|
L'origine del
collie, come quella della maggior parte delle nostre razze canine
riconosciute, è oggi né più né meno che un problema irrisolto.
Secondo il noto
naturalista Buffon, il collie, nell’evoluzione delle razze
canine, è la razza più vecchia, assomigliando, più di qualsiasi
altra, ai cani selvatici dell'India e dell'Australia.
Nel sedicesimo
secolo, il Dott. Caius, nel suo "Englishe Dogges", parla del
canis pastoralis come di “una specie senza alcun dubbio
progenitrice degli attuali pastori e del collie”.
A
meno che non siamo disposti ad accettare la teoria di Buffon,
secondo la quale il collie è il progenitore di tutte le altre razze,
non possiamo che accettare l’opinione di Caius. La ricerca dimostra
che a quel tempo il collie era più simile al lupo nell’aspetto, con
una struttura più potente ed un mantello di consistenza grossolana.
Era allora, come adesso, usato per il gregge, che proteggeva
concretamente ed energicamente, come fa anche ora.
Il nome “collie”,
ora usato universalmente al posto di “cane da gregge o da pastore”,
è stato dato alla razza per il fatto che il particolare oggetto
della cura di questi cani era un genere di pecora con la faccia ed i
piedi neri, noto come "la pecora di Colley".
L’Old English
Sheepdog, o Bobtail, è, ovviamente, abbastanza diverso dal collie.
Anche questo cane è usato diffusamente con le pecore in Inghilterra
ed in Scozia, ma la posizione dominante è tenuta dal collie
scozzese, che si trova quasi dappertutto ed è considerato uno
strumento indispensabile per la cura del gregge.
Il collie di
oggi è molto cambiato, se si considera che cosa era fino a dieci
anni fa. Da allora la diffusione ha prodotto una trasformazione
decisa, fino ad arrivare al tipo moderno che è riconosciuto
universalmente come la più bella e la più intelligente di tutte le
nostre razze.
Non si può negare che i soggetti che ammiriamo nelle nostre
esposizioni non siano più usati sugli altopiani o sulle brughiere,
ma sono propenso pensare che ciò sia dovuto soprattutto
all'indifferenza, negli ultimi anni, da parte dei pastori,
all'aspetto fisico dei loro cani, per cui, sulla base di questo
fatto, l’intelligenza ne verrebbe sacrificata. Questo punto di vista
è sbagliato, poiché, il cosiddetto collie da show ha dimostrato e
sta dimostrando tutta la sua abilità nel lavoro, al pari del tipo
usato da molti pastori nel vecchio continente, con lo stesso zelo e
la stessa sagacia che avevano i suoi antenati. Pongo un particolare
accento su questo punto, poiché tanto si è detto e di tanti
ingiustificati attacchi sono stati oggetto gli allevatori, colpevoli
di sacrificare ai punti degli show l’intelligenza.
La razza è
divisa in due classi, secondo il mantello. La cosa fondamentale del
“rough" è la pelliccia, che
deve
resistere ad ogni condizione atmosferica. Dovrebbe essere
abbondante, al tocco il rivestimento esterno sarà duro e sotto
morbido e compatto. Dovrebbero essere richieste buone zampe e buoni
piedi, con le punte delle dita ben chiuse tra loro. Le dita aperte,
o "piede aperto", come questo difetto è chiamato, devono
essere evitate. I garretti dovrebbero essere potenti, dando allo
sguardo un’impressione di elasticità. Buona l’ampiezza del torace;
una testa piatta e lunga, con la superficie, dal tartufo all’
occipite, abbastanza piana da posarvi una riga senza vederla
attraversare dalla luce; orecchie semi-erette con la parte superiore
ripiegata in avanti. Bisogna evitare un cane che porti le orecchie
troppo vicine sulla testa, o uno che porta le orecchie completamente
erette. La coda dovrebbe essere molto folta e portata bassa. Se il
cane è eccitato essa si solleva in alto, ma una coda girata su se
stessa, o che supera il livello del posteriore, rappresenta un
difetto serio.
Procedendo, non
bisogna trascurare gli occhi, che dovrebbero essere piccoli, non di
colore chiaro, né posti troppo ai lati della testa; a questo
proposito, è di grande importanza quel carattere, difficile da
definire, che è l'espressione, e di cui fa parte uno sguardo vigile,
vivo ed intelligente.
L’argomento “colore” può essere lasciato esclusivamente al gusto,
anche se il collie originale era nero, bianco e un marrone molto
chiaro. A parte questo, si può trovare il colore sabbia, sabbia e
bianco, ed occasionalmente blu merle o bianco. Anche se i primi tre
colori nominati sono i più interessanti, attualmente i colori sono
ripartiti abbastanza equamente.
Questa
descrizione del collie a pelo lungo, con l'eccezione del mantello,
si applica anche al collie a pelo corto, il cui mantello dovrebbe
essere corto, più lungo di quello di un pointer, ma, allo stesso
tempo, molto duro al tatto ed estremamente fitto.
Il prezzo medio
per un buon cucciolo, di genealogia e qualità eccellenti, è di 20-40
dollari. Un buon maschio o una femmina adulta può essere comprata
per 50 dollari. Questi prezzi sono giusti per tali soggetti, ma
naturalmente non si applicano ai cani che sono vincitori accertati.
I buoni esemplari da esposizione dominano con somme esorbitanti; due
o tre mila dollari sono stati spesso pagati per collies da
esposizione e parecchie volte anche cinque mila. Il prezzo record
per un cane di qualunque la razza è stato di sette mila e
cinquecento dollari, pagati per il grande campione, il collie
Ormskirk Emerald.
Esiste
una diversità di opinione circa le qualità relative del collie a
pelo lungo ed a pelo corto, come cani da lavoro. Le preferenze,
tuttavia, sembrano essere distribuite equamente, o, se mai, con un
leggero vantaggio per quello a pelo lungo. Non si può negare che il
cane a pelo lungo, lavorando nella nebbia fitta, sotto la pioggia,
col nevischio o nella bufera e svolgendo la sua azione lungo i
pendii, sia svantaggiato dal peso aggiuntivo della sua pelliccia
bagnata. D'altra parte però, come precedentemente accennato, il
sottopelo deve essere molto denso e fitto ed è quasi impossibile che
l’umidità arrivi alla pelle, o nei giorni più rigidi, che il freddo
penetri tanto in profondità da causare un disagio al cane. Mentre la
stagione fredda avanza, il mantello dello smooth, così come quello
del rough, diventa più denso; ma durante i periodi di freddo
intenso, lo smooth risulta essere molto più svantaggiato dalla
mancanza di pelo, che non il rough dalla sua abbondanza, anche con
il peso supplementare che deve sopportare.
Il collie è
stato riconosciuto, per la sua grande intelligenza, come il cane del
giorno. Questa stessa caratteristica lo ha segnato, nel passato come
nel presente, ed in più la lealtà e la cordialità giocano un ruolo
di non minore importanza nel suo comportamento. Nessun
migliore esempio può essere portato a testimonianza di questa
perspicacia che il riferimento a "Bozzle", proprietario Mr.
Clason di Chicago, che in molti modi ha dimostrato la sua
capacità di comprensione senza l’aiuto di gesti o ordini, portando a
pensare che in lei vi fosse qualcosa dell’uomo più che della bestia.
Questa cagna era la figlia del famoso "Boz", che aveva
viaggiato attraverso l’Europa e l'America ed aveva dato esempi del
suo addestramento a famosi monarchi come l’attuale re d'Inghilterra
ed lo zar di Russia. Così ne furono molto soddisfatti il re ed il
Principe di Galles, che aveva ospitato il cane nel castello di
Windsor, potendo così assistere alle sue prestazioni al mattino
presto, prima della partenza.
Anche se
Bozzie
non aveva mai avuto il piacere di viaggiare in Europa, aveva ereditato
da suo padre la
sua grande intelligenza e lo aveva superato, nel senso che le
prestazioni di Boz sembravano “guidate” dalla mente
dell'uomo, mentre Bozzie pareva pensare autonomamente. La
matematica elementare, cioè l’addizione, la sottrazione o la
moltiplicazione, erano molto facili per lei. La sua capacità di
distinguere i colori non falliva mai, ed anche in una stanza piena
di gente avrebbe potuto distinguere un uomo nero da uno bianco.
Sarebbe stata addirittura in grado di distinguere le immagini
riportate su un biglietto da visita e naturalmente sapeva contare
abbaiando. Infatti era in grado non solo di contare il numero di
giorni di una settimana o di un mese, ma anche di dire l'ora.
Ricordo una
volta, di un signore che era scettico, ed a cui era stata data la
facoltà di esaminare il cane senza la presenza del proprietario. La
sintesi della prova è la seguente: "Bozzie, quanto fa due volte
quattro?" - Il cane ha abbaiato velocemente otto volte, come
avrebbe contato un bambino di dieci anni. "Togli cinque" -
per tutta risposta gli abbai sono stati tre. "Aggiungi nove"
- Bozzle ha abbaiato dodici volte. Le risposte sono state date
rapidamente e senza aiuto, prova della sua capacità di riflettere
spontaneamente e solo quando è stato chiesto quale era la metà di
dodici ha esitato ed effettivamente ha dato l’impressione di pensare
prima di dare la risposta giusta.
Oltre a questa
abilità era un lavoratore magnifico e quando le fu detto di prendere
dal recinto e portar fuori cinque manzi, ne portò fuori cinque e
nessun altro; o quando alla fattoria le fu detto di portar giù le
mucche da un pascolo in cui vi erano anche i manzi, lei portò giù le
mucche, lasciando i manzi. In un'altra occasione, dentro un branco
in cui vi erano parecchi cavalli, tutti bai, tranne un soggetto
grigio, le fu detto di portare quello grigio e così fece, lasciando
il resto del branco. Che Bozzie non fosse un cane comune, ma
un cane unico, vincitore della coppa per il cane più intelligente
del mondo, è fuori discussione; così probabilmente l’arguzia, più di
ogni altra qualità, ha reso famosa la razza.
Ricordo molto bene, ero un ragazzo, possedevo un cucciolo di collie
che era con me da quando aveva quattro settimane ed il caso che
narro su questo mio devoto amico, ha aumentato il mio apprezzamento
sul valore dei collies. A differenza della maggior parte dei
collies, questo cucciolo, che allora aveva otto mesi, aveva una
grande antipatia per l'acqua e, non riuscendo a convincerlo ad
immergersi, ed essendo contrario a forzarlo, era stato fino a
quell'età né più né meno che un marinaio d’acqua dolce. Un giorno
molto caldo sono andato a nuotare e mi ero allontanato abbastanza
dal pontile. Come era abitudine del cane, era in piedi sulla
banchina a guardarmi, quando sono stato preso improvvisamente da un
crampo. Comprendendo il rischio che correvo, ho cominciato gridare
come un bambino; e subito ho iniziato a sparire sotto superficie
dell'acqua, per cui ho gridato al cane per chiedergli aiuto, ma
senza confidare che sarebbe venuto da me. Quando sono tornato su, la
mia testa ha quasi colpito il cane che stava nuotando là dove ero
sparito. Ho gettato il mio braccio sopra di lui che ha cominciato a
nuotare verso il pontile con me a rimorchio. Da quel giorno e finché
è vissuto, circa quindici anni, per nessun motivo è più entrato in
acqua dolce o nel mare.
Queste
tre grandi qualità, intelligenza, utilità e fedeltà, lo rendono un
cane rustico, e nessuno è più a suo agio sia nella casa del
contadino, che nel curato prato del milionario, o nella nativa
brughiera, con il sole o la pioggia o la neve, per le sue qualità
nessuno è più apprezzato maestro del suo lavoro. La prontezza con
cui obbedisce alla voce o al bastone del pastore (quando è al lavoro
con il gregge le istruzioni gli vengono date principalmente
con un gesto, o con un fischio quando è troppo lontano dalla vista)
è ad un passo dall’intelligenza, molto più di quanto la fantasia può
concepire. Anche per coloro che non hanno interesse per la razza,
una prova con le pecore non solo si dimostrerà istruttiva, ma, per
le grandi capacità di questo cane, sarà anche una prestazione molto
divertente.
Alcuni anni fa, ho avuto la fortuna di essere testimone di quello che
mi ha colpito per essere uno spettacolare comportamento tenuto da un
collie a pelo lungo. Un mio amico era il proprietario di un enorme
gregge di pecore e, la mattina del secondo giorno della mia visita
nella sua tenuta, mi sono alzato presto ed appena uscito sul
portico, ho visto partire questo gregge, accompagnato da un pastore
e dai suoi due cani. Essi si muovevano verso pascoli lontani, appena
visibili attraverso la nebbia che saliva, scoprendo le luci del
paese.
Ha destato in me molto interesse una conversazione con un vecchio
pastore che, da quel che ho appreso, aveva fatto questo lavoro fin
da ragazzo, e il posto più importante nel suo cuore sembrava
riservato ai vari cani che aveva avuto, che non erano stati solo i
suoi compagni, ma anche i suoi principali mezzi di sostentamento. Ho
dovuto studiare molto per capire le reali qualità di un collie con
il suo gregge, ma questa era la mia prima conversazione con un uomo
che aveva avuto una tale esperienza fin dall'infanzia.
La conversazione tra di noi è cominciata non appena le pecore sono
arrivate nel luogo scelto per il pascolo. Alla testa del gregge
camminava uno dei due cani. Seguendo lui, ma senza cercare di
superarlo, procedevano le pecore, circa quattro o cinquecento, e
dietro camminava il pastore, il secondo cane ed io. Al minimo
indizio di una rottura su entrambi i lati del gregge, il cane di
dietro, senza che gli fosse data alcuna istruzione, si lanciava in
silenzio e senza agitazione dietro le pecore che mostravano un
comportamento anomalo. Mentre procedevamo lungo la strada siamo
arrivati ad un bivio ed io volevo vedere come il cane di testa
avrebbe deciso la direzione in cui procedere. Rivolto al pastore, ho
detto: "Ora, come farà quel cane a sapere quale strada deve
prendere il gregge?".
Mi ha detto solo stare a guardare. Non aveva finito di parlare che il
cane, accortosi del bivio, ha affrettato il passo ed é corso verso
un piccolo tratto erboso da cui iniziava la divisione della strada.
Raggiunto questo luogo, ha guardato il pastore con una intensità mai
mostrata prima, e vedendo che il pastore agitava il suo bastone
verso sinistra, il cane subito balzò in mezzo alla strada di
sinistra, bloccandola, e costringendo le pecore a prendere il
sentiero di destra.
Pochi giorni dopo l'esperienza di quella mattina ho avuto la
soddisfazione di vedere questo stesso cane riuscire in meno tempo di
qualsiasi altro cane della contea, a scegliere, da un gregge misto
di 411 pecore, le 172 del proprio gregge, vincendo così il
campionato della contea. Non meno interessante della vista di questo
lavoro è stata l'ansia che il suo vecchio padrone mostrava. Sembrava
che egli non solo avesse scommesso il suo ultimo centesimo, ma,
dall'espressione del suo volto, che il successo del cane era una
questione di vita o di morte.
Per gli inesperti questo scegliere in un gregge può apparire un po'
come una favola, ma basta solo visitare una delle molte località
della Scozia dove sono allevate le pecore per vederlo fare di nuovo,
e solo in questo modo si può apprezzare interamente l'unione che
esiste tra questi lavoratori muti e questi uomini, resi silenziosi
da anni di solitudine. |