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Mr Waisman, quale è la situazione e quali sono
secondo lei i problemi principali che oggi si trova ad affrontare la
Cinofilia Latino-Americana e quella Argentina in particolare?
Molto dipende dalle condizioni economiche del nostro
paese, ma il
problema principale, a causa del quale la
nostra cinofilia é in una situazione di stallo e sempre più ridotta
a pochi allevatori e cinofili veri, é il fatto che stanno venendo
meno il rispetto e le regole morali. La mancanza di stimoli a far le
cose per bene e la possibilità che oggi offre Internet di avere
facilmente informazioni, fanno sì che nel nostro ambiente un
nuovo cinofilo si senta un dio già dopo pochi anni. Coloro che come
me da molto tempo sono nel mondo dell'allevamento e che stanno
cercando di far le cose per bene, vedono questo genere di persone
(che sono sempre di più) passare davanti senza alcun rispetto per
quanti praticano la cinofilia sul serio, e quando dico questo mi
riferisco non solo agli allevatori, ma anche agli handler, ai
Giudici ed ai dirigenti, anche se credo che ciò succeda anche negli
altri continenti. Tornando alla nostra cinofilia, che sicuramente
sta attraversando un momento difficile, l'Argentina è ancor oggi un
paese di allevatori ed a me piacerebbe molto che rimanesse tale.
Quali sono secondo lei le principali differenze
tra le esposizioni sudamericane e quelle europee?
Non ho mai partecipato ad esposizioni europee, solo a
quelle americane, così penso che l'esposizione di Westminster sia
uno spettacolo per la televisione. Mi piacerebbe invece andare al
Cruft, ma immagino che nelle esposizioni europee siano frequenti i
proprietari che espongono i propri cani, mentre qui da noi sono gli
handler a dare spettacolo; però non ci vedo alcun male, perché sono
esposizioni di bellezza. Mi piacerebbe che anche qui molti
proprietari presentassero i loro cani, magari in esposizioni
distinte, perché gli handler fanno la differenza e questo i giudici
lo vedono.
L’Argentina é membro della FCI, ma i vostri
soggetti sono più simili al tipo allevato negli Stati Uniti. Come
fate a rimanere fedeli agli standard FCI pur inseguendo un tipo
diverso?
In Sudamerica tutto é possibile: io allevo collie, ma
non mi piacciono quelli europei. Se mi trasferissi in Europa non
alleverei Collie. Mi piacciono molto le teste e l'espressione dei
collie americani. Mi hanno detto che anche da voi ci sono buoni
collie, vorrei vederli, ma sinceramente l'Europa non é per me un
punto di riferimento, perché stiamo allevando tipi differenti:
questo soprattutto con i collie, perché i nostri Corgi, invece,
vanno bene sia con i Giudici europei che con quelli americani.
Lei ha cominciato ad allevare collie nel 1973.
Perché ha scelto il collie?
Per il film di Lassie; è una razza favolosa, ed è di
difficile spiegare l'emozione che si prova davanti ad un buon
collie.
Lei ha fatto parte in passato della Consiglio
Direttivo del Collie Club Argentino. Aveva allora la sensazione di
lavorare per la razza? E cosa fa oggi per la razza il Club, se
ancora esiste?
A quell'epoca avevo un grande desiderio di lavorare al
meglio per la razza, dando informazioni alla gente e fornendo gli
insegnamenti necessari per essere buoni allevatori; col passare
degli anni tutto é cambiato. Anche se io continuo a prendermi molta
cura di chi viene da me a comprare un collie per le esposizioni,
devo ammettere che la gente é cambiata, non vuole imparare e non ti
rispetta più; dopo alcuni anni presumono di sapere tutto come ho
detto prima. Il Club non esiste, a mio parere, da molti anni; é una
decisione politica; esiste solo sulla carta, ma l'unica cosa che fa
é allontanare quanti vogliono lavorare per la razza. Io sono un
sopravvissuto della nostra razza.
Molti allevatori di collie in Argentina hanno, nel
corso degli anni, abbandonato la razza. Perché? E cosa ha invece
convinto lei a continuare?
Come ho detto nella risposta precedente, l'aspetto politico
ha rovinato la razza. Io sono stato convinto dall'amore per questa
razza, dal fatto di averla ben dentro il mio cuore. Per fortuna, io
non ho affatto bisogno del Club. Quando ne ho avuti, ho venduto
cuccioli senza problemi. Capisco che a voi interessi questo tema, ma
io credo che non sia importante per la nostra razza il Club del
collie, poiché tutto quanto é stato fatto fino a pochi anni fa é
stato negativo, per cui, anche se continua ad esistere, credo che la
sua esistenza non abbia alcun senso, salvo che per l'aspetto
politico. No, non ci sono più veri allevatori qui, tranne uno che ha
tutto il mio rispetto.
Essere un bravo e serio allevatore costa anni di
studio e di sacrifici, e questo gli allevatori di una volta lo
sapevano. Anche da voi oggi gli allevatori appena nati sono convinti
di poter insegnare agli altri?
Non posso rispondere a questa domanda io che ho 36
anni di allevamento alle spalle. Ho percorso tutte le tappe
dell'allevamento e, grazie ai miei maestri, ho potuto imparare cose
che non é possibile imparare da un libro o da internet come si fa
oggi. Purtroppo i nuovi allevatori non hanno, né avranno mai più,
queste opportunità.
Quali sono le linee guida a cui si attiene quando
pianifica un accoppiamento?
Principalmente le caratteristiche dei riproduttori, i
loro pedigree ed il sapere se hanno già riprodotto, per avere la
possibilità di miglioramenti nel futuro accoppiamento. Allevo sulle
linee dei collie americani di Judie Evans (Clarion) e
brasiliani di Alexandre Carvalho (Lakefield). Credo di avere
una mia linea personale, benché non sia mai soddisfatto di quello
che ho, ma qui è molto difficile migliorare poiché non ho la
possibilità di tenere molti stalloni e tutto questo a volte ti fa
sentire stanco.
Quali sono i suoi progetti per il suo futuro di
allevatore di collie?
Non sono molto ottimistici, non sto ottenendo quello
che vorrei, tenterò di limitare la quantità di esemplari che ho, ma
credo che ormai sia molto difficile allevare collie. Da quando ho
aggiunto i Pembroke mi sono reso conto che un allevatore di collie
può allevare qualunque altra razza, perché sarà più facile. Questa é
la mia
esperienza: credo di aver fatto più con i Pembroke in 8
anni che con i collie in 36. Non riesco ad ottenere ciò che desidero
per migliorare il Collie stando qui in Sudamerica, conoscendo quello
che si trova qui, sapendo che quasi nessuno comprende l'espressione
o si interessa alla struttura ed al movimento, cose che difettano
anche negli Stati Uniti, paese da cui importo continuamente cani per
migliorare la mia linea. D'altra parte é difficile avere successo
con collie venduti ad altre persone per le esposizioni: infatti é
molto difficile mantenere nella forma corretta le orecchie o badare
alla socializzazione di un collie e questo fa sì che molta gente
abbandoni la strada che pensava di poter intraprendere. La razza non
é ben messa nel mondo e diventa sempre più difficile incontrare il
collie dei miei sogni.
Grazie per la sua sincerità, Señor Waisman,
BUENA SUERTE !
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