Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
10 aprile 2016
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il pastore e il suo cane, la divertente storia di un fedele collie

from The Bruce Herald, 1887 - Courtesy of National Library of New Zealand

 

Un pastore, vestito di un abito di tweed del colore dell’erica, con in mano un lungo bastone di nocciolo, si trovò (racconta il giornale THE SCOTSMAN) in serie difficoltà, un pomeriggio, in Princes street, a Edimburgo.

Aveva bevuto senza freni, le sue gambe erano tutt'altro che salde, e il suo volto era ammaccato e sporco, come se fosse caduto più volte.

Era accompagnato dal suo cane, un collie nero piuttosto mingherlino che seguiva il suo padrone con un’aria energica e vigile.

Ad un tratto, quando furono di fronte a Frederick street, il pastore svenne del tutto, e crollò giù, stordito dall’ubriachezza, sul marciapiede sud, proprio vicino al cancello di recinzione dei giardini pubblici. Mentre cadeva, la manica della sua giacca rimase impigliata nella barra inferiore della recinzione, e lui rimase appeso in tal modo in una posizione piuttosto scomoda.

Molte persone si avvicinarono per aiutarlo, ma furono immediatamente allontanate dal cane, che ringhiava ed abbaiava, e minacciava di mordere chiunque si fosse azzardato ad avventurarsi alla portata dei suoi denti.

Alcuni vetturini credettero di riuscire a tenere a bada il cane, ma le loro lusinghe e le loro minacce furono ugualmente vane.

Presto si raccolse una folla e si dispose in semicerchio intorno al capannello centrale; alcuni si arrampicarono sulla recinzione del giardino per avere una visuale migliore.

Uno o due gentiluomini dall’animo caritatevole, appena arrivati sulla scena, si mostrarono sorpresi che nessuno tra la folla avesse aiutato l'uomo, e coraggiosamente si spinsero avanti per farlo, ma immediatamente si dettero alla fuga davanti all'attacco del fedele collie.

C'era sicuramente qualcosa di molto comico nella scena del piccolo collie focoso che teneva a bada tutta la folla.

Finalmente si mise a sedere, in qualche modo, a fianco del suo padrone ubriaco, con gli occhi fiammeggianti e pronto a difenderlo contro ogni nemico.

Il custode dei giardini, nella sua uniforme blu e oro, si avvicinò da dietro la ringhiera e tentò di liberare la manica della giacca, ma il collie si precipitò verso la ringhiera e lui batté in ritirata. Poi arrivò un assistente giardiniere con un secchio d'acqua, e dalla sommità del cumulo di edera cominciò a bagnare la faccia del pastore, in modo da rianimarlo, se possibile.

Lui rimase, però, del tutto passivo per qualche istante, anche con la doccia d’acqua che scendeva su di lui; poi si voltò e si stirò in una maniera molto comica, come se si stesse risvegliando a malincuore da un sonno profondo.

Il giardiniere riuscì a liberare la manica della giacca dalla ringhiera, ma l'uomo, che ora non aveva più nulla che lo tenesse su, cadde a faccia in giù sul marciapiede.

Il collie, per tutto questo tempo, si mostrava molto irritato e risentito delle libertà che il giardiniere si stava prendendo con il suo padrone dall'altra parte dello steccato.

A questo punto un paio di poliziotti si fecero largo tra la folla, che era cresciuta fino a diventare di notevoli dimensioni e tutti aspettavano con ansia di vedere cosa sarebbe successo. I guardiani della pace convennero che il modo di procedere in tale situazione era quello di bloccare il cane da dietro il riparo della ringhiera del giardino e, tra le risate, sparirono per cercare una corda.

Dopo poco uno dei poliziotti tornò, e dal terrapieno del giardino tentò di gettare la corda addosso al cane.

La folla a questo punto pressava abbastanza da vicino a dove l'uomo giaceva, e mentre il poliziotto con la sua corda ed uno o due dei presenti distraevano con i bastoni l'attenzione dell'animale, il pastore fu sollevato da altri in una posizione seduta, e, gemendo, riuscì a dire al cane qualcosa che calmò l’ansia dell'animale.

Dopo, comparvero altri poliziotti e tranquillamente si presero cura dell'uomo, e il collie, vedendo che al suo padrone non veniva fatto nulla di male, trotterellò dietro di loro soddisfatto.

L'incidente causò una notevole eccitazione nella strada che a quell’ora era piena di gente, e tutti espressero a voce alta le loro lodi per la fedeltà e l’intrepido carattere del cane.

Arrivando alla stazione di polizia si constatò che il nome del pastore era John Burns, che veniva da St. Boswell, ed aveva circa trent'anni di età.

Il cane, naturalmente, non lasciò il suo padrone, ma lo seguì in cella e, accucciato ai suoi piedi, riprese a badare a lui.

In seguito riferirono che entrambi si addormentarono profondamente, e quando successivamente il secondino ispezionò la cella, il cane fu molto tranquillo e gentile con lui.