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PERCHE' IL COLLIE?
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4 aprile 2018
 
 
DALLE ORIGINI ALLE PRIME ESPOSIZIONI
Data di pubblicazione 20 maggio 2009

Investigare sulle origini del collie è impresa assai ardua. Le varie razze, che oggi ne costituiscono la famiglia, hanno probabilmente una comune origine recente, ma le loro radici, pur tra realtà e fantasia, tra cronaca e letteratura, tra storia e mito, si fanno strada fino alla notte dei tempi.

L’ipotesi oggi comunemente accettata è che questa razza, così come oggi la conosciamo, é il risultato di una selezione avvenuta attraverso i secoli seguendo l’evoluzione della civiltà dell’uomo, perché all’uomo questo cane ha legato il suo destino in maniera indissolubile ed alle sue esigenze ha adattato la propria evoluzione.

La storia che ci apprestiamo a raccontare non riguarda perciò un’unica razza, ma un insieme assolutamente straordinario di razze e varietà, nate ed evolutesi, e in qualche caso scomparse, ma tutte impegnate a costruire quella “stirpe del collie” che ha monopolizzato negli ultimi due secoli gran parte delle scienze e delle arti legate al cane. Non è pura fantasia. C’è una base scientifica in tutto questo.

Nel 2004 è stato pubblicato uno studio della dott.ssa Katrina L. Mealey dell’Università di Washington e del gruppo del dott. Mark W. Neff dell’Università della California sulla presenza del gene mutato mdr1-1Δ (causa della sensibilità del collie all’Ivermectina) in alcune razze che hanno una ragionevole possibilità di parentela con il collie. Questi ricercatori hanno basato il loro studio su uno schema di albero genealogico ideato da Linda Rorem fin dal 1997. Lo schema, che qui mostriamo adattato alle nostre finalità, mostra il rapporto tra le varie razze di collie ed i loro antenati. Si tratta naturalmente di una semplificazione, in quanto altre razze hanno contribuito, anche se in maniera meno determinante, all'evoluzione di quel cane che é poi diventato il collie, ma da esso si deduce che le diverse razze oggi esistenti, al di là delle loro origini più remote, hanno, come principale antenato, l'antico collie da lavoro presente in Gran Bretagna e Irlanda nella prima metà del XIX secolo ed evolutosi in queste regioni dal primo Medio Evo fino all’alba delle esposizioni canine (1860 circa).

Le conclusioni, cui il lavoro dei ricercatori americani è giunto, sono le seguenti:

  • una mutazione, che si trova nel patrimonio genetico del collie, provoca una sensibilità ad alcuni farmaci, il più noto dei quali é l’Ivermectina;

  • questa mutazione non è antichissima, ma è nata da 40 a 120 generazioni (160-480 anni) fa all'interno della linea evolutiva del collie;

  • tutte le razze che presentano questa mutazione sono discendenti di un cane che viveva in Gran Bretagna ed Irlanda prima dell’isolamento genetico delle razze che trae origine dall’istituzione dei Libri Genealogici (ca. 1873);

  • da questo comune antenato discendono almeno nove distinte razze, e ciò è provato dalla presenza in esse del gene mutato mdr1-1Δ;

  • le razze che non presentano il gene mutato (contrassegnate nello schema da un check verde) devono essersi geneticamente distaccate in epoca precedente la comparsa della mutazione, oppure sono rimaste isolate in una nicchia genetica all’interno della quale la deriva genetica ha selezionato “per caso” individui esenti dal gene mutato.

Tra le nove razze in cui si è trovato il gene mdr1-1Δ, ce ne sono due di levrieri create sul finire del secolo scorso negli Stati Uniti, il Longhaired Whippet ed il Silken Windhound, la cui parentela con il collie sembrava insospettabile. In realtà la seconda delle due razze è stata ottenuta solo negli ultimi trent’anni dalla prima, e questa ha tra i suoi antenati il Whippet ed il Borzoi, entrambi esenti dalla mutazione, ma anche il pastore delle Shetland, in cui invece essa è presente.

Le origini di quei cani, che alla creazione del collie hanno contribuito, sono molto antiche.

Nel suo libro “A General History of Quadrupeds” (1790) Thomas Bewick descrive un cane che sembrerebbe un antenato del collie, molto simile ad un altro cane descritto qualche anno dopo dal Rev. W. Bingley nel libro “Memoirs of British Quadrupeds” (1808). In entrambi i libri non si nomina mai il collie (o colley come fu inizialmente chiamato) ma la loro descrizione non lascia alcun dubbio: è il cane che ha custodito per secoli le pecore sugli altopiani scozzesi, e che per questo fine ha maturato una singolare evoluzione mentale e caratteriale, oltre che fisica, che lo ha differenziato dalla maggior parte delle altre razze da pastore.

La storia del collie è dunque la storia delle terre di Scozia e dei popoli che le abitarono e, primi tra questi, quelli che i Greci chiamarono Celti ed i Romani, Galli, e che, fra il 3° ed il 1° secolo a.C., partendo dalla penisola iberica, invasero le isole britanniche occupando Bretagna, Galles, Cornovaglia, Irlanda e Scozia.

La storia di questo popolo è ammantata di avventure e di amori, di gesta eroiche e di racconti magici, di miti e di fantasie, che le leggende medioevali attribuirono più tardi a Re Artù, a Mago Merlino, ai Cavalieri della Tavola Rotonda.

Essi incontrarono nella loro espansione popolazioni di origine indoeuropea giunte in Europa forse già dal IV millennio a.C. ed il cui rapporto con i cani da gregge era iniziato circa 1.000 anni prima, all'epoca della "rivoluzione neolitica". Questa fu un’era letteralmente rivoluzionaria, perché da una economia basata sulla caccia si passò all'agricoltura ed all'allevamento, con conseguenti cambiamenti radicali nella vita dell'uomo, dall’alimentazione al modo di abitare, dal rapporto con l’ambiente a quello con gli altri uomini, e determinò anche un'evoluzione nel ruolo del cane, per cui intorno al 5.000 a.C. può essere datata in Europa la nascita del cane da pastore.

 I Celti erano fondamentalmente un popolo di guerrieri, ma la loro economia era basata sull’agricoltura e sulla pastorizia, per cui i cani erano di grande utilità. E’ probabile dunque che fossero chiamati “collies” i cani usati per condurre il bestiame, con una parola che nella lingua celtica vuol dire “utile”, o più probabilmente il nome di questo cane potrebbe derivare dalle pecore dal muso nero, chiamate "colleys" dalla parola anglo-sassone “coal", che vuol dire “nero”. Il nero era anche il colore originale della razza.

 L'importanza che i Celti davano al cane è testimoniata dai loro miti e dalla loro cultura. L’antico e leggendario levriero dei Celti (forse il progenitore degli attuali Irish Wolfhound) veniva utilizzato nella caccia ai grandi ungulati e per difendere le greggi dai lupi. Quando, intorno al 1600, il lupo si estinse sull’isola britannica, i cani utilizzati per la sua caccia cessarono di essere indispensabili e rischiarono a loro volta l'estinzione, ma per fortuna già da secoli i cani dei celti, incrociandosi con i cani già presenti sui territori occupati, avevano intrapreso, sul cammino dell'evoluzione, la strada che li avrebbe trasformati da difensori a conduttori del gregge.

Nel 55 a.C. i Romani iniziarono con Cesare ad espandersi in Europa. Essi avanzavano portando con sé il bestiame e quei cani che Marco Terenzio Varrone ha descritto come animali di grossa taglia, di colore bianco, nero e marrone, selezionati soprattutto per la difesa del gregge: questi cani somigliavano probabilmente agli odierni bovari del bernese. Nel 43 d.C. con l’imperatore Claudio i Romani giunsero in Britannia, spingendosi fino ai confini della Scozia.

I Romani contribuirono a migliorare l'allevamento del bestiame, introducendo razze di pecore più selezionate, che dettero un impulso all'industria della lana, essenziale per l'economia. E’ logico pensare che negli anni dell'occupazione romana i cani arrivati al seguito degli invasori si fossero profondamente trasformati incrociandosi con i locali cani celti che a loro volta avevano già subito l’influenza di quelli delle preesistenti popolazioni.

In quelle terre i romani rimasero fino al 410 d.C. quando si ritirarono definitivamente sul continente dove erano minacciati dall'avanzata di  Unni e Visigoti, lasciando il campo libero all'immigrazione, più che all'invasione, degli Anglo-Sassoni. Questi erano un insieme di varie tribù germaniche provenienti dallo Jutland (Angli e Juti) e dalla Germania nord-occidentale (Sassoni). L'economia di questi popoli era fiorente, grazie ai loro traffici, ed i loro signori erano benestanti e ricchi di bestiame e di terre, e seppero apprendere dalle popolazioni locali quella superiorità tecnica in agricoltura che, grazie ai romani, esse avevano. Comincia a nascere l'economia medievale basata sul castello come nucleo di aggregazione, comprendente tutte le componenti dell'economia, dal signore agli schiavi, dalle terre al bestiame, ai cani.

Nel 793 cominciarono gli attacchi dei Vichinghi alle coste della Britannia, dapprima sotto forma di scorrerie piratesche, poi in maniera sempre più continua. Il legame tra i guerrieri Vichinghi ed i loro cani è testimoniato dalla frequenza con cui questi si trovano nelle tombe, sepolti insieme ai loro padroni. I cani dei Vichinghi erano degli spitz evolutisi nell'arco di quasi 5000 anni a partire dal lupo artico e da cani domestici. I Vichinghi portavano al loro seguito dei cani da caccia e dei cani da mandria simili all'Icelandic Sheepdog. Da questi cani si suppone si siano evolute altre razze tra cui anche i pastori delle Shetland. L'occupazione vichinga durò fino al 1066, quando la Britannia fu invasa dai Normanni.

Ogni invasione portava nuovi tipi di bestiame e di cani, e questi cani si incrociavano con i cani locali dando origine a nuove varietà. L'industria della lana era essenziale all'economia, per cui furono selezionati, allevati ed addestrati cani che potessero essere utili come conduttori e custodi di greggi. Le caratteristiche richieste erano un mantello folto ed impermeabile che li proteggesse dalle dure condizioni atmosferiche, una grande intelligenza, un forte temperamento ed una notevole resistenza fisica.

A partire dall'anno 1000 era iniziata la crescita economica, tecnica e culturale dell'Europa. Durante quegli anni la distruzione di grandi tratti di foreste aveva reso disponibili pascoli estesi, che erano stati successivamente frazionati, provocando la frammentazione delle proprietà e delle aziende agricole in unità sempre più piccole.

 I pastori selezionavano i loro “utili” cani a seconda delle competenze richieste, cioè dei diversi tipi di bestiame e delle diverse condizioni climatiche ed ambientali.

Pur essendosi sviluppate da antenati comuni, anche le due varietà, a pelo lungo ed a pelo corto, cominciarono a separarsi in conseguenza del tipo di lavoro svolto e dei luoghi in cui lo svolgevano. Il rough collie, la varietà a pelo lungo, lavorava con le greggi di pecore, mentre lo smooth collie, a pelo raso, veniva probabilmente usato come bovaro per guidare il bestiame. Mentre il primo continuò a lavorare sugli altopiani scozzesi, il secondo scese a valle dove il clima era più umido, ma meno rigido.

La vita pastorale in Gran Bretagna ha subito nei secoli profondi cambiamenti. Questi mutamenti socio-economici hanno certamente modificato il tipo di lavoro svolto dai cani, perché non era più necessario guidare le pecore su lunghe distanze fino ai mercati. E questi cambiamenti nelle pratiche agricole portarono alla scomparsa di molte razze e varietà non rispondenti più alle nuove necessità: Smithfields, Beards e Shags, Dorset Sheepdogs (o Old Downlands), Galway Collies (di cui il famoso Trefoil era un esemplare), Highland Collies, Manx Sheepdogs, Rutherford North Country Collies, Welsh Hillman, e Welsh Grey Collies sono tutte varietà di Collie scomparse progressivamente per non essere riuscite ad adattarsi a tali cambiamenti.

Le nuove scoperte geografiche favorirono, durante il 17° e 18° secolo, la diffusione del collie nel mondo. Gli sheepdogs e gli shepherds sono i discendenti dei collie britannici che accompagnarono i primi pionieri in America ed in Australia insieme al loro bestiame.

Il 6 settembre del 1620 salpò da Plymouth in Inghilterra, diretto nel nuovo mondo, il galeone Mayflower, con a bordo 115 Padri Pellegrini. Essi erano accompagnati dal bestiame e da quei cani che allora si stavano affermando. I discendenti di questi collie poco a poco si sparpagliarono in tutto il continente americano, specialmente durante la "corsa all'oro" del 1840, quando la grande richiesta di lana e di carne fece muovere grandi greggi di pecore dall'ovest verso la California ed il Nuovo Messico.

Nel 1788 il Capitano James Cook sbarcò a Port Jackson (oggi Sydney) in Australia con il suo carico di detenuti, guardie, prodotti alimentari, bestiame e cani (presumibilmente i collie da lavoro allora usati in Gran Bretagna) iniziando quella colonizzazione che nel secolo successivo si sarebbe estesa a tutto il continente. I coloni avevano bisogno di un cane forte, dotato di grande resistenza, capace di controllare e di spostare le grandi mandrie di bestiame attraverso pascoli vastissimi. Questa necessità fece sì che venissero selezionate razze diverse a seconda del bestiame cui erano adibite e delle zone in cui operavano.

La rivoluzione industriale provocò grandi trasformazioni nella società inglese durante il regno della Regina Vittoria (1837-1901) ed i cambiamenti socio-economici cambiarono anche il ruolo di molte razze di cani, tanto che da allora possederli divenne più una moda che una necessità.

Fino a quel momento i cani erano stati selezionati tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche e della loro capacità di lavoro, ma da quel momento le finalità della selezione cambiarono radicalmente. Il colpo di grazia fu dato dalle prime esposizioni.

E siamo giunti così al XIX secolo con la diffusione di una nuova varietà di collie da lavoro, ben adattatasi alle nuove opportunità che la pastorizia esprimeva. Ma ciò che ha segnato una rivoluzione, forse non positiva, nel ruolo del cane, è stato nel 1860 l'inizio delle esposizioni, perché esse influirono direttamente sulle finalità della selezione, che da allora in poi mirò alla forma piuttosto che alla funzione.

All’alba del XIX secolo viveva dunque in Gran Bretagna ed Irlanda un tipo di collie, dal quale fu selezionato l’attuale Collie da esposizione, e che ha continuato ad esistere come cane da fattoria, o cane di famiglia, almeno fino al 1950. Questo tipo di collie scozzese aveva caratteristiche molto variabili, ma si distingueva per un mantello non eccessivamente lungo, gli occhi grandi, lo stop pronunciato ed il cranio più largo che, insieme alla grande intelligenza e versatilità ne facevano il compagno indispensabile per il pastore, così come era stato rappresentato e descritto nel 1790 da Thomas Bewick nel libro A General History of Quadrupeds:

"Questo utile animale, sempre fedele al suo compito, si pone alla testa del gregge, là dove meglio può ascoltare e comprendere la voce del pastore. Sicurezza, ordine, disciplina, sono il risultato della sua vigilanza e della sua azione. In queste vaste distese di terra, che in molte parti della nostra isola sono destinate esclusivamente all'alimentazione delle pecore o di altro bestiame, questo intelligente animale è di enorme importanza. Greggi smisurate possono essere continuamente sorvegliate lasciandole libere in questi spazi selvaggi, ampi fin dove l'occhio può arrivare, apparentemente senza controllo. La loro unica guida è il pastore, cui obbediscono i suoi fedeli cani, assidua compagnia alla sua fatica. Essi ricevono i suoi comandi e sono sempre pronti ad eseguirli; sono i vigili custodi del suo gregge, impediscono che si disperda, lo tengono unito e lo guidano da una parte all'altra del pascolo; non tollerano che estranei si mescolino alle loro pecore e diligentemente tengono lontano ogni intruso. Nel guidare qualsiasi numero di pecore ad una qualunque distanza, un cane ben addestrato non manca mai di controllare il loro cammino, di badare ad ogni strada che si diparte da esso, di minacciare ogni malintenzionato. Esso aspetta i ritardatari, e se qualcuno dovesse allontanarsi, lo riporta all’ordine senza fargli il minimo danno. Se il pastore è obbligato ad assentarsi, resta il suo cane a tenere insieme il gregge e, non appena sente il ben noto richiamo, questa fedele creatura lo riconduce al suo padrone, anche se è a notevole distanza."

Pur senza mai nominarlo, questo brano descrive con grande precisione l’animo ed il lavoro del collie, così come i pastori lo vollero!

 
DALLA PRIMA ESPOSIZIONE ALLA NASCITA DEL KC
Data di pubblicazione 2 agosto 2015

Anche la cinofilia, così come altre discipline legate all’arte, alle scienze ed alla letteratura, beneficiò di quel periodo storico chiamato “età vittoriana”, che coincise con gli anni di regno della grande Regina Vittoria, dal 1837 al 1901. L’affermarsi ed il diffondersi dell’amore per la natura e per gli animali favorì la cultura del cane e tutte le attività ad essa collegate. Così iniziarono, nella seconda metà del 19° secolo, i primi timidi tentativi di organizzare e regolamentare il mondo del cane favorendo la trasformazione del suo ruolo, rimasto per secoli confinato all’interno di una società agricola, per adattarlo alla nascente società industriale. Senza quel periodo, e senza le manifestazioni che in quel periodo fiorirono, probabilmente il cane non avrebbe goduto della popolarità di cui gode ancora ai giorni nostri.

In quegli anni nacquero le prime esposizioni di bellezza, che tanta parte dovevano avere nel propagandare la nuova funzione del più fedele amico dell’uomo quando, più tardi, quella di “lavoratore” cominciò a venir meno.

Queste mostre, timidamente apparse già negli anni ’40 sotto forma di improvvisati e conviviali incontri di appassionati, avvenivano generalmente presso mercati e luoghi pubblici e solitamente nell’ambito di fiere di altri animali da utilità, richiamando via via sempre maggiore interesse, perché in esse ci si poteva confrontare amichevolmente e discutere delle qualità dei propri beniamini, divulgando l’entusiasmo ed il piacere della partecipazione.

Bench Show” vennero chiamate inizialmente, perché i cani venivano mostrati su panchine o piattaforme (bench) come in qualche modo ancor oggi si usa fare per le razze di piccola taglia.

Il rovescio di una medaglia, che doveva guadagnare nel tempo sempre più valore, fu che man mano che le esposizioni di bellezza conquistavano maggiore spazio nella rinnovata società inglese, aumentava negli allevatori l’inclinazione a selezionare il solo aspetto fisico, trascurando la necessità di conservare l'istinto per il lavoro. Il cane da show cominciò a diversificarsi e distinguersi dal cane da lavoro e così la selezione finalizzata alle sole esposizioni cominciò a deteriorare la natura stessa di molte razze da lavoro, problema divenuto col tempo molto serio ed a cui alcuni Kennel Club cercano tuttora di mettere un freno con opportune regolamentazioni. Fu dunque in quegli anni che si verificò il giro di boa nella storia delle razze, il momento in cui il cane da pastore smise di essere il compagno di lavoro dell’uomo per divenire strumento della sua vanità.

Per quanto riguarda la nostra razza, il Collie, riportiamo quanto scriveva in quegli anni il giornale "The English Kennel Gazette". E’ straordinario come queste righe, vecchie di più di 150 anni siano attualissime ancor oggi:

"Appassionati, numerosi come locuste, sembrano aver scelto il collie, ed ultimamente hanno deciso che un collie deve avere una testa enorme, un mantello enorme, ed arti enormi, e che con queste tre caratteristiche starà dentro un ring; così hanno iniziato ad impiantare nella razza la mascella di un alligatore, il mantello di una capra d’Angora e l'ossatura rozza di un San Bernardo. Un cane ‘grossolano’, col collo corto, le spalle diritte e grosse, la schiena infossata ed una piccola coda alta, ma aggraziato da un muso molto lungo e da un mantello molto pesante, che è già frequente nelle nostre esposizioni, ed aumenta e si diffonde. Nelle pubblicità dei giornali di cani si può leggere l'esultanza degli ‘amanti del collie’ per la ‘grossa ossatura’ dei loro beniamini, il ‘lunghissimo mantello’, e così via. Ritengo pertanto giunto il momento di ricordare alla gente ciò che in passato era un collie, e ciò che lo Standard ufficiale del Collie Club dice che anche adesso dovrebbe essere. Prima di tutto, il collie è destinato ad un certo tipo di lavoro e non appena ci troviamo a selezionare cani che non sono in grado di galoppare o saltare, 'arrangiatevi, sissignori' e tenete a mente anche che possiamo essere certi che, qualunque cosa ci sembri, non è un cane da pastore; e con la scomparsa delle sue qualità nel lavoro, svaniscono anche le sue qualità caratteriali e la sua bellezza. Ma prendiamo in esame qualcuno dei suoi caratteri, in particolare quelli che più immediatamente corrono il pericolo di essere male interpretati. Il sottopelo, senza dubbio, dovrebbe essere molto denso ed abbondante, ed anche il pelo esterno dovrebbe essere ben sviluppato. Ma una lunghezza ed un peso del pelo eccessivi possono solo essere di ostacolo ai movimenti del cane. Il cranio dovrebbe essere piatto e piuttosto ampio, perché il cervello ha bisogno di spazio, essendo il cranio di un levriero manifestamente quello di un cane poco intelligente. Il muso del collie dovrebbe essere sottile ed affusolato, perché se al cane capitasse di dover occasionalmente mordicchiare una pecora per farla muovere, una ferita grave sarebbe disastrosa; il morso di un greyhound è progettato per uccidere. Quanto alla forma generale, il collie dovrebbe essere un cane dalla corporatura leggera, di medie dimensioni, meravigliosamente attivo, instancabile nei suoi movimenti, sciolto ed impetuoso nel suo aspetto, che sia in grado di andare di corsa su terreni sconnessi e saltare eventuali ostacoli sul suo cammino. Deve avere lunghe spalle oblique, torace profondo e stretto, lombo piuttosto arcuato, arti di buona lunghezza, con una discreta ossatura di forma ovale, ed un perfetto equilibrio in ogni sua parte. Non dovrebbe mostrare alcuna parentela con il levriero, sia nel cranio che nella mandibola, così come dovrebbe anche essere assente qualunque somiglianza con l’orecchio o la coda del setter. Il primo dovrebbe essere piccolo e semi-eretto, ma un orecchio a punta è preferibile a quello portato cadente sulla guancia; la seconda dovrebbe essere portata bassa, ma essere lunga e mostrare alla punta un’arricciatura verso l'alto".

Quanto segue sarà probabilmente, per la maggior parte dei lettori, una noiosa sequenza di date e nomi che, pur avendo cercato di ridurre al minimo, limitandola ai soli dati di cronaca, tuttavia copre un periodo di quindici anni, dalla prima esposizione canina ufficialmente riconosciuta come tale, alla nascita del Kennel Club e delle sue regole. Il lettore poco paziente può tranquillamente evitare di leggerla, poiché essa ha interesse unicamente per chi coltiva una certosina passione per le indagini storiche. Le persone di seguito citate, infatti, costruirono la cinofilia e selezionarono la razza così come oggi la vediamo, e quei cani, di cui sono rimasti soltanto nomi in gran parte sconosciuti, sono quelli da cui tutti i nostri campioni di oggi sono nati.

Newcastle, 28 e 29 giugno 1859

Fu la prima, vera esposizione canina di cui sia rimasta storicamente notizia. Si svolse nella Town Hall di Newcastle nell’ambito di una più vasta mostra di animali da cortile. Gli organizzatori furono John Shorthose, commerciante di birra ed allevatore di setter, e William Rochester Pape, fabbricante di armi, che realizzarono un’idea di Richard Brailsford. Sessanta gli iscritti, numero alquanto incoraggiante per una manifestazione alla sua prima edizione. Due sole razze presenti: 23 pointer, giudicati da Joseph Jobling di Morpeth, Thomas Robson di Newcastle e John Henry Walsh di Londra (il ben noto Stonehenge, editore del giornale THE FIELD ed uno dei maggiori cinofili di tutti i tempi) e 37 setter, giudicati da Francis Foulger, guardacaccia di Sua Grazia il Duca di Northumberland, da Richard Brailsford, guardacaccia del conte di Derby, ed ancora da J. H. Walsh. Strano a dirsi, ma tutti gli espositori erano uomini e tutti i cani erano maschi. Due pistole di bella fattura, del valore di 15 e 20 sterline, furono offerte da Mr. Pape quale premio per i vincitori. Se le aggiudicarono tra i setter, Dandy di J. Jobling, e tra i pointer un non meglio identificato “cane bianco e fegato” di R. Brailsford. Passò inosservato il fatto che qualche Giudice fosse anche espositore o risultasse addirittura tra i vincitori, ma allora non ci si badava troppo e comunque nessuno se ne lamentò, a dimostrazione del fatto che le esposizioni erano cominciate sotto i migliori auspici; i guasti arrivarono in seguito.

Il grande successo di questa prima manifestazione indusse a promuoverne di nuove in altre città del paese.

Birmingham, novembre 1859

Gli stessi Richard Brailsford e John Henry Walsh, insieme a Frederick Burdett, furono gli organizzatori della prima esposizione tenuta a Birmingham. Per l’occasione era stata creata la Birmingham Dog Show Society. 80 cani iscritti suddivisi in 14 classi, ma solo cani da caccia. L’unico cane vincitore di cui si conosce il nome fu Brougham, un setter di Frederick Burdett.

Birmingham, 3 e 4 dicembre 1860

Ma fu il 1860 l’anno che gli appassionati del cane da pastore avrebbero ricordato come inizio delle esposizioni di bellezza, perché in quell’anno, finalmente, esse furono aperte anche alle razze non da caccia. L’esposizione si tenne nel Midland Counties Repository di Birmingham con 267 iscritti, di cui 5 cani da pastore, tre dei quali indicati solo come “Scozzesi” e due definiti “Pastori inglesi”. Risultò vincitrice una “femmina scozzese pura” di proprietà di W. Wakefield di Hurley, che è passata alla storia come il primo cane da pastore premiato in una esposizione di bellezza.

Leeds, 16, 17 e 18 luglio 1861: North of England Exhibition of Sporting and Other Dogs

Nella Royal Agricultural Hall la Giuria era composta da Lord Neville, Sir W. Cooke, Captain Harrison, Captain Spencer, W. Lort, E. Smith, J. Parrington, G. F. Solly e G. Leacroft. Nella classe “Sheep Dogs” furono premiati Canty di C. Walker, e Bob di T. Ellis.

Birmingham, 2, 3 e 4 dicembre 1861: Second Exhibition of Sporting and Other Dogs

Si tenne nella Tennant Street con i seguenti Giudici: C. Wickstead, R. Harper, S. Mallabey, J. Walker, W. Lort, J. Calver, P. Hackett, J. Tailby, il Maggiore Irvine, il Maggiore Ainslie, il Capitano Lowndes. Nei cani da pastore risultò primo Jehu di J. Siviter, e secondo Bob di T. King.

Manchester, 1861: First Exhibition of Sporting and Other Dogs

Poche informazioni su questo show che si tenne nei Belle Vue Zoological Gardens. Si sa solo che ai primi tre posti si piazzarono cani rispettivamente di proprietà di J. Martin, J. Siviter e Sadler.

Londra, 24, 25, 26, 27 e 28 giugno 1862: North of England Second Exhibition of Sporting and Other Dogs

Il grande successo di questa manifestazione, che registrò 803 cani iscritti, fu dovuto probabilmente al fatto che da maggio a novembre dello stesso anno si tenne l’International Exhibition, che richiamò 28.000 espositori da 36 paesi, con oltre sei milioni di visitatori. Dai giardini della Royal Horticultural Society, nel sobborgo londinese di Islington, non rimase notizia di eventuali vincitori tra i cani da pastore.

Birmingham, 1, 2, 3 e 4 dicembre 1862: Third Exhibition of Sporting and Other Dogs

Si svolse nella Old Wharf, con 638 cani per i Giudici J. B. O. Bayly, G. Beers , J. Calvert, J. Ferryman, W. Lort Jr., J. Maiden, S. Mallabey, T. Marshall, C. Randell, Mr. J. Tailby ed il Capitano Lowndes. Premiati Shep di R. Scrimminger e Gent di J. Siviter.

Londra, 23, 24, 25, 26, 27 e 28 marzo 1863

Un vero record di iscrizioni alla Ashburnham Hall, nel quartiere londinese di Chelsea: ben 1.214. Giudici: H. Brown, J. Willis, F. Maitland, J. Walker, J. Tailby, J. Worthington, F. Lowe, J. Lang, E. Poulet, R. Collins, H. Goater, R. Marshall, Lord Garvach, il Capitano Maitland e il Capitano Brickman. Per la prima volta fu prevista una classe per "Scotch Colleys". Tra questi risultò primo Sheppie di J. Crawshaw, e secondo Barney di E. W. Williams.

Londra, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 maggio 1863: First Great International Dog Show

Un catalogo ricco di ben 1.678 cani per questo show tenuto presso l’Agricultural Hall, nel quartiere di Islington. Giudici furono il Capitano P. Williams, il Capitano J. A. Thompson, il Maggiore J. Fletcher, il Colonnello C. P. Leslie, ed i signori J. S. Crawley, J. G. Grimwood, G. Moore, R. Ker, C. Randell, J. Wentworth, R. Marshall, il Conte di Suffolk, Lord Suffield, Lord Bury. Prevista una classe “Scotch Sheep Dogs”, ma nessun premio fu assegnato alle femmine. Tra i maschi invece i vincitori furono Yarron di proprietà di E. Greaves, seguito da Laddie appartenente a W. Morley.

Birmingham, 30 novembre e 1, 2 e 3 dicembre 1863: Fourth Annual Exhibition

Registrò 570 iscritti per i Giudici Paul Hackett, J Lang, W. Lort Jr., S. Mallaby, R. Pearson, J. Tailby, J. Walker, Capitano White e Maggiore Irving. Nella classe “Sheep Dogs” primo Yarrow di E. Greaves e secondo Rover di T. Wootton.

Londra, 18, 19, 20, 21, 22 e 23 aprile 1864: Second Exhibition of Sporting and Other dogs

Si tenne nella Ashburnham Hall con 933 iscritti. Giudici: Colonnello Ousley, Colonnello Scott, Capitano Willis, Capitano Elliott, e signori J. Laing, J. Walker, W. Bruce, C. H. Fitz William, W. F. Maitland, W. Smith, W. Inchcliffe, G. Seaton, E. Pontet, E. Goater, G. B. Pike, W. Lort, B. B. Williams, J. Woodhams e Lord Garvach. I Cani da Pastore Inglesi e Scozzesi furono giudicati insieme in un’unica classe “Sheepdogs”. Primo Driver di W. Grummit, secondo Rover di J. Palethorpe e terzo Rover di T. Ryley.

Londra, 27, 28, 29, 30 e 31 maggio 1864: Second International Dog Show

Ben 1.047 i cani che si esibirono nella Agricultural Hall. Tra i vincitori il Principe di Galles che si aggiudicò due primi premi ed un secondo premio con tre cani (noblesse oblige!). Nella classe “Sheep Dogs” vinse Rover di J. Palethorpe, seguito da Rocket di J. N. Beasley.

Birmingham, 28, 29 e 30 novembre e 1° dicembre 1864: National Exhibition of Sporting and Other Dogs

701 iscritti con la seguente Giuria: C. Tongue, W. Long,  S. Mallabey, J. Sykes, J. Walker, J. Tailby, J. Monsey, Capitano Willis e Maggiore Irving. Nella Classe “Sheep Dogs” primo Yarrow di E. Greaves, secondo Bob di T. Woolston.

Manchester, 22 dicembre 1864: Fourth Dog Show

Negli Zoological Gardens sfilarono 1.063 cani. Nella classe “Sheep Dogs” nell’ordine Rover di J. Palethorpe e Rover di Horsefall.

Londra, 2, 3, 4, 5, e 6 giugno 1865: Third Great International Dog Show

Vide 1.063 iscritti al giudizio dei signori: T. Pearce, W. Brailsford, J. Walker, W. Walker, C. Tongue, T. Walton, H. Hanley, T. Wcotton, J. Tailby, J. Monsey, e Capitano Greville. Primo Rover di J. Palethorpe, secondo Bob di T. Duffty.

Birmingham, 4, 5, 6 e 7 dicembre 1865: Sixth Great Annual Exhibition of Sporting and Other Dogs

Si tenne al Curzon Hall, con ben 781 cani. Per la prima volta vennero ammessi al giudizio anche i cuccioli. La classe “Sheep Dogs” fu giudicata da J. Sykes, W. Lort, dal Capitano Willis e dal Maggiore Irving, che classificarono al primo posto Help di T. Ashton ed al secondo Rover di W. Lamin.

Manchester, 28, 29 e 30 dicembre 1865: Fifth Dog Show

Nella Great Music Hall i giudici chiamati ad esaminare la classe “Sheep Dogs” furono i signori W. Lort, J. Walker, e J. Sykes. Primo Rover di J. W. Palethorpe, seguito un cane dal nome rimasto sconosciuto di proprietà di J. Handley e da Laddie di G. Darwell.

Birmingham, 3, 4, 5 e 6 dicembre 1866: Seventh Dog Show

831 iscritti. W. Lort e J. Walker giudicavano anche la classe “Sheep Dogs”. I primi due furono Toby di W. Lamin e Gent di J. Siviter.

Manchester, 21, 22 e 24 dicembre 1866: Sixth Dog Show

Solo 390 cani nella Great Music Hall. Giudici della classe “Sheep Dogs” furono M. Hedley e J. Monsey. Vincitori Laddie di W. Gammon seguito da Shep della signora Handley e da Laddie di G. Darwell.

Birmingham, 2, 3, 4 e 5 dicembre 1967: Eighth Great Annual Exhibition of Sporting and Other Dogs

Nella Curzon Exhibition Hall gli iscritti furono 691. Giudici: J. Lang, V. Long, S. Mallabey, John Percival, Mathias Smith, J. Walker e J. Walker. Nella classe “Sheep Dogs” primo Rock di J. Inman e secondo Toby di H. Henson.

Manchester, 19, 20 e 21 dicembre 1867: Seventh Dog Show

514 cani alla Great Music Hall. Giudici della classe “Sheep Dogs” furono J. Monsey e Rowe. Ai primi tre posti tre cani con lo stesso nome: Rover. Il primo appartenente a J. W. Palethorpe, il secondo a J. Percival ed il terzo a W. Horsepool.

Birmingham, 30 novembre e 1, 2 e 3 dicembre 1868: Ninth Dog Show

Registrò 806 iscritti a disposizione dei Giudici C. Collins e M. Smith. Vincitori Toby di H. Henson, seguito da Laddie della signora A. A. B. Hamilton.

Manchester, 24, 26 e 28 dicembre 1868: Eighth Dog Show

424 cani nella Great Music Hall. Giudici della classe “Sheep Dogs”: J. Monsey e E. Owen. Premiati Rover di S. Smith seguito da Toby di H. Henson e da Jerry di S. Smith.

Londra, 1, 2 e 3 giugno 1869: First Exhibition

I signori Walker e Sykes giudicarono la classe “Sheep Dogs” dell’esposizione del National Dog Club. Premiati nell’ordine Rover di Smith, Trusty di Lord Ker ed un cane di cui non è rimasto il nome di proprietà del signor White.

Birmingham, 29 e 30 novembre e 1 e 2 dicembre 1869: Tenth Dog Show

757 cani alla Curzon Hall per i Giudici Lord Garvach ed Edgar Hanbury. I vincitori furono Laddie di L. Bourne e Bob di J. Holmes Jr.

Manchester, 17, 18, 19 e 20 dicembre 1869: Ninth Dog Show

Alla Great Music Hall non fu assegnato un primo premio, mentre si aggiudicò il secondo Laddie di J. Sanderson ed il terzo Shep di J. Robinson.

Londra, 21, 22, 23 e 24 giugno 1870: First Grand Exhibition of Sporting and Other Dogs

Fu tenuta per la prima volta al Crystal Palace, costruito nel 1851 per ospitare l’Esposizione Universale, con 895 cani presenti. La classe “Sheep Dogs” prevedeva premi separati per Rough e Smooth Collie. Questi ultimi però non furono assegnati per mancanza di cani meritevoli. I premi per i Rough Collie andarono a Rob di J. Ashcroft e Hamish di P. Gordon.

Birmingham, 28, 29 e 30 novembre e 1 dicembre 1870: Eleventh Dog Show

Registrò 864 iscritti, di cui quattordici cani da pastore giudicati da E. Hambury e dal Rev. T. O’Grady. Al primo posto Laddie di L. Bourne, al secondo Cockie di W. White, ed al terzo Rover di J. Smith. Pur non vincendo si mise in mostra, con un secondo premio, uno dei migliori cani da pastore mai esposti, Cockie, un collie fulvo di due anni di proprietà di Mr. W. White di Sherwood Rise, Nottingham. Cockie fu, a detta di tutti quelli che ebbero la possibilità di ammirarlo, il miglior collie del suo tempo e senz’altro uno dei più grandi riproduttori di tutti i tempi.

Manchester, 30 e 31 dicembre 1870: Tenth Dog Show

Si tenne negli Zoological Gardens. Giudici, per la classe “Sheep Dogs”, J. Barrow e J. Monsey. Primo Sampson di J. Inman, secondo Tousie di T. Worthington e terzo Rover di E. H. Wood.

Glasgow, 20, 21 e 22 febbraio 1871: First Scottish National Exhibition of Sporting and Other Dogs

383 cani nella Burnbank Drill Hall. Giudici i signori W. Lort, J. Walker, J. Douglas, S. Handley, T. Ritchie, J. Millar. Risultò primo Watch del signor Thomas, secondo Keeper di D. Black e terzo Tweed di W. McKie.

Edimburgo, 16, 17 e 18 maggio 1871: First Scottish Metropolitan Exhibition of Sporting and Fancy Dogs

Si tenne nel Royal Gymnasium alla presenza di 789 cani. La numerosa giuria era composta da W. Sharpe, G. Blanshard, J. Steedman, R. Raimes, J. Gibson, J. Aitken, J. Brown, A. Dawson, W. Ritchie, D. Paterson, R. Carr, J. A. S. E. Fair, W. H. Liddell, A. Graham. Nella classe “Sheep Dogs” si classificò al primo posto Laddie di J. Summer, al secondo Laddie di J. A. Mather ed al terzo John del signor Dickson.

Londra, 2, 3, 5 e 6 giugno 1871: Second Grand National Exhibition of Sporting and Other Dogs

Al Crystal Palace 828 cani per i Giudici il Rev. T. Pearce, J. Walker, W. Lort, Handley, Pool e Monsey. La classe “Sheep Dogs” vide classificarsi nell’ordine Alf, di H. Lacy, Laddie della signora A. B. Hamilton e Samson di J. Inman.

Birmingham, 27, 28, 29 e 30 novembre 1871: Twelfth Dog Show

Nella Curzon Exhibition Hall 909 cani. Furono chiamati a giudicare la classe “Sheep Dogs” i signori E. Laverack e W. Lort. Quattro i premiati, nell’ordine Old Mec di H. Lacy, Old Cockie di W. White, Malcom di C. W. Wilson e Bob di J. Holmes Jr.

Manchester, 28, 29 e 30 dicembre 1871: Eleventh Dog Show

Si tenne negli Zoological Gardens, con la classe “Sheep Dogs” giudicata da J. Monsey, E. Owen e Rowe. Primo risultò Mec di J. Henshall, mentre il signor M. H. Lacy piazzò due suoi cani, di nome Toss ed Alf, al secondo ed al terzo posto.

Dublino, 18, 19 e 20 gennaio 1872: Grand National Dog Show

All’Exhibition Palace 365 cani giudicati da W. Lort e S. Handley. Nella classe “Sheep Dogs” al primo posto Alp di H. Lacy ed al secondo Toss del signor Lacy.

Glasgow, 27, 28 e 29 febbraio 1872: Second Annual Scottish Annual Exhibition of Sporting and Fancy Dogs

Si tenne al Burnbank Drill Hall. Giudici S. E. Shirley, W. Lort, J. Barrows, J. Scott e G. Dart chiamati ad esaminare 719 cani. Nella classe “Sheepdogs” primo Mac di Henshall, secondo Malcom di C. W. Wilson, terzo Samson di Shackleton e quarto Laddie di J. Mather.

Edinburgo, 7, 8 e 9 maggio 1872: Second Annual Scottish Metropolitan Exhibition of Sporting and Fancy Dogs

Nella Hall of the Royal Gymnasium sfilarono 631 cani davanti ai Giudici S. E. Shirley, W. Lort, S. Handley, F. Somner e J. Nisbet. Vincitore della classe “Sheep Dogs” fu Mec di H. Lacy, secondo Malcom di R. B. Lee, terzo Bob di J. Ashcroft ed quarto Swaup del signor Elliott.

Londra, 4, 5, 6 e 7 giugno 1872: Third Grand National Exhibition of Sporting and Other Dogs

Si tenne al Crystal Palace e registrò ben 1044 iscrizioni. Giudicavano la classe “Sheep Dogs” S. Handley e J. Barrow. Al primo posto Mac di H. Lacy, al secondo Myrtle di Chalke ed al terzo Alf di Lewis.

Nottingham, 2, 3, 4 e 5 ottobre 1872: Grand National Dog Show

Vide sfilare 843 cani nella Great Market Place. Giudicavano i signori Headley, Fisher ed il Rev. G. Hodgson per una classe “Sheep Dogs” suddivisa tra Rough e Smooth. Tra i Rough primo fu Bob di John Holmes, secondo Cockie di W. White e terzo Ben di W. A. Walker, mentre tra gli Smooth primo Nett di W. R. Daybell e secondo Jim di J. Harrison.

Birmingham, 2, 3, 4 e 5 dicembre 1872: Thirteenth Dog Show

Alla Curzon Exhibition Hall giudicò la classe “Sheep Dogs” il Giudice E. Hanbury. Il primo dei maschi fu Cockey Boy di White, il secondo Jack di Bailey. Tra le femmine, non aggiudicato il primo premio, mentre il secondo andò a Wolf di Shaw.

Manchester, 26 e 27 dicembre 1872: Twelfth Annual Dog Show

L’anno si chiuse con una manifestazione tenuta negli Zoological Gardens cui parteciparono 518 cani. Giudici delle classi “Non Sporting” J. Monsey, R. Fulton e C. T. Fisher. I primi tre classificati della classe “Sheep Dogs” furono Wallace di Lord, Glen di Fildes e Bob di Bradley.

Glasgow, 26, 27 e 28 marzo 1873: Third Dog Show

600 cani nella Burnbank Drill Hall a disposizione dei Giudici W. Lort, S. Handley, J. Douglas, J. Millar e J. Duncan. Nella classe “Sheep Dogs” primo fu Shamrock di S. E. Shirley, secondo Lofty di W. Wallace, terzo Yarrow di V. Gibson-Craig e quarto Rover di T. Watson. Premi speciali furono inoltre assegnati a Tweed di S. Anderson ed a Rock di J. Johnstone.

L’anno 1873 fu un anno importante per la cinofilia, perche vide la nascita del Kennel Club. Esso fu fondato il 4 aprile da Sewallis Evelyn Shirley (1844–1904) che insieme ad altri dodici signori vollero stabilire un insieme di norme per regolamentare le esposizioni canine e le prove di lavoro che avevano, nel corso di quindici anni, guadagnato enorme popolarità tra il pubblico. Nel 1874 il neonato Kennel Club emanò perciò il primo “CODE OF RULES FOR THE GUIDANCE OF DOG SHOWS”. Da quel momento tutte le mostre canine e le prove di lavoro furono tenute con le stesse regole, tenendo ben presente, e questa divenne una costante nella storia del Kennel Club, il benessere e la salute dei cani insieme alla correttezza di ogni competizione.

Qui di seguito le dieci semplici regole a garanzia di questi obiettivi.

Codice delle regole di condotta nelle esposizioni canine

1) Chiunque desideri esporre in una manifestazione tenuta secondo le regole del Kennel Club deve, al momento dell'iscrizione, indicare chiaramente nome ed età (se nota) del cane che intende esporre, ed il nome del padre e della madre (se noti) a meno che il cane non sia già stato inserito con il suo nome e pedigree nei registri del Kennel Club, in tal caso sarà sufficiente indicarlo solo con il suo nome.

2) Se il nome di un cane che ha vinto un premio è stato cambiato, è necessario, iscrivendo il suddetto cane, indicare il vecchio ed il nuovo nome ogni volta che viene esposto, fino a quando il cambiamento non sia stato regolarmente registrato nel numero annuale del registro del Kennel Club; e se il suo nome venisse cambiato ulteriormente, tutti i suoi nomi verranno riportati per lo stesso periodo.

3) Se un cane viene iscritto senza essere chiaramente identificato come sopra stabilito dalle regole 1 e 2, perde il diritto a qualsiasi eventuale premio, e se l'omissione é rilevata per tempo, non gli sarà permesso di gareggiare, e perderà il prezzo dell’iscrizione e tutte le quote versate.

4) Il comitato organizzatore, o le autorità di qualsiasi esposizione, può riservarsi il diritto di rifiutare qualunque iscrizione che ritenga opportuno escludere; ed a nessuna persona della quale la commissione del Kennel Club abbia avuto prova di cattivo comportamento in riferimento ai cani, alle mostre dei cani, o alle prove dei cani, sarà permesso di competere in qualsiasi gara che si svolga secondo le Regole del Kennel Club.

5) La commissione o le autorità di ogni gara in cui i cani iscritti superano i 200, deve fare in modo che un ispettore veterinario debitamente nominato sia presente in ogni giornata.

6) Nessun cane potrà competere o ricevere un premio, se gli fosse assegnato, se ha la rogna, o qualunque altra malattia contagiosa.

7) Nessuna persona, tranne quelle opportunamente qualificate ed il veterinario di servizio, può decidere se un cane è affetto da rogna. Il veterinario darà il suo parere al segretario o alla commissione espositiva in forma scritta, e deve farlo prima della fine della gara.

8) Ad un cane che sia stato esposto, o abbia vinto un premio in una classe riservata ai cuccioli sotto i dodici mesi, non è per questo motivo preclusa la possibilità di essere esposto in una classe dove i vincitori di premi precedenti non siano ammessi a competere.

9) Nella stima del numero di premi che un cane ha vinto, per decidere se debba competere in una classe campioni o meno, sarà calcolato il numero di premi vinti  fino alla mattina della gara, e non solo fino alla data di iscrizione alla stessa.

10) Un ricorso contro un cane deve essere fatto alla commissione o al segretario dell’esposizione in qualsiasi momento entro sette giorni dal primo giorno della gara; esso deve essere fatto per iscritto, e il ricorrente deve, allo stesso tempo depositare la somma di £ 1 nelle mani della commissione o del segretario, tale deposito, se il ricorso è dimostrato infondato, sarà incamerato.

Con queste regole le esposizioni di bellezza poterono continuare a diffondersi, raccogliendo l’interesse di un numero sempre più grande di appassionati. Negli anni successivi molta gente si avvicinò alla cinofilia e furono molti i cani che si misero in mostra dando impulso e successo alle varie razze.

Qualche anno dopo, nel 1876, fu fondato, dall’altra parte dell’Oceano, il Westminster Kennel Club, che anticipò persino la nascita dell’American Kennel Club e che l’8 maggio dell’anno successivo tenne la sua prima esposizione, The First Annual New York Bench Show of Dogs, dando con la sua incessante attività uno slancio considerevole alla cinofilia negli Stati Uniti.

Da allora ci fu un flusso continuo di cani dall’Europa all’America, e molti grandi campioni lasciarono l’Europa alla volta degli Stati Uniti. Per quanto riguarda la nostra razza i migliori campioni inglesi navigarono verso il Nuovo Continente, riempiendo di dollari le tasche degli allevatori inglesi. Le conseguenze sono visibili ancor oggi.

Nel 1891 Charles Cruft organizzò presso il Royal Agricultural Hall, a Islington, il primo di una serie di eventi cinofili che dovevano fare della manifestazione che da allora porta il suo nome, il più importante evento canino del mondo; dal 1987 essa si svolge lungo quattro giorni di gare ben regolamentate e dal 1991 è stata spostata al National Exhibition Centre di Birmingham per poter accogliere degnamente l’elevatissimo numero di espositori.

Dalle prime manifestazioni curate da pochi appassionati, cui abbiamo fatto cenno, le esposizioni canine sono arrivate ad essere eventi organizzati e condotti con elevata professionalità, e pur coi limiti che hanno rappresentato per il cane da lavoro, hanno contribuito in maniera determinante alla diffusione ed alla propaganda del cane di razza.

I quindici anni di cui abbiamo tracciato sommariamente la storia furono quelli fondamentali per il futuro dei nostri cani. Fu un lavoro magnifico da parte dei primi Kennel Club: poche semplici regole che dessero ordine e legalità alle manifestazioni e porte aperte agli appassionati che infatti accorsero numerosi. Furono gli anni del “Rinascimento” del cane che aveva attraversato un periodo critico durante le trasformazioni sociali che si erano succedute e che, se mal gestite avrebbero potuto portare alla sua emarginazione dalla società dell’uomo.

 
 
I GRANDI PADRI DELLA RAZZA
Data di pubblicazione 29 settembre 2015

La storia del collie, come cane da show, inizia nella seconda metà del 19° secolo con le prime esposizioni. Nella First Grand National Exhibition, tenuta nel 1863 ai Cremorne Gardens di Chelsea, a Londra, vi fu una classe denominata "Scotch Collies" e sempre a Londra, nello stesso anno, al First Grand International Dog Show di Islington, ancora una classe riservata agli "Scotch Sheep-Dogs", denominazione che fu finalmente cambiata in “Collies” nel 1895 a Birmingham. Generalmente, però, i cani venivano giudicati senza tener conto delle razze, o tenendone conto in maniera sommaria, perciò il collie non ebbe molte occasioni per mettersi in mostra. Ma nell’esposizione di Londra del 1870, al Crystal Palace, i cani furono di nuovo suddivisi in razze ed anche gli smooth vennero giudicati separatamente dai rough collie, iniziando così una vita autonoma che doveva essere ufficializzata solo molti anni dopo.

Il primo campione di cui si ha notizia fu una femmina di nome Waite, nata nel 1867 da Tip e Waite, allevatore Wat Hotson e proprietario W. A. Walker, che fu il primo collie a vincere un premio. Quello che pochi sanno, però, è che questa femmina era uno smooth collie come si vede consultando il KENNEL CLUB CALENDAR AND STUD BOOK, anno 1874, Vol. II, dove questa cagna è riportata al n. 4540. Un punto di enorme interesse è che Waite fu la madre di Scott (Trefoil x Waite), trisavolo del Camp. Christopher, tramite il quale lei è un antenato di tutti i Collie di oggi.

Perciò ogni linea di rough collie è iniziata con uno smooth.

Furono tre i cani che si misero in mostra in questi primi anni della storia del collie, i padri della razza: Old Cockie, Old Mec e Trefoil.

Old Cockie era nato nel 1868 ed apparteneva a W. White che non volle mai dire come l’avesse avuto, per cui il suo pedigree è rimasto un mistero. Nel KENNEL CLUB STUD BOOK relativo all’anno 1874 lo troviamo al numero 2847 sotto il nome di “Cockie”. Fu il primo collie di colore fulvo a calcare un ring. Tra i suoi successi, un secondo premio nel 1870 e nel 1871 ed un primo premio nel 1872 e nel 1873, nell’esposizione di Birmingham; un secondo premio nel 1872 ed un primo nel 1873, nell’esposizione di Nottingham.

Charles H. Wheeler, nel suo libro ON THE HISTORY OF THE COLLIE, così lo descrive: "Old Cockie era un cane di media statura se paragonato ad alcuni giganti di oggi, con una costruzione molto compatta, gambe e piedi solidi. Testa della giusta lunghezza, un vero Collie nel tipo, orecchie semierette, mantello non eccessivamente lungo ma molto denso, ben fornito di sottopelo resistente all’acqua, che formava una netta criniera sul collo ed un mantello sulle spalle. Era di un colore sabbia carico, con macchie bianche, ed è fatto incontestabile che ogni attuale collie di colore sabbia risalga ad Old Cockie che introdusse questo colore”.

La sua carriera fu eccezionale, così come la sua influenza sulla razza. Al termine della sua carriera questo grande campione fu venduto prima a W. H. Johnson e poi a James Bissell che lo acquistò per 10 sterline e lo curò amorevolmente fino a quando morì nell’agosto del 1882.

Due anni dopo la nascita di Old Cockie, nel 1870, nacque Old Mec, che apparteneva ad Harry Lacy. Questi due cani si incontrarono spesso nei ring, con alterne vittorie, ma Old Cockie era nettamente superiore. Old Mec aveva un mantello nero focato più abbondante, ma la sua espressione lasciava molto a desiderare. Nel 1871 Old Mec vinse l’esposizione di Birmingham davanti ad Old Cockie e ad altri quindici collie. Cinque anni più tardi, nella stessa esposizione, Giudice il Rev. T. Pearce, vi furono 62 collie iscritti, 39 maschi e 23 femmine. In quell'occasione fu presentato per la prima volta Trefoil.

Trefoil era nato il 19 marzo del 1873 da Twig e Bess, ed era stato allevato da Sewallis E. Shirley, Presidente del Kennel Club. Il suo colore era "nero focato con il petto bianco", aveva una struttura ben proporzionata, un buon carattere, un’ottima testa ed un mantello di lunghezza spettacolare ma poco denso, i cui pregi e difetti trasmise in egual misura alla sua discendenza. Collezionò una serie di vittorie eccezionale, ma lasciò il segno soprattutto come riproduttore. Da lui discendono tutti i nostri attuali collie.

Intanto, nel 1875, era nata Maude, una femmina sabbia e bianco di proprietà di James Bissell, che aveva molte delle qualità di suo padre. Era infatti figlia di Old Cockie e nipote di Old Mec, La sua testa, anche se un po’ corta, era in tipo.

Trefoil fu accoppiato con Maude, ed il 4 gennaio del 1879 nacque il fulvo Charlemagne. Per sei anni questo collie non fu mai battuto in alcuna mostra e, presentato a ben undici anni all’esposizione del Collie Club del 1890 a Londra, vinse il Best in Show. Come suo padre, anche questo cane aveva un lungo mantello, ma la testa mancava di classe. Riuscì comunque a diventare Campione, ma i suoi figli non ebbero molto successo e Charlemagne viene oggi ricordato soprattutto perché, accoppiato alla Camp. Madge I, una tricolore nata il 10 settembre 1879, generò, il 10 ottobre del 1884, il tricolore Sefton, un collie che non varrebbe neanche la pena di citare se non avesse avuto il grandissimo merito di aver prodotto, unito a Minnie, il Camp. Metchley Wonder, un sabbia nato il 2 marzo del 1886. Sua madre Minnie era nipote della bianca The Lily, nata il 20 giugno 1881, da cui aveva ereditato il fattore bianco che gli permise di introdurre questo colore in America.

Dunque il colore bianco non è nato in America, ma vi è arrivato, insieme ai collie, dall’Inghilterra.

E’ anche interessante notare che The Lily fu la nonna di Minnie, a sua volta nonna del Camp. Christopher, tramite il quale, perciò, The Lily è un antenato di tutti i Collie di oggi.

Se ne deduce che ogni attuale linea di collie colorati è iniziata con un bianco, anche in Europa.

Allevato da Charles H. Wheeler (Edgbaston) e ceduto successivamente a A. H. Megson di Birmingham, che lo pagò ben 530 sterline, Metchley Wonder ripagò ampiamente il suo nuovo proprietario, perché tra il 1887 e 1892 vinse per ben 5 volte l'esposizione del Kennel Club. Questo cane fu a lungo il miglior collie della sua epoca, sia come cane da esposizione, che come riproduttore. Così lo descrive nel 1890 Rawdon Lee, editore di THE FIELD: “E’ un bel cane sabbia e bianco, di medie dimensioni, probabilmente 55 lb di peso, o giù di lì, e senza il più piccolo difetto, tranne quello che un cranio più ampio avrebbe conferito maggiore intelligenza al suo viso; le gambe ed i piedi perfetti, ottimo corpo, forte e muscoloso il posteriore, con altre qualità di pregio; lo ritengo uno dei migliori della sua varietà finora presentato al pubblico, e lui promette di eccellere come Cockie e Charlemagne nel trasmettere le sue buone qualità alla sua discendenza".

Metchley Wonder fu accoppiato a Peggy II, una mezza sorella di Sefton nata il 17 agosto del 1881, descritta come una femmina sabbia e bianco dalla testa eccellente e buona espressione e temperamento. Da questo accoppiamento nacque, il 16 aprile 1887, il Camp. Christopher, il collie fulvo con la più bella testa mai vista. Allevato dal Rev. Hans F. Hamilton, fu acquistato da Tom Stretch (Ormskirk) per 60 sterline e poi rivenduto negli Stati Uniti a Mitchell Harrison (Cestnut Hill) per 1.000 sterline. Purtroppo il resto del corpo non era all'altezza della testa e questo collie, che era stato un cane vincente in Europa, mettendosi in mostra soprattutto come riproduttore, nel nuovo mondo si rivelò un fallimento, e questo insegnò agli allevatori americani che anche le femmine sono importanti in un accoppiamento, non solo i maschi. Anche così, tuttavia, é a Christopher che i collie devono la loro grande evoluzione, poiché lui ha certamente fatto per la razza più di qualsiasi cane del suo tempo.

Dal Camp. Christopher si dipartono tre linee di sangue principali, che passano attraverso Stracathro Ralph, Edgbaston Marvel e Ormskirk Chriss, linee che seguiremo una ad una e che ci porteranno all’alba del XX secolo.

Linea di Stracathro Ralph

Il Camp. Stracathro Ralph, era nato il 1° settembre del 1888. Figlio di Christopher e di Stracathro Fancy, era di proprietà di Morton Campbell, e vinse, a meno di 14 mesi il primo premio a Birmingham ed a meno di 18 mesi quello a Liverpool. Era un cane di medie dimensioni, di colore sabbia e bianco, abbastanza uniforme nelle sue caratteristiche. Aveva un ottimo mantello di buona qualità, solo le orecchie lasciavano alquanto a desiderare.

Da Stracathro Ralph e Apple Blossom nacque, il 19 aprile del 1891, il Camp. Heather Ralph, un maschio sabbia e bianco. Questo cane, accoppiato con Aughton Bessie, una figlia di Edgbaston Marvel, generò, il 3 settembre 1894 quel grande Campione fulvo che fu Ormskirk Emerald. Allevato da Mr. W. O. Barnes, fu poi acquistato da Tom Stretch. Questo cane produsse un numero incredibile di cuccioli, tutti di altissima qualità. Henry E. Packwood (Billesley) che fu Presidente dell’English Collie Club, giudicò Emerald il più grande Collie mai esistito. Mr. Megson pagò a Tom Stretch ben 1.300 sterline, più altri due collie, per il solo Emerald.

Il 1° aprile del 1896 nacque, da Ormskirk Emerald ed Ormskirk Memoir, Ormskirk Galopin, la cui mamma era anch’essa discendente di Christopher. Questo cane apparteneva a Tom Stretch, e vinse molti premi nelle esposizioni cui partecipò. Era di un bel colore sabbia e bianco, con una struttura possente ma ben equilibrata, gambe e piedi solidi ed un mantello sufficientemente lungo e di ottima qualità. Aveva la testa lunga, ben bilanciata, ma piuttosto profonda, e le orecchie ben portate anche se erano un po’ grandi.

L’anno dopo, il 5 luglio 1897, nasceva suo figlio Heacham Galopin, un fulvo molto carbonato, di proprietà di G. Cracknell. Questo collie era molto bello, aveva un mantello della giusta lunghezza, i suoi occhi erano appena un po’ chiari, ma la testa e le orecchie erano corrette. Era un cane molto elegante e possedeva il vero carattere del collie.

Heacham Galopin fu accoppiato con una femmina, Last Rose, che vantava una discendenza da Christopher e Metchley Wonder, ed il 6 dicembre 1898 nacque il Camp. Wishaw Clinker. Di proprietà dello scozzese Robert Tait (Wishaw), così venne descritto da Charles Wheeler: “Colore sabbia e bianco. Un Collie imponente, con molte qualità eccellenti, struttura molto simmetrica, ed arti solidi. Aveva un pelo abbondante e di buona qualità, ed anche se la testa era un po’ 'potente’, era piena di qualità, dato che la forma era corretta, gli occhi ben posizionati e le orecchie portate correttamente”.

Il 30 marzo del 1901, da Wisham Clinker e Old Hall Duchess nacque il Camp. Balgreggie Baronet, allevato da Mr. T. Lochart e venduto poi ai signori Wilkie e Forrester. Era di colore sabbia e bianco, ed aveva un’ottima struttura, pelo ed aspetto generale, ed una testa particolarmente classica in cui spiccavano due piccole orecchie.

Il Camp. Squire of Tytton nacque il 13 aprile del 1904 da Balgreggie Baronet e da Helle of Boston, figlia di Parbold Piccolo, di cui parleremo tra poco. Allevato da W. T. Horry era di proprietà di William E. Mason (Southport). Aveva un magnifico mantello di colore sabbia e bianco e grandi qualità: una testa molto tipica, una bellissima espressione, orecchie correttamente portate, corpo ben proporzionato ed arti solidi. Forse il suo unico difetto era nel movimento del posteriore. Dopo aver avuto molto successo nelle esposizioni inglesi, fu esportato in America dove andò ad arricchire i canili Greystone di Samuel Untermyer.

Linea di Edgbaston Marvel

Il Camp. Edgbaston Marvel, era nato il 1° settembre 1888 da Christopher e Sweet Marie. A causa delle sue orecchie pesanti non era un cane da esposizione e Tom Stretch, suo primo proprietario, lo vendette a Mr. W. G. Weager per pochi pound. Ma Charles Wheeler intuì le sue doti di riproduttore e pagò a Mr. Weager 30 sterline per il cane. Dopo qualche tempo lo rivendette al solito Mr. Megson per 500 sterline. Charles Wheeler aveva visto giusto; questo stallone fulvo, che era stato esposto una sola volta, ebbe sulla razza una influenza determinante.

Da Edgbaston Marvel e Tabley Rose, una figlia di Metchley Wonder, nacque, il 19 febbraio 1892, il Camp. Southport Perfection. Era un collie sabbia e bianco dal magnifico mantello, ben costruito, con una testa molto corretta e buone orecchie. Solo gli occhi lasciavano un po’ a desiderare in quanto non avevano l’inserzione desiderata. Allevato da Hugo Ainscough (Parbold), a sette mesi fu venduto per 450 sterline a William Mason che, all’età di tre anni, lo rivendette a Mr. Megson per 1.000 sterline.

Da Southport Perfection e Wellesbourne Christabelle, figlia di Christopher, nacque, l’11 aprile 1894, Wellesbourne Councillor. Era un grande cane di colore sabbia dal lungo pelo, con occhi e bocca perfetti, eppure non ebbe una buona carriera espositiva.

Il 16 aprile 1895, da Wellesbourne Councillor e Wellesbourne Beauty nacque, Wellesbourne Conqueror. Allevato da William H. Charles (Wellesbourne), fu acquistato da R. Higson per il quale vinse molti premi. Un cane ben costruito, con una lunga testa pulita, begli occhi ed orecchie ben portate. Il corpo era ben coperto di pelo, ma la scarsezza del collare gli dava un aspetto piuttosto femminile.

 Tuttavia il valore di Wellesbourne Conqueror, come riproduttore, fu dimostrato nell’accoppiamento con Parbold Pinafore, una cagna senza onore né gloria e finanche priva di antenati nobili, perché da questo accoppiamento, il 3 aprile 1899, nacque il Camp. Parbold Piccolo. Di proprietà di Hugo Ainscough, Piccolo era un collie sabbia e bianco, indiscutibilmente maschio nell’aspetto generale, ed aveva una grande abbondanza di pelo, un corpo armonioso, una eccellente ossatura, orecchie molto piccole, portate però alla perfezione. Se proprio gli si voleva trovare un difetto, aveva il muso troppo profondo in altezza. Le sue doti di razzatore furono indiscutibili e lui produsse ben sei figli campioni in Inghilterra prima di emigrare nel Nuovo Mondo. Per lui infatti l’allevatore e giudice americano J. L. Behling (Bon Ami) pagò nel 1904 il prezzo più elevato mai pagato per un cane: ben 5.000 dollari. Ma quando, dopo una lunga traversata, il cane arrivò a Milwaukee nel Wisconsin, a mezzogiorno di un giorno di ottobre, fu visto solo per poche ore, perché, prima di mezzanotte di quello stesso giorno, sparì e non fu mai più ritrovato. Forse anche lui, come Lassie, aveva voglia di tornare a casa e magari ancora nuota verso le coste della natia Inghilterra!

Ma Piccolo era stato accoppiato in Inghilterra con Bellfield Beauty, una figlia di Wisham Clinker ed il 24 giugno 1902 era nato il Camp. Anfield Model. Questo collie, allevato da  H. Galt, era poi stato ceduto a William Mason. Era di colore sabbia e bianco, di taglia media, con un discreto mantello; orecchie molto piccole, ma piazzate troppo alte sulla testa; anche la coda era portata troppo allegramente; ma la sua testa era molto bella, con begli occhi ed un’ottima espressione.

Ma probabilmente il figlio di Piccolo che più ha dato alla razza, pur non guadagnandosi mai un titolo, fu Parbold Pierrot (1902). Sua mamma era Irthlingsboro Day Dream.

Accoppiato con Parbold Pleasance, da Pierrot nacque, il 25 settembre 1904, il Campione Parbold Paganini, considerato il miglior collie esistente in quel periodo. Allevato da Hugo Ainscough, era stato poi acquistato da Tom Stretch. Era è un grande cane sabbia e bianco con testa, orecchie ed espressione, molto pregevoli.

Linea di Ormskirk Chriss

Ormskirk Chriss era nato il 4 aprile del 1890 ed era stato allevato da H. Heaton. Figlio di Christopher e di Bleachfield Wonder, una figlia di Metchley Wonder nata il 14 aprile 1888, fu successivamente acquistato da Tom Stretch. Era un collie sabbia e bianco con un’ottima struttura fisica, una bella testa ma priva di stop, ottime orecchie ed un pelo discreto che però non costituiva certo il suo punto di forza.

Il 2 giugno del 1891 nasceva il Camp. Rufford Ormonde, da Ormskirk Chriss e Princess Margaret. Allevato da Tom Stretch, fu venduto ai signori Holme e Holliday. Era anche lui un sabbia e bianco, ed aveva un aspetto molto piacevole con corpo ed arti ben costruiti ed una testa dalla bella forma con orecchie portate correttamente.

Da Rufford Ormonde e Old Hall Vera nacque, l’8 agosto 1893, Finsbury Pilot. Allevato da Mr. J. Agnew ed acquistato da Hugo Ainscough, era un collie sabbia e bianco e fu vincitore di molti premi. Aveva le sue qualità più appariscenti nel mantello e nel collare molto abbondanti. I suoi punti deboli erano invece una testa troppo leggera e la statura insufficiente che gli dava un aspetto poco mascolino.

Pilot, accoppiato ad una femmina di nome Miss Purden, nipote di Edgbaston Marvel, produsse, il 27 novembre 1895, il Camp. Rightaway, un tricolore di proprietà di Robert Tait. Era un collie imponente, con bellissime orecchie, una magnifica struttura ed uno splendido mantello e collare. Unico difetto era la testa un po’ piccola.

Di Rightaway sono due i figli che possiamo considerare a buon diritto tra i padri della razza, entrambi infatti dettero un contributo notevole perpetuando le qualità dei loro antenati: Barwell Masterpiece e Woodmansterne Tartan. Le loro madri erano rispettivamente Caermarthen Lass, una nipote di Edgbaston Marvel, e Woodmansterne Lassie.

Il Camp. Barwell Masterpiece nacque il 7 febbraio 1897 nell’allevamento di Robert Tait e fu ceduto a Mr. J. Powers per 200 sterline. Era un buon tricolore con ampie macchie bianche, ma la forma della testa aveva qualcosa di strano che ne guastava l’espressione. Purtroppo molti dei suoi figli ereditarono questo difetto.

Woodmansterne Tartan nacque invece il 14 febbraio 1898. Nero focato e bianco, era di proprietà del Rev. Hans F. Hamilton (Woodmansterne). Un bel cane, dall’aspetto imponente, ma una testa troppo lunga ed un muso troppo squadrato, con orecchie piuttosto grandi e cadenti.

Come abbiamo visto, la maggior parte di questi grandi campioni del passato finì per arricchire i canili degli allevatori americani, disposti a pagare sempre di più per assicurarsi un campione vincente. I prezzi pagati divennero tanto elevati che Milo Denlinger nel libro THE COMPLETE COLLIE, avanzò il sospetto che le esposizioni inglesi fossero diventate lo specchietto per le allodole degli allevatori d’oltre oceano. Venduto un collie vincente, ne spuntava uno ancora più bello e così via.

A quei tempi i nomi dei cani venivano spesso cambiati e chiunque ne comprasse uno gli poteva  attribuire il nome del proprio canile. Così molti collie inglesi videro il loro nome cambiato o, nella migliore delle ipotesi, modificato, quando arrivarono in America.

Ma, comunque fosse, questi grandi collie contribuirono al miglioramento ed alla diffusione della razza in America. Essi sono gli stessi progenitori dei nostri collie.

Dunque ogni attuale linea di collie americani è iniziata con un collie inglese, esattamente come è per i collie europei.

Negli ultimi anni del XIX secolo le comunicazioni ebbero uno sviluppo notevole. L’Europa fu coperta da una fitta rete di ferrovie che facilitavano il movimento delle merci e delle materie prime. Anche l’Inghilterra poté godere di questo progresso fortemente voluto dalla Regina Vittoria.

Ora non si era più costretti a comprare un cane nel proprio paese, ci si poteva spostare, visitare le esposizioni, anche quelle più lontane e trattare direttamente con i grandi allevatori. Anche la trasmissione delle informazioni ne fu avvantaggiata e le notizie sugli allevatori, sui cani del momento e sulle esposizioni, cominciarono a viaggiare senza sosta per il paese raggiungendone i punti più lontani.

Questo contribuì al diffondersi di una cinofilia di classe, basata sulla necessità di selezionare. Il progresso rendeva più facilmente raggiungibili i grandi stalloni, così che negli anni successivi i figli di questi grandi campioni del passato si riprodussero, moltiplicando le linee di sangue tanto da rendere difficile seguirne gli sviluppi.

Il XX secolo vide il successo e la diffusione della nostra razza, e vide grandi allevatori gettare le basi di quella che è la produzione attuale. Ma di essi parleremo nella prossima parte.

 
I GRANDI PADRI DELLA RAZZA: LO SMOOTH COLLIE
Data di pubblicazione 29 agosto 2016

Non è semplice risalire ai soggetti che hanno segnato il cammino della varietà a pelo corto del Collie, poiché per molto tempo Smooth e Rough sono stati una razza sola (ancor oggi é così in Nord America) alla cui evoluzione hanno contribuito soggetti di entrambe le varietà.

Come già detto, nelle prime esposizioni i cani venivano giudicati senza tener conto né delle razze, né delle varietà, perciò la lunghezza del pelo fu inizialmente irrilevante per i collie da show, ma nell’esposizione del Crystal Palace del 1870 ci fu una classe “Sheep Dogs” nella quale gli smooth furono giudicati separatamente dai rough collie. Lo stesso avvenne a Nottingham nel 1872, ma doveva passare quasi un secolo prima che la separazione delle due varietà divenisse ufficiale.

Nel 1867 nacque una femmina di nome Waite (da Tip e Waite); allevatore era Wat Hotson. Essa è entrata nella storia come il primo collie che abbia vinto un premio, con grande gioia del suo orgoglioso proprietario W. A. Walker. Si aggiudicò infatti il primo premio sia nell’esposizione del Crystal Palace che in quella di Hull. Waite era uno smooth collie, antenato di tutti i Collie di oggi (smooth e rough) in quanto madre di Scott (Trefoil x Waite) di proprietà di Mr. Walker e trisavolo del Camp. Christopher.

Uno dei primi soggetti a lasciare un’impronta nella selezione dello Smooth Collie fu un tricolore di nome Guelt, nato nel 1873 da Captain e Nora, in una cucciolata mista (rough e smooth). Era stato allevato da D. Craig e ceduto a W. W. Thomson (Mitcham) uno dei fondatori del Kennel Club e del Collie Club. Guelt vinse molte esposizioni in quegli anni: a Maidstone nel 1876, a Chesterfield ed a Londra nel 1877, ancora a Londra ed a Birmingham nel 1878.

Successivamente si misero in mostra due femmine: una blu merle dagli occhi scuri di nome Fan, nata nel 1874 ed appartenente a H. Mapplebeck, e più tardi una tricolore di nome Yarrow, di proprietà dello stesso W. W. Thomson. La presenza di femmine tra i soggetti che hanno contribuito al miglioramento dello smooth collie é preponderante, al contrario di ciò che è accaduto per il rough, così che dovremmo parlare di “madri” della razza piuttosto che di padri.

Uno dei primi allevatori di successo fu Alexander Hastie (Herdwick), Giudice e grande appassionato della varietà a pelo corto. Produsse molti soggetti di qualità: Herdwick Baron, Herdwick Herdsman, Herdwick King e Herdwick Eva. I collie di Mr. Hastie furono apprezzati soprattutto per il carattere tipico e l’attitudine al lavoro. L’ultimo tra quelli citati, Herdwick Eva, fece molta impressione nell’esposizione del Collie Club di Londra del 1890 per le sue qualità: era di colore sabbia, ed aveva una corporatura possente, l’espressione tipica ed un ottimo carattere. Le sue orecchie, però, erano un po’ piccole, anche se ben portate, ed il pelo era un po' troppo abbondante e morbido per uno smooth.

Anche Theodore Marples, direttore di Our Dogs, da tutti considerato un’autorità in fatto di cani, fu tra i primi ammiratori dello Smooth Collie. Alcuni dei suoi soggetti più noti furono Mountaineer, Milkmaid e la Camp. Melody, che fu il primo smooth collie ad ottenere il titolo di campione pur non avendo alcun pedigree ufficiale.

Un’altra femmina che sicuramente ebbe una grande influenza sulla razza fu la Camp. Heatherfield Dot, figlia di un fratello di Metchley Wonder. Era di colore blu merle con una magnifica testa ed un’espressione molto tipica; peccato che fosse un po’ piccola. Henry E. Packwood (Billesley) cercò per molto tempo di acquistarla e quando, dopo molti tentativi, ci riuscì, le dette il nome di Billesley Blue Eyes. Ceduta successivamente a Charles Wheeler, e da lui a F. Hurst, arrivò infine nel canile di A. H. Megson, per il quale, finalmente, si assicurò il campionato.

In quegli stessi anni si mise in evidenza il Camp. Heatherfield Tip, un maschio di colore sabbia e bianco. Era nato il 20 agosto del 1892 da Jack Shepard e Ancrum Peeress ed era stato allevato da W. P. Phillips. Fu successivamente acquistato dal solito A. H. Megson che lo accoppiò con Heatherfield Dot. Da questo accoppiamento, il 13 settembre 1893, nacquero due ottimi soggetti: una femmina di nome Busy Bee ed un maschio di nome Ballochmyle Max, che ebbero una buona influenza sulla razza. Successivamente Tip fu accoppiato con Heatherfield Gyp e dette un altro ottimo soggetto, il Campione blu merle Gold Nugget, nato nel canile di J. Brown il 4 marzo 1894.

Il 16 ottobre del 1895 nacquero due smooth molto importanti per la selezione della razza: il Camp. Veto e la Camp. tricolore Village Girl. Allevati da John Bell, erano figli di Herdwick Smoker e Busy Bee, entrambi smooth.

L’anno successivo, e precisamente il 12 aprile 1896, dal Camp. Gold Nugget e da Richmond Countess nacque la Campionessa Whitley Lass, una bella blu merle allevata da Mr. Burne e ceduta poi a J. Hough.

In quegli anni di fine secolo cominciò a frequentare i ring delle esposizioni canine un’affascinante signora dell’aristocrazia inglese, Lady Alexander (Ballochmyle), una convinta simpatizzante della varietà a pelo corto del Collie. Lady Alexander, moglie di Sir Claud Alexander, allevatore e Giudice di Skye Terrier, si procurò molti dei migliori soggetti del momento. Oltre allo stesso Veto, arrivarono nel suo canile il Camp. Irthlingborough Village Lass, Mountain Boy, Ballochmyle Mars, Sedgemere Peach, Ballochmyle Starlight ed altri, tutti di altissimo livello.

Un posto di rilievo nella storia dello Smooth Collie merita anche la signora Brigham che, essendo figlia di contadini, era stata educata all’amore per gli animali. I suoi cani preferiti erano i Bobtail, ma lei ha influito in maniera determinante anche sull’allevamento dello Smooth. Acquistò il suo primo collie da A. H. Megson. Il cane si chiamava Speculation, e pur non avendo grandi qualità, le servì per fare esperienza. Si assicurò in seguito una buona femmina, Yorkshire Girl, e finalmente un figlio di Veto, il Camp. Rockcliffe Veto, un maschio blu merle nato il 26 febbraio 1897, che ebbe una carriera eccezionale. Dal loro accoppiamento la signora Brigham cominciò a produrre soggetti di buona qualità come Yorkshire Briar, che già nel suo primo anno vinse un premio speciale al Crystal Palace.

Da Herdwick Herdsman e Whitfield Daisy nacque, il 7 maggio 1897, il Camp. Irthlingboro Village Boy. Era un tricolore molto tipico allevato da Mr. Robson e successivamente ceduto ad A. Dunmore (Irthlingboro) nel cui canile il 21 settembre 1898 nacque la Camp. Irthlingboro Village Lass, un’affascinante femmina tricolore figlia di Irthlingboro Village Boy e Village Girl.

Poco dopo, da Veto e da Whitley Lass nacque, il 28 giugno 1897, Bakewell Beauty. Allevata da J. Hough, e poi ceduta a L. Smalley, aveva ereditato molte delle buone qualità di Heatherfield Tip, che era suo bisnonno da parte materna e paterna.

Nel 1900 cominciò a mettersi in mostra la campionessa tricolore Babette of Moreton. Era nata il 17 febbraio 1900 ed era stata allevata da A. Dunmore e poi ceduta a H. H. Jones, alla cui morte passò nel canile di Lady Alexander. Fu senza dubbio la migliore cagna di inizio secolo, aveva grandissime qualità e quasi nessun difetto. All’esposizione del Collie Club del 1902 vinse il Trofeo Challenge per il miglior Collie di ogni varietà.

Un altro affascinante esemplare, anch’esso appartenuto a Lady Alexander, fu la Camp. Doon Heiress, una femmina tricolore nata il 17 gennaio 1902, da Ryton Topper e Doon May Queen. 

Nel maggio del 1901  da Ashford Clinker e Ashford Countess, nacque Canute Fascination, una femmina allevata da I. Smalley e ceduta poi a Frank Wildgoose (Canute). Costui fu un grande specialista dello smooth. Tra gli altri suoi cani che hanno avuto un’influenza positiva sulla razza ricordiamo il Camp. Barden Venture, un nero focato che fu non solo un vincitore, ma anche un ottimo riproduttore. Dei suoi figli, tutti grandi vincitori, vanno citati la Camp. Ormskirk Venice, nata il 20 marzo 1903 da Ormskirk Bluebelle, e Scorton Lady Love, nata il 22 giugno 1901 da Ladysmith.

Un altro buon soggetto di questo inizio di secolo fu il Camp. Canute Perfection, nato il 5 luglio 1902 da Count of Moreton (rough) e Marston Amy (smooth) nel canile di T. Farish. Il successo del matrimonio tra uno smooth ed un rough fu confermato dalla nascita, l’8 giugno 1903, della Camp. Eleanor de Montfort, di proprietà di H. Mumford Smith, ottenuta ripetendo quell’accoppiamento.

Nei primi anni del XX secolo anche Tom Stretch (Ormskirk) si lasciò sedurre dall’allevamento degli smooth riuscendo a produrne alcuni di grande pregio come la Camp. Ormskirk Venice, una femmina blu merle nata il 20 marzo 1903 dal Camp. Barden Venture e da Ormskirk Bluebelle; era un soggetto molto bello, che nell’esposizione del Collie Club del 1906 si aggiudicò anche il Guinea Trophy per il miglior collie rough o smooth.

L’esposizione del Collie Club del 1906 segnò la rivincita dello Smooth sul suo affascinante cugino a pelo lungo, perché in quell’occasione i finalisti furono addirittura due smooth: la Camp. Ormskirk Venice, sopra citata, ed il Camp. Eastwood Eminent, che era divenuto campione a soli dieci mesi. Era un tricolore nato l’11 maggio 1905 da Sunnybrae Perfection e Quality of Dunkirk, allevato da R. G. Howson (Eastwood) il quale produsse altri smooth di successo, il Camp. Eastwood Extra, Eastwood Exact, Stanley Wonder, ecc.

Ma il più grande di tutti nella selezione del collie a pelo corto fu in quegli anni George Watson (Stanley) che allevò più campioni di chiunque altro. I suoi soggetti più noti furono la Camp. Stanley Countess, una femmina tricolore nata il 18 giugno 1910 dal Camp. Julien de Montfort e da Woodbine Fascination; il Camp. Stanley Merle, un maschio blu merle nato il 4 aprile 1913 da King of The Blues (rough) e da Stanley Countess (smooth) e sua sorella Stanley Ella.

Quando William Stansfield (Laund) si innamorò dello Smooth era già un allevatore famoso in tutto il mondo. Acquistò da Mr. Whitley una delle smooth collie più belle mai viste, la Camp. Laund Lynne, nata il 6 settembre 1917 da Hetman e Primley Primula. Era una femmina blu merle praticamente perfetta, ed una campionessa dalla carriera ineguagliabile, che vinse ben diciassette CC e addirittura novantacinque Best in Show.

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il Kennel Club vietò l’allevamento dei cani. Il divieto durò tre anni, e va dato merito ai pochi testardi appassionati allevatori che nonostante tutto rimasero fedeli alla razza se lo Smooth collie superò senza danni le rovine della guerra.

Pian piano tutto riprese nella maniera in cui la nuova geografia politica consentiva. Nuovi allevatori cominciarono a lavorare per il collie, ed anche lo smooth ritrovò i suoi fedelissimi, che con amore e passione lo hanno portato fino ai nostri giorni.

 
I GRANDI PADRI DELLA RAZZA: I BLU MERLE
Data di pubblicazione 10 gennaio 2017

Fu uno stallone dagli occhi di porcellana, nato nel 1873, il primo riproduttore blu merle divenuto celebre. Si chiamava Scot, era grigio e bianco con intense focature. Di lui si legge, al n. 6495 del KENNEL CLUB STUD BOOK dell’anno 1876, che apparteneva a Mr. F. B. Brackenbury, di Downham, Norfolk, ma non si conosce il nome dell’allevatore. Il colore, poi, viene descritto così: “grigio, marrone e bianco, occhi azzurri”. Questo cane è chiamato “Scott” in molti successivi testi sul collie, ma qui abbiamo preferito usare la denominazione ufficiale del Kennel Club.

Questa varietà di colore (merle o “mirled”, o più correttamente “marbled”, come allora veniva anche chiamata) si trovava a quei tempi più spesso negli smooth che non nei rough collie, tra i quali i sabbia avevano ormai raggiunto una enorme popolarità. Ma il lavoro di pochissimi appassionati allevatori pian piano cominciò a dare i suoi frutti e nel 1880, in una esposizione a Dundee, il Giudice Hugh Dalziel dette la vittoria ad un collie blu merle. Successivamente fu il Giudice Vero Shaw a fare lo stesso in una mostra a Fakenham, nel Kent, dove la palma della vittoria andò al summenzionato Scot.

Non si può parlare del colore merle del collie senza citare Sir William Arkwright (Scarsdale), che ebbe il riconosciuto merito di aver studiato a fondo e dettato le regole per l’allevamento di questa affascinante varietà del collie. Con questo studio ed attraverso una selezione scrupolosa riuscì ad ottenere un colore merle perfetto, forse mai più raggiunto nella storia della razza.

La descrizione che Arkwright fa di Scot è sintetica ed affascinante: “un blu argento, ben marezzato di nero; con collare, piedi e punta della coda bianchi; muso e zampe anteriori orlati di rosso brillante, con un occhio azzurro”.

Incantato da questo collie e dopo aver tentato inutilmente di comprarlo, William Arkwright gli fece coprire una delle sue femmine di nome Russet, probabilmente di colore nero-focato e bianco.

Quest'accoppiamento è alla base di tutti i blu merle moderni.

Da esso nacque una femmina, Blue Stocking, che accoppiata a sua volta ad un maschio di nome Redbreast, generò una femmina blu chiamata Blue Rose.

Naturalmente a quei tempi i riproduttori blu erano rari, per cui fu giocoforza ricorrere alla consanguineità, perciò Blue Rose fu accoppiata a suo nonno Scot e nell'aprile del 1882 nacquero due cuccioli, Blue Sky e Blue Thistle, rispettivamente maschio e femmina. Il maschio fu il miglior blu del suo tempo, mentre sua sorella, accoppiata a Donald, un tricolore nato il 9 dicembre 1878 da Carlyle e Flirt (una figlia di Old Cockie) fu la madre della celebre Blue Ruin, la prima femmina blu merle a vincere un’esposizione battendo finanche collie di altri colori. Nel 1888, infatti, si aggiudicò il Collie Club’s Challenge Trophy, il trofeo più importante dell’epoca. Un’altra notevole figlia di Blue Stocking fu Blue Belle, madre di Blue Bear, un altro vincitore del 1888.

William Arkwright fu il pioniere dell’allevamento dei blu. Secondo le sue teorie i migliori blu si ottengono accoppiando i blu merle con un particolare tricolore detto “black and tan”, completamente privo di bianco, oggi purtroppo scomparso. Arkwright era assolutamente contrario all’accoppiamento di sabbia con merle che avrebbe dato, diceva, un colore merle contaminato dal colore ruggine e cuccioli sabbia dagli occhi azzurri. Era anche contrario ad accoppiare due merle, ma ammetteva che i bianchi (doppi merle) nati da questo accoppiamento, uniti ad un tricolore, potevano dare cuccioli merle di eccezionale bellezza. L’unione di due merle, secondo Arkwright, andava però evitata in maniera assoluta se tra i nonni dei futuri cuccioli vi erano già tre o più merle.

Purtroppo nella primavera del 1890 William Arkwright, vendette tutti i suoi collie. Aveva subito un grave incidente di caccia nel 1876, inoltre non aveva figli, e preferiva dedicarsi ai suoi cani da caccia di cui era un riconosciuto esperto. Il suo soggetto più importante, Blue Ruin, fu acquistato per 99 ghinee da Panmure Gordon, primo Presidente dello Scottish Kennel Club, che in realtà agiva per conto del finanziere ed allevatore americano John Pierpont Morgan (Cragston). Così, in quello stesso anno, Blue Ruin lasciò l’Inghilterra. Fu lei che portò questo colore nel Nuovo Mondo. Da essa discendono tutti i blu americani. Fu comunque una perdita per l'allevamento inglese, anche perché sua madre, Blue Thistle, era morta dopo aver dato alla luce la sua seconda cucciolata.

Dopo il ritiro di Arkwright, un altro allevatore si dette da fare per continuare il lavoro fatto fino a quel momento, John Andrew Doyle, uno dei più vecchi membri del Kennel Club. Pur non essendo proprio uno specialista del collie, era uno stimato e rispettato Giudice, appassionato soprattutto agli smooth. Non frequentava molto i ring delle esposizioni, ma si battè affinché i blu merle fossero giudicati in una classe separata.

Anche John Powers (Barwell) si occupò di blu merle, pur essendo già famoso per i collie di altri colori. Uno dei vincitori di quegli anni fu il suo Barwell Lass, un cane dal bel colore grigio, ben macchiato di nero.

Così, il collie blu merle, che aveva vissuto un momento di disinteresse nel gradimento del pubblico dopo il ritiro di William Arkwright, vide un risveglio dell'interesse degli appassionati per merito di altri capaci allevatori.

Uno di questi fu Fred Barlow (Yardley). I suoi cani più importanti furono Yardley Blue Jumbo, nato il 2 luglio 1906 da Master Merledale e Yardley Crystal; Yardley Blue Spider, nato il 21 maggio 1906 da Master Merledale e Stoneleigh Lady; Yardley Freda, nata il 15 ottobre 1906 da Annandale Knockout e Annandale Blossom.

Anche C. White allevò con successo la varietà blu. Oltre ad essere un grande appassionato del collie ed un pioniere della colorazione blu, era un vero gentiluomo, tenuto nella più alta considerazione dai suoi amici al di qua ed al di là dell’Oceano. Aveva acquistato da A. C. Thompson la fattrice Blue Fancy e con lei aveva gettato le basi del suo allevamento. I suoi blu più famosi furono Blue Princess Alice, nata il 21 giugno 1903 da Royal Amethyst e Bonny Girl, e Blue Princess Alexandra, nata il 26 aprile 1907 da Blue John e Bonny Girl, entrambe nipoti di Ormskirk Emerald.

Persino Henry E. Packwood (Billesley) che era stato Presidente dell’English Collie Club volle cimentarsi nell’allevamento dei blu merle. La sua fattrice di punta fu Billesley Bluey.

Nel 1907 nasceva l’English Rough Blue Merle Collie Club, che nel 1924 doveva confluire nel British Collie Club, ed il cui scopo era la promozione dell'allevamento ed il miglioramento della varietà Blu Merle del Collie. Fu eletto Presidente F. Barlow, Tesoriere T. Leckie e Segretario H. G. Hill. Gli uomini più in vista di allora ne costituivano il Consiglio: T. Horry, J. H. Jacques, W. E. Mason, S. E. Packwood, A. C. Thompson, C. H. Wheeler, C. White e R. J. Warner. Il Club tenne la sua prima esposizione a gennaio del 1910, in concomitanza con quella di Birmingham. Risultarono vincitori, tra le femmine Billesley Blue Blossom di H. E. Packwood e tra i maschi Typewriter, appartenente a W. L. Tippett, il quale ebbe anche la soddisfazione di vincere un altro prestigioso trofeo, il Billesley Bowl, con il suo Blu Plasmon (Edgbaston Plasmon x Hartshill Stella). Fu una grande impresa, poiché concorrevano anche collie di altri colori.

Anche William E. Mason, che tanto successo aveva avuto con i sabbia, cominciò, agli inizi del XX secolo, ad interessarsi ai blu merle. Uno dei suoi blu più famosi fu Southport Blue Sky, nato il 21 maggio 1906 da Master Merledale e Stoneleigh Lady. Venduto negli Stati Uniti nel 1908, andò ad arricchire i canili di William Ellery (Valverde) a San Francisco.

Nei primi anni del secolo un altro grande della vecchia guardia, Hugo Ainscough (Parbold) cominciò a dedicarsi ai Blu Merle. Acquistò dalla signora Hume-Robertson (Porchester) una bella femmina, Parbold Blu Luna, figlia di Southport Blue Star e Porchester Grania. Questa femmina faceva parte di una straordinaria cucciolata nata l’8 giugno 1910 che comprendeva anche Porchester Blue Comet, Porchester Blue Vesta ed il Campione Porchester Blue Sol. Quest’ultimo ha avuto una grandissima influenza sulla razza.

Venti di guerra cominciavano a spazzare l’Europa, ed il rombo dei cannoni tuonava sempre più vicino. Non era certo un buon momento per l’allevamento. A noi resta soltanto da fare un ultimo cenno ad un paio di cani prima che il clamore delle esposizioni venga ricoperto dal ritmico cadenzare degli stivali degli eserciti in marcia.

Peccato, perché alla fine del primo decennio del XX secolo la varietà merle aveva raggiunto il massimo della sua popolarità. H. G. Hill aveva prodotto alcune tra le migliori femmine blu mai viste: Azure Belle (Master Merldale x Rona) venduta ad un prezzo mai pagato per una femmina e Southport Grey Charmer (Master Merldale x Edgbaston Ena, a sua volta figlia di Squire of Tytton).

Il numero di collie blu merle che nei primi mesi del 1909 attraversarono l’Oceano diretti in America fu superiore a quello di tutti gli altri colori, e ciò dà una idea della diffusione di questa varietà. Ma questo esodo si rivelò positivo, perché di lì a poco il conflitto mondiale avrebbe cancellato o ridotto drasticamente molti dei più importanti allevamenti europei. Qualcuno di loro riuscì a superare indenne le devastazioni della guerra, altri ne furono spazzati via, ma alla fine del conflitto nuovi allevatori presero il posto di coloro che erano scomparsi, e pian piano il collie ed i suoi meravigliosi colori, tornarono a vivere.