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La leishmania è una malattia infettiva e contagiosa,
trasmissibile all’uomo, provocata da un protozoo del genere
leishmania. Fu osservata per la prima volta nel 1885 (Cunningham)
ma già nel 1905 si capì che il veicolo di trasmissione era
costituito da una zanzara (flebotomo); nel 1908 fu scoperta nel cane
ed in altre specie animali. La trasmissione della malattia non
avviene direttamente dal cane all’uomo, ma ha bisogno della zanzara
quale ospite intermedio.
I principali fattori che influiscono
sulla diffusione della malattia sono:
Ambiente
(altitudine e caratteristiche);
Clima
(temperatura, umidità);
Condizioni sanitarie
(malnutrizione, numero di soggetti infetti, randagismo);
Mancanza di presidi preventivi
efficaci.
La localizzazione della malattia era,
fino a qualche anno, fa limitata alle zone costiere e collinari
dell’Italia centro-meridionale (isole comprese) ma negli ultimi
anni, forse a causa dei cambiamenti climatici in atto, neanche la
parte settentrionale della penisola sembra essere rimasta indenne e
focolai di infezione sono stati rilevati in Emilia Romagna,
Piemonte, Lombardia, Val d'Aosta, Veneto e Trentino.
Il volo dei flebotomi è silenzioso e di breve lunghezza; va da poche
centinaia di metri in ambiente urbano ad un massimo di 2-3 km in
ambiente rurale (esperimenti di
Killick-Kendrick del 1984); la velocità è di circa 1 metro
al secondo.
Mentre i maschi si nutrono di succhi
vegetali, le femmine sono ematofaghe. Il pasto avviene durante le
ore notturne, con maggiore frequenza intorno alla mezzanotte e poco
prima dell’alba. Il periodo di incubazione della malattia varia da
un minimo di 1 mese ad un massimo di 4 anni.
I soggetti colpiti sono generalmente
cani adulti che vivono in ambiente aperto. Non ci sono significative
variazioni statistiche per quanto riguarda sesso, razza o lunghezza
del pelo.
Il decorso della malattia è
generalmente subacuto o cronico e dopo il periodo d'incubazione
l'infezione si evolve generalmente in forma asintomatica.
I sintomi iniziali sono per lo più
caratterizzati da manifestazioni a carico di cute e mucose, come la
rarefazione del pelo che di solito è concentrata in parti specifiche
della superficie corporea:
- Testa: orecchie, occhi, naso;
- Collo;
- Gomiti, garretti e natiche;
- Coda;
- Arti (in corrispondenza di prominenze
ossee).
Col tempo le zone colpite si estendono e
la rarefazione del pelo diventa alopecia. Un altro tipico
sintomo è la crescita abnorme delle unghie.
Tutte queste manifestazioni fanno sì che l'animale assuma il
caratteristico aspetto del cane vecchio.
L’elevata produzione di urina e
l’aumento della necessità di bere sono i primi sintomi di danno
renale. Nelle cagne sono state osservate lesioni endometriali
granulomatose, causa di aborto in gravidanza avanzata (ultimi 10-15
giorni).
Non essendo stata trovata una cura
efficace, bisogna ricorrere alla prevenzione. E' altamente
consigliato ricoverare i cani all’interno di ambienti chiusi dopo il
tramonto, almeno nel periodo che va dalla primavera all’autunno,
applicare alle finestre zanzariere a maglie molto fitte, dotare il
cane di un collare impregnato di repellenti e provvedere a frequenti
disinfestazioni di tutti gli ambienti frequentati dal cane con
sostanze specifiche quali i piretroidi sintetici come la
deltametrina e la
permetrina.
Di recente la casa farmaceutica tedesca
Zentaris GmbH ha annunciato di aver ottenuto l’autorizzazione
alla vendita sul mercato tedesco dell'Impavido,
farmaco anti-leishmaniosi. Il preparato, già autorizzato in India
nel 2002, era stato introdotto sul mercato nel 2003. Il suo
principio attivo è la miltefosine, scoperta presso il Max
Planck Institute di Gottingen dal prof. Hans Jorg Eible e dal
prof. Clemens Unger ed è stato sviluppato come farmaco da Zentaris
in collaborazione con l'OMS.
In India il prodotto ha registrato
tassi di successo superiori al 95% (nell’uomo) ed in pochi casi è
stato provato anche in Italia (nel cane) con risultati, riportati
dalla stampa specializzata, a dir poco incoraggianti. La cura è tra
l’altro abbastanza breve, non richiede ricovero, avviene con
somministrazioni per via orale, e, anche se per ora è piuttosto
costosa, la commercializzazione in Europa dovrebbe calmierarne i
prezzi.
Inoltre buoni
risultati nei test di laboratorio sembra abbia dato anche un vaccino
messo a punto nel Laboratorio di chimica organica del Politecnico
di Zurigo dal Direttore Prof. Seeberger. |