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Spesso ci si chiede se la conoscenza
della storia sia importante nel nostro lavoro quotidiano.
Vi sono persone che danno grande
importanza alla comprensione ed alla conoscenza della storia delle
razze e che sono affascinate dall’evoluzione del collie, altre
invece non condividono questo entusiasmo.
La storia vive in tutti noi, ma quale è
il suo ruolo?
Su questo argomento io non sono certo
senza preconcetti. Quando ho cominciato con questa razza, nel 1968,
ho letto tutto quello su cui ho potuto mettere le mani; ho raccolto
tutti i vecchi libri che ho potuto acquistare, elemosinare, prendere
in prestito o rubare. E’ cominciata allora una passione, che dura
ancora oggi, per tutto ciò che appartiene alla storia ed
all’evoluzione del collie. Nel corso degli anni sono riuscita a
mettere su una delle più ampie raccolte attinenti alla storia del
collie, cosa che ha favorito la mia elezione, quale co-presidente,
nel comitato dell’archivio del
Collie Club of America.
Ma che cosa è la storia di una razza?
E’ un insieme di vecchi libri, di foto
ingiallite e di pedigree ammuffiti. Solo questo.
Eppure, allo stesso tempo, essa può
essere così espressiva, specialmente quando è ormai lontana.
In molte occasioni abbiamo provato a
ripercorrere la vita dei vecchi cani e specialmente di coloro che
erano gli iniziali responsabili della selezione della razza. Anche
allora c’erano scandali, episodi negativi, dispute e fatti
incredibili. Il campo dell’interesse umano è sempre troppo
ristretto, ma, oltre ad una finalità di intrattenimento, che
importanza ha tutto ciò per il collie moderno?
Una delle migliori risposte alla
necessità di mantenere viva la storia è questa: come possiamo
valutare appieno una razza se non sappiamo da dove viene?
Le origini del collie sono sugli
altopiani della Scozia, nelle gole profonde tra le colline e sulle
montagne dove è stato usato per secoli come cane da pastore.
Perché il collie è un cane agile ed
attivo? La risposta si trova su quelle colline di Scozia.
Certo, l’ignoranza della storia non
impedirà a nessuno di allevare con successo e persino di vincere nei
ring delle esposizioni, ma solo la sua conoscenza contribuirà a
tenere viva la razza e a darne una spiegazione completa.
Studiando i cani dalle origini possiamo
scoprire a che cosa gli antenati dei cani attuali hanno
assomigliato. Possiamo avere indizi circa l’origine del
comportamento e della struttura attuali.
Le vecchie fotografie e le descrizioni
sopravvissute al tempo riportano in vita i vecchi cani.
Non è importante ricordarsi di quei cani
che meglio rappresentavano lo standard nel loro tempo, anche se oggi
non ne sembrano degni?
Un buon esempio di tutto questo è
stato il campione Hazeljane's Bright Future.
Dall’età di 6 mesi aveva vinto in anni
successivi 4 National Specialty, era stato più di 100 volte Best of
Breed, molte volte Best in Show ed aveva generato 8 campioni
americani. Dal 1945 in poi rimane uno dei collie più vittoriosi
nella storia della razza. Chiunque abbia visto fisicamente questo
collie è d’accordo che non ci sono foto conosciute che gli facciano
giustizia. Questa è certamente una perdita, ma questo collie rimane
tuttavia a far parte della nostra storia.
Forse tra 100 anni gli allevatori,
guardando indietro ai nostri cani, si chiederanno come abbiamo mai
potuto considerarli rappresentanti tipici della razza. E’ un segno
di progresso. Le immagini degli antichi collies molto possono
chiarire e molto possono essere educative.
Il
fatto che molti siano d’accordo su questo principio è testimoniato
dal crescente successo del volume primo della serie
American Collie Champions.
Perché questo particolare volume è più
popolare degli altri? Che cosa ne fa il volume più richiesto?
La rappresentazione delle immagini dei
vecchi cani.
Quelle immagini erano destinate a finire
per sempre nell’armadio di qualche funzionario del Collie Club of
America, fino a che qualcuno, saggiamente, non ha compreso il
potenziale educativo della loro pubblicazione in un libro. Così è
nata la raccolta dei volumi della serie American Collie Champion.
Molte volte è stato detto che la qualità
generale dei collies di oggi supera quella del passato, ma oggi ci
sono pochi cani grandi. Come potremmo saperlo però senza vedere le
immagini del passato?
Ad uno studioso della razza la storia
può dare la comprensione del suo sviluppo, delle tendenze, delle
mode ed in generale del suo progresso. Dà inoltre la possibilità di
comprendere le lezioni del passato.
Ci sono, negli archivi, lettere che
contengono osservazioni scritte da un allevatore ad un altro. Il
primo scriveva che la tal femmina sembrava essere una eccellente
fattrice, e che tuttavia aveva un difetto, che però non sembrava
trasmettere ai figli.
Leggendo alcune di queste vecchie
lettere, è facile capire perchè determinate caratteristiche o
difetti si diffondano tanto velocemente attraverso la razza.
Un vecchio detto afferma che la storia
non si ripete mai. Tuttavia, a volte, più le cose cambiano, più
rimangono le stesse!
E’ possibile predire il futuro della
razza, conoscendone il passato?
Certamente no, ma la conoscenza
contribuisce a spiegare perché certe caratteristiche compaiono nei
programmi di allevamento.
Uno degli incroci più discutibili nella
storia del collie è stato quello col Borzoi, fatto segretamente in
Inghilterra agli inizi del 1900. Benché mai documentato
ufficialmente, ci si riferisce ad esso come all’influenza russa.
Quando gli allevatori si imbattono in difetti quali un profilo curvo
della testa o un naso romano (caratteristiche non presenti nel
collie originario) la conoscenza dell’influenza russa li rende più
facilmente comprensibili.
E non sono importanti solo i cani che
hanno avuto una influenza sulla razza, ma anche quegli allevatori
che hanno lavorato con l’obiettivo comune di creare un collie
perfetto.
Essere uno studioso della razza ci dà
la comprensione degli sforzi fatti da queste persone e lo studio
della storia della nostra razza contribuisce a mantenere sempre i
fondatori nella nostra memoria. E’ importante dar loro credito,
perché grazie ai loro sforzi abbiamo il collie moderno. La maggior
parte di quegli allevatori hanno lavorato con canili molto grandi,
che contenevano intere famiglie di cani. Le fatiche che li
hanno accompagnati le conosciamo: vaccinazioni, medicine,
alimentazione, e tutto prima ancora del progresso della medicina
veterinaria. Hanno affrontato battute d'arresto ed insuccessi, ma la
maggior parte di loro sono sopravvissuti.
Ci fa piacere pensare che hanno lasciato
una traccia e che vengano ricordati per ciò che hanno realizzato.
Tuttavia, una volta che la polvere del tempo si deposita, ci saranno
nuove persone a prendere il loro posto. E’ la legge della vita! Ma,
accettandone l’eredità, è giusto rendere omaggio ai grandi che sono
venuti prima di noi. Le loro azioni e ciò che hanno realizzato non
passeranno inosservati, né mai saranno dimenticati.
Per concludere c’è un’altro fatto
positivo, che va anche oltre i cani, e riguarda tutti quegli
articoli meravigliosi, vere perle di saggezza, che mancherebbero
completamente se non venissero più ristampati. Molti di questi
articoli contengono informazioni importantissime. Nomi quali Bennett
(Tazewell), Van Dyck (Honeybrook), Kem (Lodestone),
Long (Noranda), McCain (Cainbrooke) e Field (Parader)
hanno contribuito profondamente all’evoluzione della razza con le
loro penne. Uno dei modi più rapidi per studiare il collie è di
leggere quanto scritto da qualcuno di questi allevatori. Come
redattore di vari progetti ho potuto apprezzare le informazioni
contenute in questi vecchi scritti.
Infine, ricordiamo una citazione che
cade molto a proposito: per sapere dove andiamo, dobbiamo sapere
da dove siamo venuti. |