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L'origine del
collie, come quella della maggior parte delle nostre razze canine
riconosciute, è oggi né più né meno che un problema irrisolto.
Secondo il noto
naturalista Buffon, il collie, nell’evoluzione delle razze
canine, è la razza più vecchia, assomigliando, più di qualsiasi
altra, ai cani selvatici dell'India e dell'Australia.
Nel sedicesimo
secolo, il Dott. Caius, nel suo "Englishe Dogges",
parla del canis pastoralis (M.T. Varrone 116 – 27 a.C.;
NdT) come di “una specie senza alcun dubbio progenitrice
degli attuali pastori e del collie”.
A meno che non
siamo disposti ad accettare la teoria di Buffon, secondo la quale il
collie è il progenitore di tutte le altre razze, non possiamo che
accettare l’opinione di Caius. La ricerca dimostra che a quel tempo
il collie era più simile al lupo nell’aspetto, con una struttura più
potente ed un mantello di consistenza grossolana. Era allora, come
adesso, usato per il gregge, che proteggeva concretamente ed
energicamente, come fa anche ora.
Il nome “collie”,
ora usato universalmente al posto di “cane da gregge o da pastore”,
è stato dato alla razza per il fatto che il particolare oggetto
della cura di questi cani era un genere di pecora con la faccia ed i
piedi neri, noto come "la pecora di Colley".
L’Old English
Sheepdog, o Bobtail, è, ovviamente, abbastanza diverso dal collie.
Anche questo cane è usato diffusamente con le pecore in Inghilterra
ed in Scozia, ma la posizione dominante è tenuta dal collie
scozzese, che si trova quasi dappertutto ed è considerato uno
strumento indispensabile per la cura del gregge.
Il collie di
oggi è molto cambiato, se si considera che cosa era fino a dieci
anni fa. Da allora la diffusione ha prodotto una trasformazione
decisa, fino ad arrivare al tipo moderno che è riconosciuto
universalmente come la più bella e la più intelligente di tutte le
nostre razze.
Non si può negare che i soggetti che
ammiriamo nelle nostre esposizioni non siano più usati sugli
altopiani o sulle brughiere, ma sono propenso pensare che ciò sia
dovuto soprattutto all'indifferenza, negli ultimi anni, da parte dei
pastori, all'aspetto fisico dei loro cani, per cui, sulla base di
questo fatto, l’intelligenza ne verrebbe sacrificata. Questo punto
di vista è sbagliato, poiché, il cosiddetto collie da show ha
dimostrato e sta dimostrando tutta la sua abilità nel lavoro, al
pari del tipo usato da molti pastori nel vecchio continente, con lo
stesso zelo e la stessa sagacia che avevano i suoi antenati. Pongo
un particolare accento su questo punto, poiché tanto si è detto e di
tanti ingiustificati attacchi sono stati oggetto gli allevatori,
colpevoli di sacrificare ai punti degli show l’intelligenza.
La razza è
divisa in due classi, secondo il mantello.
La cosa fondamentale del “rough" è la
pelliccia, che deve resistere ad ogni condizione atmosferica.
Dovrebbe essere abbondante, al tocco il rivestimento esterno sarà
duro e sotto morbido e compatto. Dovrebbero essere richieste buone
zampe e buoni piedi, con le punte delle dita ben chiuse tra loro. Le
dita aperte, o "piede aperto", come questo difetto è
chiamato, devono essere evitate. I garretti dovrebbero essere
potenti, dando allo sguardo un’impressione di elasticità. Buona
l’ampiezza del torace; una testa piatta e lunga, con la superficie,
dal tartufo all’ occipite, abbastanza piana da posarvi una riga
senza vederla attraversare dalla luce; orecchie semi-erette con la
parte superiore ripiegata in avanti. Bisogna evitare un cane che
porti le orecchie troppo vicine sulla testa, o uno che porta le
orecchie completamente erette. La coda dovrebbe essere molto folta e
portata bassa. Se il cane è eccitato essa si solleva in alto, ma una
coda girata su se stessa, o che supera il livello del posteriore,
rappresenta un difetto serio.
Procedendo, non
bisogna trascurare gli occhi, che dovrebbero essere piccoli, non di
colore chiaro, né posti troppo ai lati della testa; a questo
proposito, è di grande importanza quel carattere, difficile da
definire, che è l'espressione, e di cui fa parte uno sguardo vigile,
vivo ed intelligente.
L’argomento “colore” può essere lasciato
esclusivamente al gusto, anche se il collie originale era nero,
bianco e un marrone molto chiaro. A parte questo, si può trovare il
colore sabbia, sabbia e bianco, ed occasionalmente blu merle o
bianco. Anche se i primi tre colori nominati sono i più
interessanti, attualmente i colori sono ripartiti abbastanza
equamente.
Questa
descrizione del collie a pelo lungo, con l'eccezione del mantello,
si applica anche al collie a pelo corto, il cui mantello dovrebbe
essere corto, più lungo di quello di un pointer, ma, allo stesso
tempo, molto duro al tatto ed estremamente fitto.
Il prezzo medio
per un buon cucciolo, di genealogia e qualità eccellenti, è di 20-40
dollari. Un buon maschio o una femmina adulta può essere comprata
per 50 dollari. Questi prezzi sono giusti per tali soggetti, ma
naturalmente non si applicano ai cani che sono vincitori accertati.
I buoni esemplari da esposizione dominano con somme esorbitanti; due
o tre mila dollari sono stati spesso pagati per collies da
esposizione e parecchie volte anche cinque mila. Il prezzo record
per un cane di qualunque la razza è stato di sette mila e
cinquecento dollari, pagati per il grande campione, il collie
Ormskirk Emerald.
Esiste una
diversità di opinione circa le qualità relative del collie a pelo
lungo ed a pelo corto, come cani da lavoro. Le preferenze, tuttavia,
sembrano essere distribuite equamente, o, se mai, con un leggero
vantaggio per quello a pelo lungo. Non si può negare che il cane a
pelo lungo, lavorando nella nebbia fitta, sotto la pioggia, col
nevischio o nella bufera e svolgendo la sua azione lungo i pendii,
sia svantaggiato dal peso aggiuntivo della sua pelliccia bagnata.
D'altra parte però, come precedentemente accennato, il sottopelo
deve essere molto denso e fitto ed è quasi impossibile che l’umidità
arrivi alla pelle, o nei giorni più rigidi, che il freddo penetri
tanto in profondità da causare un disagio al cane. Mentre la
stagione fredda avanza, il mantello dello smooth, così come quello
del rough, diventa più denso; ma durante i periodi di freddo
intenso, lo smooth risulta essere molto più svantaggiato dalla
mancanza di pelo, che non il rough dalla sua abbondanza, anche con
il peso supplementare che deve sopportare.
Il collie è
stato riconosciuto, per la sua grande intelligenza, come il cane del
giorno. Questa stessa caratteristica lo ha segnato, nel passato come
nel presente, ed in più la lealtà e la cordialità giocano un ruolo
di non minore importanza nel suo comportamento. Nessun
migliore esempio può essere portato a testim onianza di questa perspicacia che il
riferimento a "Bozzle", proprietario Mr. Clason di
Chicago, che in molti modi ha dimostrato la sua capacità di
comprensione senza l’aiuto di gesti o ordini, portando a pensare che
in lei vi fosse qualcosa dell’uomo più che della bestia. Questa
cagna era la figlia del famoso "Boz", che aveva viaggiato
attraverso l’Europa e l'America ed aveva dato esempi del suo
addestramento a famosi monarchi come l’attuale re d'Inghilterra ed
lo zar di Russia. Così ne furono molto soddisfatti il re ed il
Principe di Galles, che aveva ospitato il cane nel castello di
Windsor, potendo così assistere alle sue prestazioni al mattino
presto, prima della partenza.
Anche se
Bozzie
non aveva mai avuto il piacere di viaggiare in Europa, aveva ereditato
da suo padre la sua grande intelligenza e lo aveva superato, nel
senso che le prestazioni di Boz sembravano “guidate” dalla
mente dell'uomo, mentre Bozzie pareva pensare autonomamente.
La matematica elementare, cioè l’addizione, la sottrazione o la
moltiplicazione, erano molto facili per lei. La sua capacità di
distinguere i colori non falliva mai, ed anche in una stanza piena
di gente avrebbe potuto distinguere un uomo nero da uno bianco.
Sarebbe stata addirittura in grado di distinguere le immagini
riportate su un biglietto da visita e naturalmente sapeva contare
abbaiando. Infatti era in grado non solo di contare il numero di
giorni di una settimana o di un mese, ma anche di dire l'ora.
Ricordo una
volta, di un signore che era scettico, ed a cui era stata data la
facoltà di esaminare il cane senza la presenza del proprietario. La
sintesi della prova è la seguente: "Bozzie, quanto fa due volte
quattro?" - Il cane ha abbaiato velocemente otto volte, come
avrebbe contato un bambino di dieci anni. "Togli cinque" -
per tutta risposta gli abbai sono stati tre. "Aggiungi nove"
- Bozzle ha abbaiato dodici volte. Le risposte sono state date
rapidamente e senza aiuto, prova della sua capacità di riflettere
spontaneamente e solo quando è stato chiesto quale era la metà di
dodici ha esitato ed effettivamente ha dato l’impressione di pensare
prima di dare la risposta giusta.
Oltre a questa
abilità era un lavoratore magnifico e quando le fu detto di prendere
dal recinto e portar fuori cinque manzi, ne portò fuori cinque e
nessun altro; o quando alla fattoria le fu detto di portar giù le
mucche da un pascolo in cui vi erano anche i manzi, lei portò giù le
mucche, lasciando i manzi. In un'altra occasione, dentro un branco
in cui vi erano parecchi cavalli, tutti bai, tranne un soggetto
grigio, le fu detto di portare quello grigio e così fece, lasciando
il resto del branco. Che Bozzie non fosse un cane comune, ma
un cane unico, vincitore della coppa per il cane più intelligente
del mondo, è fuori discussione; così probabilmente l’arguzia, più di
ogni altra qualità, ha reso famosa la razza.
Ricordo molto bene, ero un ragazzo, possedevo un cucciolo di collie
che era con me da quando aveva quattro settimane ed il caso che
narro su questo mio devoto amico, ha aumentato il mio apprezzamento
sul valore dei collies. A differenza della maggior parte dei
collies, questo cucciolo, che allora aveva otto mesi, aveva una
grande antipatia per l'acqua e, non riuscendo a convincerlo ad
immergersi, ed essendo contrario a forzarlo, era stato fino a
quell'età né più né meno che un marinaio d’acqua dolce. Un giorno
molto caldo sono andato a nuotare e mi ero allontanato abbastanza
dal pontile. Come era abitudine del cane, era in piedi sulla
banchina a guardarmi, quando sono stato preso improvvisamente da un
crampo. Comprendendo il rischio che correvo, ho cominciato gridare
come un bambino; e subito ho iniziato a sparire sotto superficie
dell'acqua, per cui ho gridato al cane per chiedergli aiuto, ma
senza confidare che sarebbe venuto da me. Quando sono tornato su, la
mia testa ha quasi colpito il cane che stava nuotando là dove ero
sparito. Ho gettato il mio braccio sopra di lui che ha cominciato a
nuotare verso il pontile con me a rimorchio. Da quel giorno e finché
è vissuto, circa quindici anni, per nessun motivo è più entrato in
acqua dolce o nel mare.
Queste tre grandi qualità, intelligenza, utilità e fedeltà, lo rendono
un cane rustico, e nessuno è più a suo agio sia nella casa del
contadino, che nel curato prato del milionario, o nella nativa
brughiera, con il sole o la pioggia o la neve, per le sue qualità
nessuno è più apprezzato maestro del suo lavoro. La prontezza con
cui obbedisce alla voce o al bastone del pastore (quando è al lavoro
con il gregge le istruzioni gli vengono date principalmente
con un gesto, o con un fischio quando è troppo lontano dalla vista)
è ad un passo dall’intelligenza, molto più di quanto la fantasia può
concepire. Anche per coloro che non hanno interesse per la razza,
una prova con le pecore non solo si dimostrerà istruttiva, ma, per
le grandi capacità di questo cane, sarà anche una prestazione molto
divertente.
Alcuni anni fa, ho avuto la fortuna di essere
testimone di quello che mi ha colpito per essere uno spettacolare
comportamento tenuto da un collie a pelo lungo. Un mio amico era il
proprietario di un enorme gregge di pecore e, la mattina del secondo
giorno della mia visita nella sua tenuta, mi sono alzato presto ed
appena uscito sul portico, ho visto partire questo gregge,
accompagnato da un pastore e dai suoi due cani. Essi si muovevano
verso pascoli lontani, appena visibili attraverso la nebbia che
saliva, scoprendo le luci del paese.
Ha destato in me molto interesse una conversazione con un vecchio
pastore che, da quel che ho appreso, aveva fatto questo lavoro fin
da ragazzo, e il posto più importante nel suo cuore sembrava
riservato ai vari cani che aveva avuto, che non erano stati solo i
suoi compagni, ma anche i suoi principali mezzi di sostentamento. Ho
dovuto studiare molto per capire le qualità reali di un collie con
il gregge, ma questa è stata la mia ... (purtroppo il resto
dell’articolo è andato perduto). |