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04.07.2018 14.21
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PERCHE' IL COLLIE?
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4 luglio 2018
 

scoti ed altri brevi racconti

 
SCOTI

Un gentiluomo londinese, padrone di un bellissimo collie, gli mise un collare su cui erano incisi nome ed indirizzo del proprietario. Alla domanda se questo fosse mai servito a riportargli il cane, lui raccontava il seguente, strano episodio.

Una volta ho perso Scoti a Picadilly. Sapete quanto giro in carrozzella, e Scoti mi accompagna sempre. In questo modo percorriamo insieme molte miglia a settimana; in questa occasione, però, mi accorsi, mentre camminavo, che lui non c’era più. Ogni ricerca fu vana. C’era tanta gente e il rumore del traffico copriva il suono del mio fischietto, così, dopo aver atteso per un po' ed aver guardato dovunque, tornai a casa, in periferia, senza il mio compagno, addolorato, sperando comunque che riuscisse a trovare la via del ritorno.

Circa due ore dopo il mio arrivo, una carrozza si fermò alla mia porta e ne saltò fuori Scoti. Il vetturino suonò per ricevere il prezzo della corsa ed io, pensando che avesse in qualche modo catturato il fuggitivo, gli chiesi come e dove l’avesse trovato. "Oh, signore", disse, "non l'ho affatto preso. Lui ha trovato me. Ero vicino alla Chiesa di St. James, in attesa di una corsa, quando il cane è saltato dentro. Che impudenza! pensai. Così urlai attraverso il finestrino; ma lui non si mosse. Allora mi alzai e cercai di tirarlo fuori mostrandogli la mia frusta; ma lui si sedette immobile abbaiando come a dire: Vai vecchio! Quando lo afferrai per il collare, lessi il nome e l'indirizzo".

Va bene, mio caro signore", dissi io. "Ti porterò dove sei atteso, suppongo". Così chiudo la porta, e il mio passeggero si sistema con la testa fuori, mentre io proseguo fino a quando non mi fermo davanti a questo cancello, dove il mio passeggero salta fuori spalancando la porta, e cammina calmo come fosse una normale corsa.

Ho pagato al mio amico vetturino una generosa tariffa e mi sono congratulato con Scoti per la sua intelligenza, o istinto, o ragione, o qualsiasi altra cosa gli avesse detto che le carrozze lo avevano spesso portato a casa in tutta sicurezza, e che quindi una carrozza lo avrebbe probabilmente fatto di nuovo, ora che non riusciva a trovare la strada ed aveva perso il suo padrone.

Boston Herald, 1901
 
IL CAPPELLO DEL SUO PADRONE

Non molto tempo fa, un bel collie correva felice dietro un omnibus sul quale era seduto il suo padrone. Ogni tanto l'uomo si voltava per incoraggiare il cane, e ad un certo punto una folata di vento fece volar via il suo cappello, che rotolò sulla strada di fianco all’omnibus.

Veloce come il pensiero, il cane si precipitò dietro al cappello, lo inseguì e lo fermò come fosse stato un agnello smarrito o una pecora, e quando il suo padrone scese dall’ omnibus per recuperare l’oggetto perduto, il cane lo stava aspettando, scodinzolando, con il cappello al sicuro nella sua bocca.

Chatterbox, 1906
 
Un collie accorto

Un sabato mattino, mentre un gentiluomo viaggiava sulla sua carrozza privata oltre la Cross, Paisley, una bambina, si gettò davanti al cavallo e certamente sarebbe stata ferita gravemente, se non fosse stato per la prontezza di un grosso collie che correva dietro il carrozza e che intuì il pericolo.

L'animale afferrò il vestito della bambina e praticamente la tirò da parte per toglierla dalla pericolosa situazione. Lei fu gettata a terra, ma non si fece molto male.

Pall Mall Gazette, 1890
 
Un collie intelligente

T. Kidney Cooper, il pittore inglese di animali, racconta di aver spesso realizzato importanti lavori nel Cumberland, negli stessi luoghi in cui i mandriani scozzesi si fermavano per la notte con il loro bestiame. In tali occasioni aveva avuto spesso la possibilità di sperimentare l’intelligenza degli animali, così come le loro capacità fisiche.

Un giorno, mentre cadeva una pioggia battente, un uomo acconsentì a posare per me nella locanda dove alloggiavo. Aveva portato con sé il suo collie ed entrambi erano bagnati fradici, così si tolse il plaid e lo posò sul pavimento vicino al cane.

Feci uno schizzo ben riuscito dell’uomo, ma prima che avessi finito, il cane divenne irrequieto sul plaid bagnato, e il suo padrone gli disse, "Portalo via; portalo via"!

Il cane prese un lembo tra i denti e lo trascinò fuori dalla stanza.

Dopo aver finito il ritratto al mandriano, gli ho chiesto se pensava che il suo cane se ne sarebbe stato fermo per un po’, poiché volevo fare uno schizzo anche a lui.

"Oh, sì", rispose, "farà tutto quello che gli dico. Watch! Watch!” chiamò, e poi gli fischiò, come fanno gli scozzesi.

Poiché il cane non arrivava, siamo andati insieme a cercarlo, e lo abbiamo trovato seduto davanti al fuoco della cucina con il lembo del plaid in bocca, che teneva su per farlo asciugare. Manifestai la mia ammirazione per tanta intelligenza, e il padrone rispose: "Ah, è un animale astuto, signore, sa fare molte cose. Ma vieni via; il signore vuole fare il tuo ritratto”.

Così siamo tornati in camera mia, ed il bel collie ha posato per il suo ritratto.

The Dalles Daily Chronicle, 1893
 
L’UNICO CANE COMMESSO VIAGGIATORE

C'è un solo cane commesso viaggiatore in tutti gli Stati Uniti. E' un bel collie di proprietà di Harry Horton di Atlanta, in Georgia. Il suo proprietario fa il rappresentante e perciò viaggia frequentemente su e giù sulla strada tra Atlanta e West Point, fermandosi in tutte le piccole stazioni lungo la strada.

Diverse volte ha portato il suo cane con lui, poiché il collie, di nome Gyp, é un compagno insolitamente bello, intelligente e cordiale, che ovunque riscuoteva molta ammirazione.

Fu dopo che aveva accompagnato per tre volte il suo proprietario che Gyp, una mattina, arrivò alla stazione e saltò sul carro bagagli. L’addetto ai bagagli lo riconobbe e supponendo che il signor Horton fosse a bordo, gli dette il benvenuto. Il treno partì e alla prima stazione il cane scese e andò all'hotel in cui il suo padrone era solito fermarsi. L’albergatore si ricordava di lui, per cui fu alimentato e coccolato. Rimase fino al giorno dopo, poi prese un treno e andò alla stazione successiva, dove scese di nuovo nel solito hotel.

In questo modo fece il consueto viaggio, con grande divertimento degli addetti ai bagagliai e dei camerieri degli alberghi. La notizia del suo strano viaggio lo precedeva e ad ogni città veniva acclamato.

Intanto la famiglia Horton era rimasta costernata quando si era accorta che Gyp era sparito. Fu iniziata una infruttuosa ricerca e fu offerta una lauta ricompensa. Ma dovevano passare molti giorni prima di ricevere sue notizie.

Finalmente arrivò un telegramma da West Point, in Georgia, in cui si riferiva dell'arrivo di Gyp e dello strano viaggio che stava facendo. Mr. Horton decise di lasciarlo da solo per vedere quale fosse il suo proposito. A suo tempo Gyp tornò a casa, dopo aver toccato tutte le città che aveva visitato con il suo padrone.

L'esperienza era stata così piacevole che da quel momento lui rifece spesso quel viaggio, e da allora divenne famoso lungo il percorso, tanto quanto Mr. Horton.

Ogni volta che scompare non desta più alcuna preoccupazione. Mr Horton semplicemente osserva, "ecco che sta di nuovo battendo il mio distretto".

The Brownsville Daily Herald, 1901
 
Jock

Per una volta l'americano aveva scoperto qualcosa di britannico che era migliore di tutto ciò che poteva essere prodotto dall'altra parte dell'Oceano. La sua scoperta era un bel collie. e subito provò a convincere il suo proprietario, un vecchio pastore, a venderlo.

"Lo porterete in America?" Chiese il vecchio scozzese.

"Sì, credo", disse lo Yankee.

"Credo ci voglia un mucchio di soldi" disse il pastore. "Non posso separarmi da Jock".

Ma mentre sedevano e chiacchieravano un turista inglese si avvicinò a lui e il pastore gli vendette il collie per molto meno di quanto l'americano gli aveva offerto.

"Mi avevate detto che non lo avreste venduto", disse lo Yankee quando l'acquirente andò via.

"No", rispose lo scozzese, "io ho detto che non potevo separarmi da lui. Ora Jock tornerà a casa in un giorno o due, ma se lo vendevo a voi non poteva attraversare a nuoto l'Atlantico"

Kansas City Journal, 1908