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 L'arte di allevare

 
 
 
 

 

Lester Ralph Blair

 

 
 
 
 

L'importanza della Storia

di  Gayle Kaye  ( Chelsea )

Gayle Kaye é stata Primo Vicepresidente del Collie Club of America ed é Giudice dell'American Kennel Club. E' autrice del libro "A Century of Collies", che le ha permesso di vincere, nel 2004, il Maxwell Award, premio annualmente messo in palio dal Dog Writer's Association of America. Alleva collie in California dal 1968 con l'affisso CHELSEA. Nel 2009 ha pubblicato un nuovo libro intitolato THE COLLIE IN AMERICA, che ha avuto un successo simile al precedente. E' un'allevatrice molto attenta alla storia del collie, poiché ritiene che la conoscenza della storia delle razze costituisca un substrato culturale fondamentale per ogni allevatore.

Spesso ci si chiede se la conoscenza della storia sia importante nel nostro lavoro quotidiano.

Vi sono persone che danno grande importanza alla comprensione ed alla conoscenza della storia delle razze e che sono affascinate dall’evoluzione del collie, altre invece non condividono questo entusiasmo.

La storia vive in tutti noi, ma quale è il suo ruolo?

Su questo argomento io non sono certo senza preconcetti. Quando ho cominciato con questa razza, nel 1968, ho letto tutto quello su cui ho potuto mettere le mani; ho raccolto tutti i vecchi libri che ho potuto acquistare, elemosinare, prendere in prestito o rubare. E’ cominciata allora una passione, che dura ancora oggi, per tutto ciò che appartiene alla storia ed all’evoluzione del collie. Nel corso degli anni sono riuscita a mettere su una delle più ampie raccolte attinenti alla storia del collie, cosa che ha favorito la mia elezione, quale co-presidente, nel comitato dell’archivio del Collie Club of America.

Ma che cosa è la storia di una razza?

E’ un insieme di vecchi libri, di foto ingiallite e di pedigree ammuffiti. Solo questo.

Eppure, allo stesso tempo, essa può essere così espressiva, specialmente quando è ormai lontana.

In molte occasioni abbiamo provato a ripercorrere la vita dei vecchi cani e specialmente di coloro che erano gli iniziali responsabili della selezione della razza. Anche allora c’erano scandali, episodi negativi, dispute e fatti incredibili. Il campo dell’interesse umano è sempre troppo ristretto, ma, oltre ad una finalità di intrattenimento, che importanza ha tutto ciò per il collie moderno?

Una delle migliori risposte alla necessità di mantenere viva la storia è questa: come possiamo valutare appieno una razza se non sappiamo da dove viene?

Le origini del collie sono sugli altopiani della Scozia, nelle gole profonde tra le colline e sulle montagne dove è stato usato per secoli come cane da pastore.

Perché il collie è un cane agile ed attivo? La risposta si trova su quelle colline di Scozia.

Certo, l’ignoranza della storia non impedirà a nessuno di allevare con successo e persino di vincere nei ring delle esposizioni, ma solo la sua conoscenza contribuirà a tenere viva la razza e a darne una spiegazione completa.

Studiando i cani dalle origini possiamo scoprire a che cosa gli antenati dei cani attuali hanno assomigliato. Possiamo avere indizi circa l’origine del comportamento e della struttura attuali.

Le vecchie fotografie e le descrizioni sopravvissute al tempo riportano in vita i vecchi cani.

Non è importante ricordarsi di quei cani che meglio rappresentavano lo standard nel loro tempo, anche se oggi non ne sembrano degni?

Un buon esempio di tutto questo è stato  il campione Hazeljane's Bright Future. Dall’età di 6 mesi aveva vinto in anni successivi 4 National Specialty, era stato più di 100 volte Best of Breed, molte volte Best in Show ed aveva generato 8 campioni americani. Dal 1945 in poi rimane uno dei collie più vittoriosi nella storia della razza. Chiunque abbia visto fisicamente questo collie è d’accordo che non ci sono foto conosciute che gli facciano giustizia. Questa è certamente una perdita, ma questo collie rimane tuttavia a far parte della nostra storia.

Forse tra 100 anni gli allevatori, guardando indietro ai nostri cani, si chiederanno come abbiamo mai potuto considerarli rappresentanti tipici della razza. E’ un segno di progresso. Le immagini degli antichi collies molto possono chiarire e molto possono essere educative.

 Il fatto che molti siano d’accordo su questo principio è testimoniato dal crescente successo del volume primo della serie American Collie Champions.

Perché questo particolare volume è più popolare degli altri? Che cosa ne fa il volume più richiesto?

La rappresentazione delle immagini dei vecchi cani.

Quelle immagini erano destinate a finire per sempre nell’armadio di qualche funzionario del Collie Club of America, fino a che qualcuno, saggiamente, non ha compreso il potenziale educativo della loro pubblicazione in un libro. Così è nata la raccolta dei volumi della serie American Collie Champion.

Molte volte è stato detto che la qualità generale dei collies di oggi supera quella del passato, ma oggi ci sono pochi cani grandi. Come potremmo saperlo però senza vedere le immagini del passato?

Ad uno studioso della razza la storia può dare la comprensione del suo sviluppo, delle tendenze, delle mode ed in generale del suo progresso. Dà inoltre la possibilità di comprendere le lezioni del passato.

Ci sono, negli archivi, lettere che contengono osservazioni scritte da un allevatore ad un altro. Il primo scriveva che la tal femmina sembrava essere una eccellente fattrice, e che tuttavia aveva un difetto, che però non sembrava trasmettere ai figli.

Leggendo alcune di queste vecchie lettere, è facile capire perchè determinate caratteristiche o difetti si diffondano tanto velocemente attraverso la razza.

Un vecchio detto afferma che la storia non si ripete mai. Tuttavia, a volte, più le cose cambiano, più rimangono le stesse!

E’ possibile predire il futuro della razza, conoscendone il passato?

Certamente no, ma la conoscenza contribuisce a spiegare perché certe caratteristiche compaiono nei programmi di allevamento.

Uno degli incroci più discutibili nella storia del collie è stato quello col Borzoi, fatto segretamente in Inghilterra agli inizi del 1900. Benché mai documentato ufficialmente, ci si riferisce ad esso come all’influenza russa.  Quando gli allevatori si imbattono in difetti quali un profilo curvo della testa o un naso romano (caratteristiche non presenti nel collie originario) la conoscenza dell’influenza russa li rende più facilmente comprensibili.

E non sono importanti solo i cani che hanno avuto una influenza sulla razza, ma anche quegli allevatori che hanno lavorato con l’obiettivo comune di creare un collie perfetto.

 Essere uno studioso della razza ci dà la comprensione degli sforzi fatti da queste persone e lo studio della storia della nostra razza contribuisce a mantenere sempre i fondatori nella nostra memoria. E’ importante dar loro credito, perché grazie ai loro sforzi abbiamo il collie moderno. La maggior parte di quegli allevatori hanno lavorato con canili molto grandi, che contenevano intere famiglie di cani.  Le fatiche che li hanno accompagnati le conosciamo: vaccinazioni, medicine, alimentazione, e tutto prima ancora del progresso della medicina veterinaria. Hanno affrontato battute d'arresto ed insuccessi, ma la maggior parte di loro sono sopravvissuti.

Ci fa piacere pensare che hanno lasciato una traccia e che vengano ricordati per ciò che hanno realizzato. Tuttavia, una volta che la polvere del tempo si deposita, ci saranno nuove persone a prendere il loro posto. E’ la legge della vita! Ma, accettandone l’eredità, è giusto rendere omaggio ai grandi che sono venuti prima di noi. Le loro azioni e ciò che hanno realizzato non passeranno inosservati, né mai saranno dimenticati.

Per concludere c’è un’altro fatto positivo, che va anche oltre i cani, e riguarda tutti quegli articoli meravigliosi, vere perle di saggezza, che mancherebbero completamente se non venissero più ristampati. Molti di questi articoli contengono informazioni importantissime. Nomi quali Bennett (Tazewell), Van Dyck (Honeybrook), Kem (Lodestone), Long (Noranda),  McCain (Cainbrooke) e Field (Parader) hanno contribuito profondamente all’evoluzione della razza con le loro penne. Uno dei modi più rapidi per studiare il collie è di leggere quanto scritto da qualcuno di questi allevatori. Come redattore di vari progetti ho potuto apprezzare le informazioni contenute in questi vecchi scritti.

Infine, ricordiamo una citazione che cade molto a proposito: per sapere dove andiamo, dobbiamo sapere da dove siamo venuti.

   

 

   
 

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