Ultimo aggiornamento:  25.11.2019 09.56
     
 
24 novembre 2019
 

La Terra Promessa

di  Lucio Rocco

 

Non è il caso di vergognarsi di correggere se stessi quando nuove conoscenze lo rendono necessario, specie se si ha l’abitudine di divulgare quanto via via si apprende. Continuando per anni a studiare un argomento può capitare di scoprire fatti nuovi che contraddicono precedenti conoscenze. E’ per questo che vogliamo rettificare qualche informazione già data circa l’arrivo della nostra razza nel Nuovo Mondo, argomento sul quale c’è ancora tanto da dire, limitandoci per ora a correggere le informazioni date dieci anni fa in assoluta buona fede. Solo recenti letture ci hanno permesso di accorgerci dell’involontario errore, per cui riparliamo volentieri di una storia che pochi conoscono ma che è storicamente di grande interesse, e non solo per il collie.

Durante il regno di Enrico VIII (1509-1547) l’Inghilterra era ancora un paese cattolico e il suo Re si fregiava del titolo di “Defensor fidei”, concessogli nel 1521 da Papa Leone X per la sua lotta contro la riforma protestante di Martin Lutero. Quando, però, più tardi, Papa Clemente VII si rifiutò di annullare il matrimonio del Re con Caterina d’Aragona, prima delle sue sei mogli, il sovrano pose fine all’autorità del Papa sui cattolici inglesi e si fece proclamare capo supremo della Chiesa d’Inghilterra. I monasteri furono chiusi e i loro beni confiscati.

E nulla cambiò durante il breve regno di Edoardo VI, figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour, terza delle sue mogli, cui succedette, nel 1553, Maria “la Cattolica”, figlia di Enrico VIII e di Caterina d’Aragona. Avendo ricevuto un’educazione rigidamente cattolica, Maria tentò di riportare la nazione sotto l’autorità del Papa. Lo fece, però, con metodi oppressivi e violenti, che le valsero l’appellativo di “Maria la Sanguinaria”. Più di trecento protestanti furono messi al rogo e molti altri salvarono la vita con l’esilio. Le successe, nel 1558, la sorellastra Elisabetta I, la “Regina Vergine”, figlia di Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena. Al contrario di Maria, Elisabetta era protestante e si affrettò ad eliminare del tutto il controllo del Papa sulla Chiesa d’Inghilterra.

In realtà vi erano separazioni di carattere dottrinario anche tra gli stessi protestanti. Alcuni, tra i più integralisti, ritenevano che bisognasse purificare la Chiesa da tutto ciò che era stato introdotto dalla dottrina cattolica e che non trovava riscontro nei testi sacri. Costoro furono chiamati “Puritani”.

L’integralismo dei Puritani fu combattuto da Elisabetta ed ancor più dal suo successore Giacomo I che nel 1603 le era succeduto unificando le corone di Scozia e di Inghilterra. La repressione divenne talmente violenta che nel 1608 un gruppo di Puritani dovette fuggire sul continente verso la più tollerante Olanda. Col tempo, però, anche gli olandesi cominciarono a diventare insofferenti verso le altre religioni, così i Puritani decisero di lasciare per sempre l’Europa per iniziare una nuova vita in Nord America. Questa decisione valse loro l’appellativo di “Padri Pellegrini”.

Il 6 settembre del 1620 il galeone Mayflower salpò da Plymouth, in Inghilterra, diretto nelle Americhe. Sulla nave viaggiavano circa 150 persone, 102 delle quali (73 uomini e 29 donne) erano membri della chiesa separatista anglicana dei “Padri Pellegrini”.

Il 21 novembre di quello stesso anno (11 novembre secondo il calendario giuliano allora in vigore) la nave toccò terra prima a Cape Cod, poi a Provincetown ed infine sulla costa occidentale di quello che ora è lo stato americano del Massachusetts. A testimonianza del legame mai spezzato con la patria d’origine, quegli uomini fondarono una colonia cui vollero dare lo stesso nome della città da cui provenivano, New Plymouth.

Prima di sbarcare, i coloni vollero darsi un primo, rudimentale ordinamento giuridico, e firmarono quello che fu poi chiamato il “Patto del Mayflower”, una specie di contratto sociale cui tutti giurarono di uniformarsi:

“In nome di Dio, Amen. Noi qui sottoscritti, leali sudditi del nostro riverito Signore Sovrano, Giacomo, per Grazia di Dio Re di Gran Bretagna, Francia e Irlanda, Re Difensore della Fede ecc.

Avendo intrapreso un viaggio per fondare la prima colonia nella zona settentrionale della Virginia, a maggior gloria di Dio, per la diffusione della Fede Cristiana e per l’Onore del nostro Re e della nostra Patria; con il presente, alla presenza di Dio e l’uno dell’altro, stringiamo un solenne patto reciproco e solennemente ci accordiamo di costituire una civile Società Politica per il miglior ordinamento e la migliore conservazione della nostra comunità e per il perseguimento dei Fini anzidetti; e in virtù del presente formuleremo ed applicheremo Leggi, Ordinanze, Provvedimenti ed altri atti che siano giusti ed eguali per tutti e istituiremo Uffici, a seconda che di volta in volta lo si riterrà utile e opportuno per il bene generale della Colonia, ed a tali provvedimenti o uffici promettiamo debita Sottomissione ed Obbedienza.

In fede di che noi abbiamo qui apposto le nostre firme a Cape Cod nell’undicesimo giorno di novembre, il diciottesimo anno di Regno del nostro Signore Sovrano Re Giacomo di Inghilterra, Francia ed Irlanda e nel cinquantaquattresimo anno del suo Regno di Scozia. Nell’Anno del Signore 1620.”

Il diario di bordo del Mayflower andò perduto, ma si cercò in seguito di ricostruirlo sulla base di tutte le informazioni che fu possibile reperire, per cui oggi abbiamo un resoconto sufficientemente preciso delle persone e degli animali che viaggiavano a bordo del Mayflower, che ci permette di rettificare le notizie circa l'arrivo dei primi collie in America. Sul galeone vi erano capre, maiali, polli, forse qualche gatto viaggiava col suo padrone e qualche uccello canoro nella sua gabbietta. Quanto ai cani, se il collie arrivò in America in quegli anni, non fu viaggiando a bordo del Mayflower. E’ quasi certo, infatti, che dalla nave scesero solo due cani: uno spaniel, di proprietà di John Goodman, un tessitore di 25 anni, e una femmina di mastiff appartenente ad un certo Peter Browne. Questi due giovani viaggiavano solo con i loro cani, non avevano altri familiari a bordo e John Goodman, purtroppo, morì prima della fine del 1621.

Altre navi seguirono la stessa rotta negli anni successivi. Dalla nave Charity, arrivata quattro anni dopo, sbarcarono i primi bovini.

Il viaggio del galeone Mayflower rappresenta sicuramente una delle pagine più avventurose ed eroiche di tutta la storia americana. Al di là delle implicazioni religiose, quell’impresa affermò il naturale diritto di ogni essere umano di scegliere, per sé e per i propri figli, il luogo in cui vivere; il diritto di inseguire i propri sogni, di migliorare la propria esistenza, di professare la propria fede in pace e libertà, secondo la proprie convinzioni. Quella nave portò nel fertile terreno del Nuovo Mondo il germoglio di una fiera e grande nazione. Due secoli più tardi il poeta e diplomatico americano James Russell Lowell, ultimo rampollo di una famiglia arrivata in America durante la migrazione dei Puritani, scriveva queste parole:

"Accanto ai fuggitivi che Mosè condusse fuori dall'Egitto, il piccolo carico di reietti che sbarcarono a Plymouth é destinato a influenzare il futuro del mondo"