un intelligente collie scozzese dagli occhi lucenti, alzò prontamente lo sguardo verso il viso tormentato del suo compagno, un esile ragazzo di quindici anni.

Kane rabbrividì nell’aria fredda di dicembre che veniva giù dalle cime innevate, e la sua faccia, un po' pallida, mostrò disappunto mentre guardava su e giù il marciapiede della stazione apparentemente deserto.

"Nessuno ci è venuto incontro, Pard", disse al collie che scodinzolava. "Forse non ci vuole; non ha scritto che ci voleva, ma zio Hi era sicuro che ci avrebbe accolto. E' la vigilia di Natale, e siamo completamente soli, Pard"; e Kane deglutì a fatica, mentre la sua mano carezzava la testa del cane. Un mugolio amichevole fu la risposta di Pard.

"Aspetti qualcuno, ragazzo?" chiese il capostazione, facendosi avanti.

"Sì", rispose Kane piuttosto timidamente; "stiamo aspettando Mr. Jim Moreley".

"Sei un parente e sali al ranch per trascorrere il Natale?"

"No-o-o. Il suo ranch è qui vicino?"

"Circa una decina di miglia oltre Rainbow Canyon", avvertì il capostazione, guardando il ragazzo. "Moreley non è venuto giù oggi. Stai andando su per una vacanza?"

"Per vivere lì, se vorrà tenerci", rispose Kane.

"Non hai nessun altro posto dove andare, se non al ranch di Moreley?" chiese il capostazione.

"Nessun posto. I miei parenti sono tutti morti, ed anche lo zio Hi è morto circa cinque giorni fa", spiegò Kane, cercando coraggiosamente di trattenere le lacrime. "Siamo rimasti soli, Pard e io. Una signora mi ha offerto una casa, ma lei non avrebbe permesso a Pard di restare. Zio Hi aveva conosciuto il signor Moreley a Green Buttes, prima che lui venisse qui, così ha voluto che il dottore gli scrivesse che stava mandando Pard e me al ranch".

"Se vai a vivere con il vecchio Moreley, lui ti farà lavorare fino alla morte", disse l'uomo. "E' cambiato da quando vive a Green Buttes. Beve, in questi giorni, ed è duro con i braccianti. Non si serve di chi non e' forte", scrutando le braccia e le gambe sottili di Kane nel suo vestito logoro.

"Oh, andrà tutto bene quando comincerò ad andare in giro sulle montagne". Kane si affrettò a rassicurare il capostazione, risentito per aver dato l’impressione di debolezza fisica. "Zio Hi", continuò, "è stato malato quasi quattro mesi, ed io sono stato chiuso per prendermi cura di lui ed ho mancato ai miei esercizi fisici. Prima di morire, mi disse di venire a Rainbow Canyon. Era sicuro che il signor Moreley sarebbe stato felice di avere un ragazzo ed un buon cane ad aiutarlo con le pecore. In passato ho lavorato in un ranch con le pecore, e Pard conosce molto di quest’attività".

"Be', mi dispiace per te, ragazzo, se stai andando su dal vecchio Moreley. Aspetta un momento". E il capostazione andò verso l'altra estremità del marciapiede e chiamò un vecchio che stava facendo smontare la sua squadra dal posto di lavoro di fronte a un piccolo negozio lì vicino. "Ciao, Thompson! Qui c'è un ragazzo che vuole andare fino al ranch di Moreley. Non puoi dargli un passaggio fino a casa tua?"

"Credo di sì, se è svelto", rispose il ranchero seccamente. "Ho fretta!" spiegò, salendo sul suo carro e raccogliendo le corde. "Si sta preparando una tempesta in montagna, e le mie pecore sono sparpagliate nel canyon."

"A posto! Ecco il ragazzo", disse il capostazione. "Addio, ragazzo. e Buon Natale a te!"

"Ecco, ragazzo!" gridò il capostazione, correndo dietro a Kane con un vecchio cappotto. "Mettiti questo. Avrete bisogno di viaggiare fino a Rainbow, non hai bisogno di restituirlo, é troppo piccolo per me ora".

Questa inattesa gentilezza fece venire un groppo alla gola a Kane, che mormorò i suoi ringraziamenti mentre infilava il cappotto. Poi salì sul carro. Un po' impaziente, Thompson si mosse dal suo posto per fare spazio allo sgradito passeggero. Aggrottò le sopracciglia in una smorfia mentre i suoi acuti occhi grigi scrutavano in maniera critica il ragazzo.

"Ho fretta", reclamò facendo partire i suoi pony di buon passo lungo la strada di montagna.

"Hai un cane, vedo", osservò subito, con qualcosa di simile a uno sbuffo, appena Pard trotterellò vicino al carro. "Io non so che farmene dei cani da quando quelli di Bill Stevens hanno ucciso alcuni dei miei agnelli. Essi sono il lato buono di una seccatura, proprio come i ragazzi. I ragazzi fanno troppe domande, e vanno in giro a guardare i vecchi che lavorano. Ne ho avuto uno di Denver, ma non era buono, e l’ho rimandato indietro. Sairy, mia moglie, sta sempre a chiedermi un ragazzo che viva con noi, ma dopo la mia esperienza con quello di Denver, niente ragazzi per me".

Kane si sentì molto a disagio appena Thompson fece questo discorso. In un primo momento lanciò solo un timido sguardo con la coda dell’occhio all'uomo che non si serviva né di ragazzi, né di cani. Ma subito, facendosi coraggio, studiò i lineamenti del suo compagno. Decise che Thompson non era poi così scortese come le sue parole potevano far credere.

"Moreley ha qualche parentela con te?" chiese a Kane, dopo aver guidato per un po' in silenzio.

"No", rispose Kane, mettendo comodo il suo mento all'interno del bavero rialzato del cappotto appena ricevuto; "Zio Hi pensava che Pard ed io avremmo potuto trovare un lavoro lì".

"Chi è zio Hi?"

"Un vecchio gentile con cui ho vissuto dopo che mio padre e mia madre sono morti".

"Perché non stai con lui?" chiese Thompson, lanciando uno sguardo sospettoso a Kane da sotto una sporgenza di sopracciglia folte.

"E' morto anche lui, e c’é voluto ogni cosa per pagare le spese del funerale. Il Dr. Bentley ha pagato il mio viaggio fino a Rainbow. Quando avrò guadagnato abbastanza soldi, lo ripagherò e comprerò una lapide per lo zio Hi".

"Pazienza, ragazzo, è un mondo di guai!" E il vecchio sospirò profondamente. "Stava andando tutto per il meglio quando il nostro ragazzo morì. Dopo di ciò tutto è sembrato precipitare, ed ho dovuto dare in ipoteca il mio ranch a Jim Moreley per mantenermi a galla. Ma", con orgoglio, "ho avuto qualche buona pecora, e se avrò fortuna durante l’inverno, restituirò tutto il prossimo autunno, e sarò libero per la vecchiaia".

Mentre salivano con regolarità, il vento si faceva più freddo e gemeva minacciosamente tra i pini che costellavano le pendici della montagna. L'aria pungente faceva pizzicare il naso e le orecchie di Kane, e lui si avvicinava sempre di più al suo compagno.

"Sta arrivando una tempesta", osservò Thompson, strizzando gli occhi verso il cielo. "E' un segnale certo, quando i pini stridono in questo modo. Ci siamo", annunciò, girando su un sentiero laterale. "Questa è la mia casa", indicando una casetta dall'aspetto accogliente che si trovava in un braccio riparato della vasta gola.

"Quella di Moreley é a circa tre miglia lungo il sentiero" spiegò. "Puoi mangiare un boccone con Sairy e me prima di proseguire".

Appena Kane ebbe aiutato a sganciare i pony, una donna dall’aspetto materno gridò dalla casa che la cena era pronta. Immediatamente fece amicizia con Pard, e gli portò un piatto di avanzi dalla cucina.

"Alcuni acquisti di Natale per te, Sairy", disse Thompson, appena lui e Kane ebbero posato sul tavolo diversi pacchetti portati da Rainbow.

Nella calda cucina ordinata, Kane, seduto in mezzo alla vecchia coppia, mangiò la sua parte della buona "cena bollita", con un piacere dovuto al forte appetito. Più di una volta incrociò gli occhi gentili della signora Thompson fissi sul suo viso con un desiderio quasi struggente.

Finito il pasto, Pard ebbe un altro banchetto nel capannone dietro la cucina. Poi, dopo aver ringraziato la coppia della loro gentilezza, Kane infilò il cappotto e si preparò a salire al ranch di Moreley.

"Mi ricorda tanto Harry", Kane sentì la signora Thompson dire sottovoce al marito. "Perché non possiamo tenerlo? Quella di Moreley sarà una casa così difficile per lui".

Thompson borbottò qualcosa su ragazzi e cani che erano un gran fastidio.

"E’ come se la Provvidenza lo avesse mandato a noi", insistette, "tu che lo porti qui, e alla vigilia di Natale, troppo! Egli è come un regalo di Natale", disse sorridendo a Kane. Poi, con un fremito implorante della voce affabile, "lascia che lo tenga; e quel bel collie!"

Ma Thompson scosse la testa con decisione.

"Be', possiamo almeno tenerlo per la notte, la vigilia di Natale", disse. "Sono le tre adesso, e in questi giorni corti fa buio così presto in montagna. Sta per scatenarsi un temporale", guardando fuori dalla finestra, "e il sentiero è sconosciuto per lui. Potrebbe perdersi".

"Tutto bene se segue il sentiero", disse il vecchio allevatore con impazienza.

Dai piedi del ripido sentiero Kane agitò la mano verso di lei, che se ne stava sulla porta a guardarlo andar via.

"Così somigliante a Harry" mormorò lei con voce tremula. "Dio lo guardi!"

"Basta che ti mantieni sul sentiero, e ti condurrà direttamente a casa di Moreley", disse Thompson, gridando dietro a Kane. "Non perdere tempo, però. Vedi quella nuvola che si muove sopra Old Grayback?", indicando una cima, "quella significa che arriva una tempesta di neve, e le mie pecore sono sparse da qualche parte nel canyon. Devo fare in fretta".

Kane si voltò per offrire l’aiuto di Pard e di se stesso per riunire le pecore, ma Thompson era corso via e scomparve dentro il canyon. Così lui se ne andò per il sentiero. Per farsi coraggio cominciò a fischiettare, ma qualcosa in gola lo soffocava, e si fece pensieroso.

"Pard", stringendo delicatamente l’orecchio del collie, "se il signor Moreley non ci vuole, saremo in un pasticcio". Un rapido movimento della coda e un basso gemito testimoniarono la fedele simpatia di Pard.

La nube sull’Old Greyback oscurò presto tutto il cielo. Ora Kane sentiva piccoli fiocchi di neve colpirgli la faccia, e il sentiero divenne ben presto scivoloso e difficile da percorrere.

"Stiamo facendo un passo avanti e due indietro, Pard!" rise.

Il vento, insieme ad una temperatura che costantemente scendeva, aumentava di minuto in minuto, spingendo la neve che ora cadeva rapida davanti ad esso. Kane tirò giù il cappello per proteggere gli occhi ed avanzò a fatica.

La neve scendeva rapidamente in fiocchi accecanti, cancellando ogni traccia. Pard si teneva accanto al suo padrone, spesso mugolando la sua disapprovazione per la tempesta.

Improvvisamente Kane si rese conto che si era allontanato dal sentiero e che avanzava barcollando mezzo cieco giù per il canyon, sopra rocce e cespugli aggrovigliati. Qui gli alberi rompevano l’intensa, sferzante forza del vento. Ma non aveva idea di quale via prendere per ritrovare il sentiero che aveva perso. Tutto intorno a lui era un ammasso di fragoroso, soffocante candore.

Kane aveva vissuto la maggior parte dei suoi anni tra le Montagne Rocciose, ma non si era mai perso in una delle loro tempeste invernali. Sapeva, però, che la sua situazione era di grande pericolo. A meno che non fosse riuscito a trovare un riparo, egli poteva rimanere sepolto sotto la neve, o inciampare su una sporgenza e precipitare dentro una gola invisibile. Poi, poteva esserci una terribile valanga che cadeva dalle cime sovraccariche. Poteva vedere a malapena dieci yard in ogni direzione e, nonostante il cappotto, cominciò a sentire freddo. Ora aveva le gambe così stanche che si sentiva desideroso di trascinarsi sotto le rocce sporgenti e rimanere disteso.

Rendendosi conto di quanto fatale poteva rivelarsi un passo del genere, Kane si aprì un varco a fatica attraverso il canyon innevato, seguito da Pard.

A un tratto il collie lanciò un latrato improvviso e schizzò via tra gli alberi, per riapparire quasi subito, abbaiando con insistenza come per farsi seguire da Kane.

"Tutto bene, Pard. Vai avanti!" ordinò Kane.

Poco più in là, un lungo capannone si stagliava vago e spettrale nel biancore burrascoso della serata. Spingendosi avanti, Kane scoprì che si trattava di un edificio rustico, ma confortevole per il bestiame. Si trovava in un braccio del canyon con nessuna casa intorno.

Grato per tutto ciò che offriva rifugio dalla tempesta, avanzò in fretta. All'angolo della costruzione si fermò subito: un gregge di pecore era rannicchiato contro la porta chiusa.

L’arrivo di Kane fu accolto da un coro lamentoso di belati. Senza parole, implorando una via, esse riconoscevano lui come loro pastore ritardatario.

"Va bene", disse con tono rassicurante mentre si affollavano intorno a lui. "Vediamo come stanno le cose".

Tirata indietro la grande porta, Kane scoprì un ambiente caldo, un confortevole capannone per ovini e bovini. In una delle stalle una mucca stava sgranocchiando fieno.

"Qualcuno non si occupa molto delle sue pecore, Pard", disse Kane. "Portale dentro".

Il collie, ben addestrato, non aveva bisogno di un secondo ordine. Con un latrato di assenso, corse intorno al gregge tremante, che rapidamente si disperse fra i cespugli. Si rivelò un compito non facile sistemare queste pecore, perché, non essendo abituate ad un cane, le più giovani erano spaventate e, in un primo momento, fuggirono in ogni direzione. Ma Kane corse fuori, e Pard, saggio e attento nella sua parte di lavoro, dopo un notevole sforzo le portò, come un gregge obbediente, nel loro ovile. Poi il loro auto-nominato pastore riempì le mangiatoie basse con il fieno, che esse cominciarono a mangiare con gratitudine.

"Be', Bossy", disse rivolto alla mucca, "ci siamo invitati a trascorrere la vigilia di Natale con voi e le pecore. Qui, Pard! Dove sei?" chiamò, notando che il collie non era entrato nel capannone. Fuori, da qualche parte tra i cespugli, Pard aveva cominciato ad abbaiare vivacemente.

"Alcuni fuggitivi ostinati", pensò Kane. "Portali dentro, Pard," comandò sopra il frastuono della tempesta.

Pard rimandò un rapido abbaio di risposta. Kane ripetè il suo ordine, e ancora una volta il collie rispose con un forte, imperativo abbaiare. Certamente qualcosa non andava, il ragazzo lasciò il rifugio del capannone e ancora una volta affrontò la furia degli elementi.

"Dove sei, Pard?"

Kane chinò la testa per ascoltare l’abbaiare del cane che lo guidava. Il suono arrivò, immediatamente seguito da un gemito, un gemito umano!

Rapidamente Kane si fece strada a tentoni nel sottobosco del canyon. Guidato dall’abbaiare insistente di Pard, raggiunse finalmente un oggetto che giaceva tra le rocce quasi sepolto dalla neve. Un’occhiata da più vicino rivelò al ragazzo che si trattava di un uomo prostrato e impotente in una piccola macchia di cespugli.

"Sono caduto e mi sono ferito alla caviglia, perciò non posso camminare nella neve!" disse lo sfortunato uomo, gemendo per il dolore, appena Kane si chinò su di lui premuroso.

"E’ il signor Thompson!" esclamò Kane, sorpreso. "Come è successo?"

"Tentando di radunare le mie pecore, sono scivolato su una roccia ed ho preso una brutta caduta", spiegò il signor Thompson. "Mi sono trascinato attraverso la neve fino a questi cespugli, poi la forza mi è venuta meno. Il dolore e il freddo, insieme, mi hanno fatto perdere i sensi, immagino, fino a che il cane non mi ha svegliato".

Un po’ guidandolo, un po’ trascinando l'allevatore, Kane riuscì a raggiungere il capannone. Qui, su un giaciglio improvvisato di fieno e sacchi vuoti, l'uomo ferito guardava il suo gregge sano e salvo che al riparo consumava la sua cena con soddisfazione.

"Bene, la Provvidenza lavora in maniera buffa a volte", esclamò. "Ero lì, che mi dibattevo in mezzo alla neve, ferito e preoccupato per la paura di veder morire le mie pecore; e alla fine ho pensato che ero spacciato io stesso. E lì, c’eri tu, che avevi perduto la strada, tutto per uno scopo, per fare il mio lavoro e salvare la mia vita".

"E' stato soprattutto Pard" affermò Kane accarezzando la testa del collie. "Ha guidato le pecore e vi ha trovato".

"Siete stati voi due" corresse Thompson guardando con gratitudine il ragazzo e il suo cane. "Non ho più alcun pregiudizio su ragazzi e cani, su voi due in particolare. La tempesta li ha gettati tutti fuori di me. La casa è dalle parti della curva del canyon. Il vento sta cadendo, ora, e molto presto potremo andare e dire a Sairy ciò che è accaduto. Io non lascerò che Jim Moreley ti abbia! Tu e Pard siete regali di Natale per Sairy e me!"

In silenziosa gratitudine, Kane, troppo felice per parlare, strinse la mano dell’allevatore. Pard agitò solo la coda.

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