Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
19 gennaio 2018
 

brevi storie di bambini

di  VV.AA.

from St. Nicholas - Digitized by Google. Courtesy of Hathi Trust

 
UN CANE EROE (1904) di BERTHA H. FRASER (anni 13)

Original from University of Michigan

Le tre bambine dei signori Lowell stavano giocando sul molo della loro residenza estiva, sulla riva canadese del lago Ontario. L'acqua era abbastanza profonda in quel punto, ma la madre e il padre se ne stavano abbastanza vicini per controllare che nulla di male capitasse ai loro cari. I piccoli giocarono felici per qualche tempo, poi alla fine Marjorie, la più giovane, si avventurò troppo vicino alla riva, e cadde con un tonfo nella profondità di quelle acque tranquille.

I genitori saltarono su e si precipitarono verso il molo. Ma non furono abbastanza veloci. Waif, il loro bel collie scozzese, balzò davanti a loro. Il nobile animale saltò in acqua, prese in bocca il collo dell'abito della bambina e la salvò dall’annegamento.

Naturalmente il cane fu coccolato e fu al centro dell’attenzione. Poiché amava i dolciumi, glie ne fu data una generosa porzione con sua grande gioia. Marjorie fu portata in casa, dove indossò indumenti asciutti e tutti pensarono che il pericolo fosse passato.

Ma dell’altro era destinato ad accadere.

Il giorno dopo i bambini tornarono, come al solito, al molo, in compagnia del signor Lowell. Per qualche tempo tutto andò bene. Improvvisamente, però, senza alcun preavviso, Waif si infilò in mezzo a loro e volutamente spinse una delle bambine giù dal molo.

La salvò immediatamente, prima che lo sbalordito signore potesse riprendersi, e l’adagiò ai piedi del padre. Fu portata a casa immediatamente, seguita dal cane mortificato per non aver ricevuto coccole dal suo padrone per la sua coraggiosa azione.

Non gli furono dati dolciumi, ma ricevette, invece, un severo rimprovero.

Questo ottenne l'effetto desiderato, perché Waif non tentò mai più di ottenere con quello stratagemma una porzione  extra di carezze e dolciumi.

 
UNA STORIA DI CANI (1914) DI ELIZABETH ROPER (anni I4)

Original from University of Michigan

Circa due anni fa, quando abitavamo in campagna, avevo un bellissimo collie scozzese di nome "Sandy". Sapeva fare tantissimi esercizi e uno di questi consisteva nel riportare tutto ciò che io gettavo nel lago che era vicino a casa nostra. Qualche volta ci andava anche di sua spontanea volontà.

Un giorno, una trebbiatrice era in attività in un campo vicino a noi, e Sandy e io stavamo andando a guardare i trebbiatori che preparavano i pagliai sui quali ci piaceva giocare a nascondino. Mentre attraversavamo il lago, notai alcuni bambini che vivevano vicino a noi che giocavano sulla riva. Raggiunto il campo, abbiamo giocato per un po' su uno dei profumati pagliai, finché non ci siamo stancati e, certo che doveva essere quasi ora di cena, ci siamo avviati verso casa.

Nell’avvicinarci al lago, abbiamo sentito l’urlo spaventato di uno dei bambini, e Sandy mi guardò dritto in faccia mentre correvamo verso di lui.

Quando arrivammo, abbiamo visto che il bambino più piccolo era caduto nel lago.

Chiamai subito Sandy e, indicando l'acqua in cui la bambina stava affondando, dissi: "Portala a me"!

Lui sembrò capire, perché si precipitò in acqua, e rapidamente, afferrato con forza tra i denti il vestito della bambina, la portò in salvo sulla riva.

Fu chiamato un uomo che la riportò a casa sua. Si riprese rapidamente e fu per sempre una fedele amica di Sandy.

Il padre della bambina regalò a Sandy un collare nuovo che lui ancora indossa, e di cui io sono molto fiero.

 
STORIA DI UN CANE (1914) DI SALLY THOMPSON (anni 13)

Original from University of Chicago

Betty viveva sulla cima di una collina e in basso correva la linea ferroviaria. Aveva due amici intimi, la sua bambola, Madeleine e la sua tata.

Ora, chi pensi che fosse la sua tata? Ma sì, era un grande collie di nome Roy; lui si occupava di Betty e di Madeleine come avrebbe fatto qualsiasi bambinaia. Andava con loro dovunque, e il padre e la madre di Betty sapevano che la figlia era sempre al sicuro se Roy era con lei.

Un giorno, Betty, Madeleine e Roy uscirono a giocare. Corsero giù dalla collina, e quando furono giù Betty gridò: “Sai cosa faremo, Roy; ci metteremo nel posto dove arriva il 'ciuf-ciuf' e giocheremo a marito e moglie”.

Così Betty si sedette in mezzo ai binari e cominciò a pettinare i capelli di Madeleine.

A Roy non piaceva affatto quel gioco. Tirò l'abito di Betty e si guardò ansiosamente intorno, ma nessuno era in vista.

Improvvisamente, risuonò in lontananza un lungo "W-o-o".

Era un espresso. Cosa doveva fare? Cercò di tirare via Betty dai binari, ma era troppo pesante, e ad ogni istante il treno si avvicinava sempre più.

Proprio in quel momento, la madre di Betty scese giù dalla collina. Vide con orrore la situazione: il treno che si avvicina velocemente, la bambina seduta sui binari che giocava con la sua bambola, e il cane che la tirava per la gonna. La madre di Betty, inchiodata al suolo dal terrore, non aveva abbastanza forza per urlare.

Improvvisamente Roy risolse il problema. Afferrata la bambola dalle braccia di Betty, si allontanò con essa, e Betty, ansiosa di recuperare la sua bambola, gli andò dietro proprio mentre il treno passava a tutta velocità.

Puoi essere certo che quando arrivarono a casa, Roy ricevette la miglior cena che un cane abbia mai mangiato, e ebbe più carezze di quante solitamente ne riceveva per molti giorni.

 
AMICI (1917) DI MARY HELENA SHIRK (Anni 12)

Original from Harvard University

Il nostro gatto Dick e il nostro vecchio collie erano grandi amici. Un giorno è capitato a Dick di salvare la vita del suo vecchio amico, una cortesia che non capita spesso che un gatto faccia ad un cane. È accaduto in questo modo.

Una domenica pomeriggio ero seduto nella biblioteca. Sentii avvicinarsi un'automobile che si fermò vicino a casa. Alzai gli occhi e vidi due donne uscire dall'auto e mettere a terra un grasso bulldog. Mi chiesi cosa avrebbe fatto.

Rimase per qualche momento a guardare su e giù, poi si avviò verso la casa. Salì sul portico e, prima che capissi che cosa aveva in mente, attaccò il collie che era sdraiato sul tappeto.

L’avrebbe presto fatta finita con lui se Dick non fosse balzato da dietro l'angolo atterrando sulla sua schiena. Lo morse e lo graffiò fino a che il bulldog non fu messo in fuga e rispedito alla macchina con la coda tra le gambe.

Come si può vedere, dunque, Dick e il collie erano grandi amici.

Penso che la prossima volta il bulldog non uscirà da quella macchina!

 
IL MIO RICORDO PIU’ FELICE (1920) BY MARY OTEY MCKELLAR (AGE 12)

Original from University of Michigan

Sono una bambina che una volta viveva nel Kentucky. Non molto tempo fa ci siamo trasferiti in Ohio, e il mio cuore stava per spezzarsi al pensiero di dovermi separare dal mio unico animale domestico, Rex, il mio collie.

“Non possiamo portarlo con noi”, disse mio padre con dolcezza, “ma ti procurerò un altro cane”.

"Oh, ma non voglio un altro cane"! Singhiozzai con il viso sepolto nel pelo di Rex. "Per favore, papà ...".

"Vieni, tesoro, siamo pronti a partire", chiamò mia madre, ed io caddi giù ad occhi chiusi, con un’ultima carezza di addio.

Circa tre settimane dopo, quando che ci fummo stabiliti nella nostra nuova casa, notai la figura di un cane che camminava lentamente lungo la strada. Sembrava sconsolato, sporco e magro.

"Sembra Rex”! Pensai tra me e me.

"Rex, Rex"! Chiamai. Si voltò e venne saltellando verso di me. Era Rex!

Come fosse arrivato fino a me, io non lo so, ma sono sicura che il momento in cui gli gettai le braccia al collo mentre lui spingeva il suo muso sporco contro mia faccia, è il ricordo più felice della mia vita.