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Quando
osserviamo le esposizioni canine in generale ed in particolare le
competizioni a livello di raggruppamenti, spesso siamo colpiti da
una troppo frequente convergenza delle caratteristiche di razza,
specialmente per quanto riguarda il movimento. La domanda è: stiamo
ricercando un generico cane da esposizione, versatile ed abbastanza
sano, ma che non rappresenta esattamente il tipo della propria
razza? Siamo tentati, come allevatori e come giudici, di richiedere
le stesse caratteristiche a tutti i cani da esposizione,
indipendentemente dalla razza?
Il movimento è la
misura della struttura del cane. Se accettiamo che le differenze di
movimento nei vari cani siano a mala pena distinguibili, finiremo
col causare gradualmente un'alterazione nel tipo di razza. Possiamo,
infatti, innescare un meccanismo per cui un afgano si muoverà come
un barbone ed un barbone come un afgano. Se è questa la situazione,
allora abbiamo bisogno di una discussione seria sulla tipicità del
movimento che si osserva nei ring delle nostre esposizioni.
L’originale funzione di molte delle nostre razze è diventata obsoleta
mentre le nostre società si evolvevano da agrarie ad urbane. A
questo si aggiungano le pressioni per far modificare gli standard
delle razze al fine di allevare cani “più sani”, come se gli
standard esistenti avessero finora impedito di allevare cani sani,
avessero frenato l’emergere di "nuovi talenti” tra i cani di
razza pura ed avessero dirottato noi stessi dal vero tipo di razza.
Quando oggi guardiamo il barbone, difficilmente possiamo non pensare
a quella che era la funzione del suo lungo mantello in riferimento
al lavoro di riporto nell’acqua ghiacciata: quando l’estremità del
pelo era congelata, il mantello sottostante formava uno strato
isolante che manteneva caldo il cane; oppure che la tosatura del
barbone, con i quarti posteriori rasati corti, serviva a conservare
la capacità della razza di lavorare con dei nastri colorati legati
al ciuffo ed alla coda, che aiutavano il cacciatore a vedere il suo
cane emergere al di sopra del campo. Il movimento del barbone ha
determinato il suo impiego come cane da riporto: ci si aspettava che
si muovesse con leggerezza, movimento che non richiede sforzo, e che
oggi continua, o dovrebbe continuare, a fare parte del tipo di razza
del barbone.
Nessuno si aspetta più che il Griffone
di Bruxelles o lo Yorkshire Terrier caccino i ratti nell'ambiente
urbano di oggi, ma questo non dovrebbe certo costituire una
giustificazione per cambiare il loro originario tipo di razza.
Nessuno si aspetta più che lo Shar Pei sia ancora impiegato come
cane da combattimento, ma questo fatto non dovrebbe costituire una
buona ragione perché non abbia più sulle spalle pelle sufficiente a
permettergli di girarsi, se afferrato da un assalitore. In alcune
razze, è la funzione che detta il movimento. In altre, sembra non
esserci una spiegazione logica perché esse debbano muoversi in un
determinato modo, eccetto che quando il movimento fa parte del
patrimonio della razza e merita perciò un riconoscimento. Se il
patrimonio di un Fox Terrier o il suo standard, come quello
americano fa nel caso del Fox Terrier a pelo liscio, richiede che il
cane muova le zampe anteriori come il pendolo di un orologio, non
v'è ragione per la quale non dovremmo apprezzare questo movimento
quando lo vediamo, per quanto raro possa essere oggi. Nel caso delle
razze da compagnia o delle razze da utilità, il concetto di
movimento tipico non dovrebbe essere meno importante. Pensiamo ad
esempio al Chin giapponese: ci si aspetta che si muova con un
movimento elegante, sollevando in alto i suoi piedi, o al pinscher
nano ed al piccolo levriero italiano, con i loro passi lunghi, come
richiesto dagli standard britannico ed americano. Per i piccoli
levrieri italiani, i paesi continentali della FCI hanno avuto lo
stesso problema fino a quando lo standard della razza non è stato
improvvisamente cambiato da parte del paese d'origine, per
richiedere un movimento "normale". Naturalment e, siete autorizzati a
chiedervi, come molti di noi hanno fatto, come ciò sia possibile
senza un cambiamento strutturale dell’anteriore della razza, ed in
particolare ci meravigliano alcuni cambiamenti degli standard fatti
per accontentare i capricci "del paese d'origine". Anche se
alcuni standard, elaborati per paesi in cui l'allevamento delle
razze pure non ha una lunga tradizione, possono lasciare a
desiderare, in qualche caso confrontare gli standard britannici,
americani e quelli della FCI, risulta essere un'utile esercitazione.
Prendiamo ad esempio lo standard del maltese. Quello britannico
richiede semplicemente un movimento sciolto, mentre l’originale
standard italiano descrive che cosa ci dobbiamo aspettare dal
movimento di un maltese tipico: passi rapidi e corti che diano
l'impressione che il cane si muova in avanti con i piedi che
sfiorano appena il terreno. Oppure paragoniamo gli standard del
barbone: quello francese mette in guardia contro un cane che copre
troppo terreno quando si muove, mentre quello americano richiede
un’azione elastica, proprio come lo standard dell’afgano, anche se
il movimento delle due razze non potrebbe essere più diverso, con il
barbone che balla intorno al ring in una maniera da vero
"barbone" e l’afgano che si muove come se avesse delle molle sotto
i piedi.
Le variazioni del tipo di razza nei diversi continenti sembrano
inoltre giocare un ruolo su come ci aspettiamo che un esempio tipico
della razza dovrebbe muoversi. Vediamo degli Shih Tzu in alcune
parti del mondo, che sarebbero più a loro agio nel ring dei Lhasa
Apso e viceversa. Sentiamo dire molto circa la polemica che circonda
il loro movimento (dondolio verso l'alto o nessun dondolio per il
Lhasa, esposizione dei cuscinetti plantari per lo Shih Tzu) e molti
specialisti richiedono, quando giudicano i Lhasa, un movimento
"brioso", quando
invece, in realtà, è un cane molto moderato, costruito in modo da
muoversi con passo leggero, come un cavallo che trotta. Non così il
più basso e pesante Shih Tzu, la cui struttura, se corretta, non gli
permette di muoversi con lo stesso stile del Lhasa, che è dotato di
gambe più lunghe e di forma diversa.
Troppo spesso ci sembra vengano usati gli stessi
criteri per valutare le qualità di un cane e troppo facilmente ci
facciamo impressionare da una conduzione brillante e da una
presentazione intelligente. Qualcuno ha osservato che troppo spesso
crediamo che un cane ha un buon movimento se copre il terreno come
un pastore tedesco, va e viene come un beagle e, soprattutto, ha il
profilo di un setter, la vivacità di un cocker spaniel ed il
comportamento generale di un barbone. Non importa se è un esemplare
tipico della sua razza e ne incarni lo standard scritto e non
scritto. Non importa se il suo aspetto è quello di un cane dalla
struttura poco caratterizzata, espressione di nessun particolare
tipo di razza, che soddisfa generici criteri di solidità. Ciò
renderà senza dubbio felice il Consiglio d’Europa ed eviterà
terroristici titoli su razze di cani “non sane" o "malate".
Ma dovrebbe mettere in allarme noi, che lavoriamo per preservare il
vero tipo di razza e che siamo convinti che non abbiamo bisogno
occasionalmente delle raccomandazioni del Consiglio sui principi di
un sano allevamento, a non precipitarci a cambiare i nostri standard
fino al punto in cui un Griffone di Bruxelles si trasformi
improvvisamente in un Border Terrier. Non che ci sia qualcosa di
male nei nostri standard di razza dal punto di vista della salute o
della solidità, ma potrebbe esserci qualcosa di male nella nostra
interpretazione di questi standard se sbagliamo nel senso
dell'esagerazione.
Potrebbe essere utile esaminare lo standard del
Pechinese che recita: "Rullio lento e dignitoso sul davanti.
Questo movimento tipico non va confuso col rullio causato da una
debolezza delle spalle. La solidità di queste è essenziale". Un
bassethound in buona salute, con l’anteriore ricurvo (nello standard
inglese) si muoverà bene, relativamente alla sua razza. Raddrizziamo
le zampe anteriori ed otterremo un cane difettoso con un corpo
pesante che pende fra le sue zampe anteriori invece essere avvolto
da loro. Un posteriore ben costruito ma tipico di chow chow,
abbastanza robusto e non cedevole sopra i garretti, permetterà al
cane di muoversi con il suo tipico movimento ampolloso, ma una
costruzione corretta permetterà al Puli di muoversi con un passo
“... non allungato. Galoppo corto. Tipico movimento, passo breve,
molto rapido, in armonia con un temperamento vivace. Movimento mai
letargico o pesante".
I requisiti del movimento, per un certo numero di
razze, non sono coerenti col concetto generico di “cane corretto",
ben angolato nell’anteriore e nel posteriore, che si muove con un
passo che copre terreno. Non vi è ragione per la quale dovrebbero
esserlo, a meno che il nostro scopo non sia l'uniformità dei cani da
esposizione.
Non è necessario che la maggior parte dei nostri cani
si muovano, o ci si aspetta che si muovano, alla stessa maniera. E
ci aspettiamo anche che si muovano tutti con la stessa velocità,
senza riguardo alla razza. Un Rottweiler sarebbe una protezione
migliore ed un ancor più invincibile difensore del suo padrone e
delle sue proprietà se si muovesse con la stessa agilità di un
kelpie australiano, cane da pastore che corre sui dorsi delle pecore
per fare il suo lavoro? Oppure, il S. Bernardo sarebbe un cane
migliore per il salvataggio sulle Alpi se corresse intorno al ring
con la stessa facilità di un Saluki? Infatti, molte delle cosiddette
razze da
"rolling" vengono fatte muovere intorno al ring così velocemente
che non hanno mai modo di mostrare il loro movimento caratteristico.
Anche in questo caso potrebbe essere utile dare un'occhiata ad
alcuni standard di razza. Lo standard del bulldog dice:
"Particolarmente pesante e rigido, sembra che il cane cammini a passi
veloci e brevi sulla punta dei piedi, senza sollevare quelli
posteriori che pare sfiorino appena il terreno, e che corra con una
delle spalle un po’ in avanti". O il Clumber Spaniel:
"andatura rollante, tipica dei corpi lunghi e degli arti corti".
O il Bobtail:
"Quando cammina mostra da dietro un rollio come quello dell’orso”.
Per accennare ad alcuni esempi di movimento tipico, diamo
un'occhiata ai Cocker Spaniel e chiediamoci quanto spesso si vedono
esprimere il tipico movimento concitato, o agli Irish Water Spaniel
il cui movimento tipico è spesso descritto come quello di un
marinaio ubriaco. E’ noto che alcuni barboni e spaniel si muovono
così velocemente che i loro piedi posteriori non toccano mai terra
(per non parlare del fatto che, al giorno d'oggi, non si vede quasi
mai il vecchio affascinante movimento del cocker spaniel). Per
onestà, si può dire che non pochi terrier, e qualche altro cane,
effettivamente sono condotti con un guinzaglio talmente tirato che i
loro piedi anteriori non toccano mai terra! “Impiccare" i
cani a guinzagli tesi può servire quando c’è qualcosa che non va
nella parte anteriore del cane e desideriamo ridurgli il peso
sull'anteriore, nel tentativo di migliorare il movimento. Questa
pratica però non fa che provocare un danno maggiore, poiché
certamente attirerà l'attenzione del Giudice sul problema.
E' però un peccato quando, a cani che hanno un
eccellente movimento dell’anteriore, non viene permesso di esibirlo
a proprio vantaggio. Ed è un peccato che molte razze siano impiccate
ai loro guinzagli e mostrino un portamento del capo innaturale o
atipico, mentre gli handler dimenticano che il deerhound o il borzoi
non hanno lo stesso movimento dell'afgano. Non tutte le razze dei
cani si sono evolute per essere veloci. Si noti che lo standard
americano dell’Alaskan Malamute recita: "Nel giudicare gli
Alaskan Malamute, la loro funzione di cani da slitta per carichi
pesanti nell'Artico deve avere la prevalenza su ogni altra
considerazione”. Esso non è concepito come cane da slitta veloce
destinato a competere nelle prove di velocità con le più piccole
razze nordiche. E questo, diversamente del Siberian Husky, cui viene
richiesto un movimento rapido e leggero. Il Bassethound, da parte
sua, originariamente è stato allevato per essere un cane da cerca,
abbastanza lento da permettere al cacciatore di seguirlo a piedi
senza difficoltà; quindi, un basset con il suo autentico e cauto
movimento non dovrebbe gareggiare in velocità con un levriero la cui
funzione ed il cui stile di lavoro originale sono completamente
diversi. Ancora, mettendo a confronto il Bassetthound col più
piccolo cane francese, il Basset Fauve de Bretagne, vediamo che il
movimento di questo differisce da quello del più pesante Bassethound
perchè è stato creato per lavorare su un terreno differente, il
fitto sottobosco della Bretagna.
Tutti i cani da esposizione hanno bisogno di esercizio
e di condizionamento, al di là dei pochi giri intorno al ring di
un’esposizione, per mantenerli al massimo della forma e per
permettere loro di esibire a loro vantaggio un movimento tipico. Ma
il giusto esercizio ed un appropriato tono muscolare non potranno
mai mascherare le debolezze strutturali di base o le imperfezioni
nel tipo di razza; potranno solo migliorare un movimento tipico già
buono. Con le razze a pelo lungo spesso ci sforziamo, come
allevatori, espositori e giudici, di bilanciare le esigenze del ring
di conservare il mantello in buone condizioni, con la necessità di
mantenere il cane al massimo delle condizioni fisiche con un
adeguato esercizio. Finiamo spesso per avere cani flaccidi con
mantelli fluenti, o cani muscolosi con mantelli scomposti, laddove
invece dovremmo cercare una via di mezzo. Una delle ironie della
vita è che alcuni dei cani a pelo lungo che sono mantenuti in box
metallici e recinti da esercitazione, come fanno spesso in America,
hanno una meravigliosa muscolatura; forse perché passano le loro
giornate muovendosi su e giù nei loro box?
Lo stesso vale per altre forme di tecnologia che
cominciano ad essere introdotte nel mondo dei cani da esposizione.
Abbiamo bisogno di una giusta via di mezzo fra le macchine da
esercitazione, le pedane mobili, ed altre forme di allenamento.
Qualcuno dà la colpa di uno scadente movimento dell’anteriore
all'uso eccessivo di pedane mobili, altri pensano che l'esercizio
sulla pedana mobile, se usata troppo frequentemente, può limitare il
movimento del cane accorciandone il passo e provocando un movimento
particolare del posteriore. Invece di condannare del tutto le pedane
mobili, sarebbe utile vederle come eccellenti sussidi per esercitare
i cani in condizioni atmosferiche avverse, quando fare
l'esercitazione all’esterno è impossibile, da completare poi con
altre forme di esercitazione (passeggiare, andare in bicicletta o
lasciare liberi i cani di galoppare nei campi.
Non molti di noi hanno la possibilità di frequentare un
famoso club dell’afgano negli Stati Uniti, dove un cane può correre
su e giù per la collina in un percorso a "L" che lo costringe a
volte al trotto ed a volte al galoppo. La diversificazione
dell'esercizio farà sì che il cane utilizzi tutti i suoi muscoli al
massimo e lo mantiene in condizioni ottimali. Ma, per tornare
all’argomento di questo articolo, un cane, per quanto abbia una
buona muscolatura e per quanto si muova bene, non è un esempio
tipico della sua razza se non ha un movimento tipico. E se
accettiamo piccoli cambiamenti nel movimento di una razza,
accetteremo anche piccoli cambiamenti nella struttura, nelle
proporzioni e nel tipo generale della razza fino a che non ci
ritroviamo con un generico cane da esposizione. E parlando di
proporzioni, avete notato quanti degli attuali cani da esposizione
stanno perdendo la lunghezza delle zampe?
Comprendere il movimento
corretto è importante, ma comprendere il movimento tipico è
essenziale se vogliamo preservare la tipicità della razza. Imparare
a memoria lo standard della razza può non essere sufficiente,
perché, per parafrasare Tom Horner, ogni bambino può imparare
a recitare le preghiere, ma per capirle occorreranno degli anni. Di
conseguenza, non dovremmo avere troppa fretta. |