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Allevare in sintonia con lo standard:
questo è il principio col quale cominciano necessariamente tutti gli
allevatori che aspirano ad ottenere un cane perfetto.
Tuttavia, la lettura dello standard
della razza ed il lavoro di tradurre in immagine concreta ciò che ne
costituisce la descrizione, può risultare un compito assai
difficile.
Lo standard è il nostro vademecum, che
ci guida nel tentativo di allevare il collie ideale, ma
l'interpretazione dei suoi concetti richiede qualcosa di più di una
semplice lettura superficiale. Non è raro infatti sbagliare nel
comprendere o nell’interpretare i concetti che la terminologia dello
standard tentano di trasmettere. Senza la guida di allevatori e di
giudici di grande esperienza, che ci spieghino come utilizzare i
buoni esempi visivi per chiarire le descrizioni, il novizio potrebbe
perdere facilmente di vista la sostanza del concetto.
Alcuni degli attuali tentativi di "riscrivere"
lo standard per renderlo più facilmente comprensibile, sono più
confusionari che chiarificatori. Cercare, ad esempio, di descrivere
la testa del collie è spesso sconcertante, così come lo sono le
spiegazioni per il novizio, quando gli viene detto come cogliere
l'espressione. L'educazione degli allevatori e dei giudici deve
quindi diventare una priorità per i club di razza, se desideriamo
evitare ogni confusione nella comprensione dei concetti.
Lo standard stesso è stato scritto
accuratamente per fornire dei principi e lo "Standard Illustrato
di Lorraine Still" è anch’esso un aiuto prezioso come elemento
di insegnamento. Tuttavia, in definitiva, è necessario realizzare un
lavoro aggiuntivo per aiutare a spiegare quelle descrizioni che in
qualche modo sono astratte.
Fidarsi di foto o descrizioni di cani
vincitori può risultare spesso ingannevole poiché, sfortunatamente,
i vincitori non sono necessariamente i migliori esempi della
razza.
Affinché i cani vincitori siano un’immagine dello standard della
razza, deve assumersi che i giudici che li selezionano siano
preparati e competenti, ma purtroppo, spesso, questa non è la
realtà. Molti giudici "all round", che vengono da altre razze
e che giudicano il collie, non hanno avuto successo neanche nella
propria razza. Molti sono buoni "politici", e, consapevoli di
non possedere una reale preparazione sul collie, spesso usano dei
compromessi per trovare l'eccellenza. Per loro una giornata di
giudizi è solo una giornata da passare, ma le loro decisioni
influenzano i novizi i quali danno per scontato che la persona che
sta giudicando i loro cani sia un esperto della razza.
Le razze non sono mai state un'entità
statica. I cambiamenti sono necessari per riuscire a migliorare, ma
questi non devono essere stravolgimenti dello standard, bensì
piuttosto raffinatezze che ci conducono ad una sua più chiara e
perfetta interpretazione.
Molta parte dell'evoluzione della nostra
razza è derivata da mode o tendenze che si sono avvicendate nel
tempo, oppure è la risultante di quelle correzioni che si fanno
quando si prende coscienza del fatto che i capricci momentanei sono
in conflitto con lo standard e stanno creando cambiamenti che vanno
a danno della razza stessa.
Nella fase in cui "ciascuno fa quello
che vuole", molti nuovi allevatori sono troppo rapidi nel
cercare di portare avanti la propria "interpretazione" dello
standard. Non c'è certamente niente di male nella creatività e
nell’individualità, ma l'aspirante allevatore deve comprendere con
precisione lo standard della razza. È molto meglio portare a termine
lo studio con l'aiuto di quelli che hanno la conoscenza e
l’esperienza e ci possano dare esempi corretti di un buon modello.
Per illustrare l'effetto di una moda,
possiamo guardare indietro alla metà del secolo scorso, quando gli
allevatori decisero che le teste dovevano essere lunghe. Non era
raro che si misurassero le teste ed alcuni allevatori comprarono dei
regoli di legno, allora molto di moda, da utilizzare per quello
scopo. Se una testa di 11 pollici era buona, una di 12 pollici o
anche più lunga, era ancora migliore e la tendenza verso le teste
eccessivamente lunghe aumentava. Con questa moda si cominciarono a
vedere teste lunghe nella parte frontale. Il profilo inferiore della
mandibola sparì, i musi diventarono fini e si diffuse l’enogmatismo.
I crani piatti cominciarono a sparire man mano che la lunghezza
della testa diventava esagerata.
In conseguenza di ciò, il pendolo della
moda si inclinò di nuovo nella direzione opposta e gli allevatori
cominciarono a produrre un cane più maschile, con un dolce profilo
della testa, per contrastare la mancanza di equilibrio. E così
iniziò la ricerca di un muso molto pieno e forte, buon concetto in
principio, ma man mano che questo tipo di muso si diffondeva, le
teste diventarono molto pesanti, e gli allevatori riscoprirono la
necessità dell’equilibrio.
Un’altra moda ebbe il suo momento di
gloria negli anni ‘50 e ‘60. C'erano allora molti cani dai corpi
troppi lunghi e per questo cominciarono ad essere preferiti cani
dalla struttura più corta. Quando però gli allevatori tentarono di
correggere anche questo problema, si accorsero improvvisamente che i
collies si muovevano come se le zampe anteriori e posteriori
appartenessero a due cani diversi. Non si riusciva ad uscire da
questo vicolo cieco. Una diligente lettura dello standard, che
descrive il corpo come un po' più lungo che alto, ci fa capire che
un corpo compatto non è corretto, e che man mano che ci si allontana
dall'aspetto desiderato, ci si allontana conseguentemente dalla
struttura e dal movimento del collie.
Da capricci come questi e dalle
conseguenti cor rezioni
ed accomodamenti, sono nati alcuni dei riproduttori che più hanno
influenzato la razza. Essi ebbero il merito di arrivare sulla scena
nel momento opportuno, per bilanciare un eccesso o per apportare una
virtù mancante nella razza in quel momento. Erano i cani del giorno,
ed a causa del loro arrivo tempestivo, ebbero un impatto notevole
sulla razza. Tuttavia, ognuno di quei cani portò con sé un suo
particolare bagaglio ed influenzò i suoi discendenti, cancellando i
problemi che il predecessore aveva lasciato e diffondendo le sue
virtù nella razza.
Anche oggi abbiamo le nostre mode e
preferenze, che non hanno radici nello standard. Termini come "cranio
pieno”, "stop a forma di scalino" e "profilo netto"
non si ritrovano nelle parole dello standard, e neanche sono
sottintesi. Certo, gli allevatori devono esprimere la loro
creatività e cercare di migliorare o raffinare le varie parti della
testa del collie, ma devono anche conoscere perfettamente lo
standard e tenere rigorosamente separato ciò che è solo una loro "preferenza",
da quello che è chiamato il nostro "progetto". Spetta al club
di razza di provvedere a dare spiegazioni chiare ed educazione, ed
alla "vecchia guardia", quelli cioè che hanno accumulato
esperienza e successi nel produrre esemplari corretti, di
condividere la loro conoscenza per guidarci nella nostra ricerca
della perfezione.
Un altro esempio di una moda portata
all’estremo può essere osservato esaminando le fotografie del collie
inglese di oggi e paragonandolo ai cani che erano vincitori negli
anni ‘30 e ‘40 o a quelli che furono esportati negli Stati Uniti in
quegli anni. A titolo di esempio possiamo citare Laund Lector of
Bellhaven,
Beaulah´s Golden Sultan e Laund Liberation, per citarne
solo alcuni, e tutti noi abbiamo visto le foto dei “Bellhaven”,
molti dei quali furono importati. Allora i collies americani ed
inglesi si assomigliavano, ed era ovvio che appartenevano alla
stessa razza.

Ma una tendenza si sviluppò più tardi in
Inghilterra, quando la moda indirizzò la selezione su
caratteristiche differenti. Invece del "dolce" ma
percettibile stop che tanto lo standard inglese che quello americano
richiedono, la moda richiedeva uno stop molto più marcato. Man mano
che lo stop diventava più pronunciato, la posizione degli occhi
cambiò, diventando molto più laterali ed inclinati, in un sguardo "orientaleggiante"
o espressione di “volpe”.
Questo tipo divenne di moda nelle
esposizioni. Man mano che questi cani guadagnavano i favori dei
giudici, questa espressione si trasformò nella regola più che
nell'eccezione. A guardare insieme un collie americano ed uno
inglese, durante quel periodo, la differenza di espressione era
sorprendente. Molti allevatori di grande esperienza si sono espressi
di recente contro questi cambiamenti. Sembrerebbe che questa moda
stia diminuendo, ma sarà interessante osservare cosa succederà nei
prossimi dieci anni.
Il collie americano di oggi sta
affrontando un dilemma simile. Basta guardare le foto di alcuni dei
cani vincitori più recenti per renderci conto che la posizione
desiderata degli occhi sembra stia cambiando. Lo standard è
esplicito e chiaro su ciò che è richiesto. Potrebbe essere
necessario per tutti noi concederci un momento per rileggere quello
che dice:
“OCCHI. A causa della combinazione
del cranio piatto, delle sopracciglia incurvate, dello stop leggero
e del muso arrotondato, la fronte deve essere cesellata per formare
un ricettacolo per gli occhi ed essi sono necessariamente disposti
obliquamente per dare lo sguardo richiesto.”.
Nonostante
questa descrizione, oggi vediamo in esposizione molti cani che
sembrano attraenti di profilo e sembrano avere, da questa
prospettiva, una forma corretta degli occhi, ma, visti di fronte,
l’impressione è completamente differente. Invece del muso
arrotondato e della guancia uniti per formare la cornice di un
occhio inserito obliquamente, osserviamo un largo spazio tra i due
occhi che sono ora posizionati come se fossero incrostati nei lati
della testa. Manca l’angolo obliquo, ed essi guardano diritti
davanti a sé. L'espressione ricorda quella di un coccodrillo. Per
valutarne l'espressione è necessario camminare attorno al cane per
vedere contemporaneamente entrambi gli occhi. Nulla è più estraneo a
ciò che lo standard richiede quanto l'esagerato sguardo di volpe che
abbiamo notato in alcuni cani, ed è una tendenza questa che sta
prevalendo sempre più nei ring.
Il pericolo sta nel fatto che di questo
passo, vedendo tanto frequentemente questo nuovo tipo, con cani che
vincono e con giudici che non capiscono bene ciò che è richiesto
dallo standard, si comincia ad accettare come corretti questi
difetti.
Dobbiamo unirci come allevatori e
combattere contro questa moda che sta cominciando a rappresentare un
problema? Stiamo per cambiare la vera essenza del collie, la sua
espressione unica? Dovremo presto riscrivere il paragrafo dello
standard sull'espressione per adeguarlo a quello che vediamo vincere
nei ring, o il pendolo della moda si inclinerà nuovamente verso ciò
che è corretto?
Il primo passo per correggere questo
problema è riconoscerlo e dopo ritornare al nostro "modello"
(standard) per lavorare insieme ad una soluzione. |