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 L'arte di allevare

 
 
 
 

 

Lester Ralph Blair

 

 
 

Tutti gli animali sono uguali ...

di  Fernando Steinbaum

Fernando Steinbaum ha iniziato ad occuparsi ufficialmente di cinofilia nel 1970 allevando Fox Terrier. Da allora non ha mai tradito questa razza: é titolare dell'affisso PICKWICK, nome col quale ha prodotto in Argentina numerosi campioni nazionali, internazionali e, nel 1992 il Campione e la Campionessa Mondiali. Giudice FCI per i Terrier dal 1985, ha giudicato in numerose esposizioni specialistiche in America del Sud e del Nord. E' stato Tesoriere della Federazione Cinologica Argentina e membro del Comitato Esecutivo per sette anni. La sua conoscenza della parte "burocratica" della cinofilia lo porta spesso a pubblicare commenti di un'arguzia e di un umorismo senza pari.

Nel 1963 esisteva solo il Kennel Club Argentino. Era diretto in maniera autoritaria da una élite che riteneva, senza ombra di dubbio, che lo sport della cinofilia fosse riservato solo a persone benestanti e di un certo ceto sociale, che fosse cioè, un'attività "da signori". Il loro modello era il Kennel Club Inglese e si importavano, quasi esclusivamente, soggetti dall'Europa. La Direzione era allineata su queste convinzioni, per la Presidenza si cercava qualcuno che avesse qualche titolo nobiliare o almeno un suo parente prossimo e della Commissione Direttiva facevano parte esclusivamente persone con una posizione finanziaria notoriamente solida. Dall’alto del suo trono, il Re o la Regina di turno nominava i giudici tra i suoi amici fedeli, concedeva permessi per organizzare esposizioni nelle province, benediceva qualche Club di Razza inventato da qualche simpatizzante e pilotava, anche in forma svergognata, il risultato delle esposizioni. Tutto ciò in difesa, ovviamente, dell’adesione alla Federazione Cinologica Internazionale e del conseguente sfruttamento del Registro Genealogico.

 La parola democrazia era sconosciuta anche in quell'epoca, per questo motivo i soci si dividevano in membri effettivi e membri aderenti. I primi erano coloro che potevano esercitare i diritti societari di scegliere e di essere scelti, i secondi avevano un solo diritto: pagare la quota sociale. Ogni anno bisestile, più o meno, avveniva un miracolo: un membro aderente era promosso a membro effettivo, generalmente come ricompensa per qualche importante servigio reso o come dimostrazione della stima della Commissione per la fedeltà dimostrata.

Non è mio proposito dilungarmi troppo su questo capitolo della storia della cinofilia argentina, ma tuttavia, a volte, conoscere il passato è utile per comprendere i fatti del presente, dentro uno stesso ambiente.

Un bel giorno, stufi di tanta ingiustizia e discriminazione, un gruppo di cinofili, hanno deciso di rischiare di essere espulsi, ed hanno fondato la FCA (Federaciòn Cinològica Argentina). Non erano molti, tutti sapevano perfettamente ciò che rischiavano, e tuttavia quella volta si unirono in un'impresa comune, dimenticando disaccordi e rivalità sportive, aspirazioni e cariche, per raggiungere un ideale irrinunciabile. Così nacque la nostra Federazione, senza Registro, senza adesione internazionale, senza sede, senza giudici, senza alcun peso.

E allora? Avevano i cani ed i cinofili! Ed avevano anche l'onore ed il coraggio di opporsi ad una dittatura, quantunque cinofila, senza riflettere sui prezzi personali da pagare.

Per arrivare ad essere, materialmente intendo, quello che è oggigiorno la Federazione, è corsa molta acqua sotto i ponti; ma è giusto mandare un ricordo affettuoso e commosso a chi lo rese possibile.

Tuttavia, se osserviamo oggigiorno il funzionamento di quest’ente che i nostri predecessori contribuirono a creare, non credo che essi si sentirebbero soddisfatti della loro creatura. I motivi per i quali quei cinofili del passato si staccarono dal Kennel, ancora sussistono, in parte. L'organizzazione politica è completamente diversa da quella che imperava nel Kennel; lì si eleggevano i membri individualmente, mentre nella Federazione, che è un’Associazione Civile di secondo grado, votano i Club affiliati. Ma nonostante l'apparente progresso del sistema, nella pratica non è così.

Il problema principale è che la maggioranza dei dirigenti cinofili, salvo rispettabili eccezioni, sono convinti che gli incarichi di cui si pavoneggiano siano parte di una monarchia ereditaria. E questo vale dal più modesto Club di provincia o di razza, fino ai più alti incarichi direttivi. Non superare un'elezione si trasforma in una specie di tragedia personale, e questa ossessione di perpetuarsi negli incarichi, presente assolutamente a tutti i livelli, fa sì che non esista la benché minima possibilità di rinnovamento, pure molto necessario. Quello che non si rinnova, inevitabilmente si arena; il dirigente comincia a credersi indispensabile e l'attività decade per mancanza di creatività e di spinta. E' di pubblico dominio che ci sono persone che rimangono per venti o venticinque anni ai vertici di Federazioni o Club, e non solo nella Cinofilia.

Questo perpetuarsi dei loro incarichi, normalmente ottenuti tramite intricate alleanze con i dirigenti, o parte di essi, può solo, dopo un certo tempo logico, pregiudicarne l'attività. Inoltre, per rimanere indefinitamente ai loro posti, devono fare in modo che anche i loro elettori rimangano nei loro; così  ostacolano non solo il necessario rinnovamento nei loro incarichi, ma anche il ricambio generazionale delle altre istituzioni.

Come conseguenza di ciò, possiamo vedere Kennel senza soci o con soci apparenti, o che organizzano esposizioni senza cani nelle loro rispettive zone di influenza, o che non hanno Giudici per le loro Giurie, infine, gruppi che si proclamano Club, e che sono composti solo dal loro Presidente e da qualche aiutante. In queste stesse entità che sono una minoranza, ma che pure esistono, chiedere una elezione di cariche o un bilancio, è un insulto personale.

Ed i Club di razza funzionano meglio? Alcuni sì, ad essere onesti, la maggior parte; ma esistono anche quelli che non fanno un’esposizione in tutto l’anno ed altri che sono solo un francobollo di gomma, meno che al momento di votare. E non vorrei dimenticarmi di uno di loro, ben noto nell'ambiente, che si riserva il diritto di ammissione dei soci ...".

Concedere da parte dell'associazione centrale a questo tipo di "Club", il diritto di organizzare esposizioni a pagamento, è molto simile al permesso che dava la Regina inglese a certi navigatori dei secoli scorsi: un brevetto da corsaro. Perché, non siamo ingenui, le esposizioni danno guadagni, a volte pochi, ma perdere denaro, quasi mai. Dieci anni fa, ebbi l'onore di aiutare ad organizzare le esposizioni di tre associazioni dell'interno, e nessuna ebbe mai perdite, che io sappia. E durante il tempo in cui fui Tesoriere della FCA, neanche.

L'aspetto politico non solo si limita alle relazioni della FCA coi suoi soci, ne consegue anche la decadenza dell'attività cinofila, la sospensione di esposizioni, mostre consecutive a migliaia di chilometri di distanza, intoppi ingiustificabili per l'adesione di nuovi gruppi, etc. Persino la nomina di nuovi giudici, tanto necessari, viene pregiudicata per la mancanza di trasparenza nei suoi meccanismi e nelle sue regole.

Edizione italiana del romanzo di George Orwell "Animal Farm"Molti anni fa, un dirigente cinofilo molto in alto, molto importante per aver ottenuto che la FCI, in una risoluzione storica e senza precedenti, togliesse il riconoscimento al Kennel Club per concederlo alla Federazione, parlando del tema della nomina dei Giudici, mi disse: "... guardi, Fernando, capisca che la nomina dei giudici è un tema politico". Discutemmo a lungo, poiché io sostenevo, con ferma convinzione, che quello era un tema eminentemente tecnico. Passarono molti anni, quel dirigente oramai non c'è più ed io riconosco che a quell'epoca ero molto giovane; ma sappiano, i miei cari lettori, quell'uomo aveva ragione! Prova di ciò è che il Consiglio dei Giudici è nominato dal Comitato Esecutivo; deve essere un caso unico, immaginate se alla Scuola degli Avvocati, o degli Ingegneri, o dei Medici si fosse designati dal Potere Esecutivo!

 Ricordate Orwell?: "TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI, MA ALCUNI SONO  PIU’  UGUALI  DI  ALTRI"!

   

 

   
 

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