Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
6 agosto 2016
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a proposito di sabbia-merle

di  Lucio Rocco

 

Quantunque il problema del collie sabbia merle si possa ritenere estraneo alla realtà europea, tuttavia esso é tale solo perché é stato finora ignorato, e comunque ci sembra utile fornire alla curiosità di chi si avvicina alla razza qualche serio argomento di riflessione basato su informazioni storiche e scientifiche in luogo della sbrigativa sufficienza con cui di solito vengono liquidati temi di questo tipo. La questione è stata ampiamente dibattuta negli ultimi anni sia negli Stati Uniti che in Canada, paesi che hanno scelto soluzioni diverse, ma ugualmente in linea con la tutela delle radici storiche e genetiche della razza.

Per oltre un secolo gli allevatori non si preoccuparono minimamente del colore dei loro collie, cosa abbastanza logica se si pensa che all’inizio essi utilizzavano ancora i loro cani per il lavoro, ma la revisione dello standard del 1969 cambiò radicalmente le cose. Se esaminiamo i collie della seconda metà del 19° secolo, cercando di immaginarne l’aspetto, notiamo che a quei tempi i collie sabbia merle erano abbastanza diffusi in Gran Bretagna e ben rappresentati nella genealogia di alcuni dei “pilastri” della nostra razza.

I primi allevatori non conoscevano la genetica, ed è ovvio che facessero riprodurre i migliori soggetti che avevano disinteressandosi del loro colore. Utilizzarono perciò anche quei tanto diffusi blu merle che, accoppiati con i sabbia, producevano tra l’altro i sabbia pezzati, del cui colore importava loro poco o nulla.

Il pedigree, la cui ricostruzione vediamo qui di seguito, appartiene ad uno dei collie più importanti nella storia della nostra razza, Metchley Wonder. Era un collie dal bel colore sabbia e bianco, nato nel 1886 nel canile di Charles H. Wheeler (Edgbaston).

In un articolo scritto nel 1904 per la rivista “The Illustrated Kennel News”, Charles Wheeler raccontava:

"Lufra, che proveniva da un celebre ceppo da lavoro originario del distretto di Blair Athol, accoppiata con un figlio mai mostrato di Old Cockie, generò Duncan, un sabbia pezzato, mentre il resto della cucciolata era blu merle”.

Charles Wheeler è sicuramente una fonte attendibile, perché Lufra gli apparteneva e soprattutto perché aveva visto Duncan da cucciolo, cosa molto importante come spiegheremo più avanti. A proposito di Metchley Wonder, poi, aggiungeva:

"Analizzando il suo pedigree, basterà dire che suo padre Sefton era figlio di Charlemagne e di Madge I, mentre per parte di madre vi era all’origine Lassie, figlia di Jack, di proprietà di Mr. Bailey, vincitore, quest’ultimo del secondo premio all’esposizione di Birmingham del 1872. Lassie era una blu merle molto bella, ed un’ottima lavoratrice sul gregge. Accoppiata con Druce, generò Bonnie Greta che, accoppiata a sua volta con Bonnie Laddie, generò Catrine, di colore sabbia e bianco (il resto della cucciolata era blu merle) che fu a sua volta unita con Loafer, ed il risultato fu Minnie. Con Bonnie Laddie e Druce, entrambi figli di Duncan e Bess, essendo Hasty (da Carlyle per Glen) nonna di Loafer, sangue fresco viene immesso a questo punto nella discendenza, con esemplari di colore blu merle che entrano nelle linee di Duncan e Lassie".

Facendo appello alle nostre attuali conoscenze di genetica, possiamo studiare quel pedigree e ricavarne alcune interessanti informazioni.

Duncan era sicuramente un sabbia merle, come appare evidente dalla descrizione di Wheeler. Secondo il suo racconto era figlio di Lufra e di un sabbia di nome Scott, figlio di Old Cockie. Il colore di Lufra era nero focato, come lo stesso Wheeler spiega in un libro del 1924, possiamo perciò dedurne che Scott era a sua volta un sabbia merle.

In base allo stesso ragionamento, e se ben interpretiamo le parole di Charles Wheeler, possiamo ipotizzare che in quella famiglia ci fossero altri collie dal mantello sabbia merle. Probabilmente lo erano Druce e Bonnie Laddie, entrambi figli di Duncan, e Bonnie Greta, figlia di Druce e della blu merle Lassie.

Dunque molti collie ricordati come di colore sabbia, erano in realtà dei sabbia merle.

Ma quel pedigree dice molto più di quanto possa sembrare a prima vista. Trevor ed Hasty, bisnonni di Minnie, la mamma di Metchley Wonder, erano l’uno sabbia e l’altra tricolore, ma sicuramente entrambi portatori del fattore bianco, arrivato chissà da dove. Infatti, dal loro accoppiamento nel 1881 nacque The Lily, che aveva il mantello bianco e la testa color sabbia. Quel fattore fu trasmesso attraverso Loafer e Minnie fino allo stesso Metchley Wonder, che più tardi portò quel colore in America. Inoltre, il bisnonno materno di Metchley Wonder, Marcus, la cui genealogia non è nota, ma che era stato importato dalla Scozia da W. W. Thomson, era quasi completamente nero, con pochissimo bianco, e senza alcuna focatura. Questo colore, che oggi possiamo ancora ammirare negli Sheltie, è ricomparso di tanto in tanto negli Stati Uniti, per cui conserviamo la speranza che si nasconda ancora da qualche parte, in attesa di tornare alla luce del sole. In quegli anni, dunque, la ricchezza genetica della razza poteva manifestarsi liberamente. L’albero stava mettendo radici in un terreno fertile e cresceva rigoglioso. Più tardi, la mania dell’uomo di piegare la natura ai suoi voleri avrebbe cominciato a tagliarne alcuni rami.

Al nonno di Duncan, Old Cockie, nato nel 1868, viene attribuito il merito di aver introdotto nella razza il colore sabbia. Suo nipote Duncan, descritto senza dubbio alcuno come sabbia merle, nacque nel 1877. Lui è nel pedigree di Metchley Wonder da cui, nel 1887, nacque Christopher, stallone che è dietro tutti i collie di oggi. Possiamo perciò supporre che i sabbia merle siano entrati nelle linee dei nostri migliori collie almeno 10 anni prima della nascita di Christopher.

Ma prima di parlare dell’aspetto di un collie sabbia merle, cerchiamo comprenderne, per sommi capi, la genetica.

Chiariamo subito che il “sabbia-merle” non è un colore, così come non lo è il “blu-merle”. Un sabbia merle è un collie di colore sabbia, che può presentare in misura diversa il disegno merle.

Ricordiamo che, genotipicamente parlando, gli unici colori del collie sono il sabbia ed il nero focato, essendo il merle solo un "modello" che modifica il colore di base, sabbia o nero che sia. Questi due colori sono prodotti da un gene, ASIP (Agouti Signaling Protein) che controlla la distribuzione delle melanine. Esso ha, nel collie, due soli alleli:

- ay produce il colore sabbia in una vasta gamma di gradazioni ed è parzialmente dominante;

- at genera il colore nero focato ed è recessivo rispetto al primo.

Durante la riproduzione questi due alleli, ereditati ciascuno da un genitore, generano, oltre al collie tricolore, che non interessa la nostra discussione, due collie sabbia geneticamente diversi:

- ayay è un sabbia omozigote, di tonalità piuttosto chiara;

- ayat è un sabbia eterozigote, solitamente più scuro del precedente perché ay é solo parzialmente dominante su at.

Il gene responsabile del disegno merle viene invece chiamato PMEL (Premelanosome Protein). Esso non produce alcun colore, ma provoca solo una parziale diluizione di quello già esistente. Ha due alleli, m e M:

- m permette al normale colore di manifestarsi;

- M diluisce il mantello nero in grigio e quello sabbia in sabbia pallido.

Tralasciando il doppio merle MM, la combinazione di questi due alleli può dare:

- mm è un collie non merle, perciò tricolore o sabbia;

- Mm è un collie sabbia merle o blu merle a seconda del colore di base.

Ma c’è un altro gene cui vogliamo accennare, che pur non interessando la nostra razza, può farci capire la differenza tra un “sabbia merle” ed un “red merle”, che spesso vengono confusi. E’ il gene “Brown” che influenza le eumelanine, trasformando il nero in marrone. Ha due alleli, ma il secondo non è presente nel collie:

- B permette all’eumelanina di manifestarsi nel suo colore nero intenso;

- b modifica il mantello nero in marrone “fegato”. Genera, ad esempio, il "rosso" nel Border Collie e nell’Australian Shepherd.

Un normale “blu merle" diventa “red merle" quando possiede la coppia “bb”, cioè quando il disegno merle agisce su un mantello color fegato.

Ricapitolando, dunque, le possibilità per i nostri collie sabbia merle sono le seguenti:

- ayayBBMm è un sabbia omozigote, merle;

- ayatBBMm è un sabbia eterozigote, merle.

Sono entrambi collie dal mantello sabbia. Più chiaro il primo, talvolta appena più scuro il secondo. Entrambi possono mostrare da cuccioli un vago disegno merle che solitamente scompare negli adulti a causa della instabilità del gene M, che provoca la retromutazione di M in m (vedi Biografia di un gene poco conosciuto). Entrambi questi collie possono avere gli occhi, o parte di essi, blu a causa dell’azione del gene M, esattamente come accade nei blu merle.

Dunque, nella maggior parte dei casi, un sabbia merle non è all’apparenza diverso da un comune sabbia.

Dobbiamo anche sottolineare che i collie sabbia merle sono sani come ogni altra varietà di colore. Un allele M ereditato da uno dei due genitori non provoca problemi di salute, così come non li provoca quando entra nel patrimonio genetico di un tricolore. Naturalmente, se gli alleli M ereditati sono due le cose cambiano, ma non sono diverse da quanto già avviene accoppiando due normali blu merle.

Ma allora, cos’ha di strano questo mantello sabbia-merle?

Come giustamente ha fatto notare la Commissione per l’Educazione dei Giudici del Collie Club of America, un Giudice, nel ring di un’esposizione, deve preoccuparsi di giudicare l’aspetto estetico (il fenotipo) del cane, perché è di quello che lo standard di razza gli fornisce la descrizione della perfezione.

Ricordiamo, allora, come lo standard del Kennel Club definisce il colore sabbia nel Rough Collie (quello dello Smooth è praticamente identico):

"Sabbia: ogni sfumatura da oro chiaro a mogano intenso o sabbia sfumato. Le tonalità paglia o crema sono altamente indesiderabili".

Non risponde forse un sabbia merle a questa definizione? Certo, un sabbia merle potrebbe avere l’occhio blu, oppure una tonalità di colore eccessivamente chiara o, in casi estremi, qualche macchiolina merle sul mantello. Sarebbero difetti da penalizzare in un ring, ma non c’è nulla di strano in questo.

Invece, il problema reale è un altro. Poiché nella maggior parte dei casi un sabbia merle ci appare come un comune sabbia, come facciamo ad evitare di accoppiare inconsapevolmente due merle, con le conseguenze che conosciamo?

Ecco che ci accorgiamo di essere assolutamente impreparati di fronte ai problemi legati a ciò che si cela dentro il genotipo di un cane. Si è vietato l’accoppiamento tra due merle, ma se il gene merle fosse nascosto dentro un mantello sabbia, o nel mantello nero di un merle criptico?

Non sarebbe stato meglio studiare ogni carattere alla luce del sole per poi, magari, deciderne la sorte?

Quanto è nel patrimonio genetico dei nostri cani, ancorché non previsto dallo standard, diventa importante a patto che ne siamo consapevoli. I nostri pedigree somigliano ancora troppo a quello di Metchley Wonder. Abbiamo bisogno di raccogliere sui nostri collie e sui loro antenati tutte le informazioni possibili: sul fattore merle, sul gene arlecchino, sul fattore bianco, sui coefficienti di consanguineità, sulle malattie, genetiche e non, sul temperamento.

Ogni individuo è prezioso per la razza, anche se è portatore di geni “negativi”. Potrebbe essere l’ultimo della sua specie a conservare i geni di una qualità essenziale, basta sapere solo come impiegarlo. Sarebbe folle eliminare un collie che risultasse “non portatore” di una diffusa malattia della razza solo perché il suo colore non rientra rigorosamente tra quelli previsti dallo standard. Sarebbe come gettar via il futuro stesso della razza.

Occorre probabilmente una banca dati in cui raccogliere notizie sui collie. Qualunque dato, anche quello apparentemente più insignificante, perché potrebbe essere indice di una tendenza genetica. Un primo passo concreto in questa direzione lo ha fatto il Kennel Club con il suo software “MATE SELECT”. Talvolta sarebbe il caso di prendere esempio.

Ciò di cui abbiamo bisogno è una maggiore conoscenza della razza. Ogni allevatore dovrebbe tornare ad essere bambino, quando ogni cosa di questo cane lo lasciava a bocca aperta. Ecco, mettiamo da parte i luoghi comuni, e come bambini ricominciamo a domandarci “perché” ed a meravigliarci del mondo che abbiamo intorno.