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Spesso gli allevatori parlano di inbreeding e di
outcrossing quasi fossero le uniche alternative esistenti e di
solito lo fanno commentando negativamente l’ultima.
Ci sono però altre possibilità ed io sono stato per lungo tempo un
sostenitore dell’accoppiamento assortativo. Non si tratta di
un concetto puramente teorico che non trova applicazioni nella
pratica, so di molti allevatori che lo praticano ed ottengono buoni
risultati. Questo saggio tenterà di spiegare perché è una buona
idea, ma prima bisogna definire le altre alternative.
Accoppiamento casuale Anche se
l'accoppiamento casuale non è una pratica di allevamento molto
diffusa, capire che cosa significhi è importante.
L’accoppiamento casuale è esattamente ciò che dice il nome: i
riproduttori sono scelti senza alcun riguardo per la somiglianza o
la parentela. Se però la popolazione è in qualche misura
consanguinea, anche riproduttori casualmente scelti possono essere
imparentati.
L’accoppiamento casuale è uno dei presupposti alla base della
formula di Hardy-Weinberg, che permette di calcolare la frequenza di
portatori eterozigoti dalla frequenza di individui che esprimono un
carattere recessivo in una popolazione. Poiché la consanguineità tra
i cani di razza e tra altre piccole popolazioni fa diminuire la
frequenza degli eterozigoti, queste stime possono essere superiori
all'incidenza reale. Inbreeding e Linebreeding
L’inbreeding è la pratica di accoppiamento tra due
animali parenti tra loro (ad esempio, hanno uno o più antenati
comuni).
Il grado di inbreeding può essere calcolato con un valore compreso
tra 0 e 1, detto
coefficiente di consanguineità, dove 0 indica che gli animali
non hanno antenati comuni. Poiché il numero degli
antenati raddoppia virtualmente ad ogni generazione, andando
all’indietro in un pedigree alla fine si arriva ad un punto, anche
in una popolazione molto numerosa, in cui semplicemente non ci sono
sufficienti antenati. Per questo motivo tutte le popolazioni sono
imparentate in una qualche misura ed un vero outcross
(termine generalmente usato quando due animali non sono imparentati)
non è in pratica possibile. Il termine
outcross è generalmente utilizzato abusivamente per
descrivere un incrocio tra due animali con fenotipi diversi. In una
popolazione con un numero limitato di fondatori, il numero massimo
di antenati, dimensione effettiva della popolazione, si raggiunge in
qualche generazione. Questo numero sarà regolato da diversi fattori,
quali la dimensione complessiva della popolazione, gli
spostamenti degli individui durante la loro vita ed altre eventuali
controindicazioni alla consanguineità o altri meccanismi che
riducano la probabilità di accoppiamento tra parenti stretti.
L’inbreeding non cambia direttamente le frequenze alleliche, ma fa
aumentare la percentuale degli omozigoti. Gli individui omozigoti
per geni dannosi possono verosimilmente essere rimossi dal pool di
allevamento sia dalla selezione naturale (nel caso non sopravvivano
all’età riproduttiva) sia dall'uomo. Il
linebreeding è un termine usato solo per un
particolare tipo di consanguineità che si concentra su un antenato
considerato eccezionale. Soprattutto se è un maschio, questo
antenato eccezionale può finire per essere nonno e bisnonno, e più
di una volta, nello stesso pedigree. Accoppiamenti padre-figlia,
madre-figlio ed altre simili combinazioni provocano un numero
sproporzionato di geni provenienti da un unico antenato. Questo tipo
di consanguineità stretta è meno comune. Al contrario,
l'accoppiamento di fratelli pieni o cugini di primo grado la fa
ritornare allo stesso modo su due antenati. Il
risultato di questa serie di pratiche diffuse é che la maggior parte
degli animali domestici di razza pura risulta essere imparentata
più di quanto ne abbia effettivamente bisogno. Primo perché alcuni
allevatori posseggono solo un piccolo numero di animali e
riproducono solo all'interno del proprio gruppo. Secondo perché
molti allevatori hanno l'idea che animali eccezionali possono essere
riprodotti in inbreeding, raddoppiando gli alleli buoni ed evitando
in qualche modo i cattivi. Anche se si potesse evidenziare che si
tratta di un gioco d'azzardo, gli allevatori potrebbero rispondere
che stanno semplicemente aiutando la selezione naturale.
Oltre il convenzionale inbreeding stretto, vi è un'altra pratica che
ha lo stesso effetto, cioè il fenomeno del
“popular sire” (ossia l'uso eccessivo di un campione molto
pubblicizzato). In realtà, molti di coloro che
allevano cani in questo modo credono di fare una cosa buona, perché
fanno aumentare la possibilità che si presentino quei geni che hanno
fatto di lui un campione. Ciò che essi non capiscono è che stanno
aumentando la frequenza di tutti i geni portati da questo animale,
buoni, cattivi, o innocui e che i campioni, come qualsiasi altro
animale, portano con sé un certo numero di alleli recessivi
indesiderati (carico genetico) che sono mascherati da alleli
wild-type. Il risultato del fenomeno del “popular sire” è che quasi
tutti i membri della razza porteranno (ad esempio) un po' di Jake
Hugelberg (ad esempio) e ogni altro carattere indesiderabile portato
da Jake non sarà più tanto raro. Trovare un sicuro partner, non
imparentato, diventa allora un esercizio complicato.
Se vivessimo in un mondo in cui tutti i geni seguissero la semplice
regola che possono esistere solo alleli buoni, dominanti, ed alleli
cattivi, recessivi, allora l’inbreeding potrebbe essere uno
strumento efficace per migliorare una razza. Tuttavia, durante gli
ultimi 25 anni, i genetisti sono stati impegnati direttamente a
misurare la diversità genetica nelle popolazioni esaminando il DNA o
le proteine, piuttosto che il fenotipo. Hanno trovato che molti
individui che non possono facilmente essere distinti per il loro
aspetto fenotipico hanno tuttavia notevoli differenze nel loro
genotipo. Alcuni di questi alleli alternativi (denominati
isoalleli neutri) sono funzionalmente equivalenti. Altri hanno
perso solo una piccola parte della loro normale funzione.
Supponiamo di avere un allele mutante che ha perso solo il 5-10%
della sua normale funzione. In molti casi ciò non dovrebbe produrre
un effetto apprezzabile. Se riproduceste un individuo omozigote per
questo allele, non vi accorgereste nemmeno di averlo prodotto. Ora
consideriamo che la stessa sorte possa capitare ad un certo numero
di geni durante un programma di allevamento in consanguineità. Alla
fine, si avrà un individuo che si adatta molto meno di uno che porta
alleli normali per la totalità (o anche per la maggioranza) di
questi geni. Non esiste una formula magica per ritrovare ciò che si
é perso. Bisogna ricominciare tutto daccapo.
Talvolta alleli mutanti manifestano una persino più drammatica
perdita di funzione, ma rimangono non individuati in condizioni
normali. Un buon esempio è la malattia di von Willebrand (vWD) nei
Doberman.
Più o meno gli unici animali che siano periodicamente accoppiati in
consanguineità ad un elevato livello sono topi e ratti da
laboratorio. In quel caso però gli allevatori iniziano ad allevare
molte linee contemporaneamente nella prospettiva che la maggioranza
di esse si estinguerà o che soffrirà di una significativa
depressione tra consanguinei, il che significa che in genere saranno
più piccoli, produrranno un minor numero di figli, saranno più
soggetti alle malattie, ed avranno una vita media più breve.
I cani non sono diversi. Se fosse possibile cominciare con un numero
sufficiente di linee di sangue, alcune possono anche passare
attraverso un genetico collo di bottiglia con una salute
accettabile. Tuttavia, allevatori di cani in genere non hanno le
risorse per mettere in produzione diverse dozzine di linee
contemporaneamente.
A volte due alleli differenti possono essere meglio di uno. Si
consideri il “complesso maggiore di istocompatibilità” (MHC).
Questi geni sono responsabili della capacità di distinguere "se
stesso" da "ciò che è estraneo", e un individuo eterozigote ha più
possibilità di saper fare questa distinzione di uno omozigote. Avere
una vasta gamma di alleli MHC è molto importante per la
sopravvivenza della popolazione. Ciò non solo garantisce una miglior
difesa contro gli agenti patogeni, ma con sempre maggiore evidenza
appare che genitori che hanno differenti aplotipi MHC, hanno minori
problemi di fertilità. Pur non essendo questa una
teoria universalmente accettata, oggi si fa fatica a trovare in un
parco nazionale o in uno zoo un biologo, impegnato nella
tutela di una specie in pericolo, che non abbia, tra i suoi
obiettivi primari, il mantenimento della massima diversità genetica.
Accoppiamento assortativo L’accoppiamento
assortativo è l'accoppiamento di individui fenotipicamente
simili.
E' una prassi normale, in una certa misura, per l'uomo e per varie
altre specie. Anche se il fenotipo è il prodotto di genotipo e
ambiente, questi individui sono più propensi a portare gli stessi
alleli per i geni che ne determinano la morfologia.
Se stiamo parlando di un carattere fondamentalmente corretto dal
punto di vista strutturale, i geni coinvolti sono stati sottoposti a
selezione naturale per migliaia di anni e molto probabilmente sono
dominanti. Le caratteristiche principali che
distinguono una razza da un’altra é probabile siano state fissate
relativamente presto nella storia delle razze. "Fissate"
significa che c'è un solo allele attualmente nella popolazione. Se
vi è un solo allele, la questione della posizione dominante non si
pone. Di conseguenza, quando si guarda un cane, in realtà si stanno
guardando i suoi geni. Se la struttura (o, alla stessa maniera, il
temperamento, l'intelligenza, o quant'altro) non è buona, allora
molto probabilmente state guardando un cane o una razza che è
omozigote per uno o più alleli recessivi che vi piacerebbe
probabilmente riuscire ad eliminare. Se è il cane, e non la razza,
si può scegliere di non riprodurlo, oppure gli si può cercare un
compagno che nasconda il problema. Se è la razza, l'unica soluzione
sarebbe quella di introdurre alcuni geni di un'altra razza. Questo
sarebbe un outcross! Quanto più si tenta di coprire le carenze di un
cane di buona qualità con un altro, tanto meno i cani avranno in
comune. Se, dunque, i risultati sono insoddisfacenti, non dovrebbero
essere imputati all'accoppiamento assortativo, in quanto questo non
è più quello che si sta facendo.
Rischi di involuzione Qualcuno dei caratteri
che gli allevatori ritengono desiderabili potrebbe essere il
risultato di omozigosità dell’allele recessivo per il gene A o per
il gene B. Ovviamente, incrociando un AAbb con un aaBB si produrrà
una progenie AaBb che non esprime questo carattere. Comunque, a
parte alcuni dei geni che incidono sul colore del mantello, non mi
viene in mente nessun esempio. Se non si prendono
precauzioni per andare abbastanza indietro nel pedigree, è possibile
avere due animali con fenotipi simili derivanti da antenati comuni.
Comunque si sia fatta consanguineità, intenzionalmente o meno, le
conseguenze sono le stesse. La soluzione è semplice: controllare il
patrimonio. Poiché l'accoppiamento assortativo comporta una
selezione (che si spera consista nell’accoppiare insieme i migliori,
e non i peggiori) si sta negando ad alcuni cani l'opportunità di
passare i loro geni alla generazione successiva. Questo è, forse, il
più sottile dei rischi, in quanto non sembra comportare nulla di "sbagliato".
La maggior parte degli allevatori sostiene che si tratta
semplicemente di fare ciò che fa la natura, eliminando i meno in
forma. Ma cosa succede se capita che alcuni di questi "meno in
forma" erano anche i soli a portare il miglior allele di un certo
gene? Va fuori il buono, insieme al cattivo!
Questo è sostanzialmente un "basso" rischio. Maggiore è la
popolazione, meno probabilità ci sono di scoprire che gli alleli
importanti sono portati solo da pochi individui. Tuttavia, vale la
pena di sapere dove si trova la diversità.
Qualcuno di voi sa quali cani hanno maggiori probabilità di portare
i geni di un dato fondatore? |