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 L'arte di allevare

 
 
 
 

 

Lester Ralph Blair

 

 
 
 
 

a cura di Lucio Rocco

Conoscere quanto vive dietro l'angolo ci fornisce l'esperienza per crescere, di qualunque cosa ci occupiamo nella vita.

Così, navigando nel mare di quello straordinario strumento di conoscenza che é il Web, siamo arrivati fino in Argentina dove lavora Jorge Waisman, l'uomo che fin dal 1973 ha fatto la storia del collie in quel paese e che conta evidentemente di essere anche per il futuro un protagonista di questa razza, a giudicare dal suo immutato impegno e nonostante le difficoltà di cui ci parla.
I collies con l'affisso Alenclaud hanno vinto il titolo di Allevatore dell'anno dal 1996 al 1999 e quello di Top Collie dal 1997 al 1999 e dal 2004 al 2007.

Jorge Waisman é oggi uno dei più quotati allevatori di tutta l'America Latina.

 

Mr Waisman, quale è la situazione e quali sono secondo lei i problemi principali che oggi si trova ad affrontare la Cinofilia Latino-Americana e quella Argentina in particolare?

Molto dipende dalle condizioni economiche del nostro paese, ma il problema principale, a causa del quale la nostra cinofilia é in una situazione di stallo e sempre più ridotta a pochi allevatori e cinofili veri, é il fatto che stanno venendo meno il rispetto e le regole morali. La mancanza di stimoli a far le cose per bene e la possibilità che oggi offre Internet di avere facilmente informazioni, fanno sì che  nel nostro ambiente un nuovo cinofilo si senta un dio già dopo pochi anni. Coloro che come me da molto tempo sono nel mondo dell'allevamento e che stanno cercando di far le cose per bene, vedono questo genere di persone (che sono sempre di più) passare davanti senza alcun rispetto per quanti praticano la cinofilia sul serio, e quando dico questo mi riferisco non solo agli allevatori, ma anche agli handler, ai Giudici ed ai dirigenti, anche se credo che ciò succeda anche negli altri continenti. Tornando alla nostra cinofilia, che sicuramente sta attraversando un momento difficile, l'Argentina è ancor oggi un paese di allevatori ed a me piacerebbe molto che rimanesse tale.

Quali sono secondo lei le principali differenze tra le esposizioni sudamericane e quelle europee?

Non ho mai partecipato ad esposizioni europee, solo a quelle americane, così penso che l'esposizione di Westminster sia uno spettacolo per la televisione. Mi piacerebbe invece andare al Cruft, ma immagino che nelle esposizioni europee siano frequenti i proprietari che espongono i propri cani, mentre qui da noi sono gli handler a dare spettacolo; però non ci vedo alcun male, perché sono esposizioni di bellezza. Mi piacerebbe che anche qui molti proprietari presentassero i loro cani, magari in esposizioni distinte, perché gli handler fanno la differenza e questo i giudici lo vedono.

L’Argentina é membro della FCI, ma i vostri soggetti sono più simili al tipo allevato negli Stati Uniti. Come fate a rimanere fedeli agli standard FCI pur inseguendo un tipo diverso?

In Sudamerica tutto é possibile: io allevo collie, ma non mi piacciono quelli europei. Se mi trasferissi in Europa non alleverei Collie. Mi piacciono molto le teste e l'espressione dei collie americani. Mi hanno detto che anche da voi ci sono buoni collie, vorrei vederli, ma sinceramente l'Europa non é per me un punto di riferimento, perché stiamo allevando tipi differenti: questo soprattutto con i collie, perché i nostri Corgi, invece, vanno bene sia con i Giudici europei che con quelli americani.

Lei ha cominciato ad allevare collie nel 1973. Perché ha scelto il collie?

Per il film di Lassie; è una razza favolosa, ed è di difficile spiegare l'emozione che si prova davanti ad un buon collie.

Lei ha fatto parte in passato della Consiglio Direttivo del Collie Club Argentino. Aveva allora la sensazione di lavorare per la razza? E cosa fa oggi per la razza il Club, se ancora esiste?

A quell'epoca avevo un grande desiderio di lavorare al meglio per la razza, dando informazioni alla gente e fornendo gli insegnamenti necessari per essere buoni allevatori; col passare degli anni tutto é cambiato. Anche se io continuo a prendermi molta cura di chi viene da me a comprare un collie per le esposizioni, devo ammettere che la gente é cambiata, non vuole imparare e non ti rispetta più; dopo alcuni anni presumono di sapere tutto come ho detto prima. Il Club non esiste, a mio parere, da molti anni; é una decisione politica; esiste solo sulla carta, ma l'unica cosa che fa é allontanare quanti vogliono lavorare per la razza. Io sono un sopravvissuto della nostra razza.

Molti allevatori di collie in Argentina hanno, nel corso degli anni, abbandonato la razza. Perché? E cosa ha invece convinto lei a continuare?

Come ho detto nella risposta precedente, l'aspetto politico ha rovinato la razza. Io sono stato convinto dall'amore per questa razza, dal fatto di averla ben dentro il mio cuore. Per fortuna, io non ho affatto bisogno del Club. Quando ne ho avuti, ho venduto cuccioli senza problemi. Capisco che a voi interessi questo tema, ma io credo che non sia importante per la nostra razza il Club del collie, poiché tutto quanto é stato fatto fino a pochi anni fa é stato negativo, per cui, anche se continua ad esistere, credo che la sua esistenza non abbia alcun senso, salvo che per l'aspetto politico. No, non ci sono più veri allevatori qui, tranne uno che ha tutto il mio rispetto.

Essere un bravo e serio allevatore costa anni di studio e di sacrifici, e questo gli allevatori di una volta lo sapevano. Anche da voi oggi gli allevatori appena nati sono convinti di poter insegnare agli altri?

Non posso rispondere a questa domanda io che ho 36 anni di allevamento alle spalle. Ho percorso tutte le tappe dell'allevamento e, grazie ai miei maestri, ho potuto imparare cose che non é possibile imparare da un libro o da internet come si fa oggi. Purtroppo i nuovi allevatori non hanno, né avranno mai più, queste opportunità.

Quali sono le linee guida a cui si attiene quando pianifica un accoppiamento?

Principalmente le caratteristiche dei riproduttori, i loro pedigree ed il sapere se hanno già riprodotto, per avere la possibilità di miglioramenti nel futuro accoppiamento. Allevo sulle linee dei collie americani di Judie Evans (Clarion) e brasiliani di Alexandre Carvalho (Lakefield). Credo di avere una mia linea personale, benché non sia mai soddisfatto di quello che ho, ma qui è molto difficile migliorare poiché non ho la possibilità di tenere molti stalloni e tutto questo a volte ti fa sentire stanco.

Quali sono i suoi progetti per il suo futuro di allevatore di collie?

Non sono molto ottimistici, non sto ottenendo quello che vorrei, tenterò di limitare la quantità di esemplari che ho, ma credo che ormai sia molto difficile allevare collie. Da quando ho aggiunto i Pembroke mi sono reso conto che un allevatore di collie può allevare qualunque altra razza, perché sarà più facile. Questa é la mia esperienza: credo di aver fatto più con i Pembroke in 8 anni che con i collie in 36. Non riesco ad ottenere ciò che desidero per migliorare il Collie stando qui in Sudamerica, conoscendo quello che si trova qui, sapendo che quasi nessuno comprende l'espressione o si interessa alla struttura ed al movimento, cose che difettano anche negli Stati Uniti, paese da cui importo continuamente cani per migliorare la mia linea. D'altra parte é difficile avere successo con collie venduti ad altre persone per le esposizioni: infatti é molto difficile mantenere nella forma corretta le orecchie o badare alla socializzazione di un collie e questo fa sì che molta gente abbandoni la strada che pensava di poter intraprendere. La razza non é ben messa nel mondo e diventa sempre più difficile incontrare il collie dei miei sogni.

Grazie per la sua sincerità, Señor Waisman,  BUENA SUERTE !

   

 

   
 

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