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14 aprile 2019
 

Il Rev. Hans F. Hamilton

Lucio Rocco

 

Se i novelli allevatori si interessassero un po’ alla storia della razza prima di lanciarsi a capofitto nella produzione di cuccioli, imparerebbero molto sul collie e sulla sua storia, e tanti nomi del passato, cui siamo debitori per il cane che ci hanno tramandato, potrebbero ancora beneficiare della meritata celebrità. Uno di questi é sicuramente “Woodmansterne”, un villaggio poco lontano da Londra in cui il Rev. Hans F. Hamilton era stato portato dai suoi doveri ecclesiastici e che prestò il nome al suo canile.

Ultimo rampollo di una famiglia di antiche origini scozzesi, il Rev. Hamilton non fu solo un appassionato di collie, ma allevò ed espose con successo anche polli di razza Dorking e Dark Brahma, e canarini di razza belga.

Presidente del Collie Club per molti anni, fu sicuramente il più longevo tra tutti gli allevatori inglesi negli anni a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, il momento d’oro del collie. Eppure, nonostante la lunga attività, il Rev. Hamilton allevò ben pochi cani destinati alla vendita, limitandosi piuttosto a produrli per suo diletto, e nessuno come lui fu ad essi tanto legato.

Sui suoi primi passi come allevatore ed espositore c’è un aneddoto raccontato da Charles Wheeler che, nel 1878, giudicava l’esposizione di Birmingham in cui il reverendo presentava il suo nuovo acquisto Tricolour II:

“Mentre mi dilungavo sui meriti e sui demeriti dei vari cani esposti, osservavo il reverendo che da un bel po’ pareva seguire ogni mio movimento, fino a quando mi si presentò dicendo:”

"Siete la persona più preparata sui collie che abbia mai ascoltato, e poiché sono profondamente interessato alla razza, vi sarei molto grato se mi voleste dedicare un'ora, a vostro piacimento, per discuterne."

Quanti insegnamenti per chi sa cogliere le lezioni che ci sono in queste parole!

Gli appassionati cominciarono a conoscerlo in occasione dell’esposizione di Bristol, nell'ottobre del 1879, in cui il Rev. Hamilton presentò un bel gruppo di cani molto tipici tra cui vi erano Angus, Jock, Tricolour II, Captain, Eva, Ruby III. Gli ultimi quattro acquistati da Everard Digby.

In quello stesso anno Hamilton ottenne il suo primo grande successo riproduttivo accoppiando Ruby III con Marcus, un grande maschio bianco e nero, privo di focature, allevato in Scozia e di proprietà di W. W. Thomson. Nacque, tra gli altri, Madge I, una femmina nera con evidenti focature su faccia, zampe e piedi e con collare e piedi bianchi. L’anno dopo Madge I vinse il primo premio nell’esposizione del Kennel Club.

L'acquisto di Angus, un collie color sabbia nato nel 1879 nel canile scozzese “Wellesbourne” di W. H. Charles, fu una fortunata intuizione del Rev. Hamilton. Angus venne accoppiato con una femmina di nome Luna e nel 1880 nacque Ruthven, vincitore di un secondo premio a Bournemouth. Ruthven aveva una costruzione molto solida, testa corretta ed orecchie piccole e ben portate, ma era alquanto carente nel mantello. Successivamente Ruthven fu dato a Madge I e nel 1881 nacque Peggy II, una collie di colore sabbia e bianco, che aveva una testa eccellente, un’ottima espressione e un eccellente mantello. Era la prova di quanto Hamilton aveva sempre sostenuto, che la linea di Marcus si manifestava meglio nella discendenza femminile che non in quella maschile.

Intanto, nell’esposizione di Birmingham del 1879, Hamilton aveva acquistato da J. Bissel il vincitore, Wolf, nato nel 1878, al prezzo di catalogo di 50 sterline. Sembrava una cifra enorme per quei tempi, eppure, prima che l’esposizione fosse finita, gli era stata offerta per quel cane una cifra doppia. Wolf era di colore sabbia e bianco ed aveva un aspetto elegante come quello di suo padre Old Cockie, ma il portamento delle orecchie non era perfetto. Hamilton gli fece coprire una femmina tricolore di nome Eva (1878). Da questo accoppiamento nacquero ottimi cuccioli, tra cui un bel tricolore di nome Rhoderick.

Successivamente Eva fu coperta dal campione di J. Bissell, Charlemagne, e così nacque nel 1881 il campione Monteith.

L’anno dopo Wolf coprì Madge I e questo fortunato incontro produsse il Camp. Rutland, un tricolore di ottime proporzioni e buona ossatura, che mostrava un ricco mantello e una testa non eccessivamente lunga con orecchie piccole e perfettamente inserite; un esemplare di grande bellezza e tipicità. Rutland rappresentava una eccezionale combinazione di geni perché, essendo figlio di Wolf e di Madge I, aveva il sangue di Old Mec, Trefoil, Old Cockie e Marcus.

Un’altra eccezionale cucciolata nacque, nel canile di Woodmansterne, nel 1887, da Peggy II, figlia di Ruthven e di Maggie I, e dal più grande stallone del momento, Metchley Wonder. Nacquero Christopher, Grace III, Percival, Dorothy, Archibald e Leonard. Il migliore della cucciolata si dimostrò Christopher, un grosso cane di colore sabbia dal mantello molto ricco, con una testa magnifica ed un ampio collare bianco completo. Suo fratello Percival era molto simile, ma aveva il collare bianco solo a tre quarti, ed era un po’ meno grosso. La migliore delle femmine era Grace III, una collie sabbia che aveva una bella testa, belle orecchie e un buon mantello.

Tutti gli esperti del tempo furono concordi nell’affermare che Christopher era un collie eccezionale, superiore anche a suo padre Metchley Wonder. Il Rev. Hamilton lo espose una sola volta, nella terza edizione dell’esposizione del Collie Club tenutasi il 4, 5 e 6 aprile del 1888, in cui Christopher vinse il secondo premio in classe “puppy”. Questa rimase la sua unica apparizione nei ring per il suo allevatore che sfortunatamente non aveva capito fino in fondo le possibilità del suo cane. Così, Thomas Stretch, che invece se ne era innamorato, lo comprò per sessanta sterline. Christopher aveva un meraviglioso mantello di un caldo colore sabbia dorato, e fu sicuramente il collie più bello del suo tempo. I suoi successi in esposizione furono straordinari. Ottenne una serie interminabile di vittorie a Liverpool, Glasgow, Warwick, Birmingham, Southport, Bruxelles, Londra e persino al Crufts. Inoltre, si dimostrò anche uno stallone eccezionale, producendo campioni in ogni cucciolata in cui fu usato. Purtroppo, mentre era all’apice della carriera, Stretch si lasciò tentare dall’offerta dell’allevatore americano Mitchell Harrison di Philadelphia, e così Christopher prese la strada degli Stati Uniti, lasciando ben mille sterline nelle mani del suo fortunato proprietario.

C’è una strana storia su Christopher raccontata da Charles H. Lane nel suo libro "Dog Shows And Doggy People". Lane racconta che il vero Christopher morì di cimurro quando era ancora un cucciolo e che Hamilton dette il suo nome a suo fratello Percival che sotto quel nome vinse molti premi. Purtroppo non c’é modo di verificare questo racconto, perché i due fratelli erano molto simili, tranne che per il collare che Christopher aveva intero, mentre quello di Percival era a tre quarti e mancava sul lato sinistro. Purtroppo tutte le foto che abbiamo di Christopher mostrano solo il suo lato destro, parte dalla quale il collare appare intero.

Nel 1898 nacque un altro grande campione, Woodmansterne Tartan, da Rightaway e Doroty. Un bellissimo tricolore dall’ampio collare bianco, una testa meravigliosa, ottime orecchie e un movimento perfetto.

Tanti i campioni prodotti dal Rev. Hamilton, una lista interminabile di successi, tutti cani con un’influenza determinante sulla razza: Madge I (1879), Angus (1879), Ruthven (1880), Peggie II (1881), Monteith (1881), Rutland (1882), Christopher (1887), Woodmansterne Tartan (1898), Woodmansterne Ivan (1904), cani cui tutti gli amanti della razza debbono qualcosa per ciò che oggi è il collie.

Nonostante i successi espositivi il Rev. Hamilton non dimenticò mai la vera natura del collie. Era regola ferrea nel canile di Woodmasterne che tutti gli esemplari allevati venissero addestrati a fare il loro naturale lavoro di cani da pastore, e questo spiega forse in parte il suo successo.

Morì il 15 aprile del 1912, all’età di 82 anni, dopo una vita dedicata al suo ministero ed ai suoi animali. Nei giorni che precedettero la sua morte, quando la notizia delle sue condizioni era di dominio pubblico, Thomas Stretch scriveva su "The Dog Fancier":

“Il reverendo ha superato gli 80 anni, lui è il padre degli allevatori del Collie in Inghilterra, e tutti noi dobbiamo pregare che gli siano concessi molti altri anni per allevare ed esporre i suoi beniamini”.