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Il villaggio di Langtoft si trova nella contea di
East Yorkshire. E’ attraversato da una strada stretta e sinuosa; il
paese si trova infatti disteso sul fondo di una valle e ne carezza
dolcemente le forme. Narra la leggenda che esso fu costruito intorno
ad un antico monastero, ma non è stato mai possibile ritrovarne le
tracce. E' un posto di una bellezza tranquilla e
rilassante come solo la campagna inglese sa essere; qui ci sono
alberi secolari, piantati da gente che sapeva guardare ben oltre il
proprio naso. In questo mondo di magia vive una
persona che è magica essa stessa, Angela Helen Harvey.
Angela
è un’allevatrice di collie, una di quelle donne che per fortuna sono
ancora frequenti nella storia di questa razza, una di quelle donne
che ha imparato fin dall’inizio che allevare non è improvvisare, non
è vendere cani, non è tirare a campare, è CREARE.
Tutti i collisti conoscono Angela Harvey ed il suo affisso Wicani.
Dal 1972 Angela alleva i suoi collie. Si è faticosamente conquistata
il campionato nazionale in venti paesi diversi. Dunque, una donna ed
un’allevatrice di successo. Tanto sarebbe bastato ad
altri per tirare i remi in barca e vivere di rendita il suo futuro
di allevatore affidandosi ad una consolidata linea di sangue.
Ma per chi vive un’esistenza creativa la vita è fatta di giornate
differenti, non della ripetizione della stessa giornata. Persone
così si chiedono: "Oggi può accadere qualcosa di nuovo. Posso
esserne io l’artefice?".
Questo modo di concepire l'esistenza implica il
coraggio di fermarsi, concedersi una pausa per riflettere sul
proprio futuro, senza mettere in discussione il passato.
Sì, perché fermarsi è una scelta coraggiosa. Quando si è immersi in
un lavoro che tra l’altro ci sta dando il successo, fermarsi a
pensare è una cosa assolutamente lontana dai nostri pensieri. Siamo
irrimediabilmente presi dal tran tran della vita di ogni giorno, da
una lista di impegni che si estende ben oltre il tempo disponibile.
Non c'è tempo! Eppure la vita qualche volta dipende
da una sosta, da un istante speso per chiederci: un momento! Dove
stiamo andando? Dove ci porta tutto questo? Questa
capacità non é incoraggiata dalla nostra cultura. Oggi bisogna
andare avanti, procedere come si é sempre fatto, eseguire lavori e
faccende stabiliti e decisi da qualcun altro, o dalla consuetudine.
La giornata non è che un tempo vuoto che ci viene incontro, da
riempire con le solite cose. La rivoluzione dentro
di noi comincia a volte con la sola decisione di fermarsi a pensare.
Ed a sognare. “Il mondo è nelle mani di coloro
che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i
propri sogni”, scriveva Paulo Coelho.
Perché
ciò che ci distingue dagli altri esseri viventi è la capacità di
decidere e scoprire azioni in grado di trasformare la realtà intorno
a noi e perfino noi stessi. Questa capacità si chiama "libertà".
Su questa capacità si basa la
democrazia. Uno dei personaggi più amati
della letteratura per l’infanzia è stato, ai tempi in cui esisteva
l’infanzia, il
Leone Codardo del libro di Baum “Il meraviglioso mago di
Oz”. Ha insegnato a generazioni di bambini cosa significhi aver
coraggio. Aver coraggio non vuol dire non aver mai paura, ma andare
avanti comunque, vincendo la paura. In fondo un
allevatore è un creatore. C'è qualcosa di romantico e di mistico, di
sfuggente e di misterioso, di imprevedibile e di magico in
quest’attività. Angela Harvey possiede tutte queste
qualità, e ciò le ha permesso di allevare il collie con la
responsabilità di chi crea e la fantasia di chi sa guardare lontano.
Queste qualità le hanno permesso, nel pieno del suo successo
professionale come allevatrice e come studiosa della razza, di
mettersi in discussione e cambiare radicalmente strada.
Sì, Angela ha trovato il tempo per fermarsi e mettersi a riflettere
sulla riduzione del pool genetico dei collie europei. Chiunque abbia
studiato un po’ la storia del collie degli ultimi cinquant’anni sa
che tutti i collie in Europa hanno tra i loro antenati uno
straordinario riproduttore, molto famoso e molto utilizzato come
stallone: Dazzler of Dunsinane, nato nel 1962. Come si fa con i cani
migliori anche oggi, la sua discendenza fu molto ricercata, con lo
scopo di fissare le sue grandi qualità. Ma la conseguenza fu che
altre linee, portatrici di qualità diverse, andarono perdute in
quegli anni, mentre le linee rimaste subirono una perdita
indiscriminata della diversità genetica.
Le principali conseguenze di questa riduzione furono, nel tempo:
-
la diminuzione della fecondità e della capacità
di riprodursi;
-
la diminuzione della taglia e delle capacità
fisiche;
-
varie e notevoli modificazioni comportamentali,
compresi i comportamenti tipici della razza;
-
la diminuzione della resistenza ad agenti
patogeni, infezioni, variazioni alimentari, ambientali ecc..
Questi effetti sono evidenti nella nostra razza
almeno da una ventina d’anni.
Poiché
ogni rough collie allevato in Europa dopo quegli anni è strettamente
imparentato, non è possibile migliorare la situazione incrociando
cani che siano geneticamente distanti. Alcuni non
saranno d’accordo con queste affermazioni, ma non importa, questo é
naturale, ci preoccupiamo di più di quanti non danno la giusta
importanza a ciò di cui stiamo parlando, ma pazienza, fra qualche
riga smetteranno di leggere. Così Angela ha deciso
di introdurre nel suo allevamento linee di sangue che si sono
evolute da popolazioni di collie rimaste isolate prima di quegli
anni. Per far questo poteva percorrere due strade:
procedere ad accoppiamenti tra rough e smooth collie, oppure usare
linee evolutesi da collie partiti per l’America prima degli anni
'60, o addirittura entrambe. Angela ha scelto la seconda strada, ma
conoscendola, non crediamo abbia completamente scartato le altre
due. Però il tentativo di aumentare la variabilità
genetica di una consolidata linea di sangue fa correre il rischio di
immettere problemi nuovi, con la quasi certezza di perdere parte dei
risultati raggiunti, quindi deve essere fatto con molta cautela.
Con questi concetti Angela si è messa alla ricerca, dall’altra parte
dell’Oceano, di stalloni che fossero prima di tutto sani ed il più
possibile tipici secondo lo standard di razza. I cani di WICANI sono
allevati per essere capaci di svolgere il loro lavoro. Su questa
linea si doveva sicuramente rimanere.
La decisione merita ammirazione, non tanto per i risultati, che
potremo valutare solo tra qualche anno, bensì per il coraggio della
scelta, fatta a rischio del consenso già conquistato in passato,
rischiando tutto al solo fine di migliorare la razza.
Diciamoci la verità: viste lontano da Langtoft, queste sono scelte
da marziani. Credo che ogni allevatore, nel momento
in cui riceve l’affisso, dovrebbe sottoscrivere non un codice
deontologico al pari di qualsiasi mercante, ma un giuramento.
L’affisso è infatti un’investitura che non dà diritti, ma solo
doveri e, come ad un cavaliere antico, impone di tutelare e
difendere, anche contro i propri interessi, la razza che ha scelto.
L’allevatrice canadese Sandra Hamilton scrive: “I campioni sono
il nostro divertimento, ma la salute, la genetica e il temperamento
sono le priorità”. Chi come Angela ha deciso di
occuparsi per tutta la vita di una razza, é costretto a fare nel suo
percorso scelte difficili ed a volte dolorose, ma lo scopo di un
allevatore è in definitiva quello di inseguire un sogno.
Ci state a seguirci in questo sogno? |