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Non amiamo i necrologi. Non quelli delle persone ed
ancor meno quelli dei cani. Lasciamo la commemorazione dei defunti
alla pietà di quanti, per loro fortuna, credono in una vita oltre
quella terrena.
Amiamo però la storia, intesa come studio delle
ragioni di ciò che siamo, come ritorno alle nostre radici nel
tentativo di afferrare l'attimo in cui la scintilla da cui tutto é
iniziato é scoccata, come mezzo per ritrovare il seme da cui il
nostro spirito é germogliato.

Per questo motivo la memoria di coloro che hanno
lasciato le loro orme lungo il cammino che oggi percorriamo e che ce
lo hanno reso più agevole deve accompagnarci e sostenerci e ad essa
dobbiamo riconoscenza e rispetto.
Il giorno 3 del mese di febbraio 2009 è morta ad
Huntingdon, nella contea del Cambridgeshire, in Inghilterra, Iris
Combe.
Questo nome probabilmente non dice niente a chi con
superficialità si occupa del collie; è invece motivo di emozione e
di ricordi per chi, amando questa razza profondamente, lo pronuncia
con la stima e la gratitudine che si deve ad un maestro.
Era nata il 23 giugno del 1914 da una ricca famiglia
irlandese appartenente a quella classe sociale i cui membri hanno il
privilegio di essere tra le poche persone in grado di risalire il
loro albero genealogico fino a trovarvi re o regine. Ma non era
un'aristocratica Iris Combe, anzi, era una donna umile, come sanno
esserlo solamente i grandi.
A causa di una serie di sfortunate circostanze fu
costretta, ancora giovinetta, a trasferirsi a Londra con pochi soldi
e molti sogni, iniziando una vita di lavoro svolto sempre con
grande dignità e serietà.
Durante la seconda guerra mondiale incontra suo
marito Tom Combe ed alla fine della guerra, lo sposa. Si
stabiliscono nei pressi di Colchester, dove la coppia vive felice,
assecondando Tom l'amore di sua moglie per i cani, impegno che
inizia in questo periodo e continua per i successivi 60 anni.
Iris rivolge il suo interesse specialmente verso i
cani da lavoro, ma non disdegna di frequentare le esposizioni di
bellezza, dove presenta i suoi
"Tilehouse", prima Rough Collie, Smooth più tardi, per approdare
infine ai Border Collie nel 1978, quando la razza era stata da poco
riconosciuta dal Kennel Club.
Acquista un border di nome
Brocken Sweep
da Barbara Carpenter, famosa allevatrice di cani da lavoro, contraria
però a “contaminare” con le esposizioni di bellezza cani addestrati
per il lavoro. Caparbiamente Iris comincia a presentare con successo
nelle esposizioni i suoi Border Collie che provengono da ceppi da
lavoro. Rivendica in più di una occasione il diritto di ogni
cinofilo di occuparsi di lavoro e di bellezza, pur nella convinzione
che i criteri di giudizio dei due rami in cui fatalmente la razza si
divide sono profondamente diversi. In tutti i suoi innumerevoli
scritti afferma con forza che gli standard non devono assolutamente
discostarsi dai caratteri per cui le razze sono state create.
La malattia di suo marito la costringe ad abbandonare
l’allevamento e le esposizioni. Si dedica allora alla ricerca ed
allo studio della storia del collie e delle altre razze che ne
condividono l’origine, donando ai cinofili di tutto il mondo una
serie di libri di grande qualità e del cui prezioso insegnamento un
collista può difficilmente fare a meno.
Alcuni dei suoi innumerevoli titoli sono:
- Collies Yesterday and Today (1972)
- Border Collies (1978)
- Showing and Judging The Rough Collie (1980)
- Shepherds, Sheep & Sheepdog (1983)
- Champions Parade 1975-1980 (1984)
- Champions Parade 1980-1985 (1987)
gli
ultimi due scritti insieme a Tony Heij,
- Herding Dogs Their Origins & Development in
Britain (1987)
- The Smooth Collie, a Family Dog (1992)
- Border Collies, An Owner's Companion (1993)
- Rough Collie Records (1997)
- Rough Collies of Distinction (2001)
scritto insieme a Pat Hutchinson e Dareen
Bridge,
-
The Rough Collie in Society (2003)
scritto in collaborazione con Pat Hutchinson; per
finire con la sua autobiografia:
-
Glencairn, My Irish Roots (2008)
Per molti anni alterna la sua attività di scrittrice
a quella di Giudice di esposizione. Giudica tutte e tre le razze che
la appassionano; è stata una dei pochissimi Giudici ad aver
giudicato Rough e Smooth Collies al Cruft, e Rough, Smooth e Border
in tutta Europa, in Australia, in Nuova Zelanda e negli Stati Uniti.
E’ stata membro di numerosi club, dirigente e socio fondatore di
alcuni di essi; alla sua morte era ancora Vicepresidente dello
Smooth Collie Club of Great Britain.
E questo club le assegna nel 1999 il Mary Hardy
Awards per
la
sua attività letteraria e per aver diffuso la conoscenza delle razze
da pastore inglesi (nella foto é ritratta mentre riceve il premio da
Andrew Brace).
Iris Combe era una vera "signora del collie", perché
possedeva le qualità dei suoi cani. Sembrava a volte timida e
riservata, ma aveva un animo nobile e generoso, e non ha mai tradito
i suoi principi.
L'insegnamento di Iris Combe travalica il puro e
semplice mondo dei cani per divenire lezione di vita. Dai suoi libri
trapela l'invito a prendere coscienza del fatto che in questo mondo,
in un modo o nell'altro, siamo tutti legati gli uni agli
altri, uomini, animali e cose, ed allora il desiderio di apprendere
tutto il possibile sulle cose che ci accompagnano lungo il nostro
cammino terreno, non é altro che il bisogno di conoscere noi stessi:
... sunt lacrimae rerum et mentem
mortalia tangunt
... sono le lacrime delle cose e
toccano le menti degli uomini
recita Virgilio nell'Eneide. Ed allora il collie
diventa il mezzo mediante il quale possiamo viaggiare lungo
l'esistenza, per indagare sulle ragioni stesse del nostro ed altrui
essere. Altri possono scegliere mezzi diversi ed avere un percorso
altrettanto interessante.
Iris Combe ha avuto il merito di aver risalito il
fiume che porta alle oscure origini di questa razza e di averne
ritrovato le sorgenti in tanti piccoli rivoli, ciascuno portatore di
acqua pura, di aver ipotizzato che la stirpe del collie é formata da
tante razze veramente uniche, straordinarie nei loro istinti,
formatesi attraverso i secoli mediante una selezione basata
unicamente sulle capacità di lavoro e fatta dalle persone
meravigliose che da sempre popolano il mondo dei cani
“utili”, gente che conserva il carattere dei pastori antichi e che
aborrisce le meschinità che invece hanno contaminato altri ambienti
della cinofilia.
Il cammino terreno di Iris Combe é terminato, ma di
lei rimangono i semi che sono nati dai suoi studi. Germoglieranno?
Dipende da noi, perché lo scorrere della vita é un viaggio, e come
ogni viaggio comporta delle sorprese: ne conosciamo il punto di
partenza, ma il resto dell'itinerario é nel nostro arbitrio ed é una
scelta di cui ognuno di noi é responsabile.
Grazie, Iris, per quanto del nostro scarso sapere
dobbiamo a te.
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