Ultimo aggiornamento:  04.11.2019 16.11
     
 
2 Novembre 2019
 

La scomparsa del lupo

di  Lucio Rocco

 

Le fantasiose spiegazioni lette di recente a proposito di una delle caratteristiche fisiche del collie ci fanno pensare che c’è ancora chi ignora che dalle isole britanniche il lupo è scomparso da un bel po’ di tempo.

La millenaria selezione portata avanti dai pastori sui loro cani aveva un unico fine: rendere quei cani fisicamente adatti al lavoro che erano chiamati a fare, nelle condizioni geografiche e climatiche in cui ciascuna razza operava. Questo è un principio generale valido per qualunque razza. Per quanto riguarda il Collie, tra i suoi compiti non c’era la difesa del gregge dal lupo, animale che le pecore di cui esso si occupava non conoscevano affatto perché scomparso da secoli già nel momento in cui fu pubblicato il primo standard di razza.

Che la selezione della struttura fisica dei cani da pastore delle isole britanniche sia stata fortemente condizionata dalla scomparsa del lupo è facilmente comprensibile. Laddove bisognava difendere le pecore dal lupo era utile un cane da pastore potente, in grado di affrontare e mettere in fuga, o addirittura uccidere, il predatore del gregge. E’ quanto è accaduto sul continente e, in qualche misura, anche in America.

Nessun animale selvatico ha mai dovuto subire, come il lupo, tanti sistematici ed organizzati tentativi di sterminio in qualunque parte del mondo e in qualunque tempo.

In Francia, Carlo Magno istituì, nell’anno 813, la “louveterie”, un corpo speciale che aveva il compito di procedere all’abbattimento dei lupi.

In Germania le autorità favorirono l’uccisione dei lupi al punto che nei cinquant’anni a metà del 17° secolo ne furono uccisi nel Wurterberg e in Sassonia circa 7.000.

In Italia, nel 1560, il Senato del Ducato di Savoia autorizzò chiunque ad andare a caccia di lupi.

In Gran Bretagna il problema fu affrontato con grande serietà, tant’è che nel giro di qualche secolo i lupi sparirono definitivamente da quelle terre.

Al re Edgar d'Inghilterra (943-975) viene storicamente attribuito il “merito” di aver liberato il Galles dai lupi. Egli infatti sostituì il tributo annuale pagato dal re del Galles, Ludwall, con 300 pellicce di lupo. Nel giro di pochi anni questi animali praticamente scomparvero dal paese, anche se, probabilmente, si estinsero del tutto solo qualche secolo dopo.

Pare che l'ultimo lupo sia stato ucciso in Inghilterra vicino a Pytchley, nel Northamptonshire, durante il regno di Enrico VII (1485-1509), in ogni caso questi animali divennero estremamente rari dopo quell’epoca.

In Scozia l'ultimo lupo fu abbattuto da Sir Ewen Cameron nel 1680 a Killiecrankie, nel Perthshire, ma probabilmente qualche esemplare riuscì a sopravvivere fino al XVIII secolo.

L’Irlanda rimase così l’ultima trincea per il lupo britannico. In quella regione i lupi riuscirono a sopravvivere ancora per molto tempo. Thomas Bewick scrisse che l’ultimo era stato ucciso nella Contea di Cork nel 1710, mentre altre fonti raccontano di un lupo braccato ed ucciso vicino a Mount Leinster, nella contea di Carlow, nel 1786.

Scomparso il principale nemico del gregge, non ci fu più bisogno di selezionare cani da pastore grossi, robusti e feroci, perciò i cani da pastore britannici poterono pian piano adattare la loro struttura per fare un tipo di lavoro diverso da quello dei loro colleghi continentali.

Per quanto possa sembrare strano, la presenza dei lupi ha condizionato anche le preferenze dei pastori sul colore dei loro cani. Infatti, laddove il lupo si era estinto venivano preferiti cani da pastore di colore scuro, in modo da essere facilmente visti in mezzo alle pecore. Nei paesi, invece, in cui il lupo era ancora presente, i cani da pastore dovevano essere chiari per evitare che venissero confusi coi lupi (Columella, DE RE RUSTICA). Questa circostanza ci fornisce anche la spiegazione dell’avversione che i pastori delle terre britanniche hanno sempre mostrato per i collie bianchi.

Nonostante la latitudine, il clima della Scozia é in generale meno rigido di quanto ci si aspetterebbe, a causa dell’influenza della Corrente del Golfo che fa sì che gli inverni non siano mai eccessivamente rigidi e le estati mai eccessivamente calde. E’ però un clima estremamente mutevole, e non è difficile che le quattro stagioni si rincorrano, l’una dopo l’altra, nel corso di una stessa giornata. In particolare il clima delle Highlands risente dell’altitudine che rende le temperature più basse, ma soprattutto dei venti che soffiano dall'Atlantico e fanno sì che quegli altopiani siano tra le zone più piovose e ventose d’Europa. In quelle condizioni, il pericolo per le pecore non è rappresentato certamente dai lupi inesistenti, ma dal tempo che può risultare fatale per gli agnelli e per le pecore. Il collie (il Rough collie) era lì per badare che il gregge non corresse alcun pericolo, non certo per i lupi, e alcune sue caratteristiche fisiche ne sono la diretta conseguenza.