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A differenza di molte varietà di cani delle
isole britanniche, in gran parte indigene di quei luoghi, il cane da
pastore, in una forma o nell'altra, é presente in ogni emisfero ed
in ogni paese in cui le pecore, le capre e i bovini costituiscono
una parte consistente della ricchezza degli abitanti, le cui vite
sono, di conseguenza, più o meno pastorali. Così, per raccontare la
sua storia dobbiamo tornare indietro a molte centinaia di anni fa,
essendo in verità i particolari sulla sua origine oggi quasi del
tutto dimenticati.
Molti eminenti naturalisti, Buffon tra i primi,
erano del parere che il cane originario fosse un cane da pastore, o
un cane che in qualche modo rispondesse allo stesso scopo: un
animale abbastanza abile da aiutare il pastore a sorvegliare le
greggi e gli armenti, abbastanza forte da proteggerli da animali
feroci e sufficientemente aggressivo da mantenere a distanza ladri e
rapinatori. Perciò, in quei paesi dove gli animali selvatici erano
potenti e numerosi, i cani da pastore erano, e sono tuttora, grandi
e forti in proporzione, mentre qui in Gran Bretagna, dopo
l'estinzione del lupo, i cani da pastore hanno perso gradualmente la
loro ferocia e, producendo come al solito la natura il più adatto
alla funzione, ci ha regalato la creatura intelligente e bella che,
in una forma in qualche modo migliorata, ancora sopravvive nei tempi
attuali.
Gli enormi cani del Tibet, all’apparenza più
mastini che altro, costituiscono l'anello di congiunzione tra il
cane da pastore moderno ed il suo antenato storico, quando
quest'ultimo fu chiamato a svolgere, come già detto, quelle
importanti funzioni che gli venivano richieste. E molte tribù di
pastori nomadi dell'Asia avevano infatti cani da pastore forti
e violenti come non mai. Gran parte della loro ferocia è oggi andata
persa ed anche laddove le greggi formano la ricchezza principale del
paese, cercheremmo invano quelle capacità quasi umane e quello
straordinario istinto che si trova nel comune cane da pastore delle
isole britanniche.
Più frequentemente che non quelli del Tibet, noi
vediamo in questo paese i cosiddetti cani da pastore dei Pirenei,
che di tanto in tanto appaiono nelle nostre mostre. Anche in questo
caso abbiamo un animale di grandi dimensioni, potente, bello e
dotato di forza sufficiente, se ne possiede il coraggio, per
affrontare con successo qualsiasi lupo cui venisse l'idea di
aggredire una delle pecore del suo padrone. Il cane dei Pirenei,
così come il suo cugino del Tibet, è dotato delle caratteristiche
più idonee per essere utile al pastore sulla sua montagna nativa.
Questo cane non solo è utile per evitare che il gregge si disperda,
ma anche per custodirlo dagli attacchi di lupi e volpi, che non sono
affatto infrequenti. I cani da pastore (o da guardia) dei Pirenei
qui pesano circa 80 lb, sono per lo più di colore bianco, con
marcature fulve o marrone chiaro, apparentemente simili a quelle che
si potrebbero immaginare prodotte da un incrocio tra un collie
scozzese come lo vediamo oggi e un moderno San Bernardo. E' di
colore chiaro e feroce di espressione, mentre il cane asiatico,
usato per scopi analoghi è di colore scuro, nero e marrone e di
aspetto feroce.
Ho citato inizialmente queste due varietà al fine
di attirare l'attenzione sul fatto che tali cani esistono, e in una
certa misura sono utilizzati per la protezione delle greggi e delle
mandrie ma, personalmente, non credo che abbiano alcun diritto ad
essere classificati tra i cani da pastore veri e propri.
Ci sono poi anche i cani da pastore dell'Himalaya,
ancora forti e feroci animali, guardiani di greggi e mandrie dei
loro padroni. La maggior parte dei paesi ha allevato un tempo questi
o altri animali simili, da cui é derivato evidentemente il ceppo
comune.
Sia Omero che Virgilio fanno ripetute allusioni ai
cani con svariate descrizioni; quelli dei porcari costituiscono
forse il più vicino approccio ai cani dei pastori. Essi sono a volte
chiamati cani selvatici, altre volte mastini.
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