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All’inizio del nuovo anno la vista dei recinti pieni di
cuccioli novelli per la prossima stagione di esposizioni è sempre molto
eccitante per me. Come allevatore, non provo emozione o soddisfazione
più grande che nel valutare le nuove speranze, nel vedere quali
cambiamenti o quali miglioramenti siano venuti dai miei ultimi
accoppiamenti. È il brivido della sfida di creare la prossima
generazione, mentre si tenta di raggiungere quella perfezione che noi
tutti cerchiamo e che invariabilmente ci sfugge.
Io ho un vantaggio, ed è quello di poter sedere ogni
mattina alla tavola della mia sala da pranzo e, mentre bevo il mio
caffè, guardare i miei cani che fanno chiasso insieme sulla scarpata; i
vecchi cani rimangono sotto i meli, mentre i giovani inseguono gli
scoiattoli o corrono tra i cespugli.
Questa mattina, seduta al mio solito posto, mi è
improvvisamente venuto in mente che valutare semplicemente le nuove
speranze non è necessariamente il modo migliore o l'unico modo per
analizzare i successi ed i fallimenti del mio programma di allevamento.
Là, di fronte a me, dal più vecchio ai più giovani, ci
sono i risultati dei miei sforzi, e se solo sarò capace di guardarli da
vicino per esaminare l'evoluzione delle qualità e dei difetti, avrò
avuto una lezione di vita, non solo teorie o libri di testo a farmi da
guida.
Così ho cominciato col più vecchio: ora ha quasi 13
anni, ed ho esaminato attentamente e criticamente le qualità che penso
possieda. Allo stesso tempo, ho preso in considerazione i difetti che ha
e che sto cercando di migliorare. Ogni stallone porta il proprio
particolare bagaglio in un allevamento e, valutando un gran numero delle
sue cucciolate, è possibile determinare quale delle sue virtù, ma anche
quale dei suoi difetti, sono dominanti in lui. Questa è una
considerazione molto importante, perché un cane che non sia dominante
per le qualità che possiede è dannoso in un programma di allevamento
quanto uno che riproduce i suoi difetti.

Essere capace di
guardare a quello che uno stallone riproduce, avendo a disposizione
molte generazioni per valutarlo, ci dà la possibilità di apprezzare
l'influenza che lui ha effettivamente avuto in un programma di
allevamento.
Valutando il vecchio cane, ho potuto apprezzare ancora
una volta il suo profilo eccezionale, il collo lungo ed aggraziato, le
costole ben discese ed una buona angolazione del posteriore con una
meravigliosa curva della grassella. Allo stesso tempo, però, avrei
voluto che avesse una maggiore lunghezza ed un posteriore più
sostanzioso. Essendo io una persona di "lineamenti", il ritratto
complessivo del Collie è di estrema importanza per me e la mia
ispirazione è stata sempre il profilo tipico dei Tokalon, che io so fu
modellato sulle immagini di cani come Golden Ruler e Storm Cloud.
Io ho bisogno di vedere le curve aggraziate, l'arco
del collo ed il fiero sguardo del Collie quando guarda lontano. Fra
tutti i cambiamenti che ho tentato di ottenere nell’equilibrio del corpo
e nei dettagli, questo ritratto deve essere là prima di ogni altra cosa,
o per me quello non è un vero Collie. Così li ho guardati mentre tutti
insieme, in piedi, guardavano fisso i cavalli nel pascolo lì accanto:
colli arcuati, orecchie in avanti, dal più giovane al più vecchio,
sfoggiando tutti una struttura simile ed ho capito che almeno sotto
quell’aspetto ero rimasta fedele al mio progetto originario.
Guardando più attentamente alla prima generazione, i
figli del vecchio cane, ho potuto notare alcuni cambiamenti rispetto al
modello originale: alcuni di questi cani sono dotati evidentemente di un
dorso più lungo, ed io mi sono ricordata di quegli incroci che ho fatto
per recuperare un movimento più efficiente. Sono stata lieta del
posteriore più solido, ma allo stesso tempo ho notato che alcuni di loro
avevano perso la bella curva del posteriore.
Passando alla generazione successiva, ho rilevato che
il profilo superiore non era abbastanza buono come quello dei loro
genitori: alcuni di questi cani erano troppo alti nella parte
posteriore. Ed ho notato pure che mentre con un altro incrocio avevo
tentato di livellare il profilo superiore e recuperare la buona
angolazione del posteriore che era andata perduta, le parti anteriori mi
sono letteralmente scivolate sotto! E con l’accoppiamento seguente ero
tornata di nuovo al progetto di provare a mantenere il posteriore forte,
recuperare l'angolazione, pareggiare la linea superiore e mantenere la
lunghezza del collo e la disposizione della spalla.
L’intero panorama era là, di fronte a me, ed io potevo
vedere i risultati positivi dell'outcross che avevo fatto, essendo allo
stesso tempo consapevole dei risultati negativi originati dal mio sforzo
di contrastare il lavoro di Madre Natura. Mi sono resa conto della
difficoltà di tentare di riavere una qualità perduta, mentre
contemporaneamente tentavo di conservare i miglioramenti che avevo
ottenuto.
Nessun manuale può spiegare questa lotta così
chiaramente come i cani stessi, se troviamo il tempo di guardarli in
maniera critica.
 Dopo ho rivolto la
mia attenzione ai dettagli della testa, per vedere se potevo seguire la
progressione delle modifiche che avevo tentato di fare.
Per me, il bel profilo del Collie, con il suo leggero
ma percettibile stop, é rafforzato da una mascella ben definita e da
labbra strette, asciutte, con una moderata profondità della testa dal
sopracciglio alla gola. Anche se alcuni potrebbero obiettare che la
profondità della testa e la gola allentata sono solo un’illusione, mi
sento molto delusa quando vedo tante gole ridondanti nei ring di oggi.
L’immagine di eleganza e raffinatezza per me è perduta, non importa
quanto squisito sia l'occhio o l’espressione: quando le labbra pendono e
la gola mostra abbondanza o eccesso di pelle, viene distrutto l'aspetto
di quella testa propensa alla leggerezza. Io mi ritengo fortunata perché
il mio vecchio stallone eccelle in quelle qualità che io desidero vedere
nella testa e nel profilo ed ora mi sembra ovvio, guardando i suoi
nipoti, che é stato dominante per quelle qualità. Tuttavia c'è sempre
spazio di miglioramento e negli esempi che avevo qui di fronte a me da
esaminare da vicino, potevo vedere gli effetti degli incroci fatti per
ottenere una testa più lunga o un cranio più leggero. Ho notato che
mentre alcuni di questi incroci mi avevano dato una testa più lunga, in
qualche modo la disposizione dell’occhio era cambiata e di conseguenza
l'espressione ne risultava alterata, e non sempre in meglio. Guardando i
giovani che erano il risultato di alcuni di questi accoppiamenti,
soprattutto accoppiamenti in outcross, poi di nuovo riaccoppiati
all'interno della famiglia originaria, ho potuto osservare come alcuni
di loro hanno migliorato, conservando una qualità ricercata o forse
mostrando solo una sfumatura di miglioramento, ma mantenendo ancora
l'espressione desiderata, e come altri, invece, erano stati più decisi
nel cambiamento, ma avevano perso alcune delle qualità che io ritengo
importanti, come la corretta disposizione dell’occhio.
Le lezioni erano tutte qui di fronte a me, molto più
interessanti, concrete e personali di qualsiasi cosa che io avrei potuto
leggere in un manuale. Ho trascorso la mattinata a riflettere sui vari
incroci che avevo fatto. In uno sguardo al passato, ho potuto capire
come ciascuno di loro ha apportato qualcosa di particolare al mio
programma, ognuna identificabile in maniera univoca, aggiungendo un
sapore particolare al risultato finale. Ma, ovviamente, questo non è
realmente il risultato finale perché, come allevatori, noi continuiamo
la ricerca di quelle qualità che servono a migliorare le nostre
creazioni, sempre lottando con Madre Natura e con la nostra
interpretazione dello Standard.
Per questo, all’inizio del nuovo anno, vi consiglio di
andar fuori e di guardare attentamente i vostri cani, specialmente se
siete abbastanza fortunati da avere diverse generazioni da studiare, e
di valutare i vostri successi, ma anche i vostri fallimenti. E non
abbiate paura ad ammettere gli errori, poiché essi possono darci spesso
lezioni più profonde e significative che non i successi, mentre, allo
stesso tempo, ci ricordano come può essere stimolante e gratificante, in
ultima analisi, la ricerca della perfezione. |