Ultimo aggiornamento:
02.10.2018 14.49
 
   
 
 
12 gennaio 2018
 

gyp: una pagina dal diario di un cane

from Chatterbox, 1919 - Digitized by Google. Original from California University

 

Sono un grande collie marrone e bianco. Mi chiamo Gyp e sono davvero molto bello. Il mio giovane padrone mi spazzola ogni giorno e tutti i componenti della famiglia mi vogliono bene.

Siamo una grande famiglia: ci sono sei bambini.

Babs, il più piccolo, ha due anni e Miss Ethel, la maggiore, ne ha sedici. Lei ha un aspetto molto giovanile e vivace, nonostante abbia questa età; ma suppongo che i bambini umani vivano più a lungo dei cani. Mia madre è vissuta fino a quindici anni e tutti pensavano che fosse una fantastica età. "Poverina, non preoccupatevi per lei, è molto vecchia". Questo è ciò che il padrone era solito dire quando i bambini cercavano di spingerla a giocare con loro.

Ma anche se amo la mia famiglia, devo ammettere che c’erano alcune cose in cui essi erano molto ostinati. Ho fatto del mio meglio per addestrarli, ma mi hanno solo frainteso ed hanno detto che sono un cane viziato. Dico "c'erano", perché ora le cose vanno meglio.

Due cose desideravo più di ogni altra al mondo. La prima era di avere il permesso di sedermi vicino a quella cosa che scotta che le persone tengono in una gabbia nelle loro stanze, penso che si chiami fuoco (mi aspetto che si sappia di cosa parlo). Ma la mia famiglia diceva sempre: "No, Gyp, non possiamo tenere cani nella sala da pranzo, devi restare nel corridoio". Così, dovevo rimanere nel corridoio; arrabbiato, al freddo e scomodo.

L'altra cosa che avevo sempre desiderato era un collare come quello di Miss Ethel.

Era d'argento, un grazioso modello intrecciato; ma era troppo grande per il suo collo; così lei lo portava alla vita. Lo chiamava “cintura”. Tuttavia, i nomi non contano, era il collare stesso che mi piaceva così tanto. Ma non riuscivo a far capire a nessuno che ne volevo uno, per cui ho dovuto continuare a indossare quello mio, logoro, vecchio, di cuoio.

Bene, un giorno eravamo fuori a fare una passeggiata lungo il fiume con la tata e i quattro figli più piccoli. Eravamo scatenati e giocavamo trascorrendo dei momenti davvero divertenti, quando improvvisamente Babs scivolò e cadde in acqua.

Non si é mai sentito un baccano come quello!

La tata e i bambini continuavano ad urlare e Babs, invece di nuotare verso la riva, come avrebbe fatto qualunque cucciolo normale, cominciò semplicemente ad affogare.

Naturalmente capivo che era un piccolo sciocco, ma io gli ero affezionato e non potevo lasciarlo annegare; così sono saltato in acqua e l'ho portato fuori.

L'ho adagiato ai piedi della tata che ha cominciato a piangere di gioia, e poi mi ha gettato le braccia al collo bagnato e mi ha baciato.

Ci siamo precipitati tutti a casa, per dire a mamma e papà e agli altri bambini cosa era successo.

Che confusione! Tutti correvano da Babs a me e poi di nuovo da Babs.

"Oh, caro!" Gridavano, "ha salvato la vita dell’angioletto. Vieni ad asciugare la tua cara pelliccia bagnata vicino al fuoco del salotto". Io ero seduto di fronte alla cosa rossa in salotto.

Nessuno disse: "Esci subito! Il tuo posto è l'ingresso”. No, solo cose piacevoli e adorabili. Sembravano addirittura compiaciuti mentre l'acqua colava dal mio pelo sul miglior tappeto rosa.

"Com'è bagnato, povero caro", disse la madre portandomi un catino di latte tiepido. Poi Jimmy, il mio giovane padrone, disse: "Gyp deve avere un vero collare d'argento, in ricordo del salvataggio della vita di Babs". Tutti furono d’accordo, e in un giorno o due esso arrivò.

Era di una tale bellezza, bello quanto quello di Miss Ethel, ed era fatto su misura per me; non dovevo portarlo intorno alla vita come lei fa col suo.

Dico spesso ai cani miei amici quanto è curioso che una cosa così normale come quella possa cambiare a tal punto le cose per le persone. Sono trattato in modo diverso ora! Ho un collare d'argento e non devo più sdraiarmi nell’ingresso. Infatti, ora mi è permesso di fare tutto quello che mi piace.