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 L'arte di allevare

 
 
 
 

 

Lester Ralph Blair

 

 
 
 

Il Collie Scozzese:

il cane di ieri, di oggi e di domani

di M. Mowbray Palmer

Questo articolo fu pubblicato il 1° luglio del 1903 dalla rivista Country Life in America ed illustrato con le fotografie di A. Radclyffe Dugmore. L'autore, M. Mowbray Palmer, di Stamford (Connecticut) era all’epoca Presidente del Collie Club of America e Giudice dell’American Kennel Club. L'articolo purtroppo manca della parte finale.

L'origine del collie, come quella della maggior parte delle nostre razze canine riconosciute, è oggi né più né meno che un problema irrisolto.

Secondo il noto naturalista Buffon, il collie, nell’evoluzione delle razze canine, è la razza più vecchia, assomigliando, più di qualsiasi altra, ai cani selvatici dell'India e dell'Australia.

Nel sedicesimo secolo, il Dott. Caius, nel suo "Englishe Dogges", parla del canis pastoralis (M.T. Varrone 116 – 27 a.C.; NdT) come di “una specie senza alcun dubbio progenitrice degli attuali pastori e del collie”.

A meno che non siamo disposti ad accettare la teoria di Buffon, secondo la quale il collie è il progenitore di tutte le altre razze, non possiamo che accettare l’opinione di Caius. La ricerca dimostra che a quel tempo il collie era più simile al lupo nell’aspetto, con una struttura più potente ed un mantello di consistenza grossolana. Era allora, come adesso, usato per il gregge, che proteggeva concretamente ed energicamente, come fa anche ora. 

Il nome “collie”, ora usato universalmente al posto di “cane da gregge o da pastore”, è stato dato alla razza per il fatto che il particolare oggetto della cura di questi cani era un genere di pecora con la faccia ed i piedi neri, noto come "la pecora di Colley".

L’Old English Sheepdog, o Bobtail, è, ovviamente, abbastanza diverso dal collie. Anche questo cane è usato diffusamente con le pecore in Inghilterra ed in Scozia, ma la posizione dominante è tenuta dal collie scozzese, che si trova quasi dappertutto ed è considerato uno strumento indispensabile per la cura del gregge.

Il collie di oggi è molto cambiato, se si considera che cosa era fino a dieci anni fa. Da allora la diffusione ha prodotto una trasformazione decisa, fino ad arrivare al tipo moderno che è riconosciuto universalmente come la più bella e la più intelligente di tutte le nostre razze.

Non si può negare che i soggetti che ammiriamo nelle nostre esposizioni non siano più usati sugli altopiani o sulle brughiere, ma sono propenso pensare che ciò sia dovuto soprattutto all'indifferenza, negli ultimi anni, da parte dei pastori, all'aspetto fisico dei loro cani, per cui, sulla base di questo fatto, l’intelligenza ne verrebbe sacrificata. Questo punto di vista è sbagliato, poiché, il cosiddetto collie da show ha dimostrato e sta dimostrando tutta la sua abilità nel lavoro, al pari del tipo usato da molti pastori nel vecchio continente, con lo stesso zelo e la stessa sagacia che avevano i suoi antenati. Pongo un particolare accento su questo punto, poiché tanto si è detto e di tanti ingiustificati attacchi sono stati oggetto gli allevatori, colpevoli di sacrificare ai punti degli show l’intelligenza.

La razza è divisa in due classi, secondo il mantello. La cosa fondamentale del “rough" è la pelliccia, che deve resistere ad ogni condizione atmosferica. Dovrebbe essere abbondante, al tocco il rivestimento esterno sarà duro e sotto morbido e compatto. Dovrebbero essere richieste buone zampe e buoni piedi, con le punte delle dita ben chiuse tra loro. Le dita aperte, o "piede aperto", come questo difetto è chiamato, devono essere evitate. I garretti dovrebbero essere potenti, dando allo sguardo un’impressione di elasticità. Buona l’ampiezza del torace; una testa piatta e lunga, con la superficie, dal tartufo all’ occipite, abbastanza piana da posarvi una riga senza vederla attraversare dalla luce; orecchie semi-erette con la parte superiore ripiegata in avanti. Bisogna evitare un cane che porti le orecchie troppo vicine sulla testa, o uno che porta le orecchie completamente erette. La coda dovrebbe essere molto folta e portata bassa. Se il cane è eccitato essa si solleva in alto, ma una coda girata su se stessa, o che supera il livello del posteriore, rappresenta un difetto serio.

Procedendo, non bisogna trascurare gli occhi, che dovrebbero essere piccoli, non di colore chiaro, né posti troppo ai lati della testa; a questo proposito, è di grande importanza quel carattere, difficile da definire, che è l'espressione, e di cui fa parte uno sguardo vigile, vivo ed intelligente.

L’argomento “colore” può essere lasciato esclusivamente al gusto, anche se il collie originale era nero, bianco e un marrone molto chiaro. A parte questo, si può trovare il colore sabbia, sabbia e bianco, ed occasionalmente blu merle o bianco. Anche se i primi tre colori nominati sono i più interessanti, attualmente i colori sono ripartiti abbastanza equamente.

Questa descrizione del collie a pelo lungo, con l'eccezione del mantello, si applica anche al collie a pelo corto, il cui mantello dovrebbe essere corto, più lungo di quello di un pointer, ma, allo stesso tempo, molto duro al tatto ed estremamente fitto.

Il prezzo medio per un buon cucciolo, di genealogia e qualità eccellenti, è di 20-40 dollari. Un buon maschio o una femmina adulta può essere comprata per 50 dollari. Questi prezzi sono giusti per tali soggetti, ma naturalmente non si applicano ai cani che sono vincitori accertati. I buoni esemplari da esposizione dominano con somme esorbitanti; due o tre mila dollari sono stati spesso pagati per collies da esposizione e parecchie volte anche cinque mila. Il prezzo record per un cane di qualunque la razza è stato di sette mila e cinquecento dollari, pagati per il grande campione, il collie Ormskirk Emerald.

Esiste una diversità di opinione circa le qualità relative del collie a pelo lungo ed a pelo corto, come cani da lavoro. Le preferenze, tuttavia, sembrano essere distribuite equamente, o, se mai, con un leggero vantaggio per quello a pelo lungo. Non si può negare che il cane a pelo lungo, lavorando nella nebbia fitta, sotto la pioggia, col nevischio o nella bufera e svolgendo la sua azione lungo i pendii, sia svantaggiato dal peso aggiuntivo della sua pelliccia bagnata. D'altra parte però, come precedentemente accennato, il sottopelo deve essere molto denso e fitto ed è quasi impossibile che l’umidità arrivi alla pelle, o nei giorni più rigidi, che il freddo penetri tanto in profondità da causare un disagio al cane. Mentre la stagione fredda avanza, il mantello dello smooth, così come quello del rough, diventa più denso; ma durante i periodi di freddo intenso, lo smooth risulta essere molto più svantaggiato dalla mancanza di pelo, che non il rough dalla sua abbondanza, anche con il peso supplementare che deve sopportare.

Il collie è stato riconosciuto, per la sua grande intelligenza, come il cane del giorno. Questa stessa caratteristica lo ha segnato, nel passato come nel presente, ed in più la lealtà e la cordialità giocano un ruolo di non minore  importanza nel suo comportamento. Nessun migliore esempio può essere portato a testimonianza di questa perspicacia che il riferimento a "Bozzle", proprietario Mr. Clason di Chicago, che in molti modi ha dimostrato la sua capacità di comprensione senza l’aiuto di gesti o ordini, portando a pensare che in lei vi fosse qualcosa dell’uomo più che della bestia. Questa cagna era la figlia del famoso "Boz", che aveva viaggiato attraverso l’Europa e l'America ed aveva dato esempi del suo addestramento a famosi monarchi come l’attuale re d'Inghilterra ed lo zar di Russia. Così ne furono molto soddisfatti il re ed il Principe di Galles, che aveva ospitato il cane nel castello di Windsor, potendo così assistere alle sue prestazioni al mattino presto, prima della partenza.

Anche se Bozzie non aveva mai avuto il piacere di viaggiare in Europa, aveva ereditato da suo padre la sua grande intelligenza e lo aveva superato, nel senso che le prestazioni di Boz sembravano “guidate” dalla mente dell'uomo, mentre Bozzie pareva pensare autonomamente.  La matematica elementare, cioè l’addizione, la sottrazione o la moltiplicazione, erano molto facili per lei. La sua capacità di distinguere i colori non falliva mai, ed anche in una stanza piena di gente avrebbe potuto distinguere un uomo nero da uno bianco. Sarebbe stata addirittura in grado di distinguere le immagini riportate su un biglietto da visita e naturalmente sapeva contare abbaiando. Infatti era in grado non solo di contare il numero di giorni di una settimana o di un mese, ma anche di dire l'ora.

Ricordo una volta, di un signore che era scettico, ed a cui era stata data la facoltà di esaminare il cane senza la presenza del proprietario. La sintesi della prova è la seguente: "Bozzie, quanto fa due volte quattro?" - Il cane ha abbaiato velocemente otto volte, come avrebbe contato un bambino di dieci anni. "Togli cinque" - per tutta risposta gli abbai sono stati tre. "Aggiungi nove" - Bozzle ha abbaiato dodici volte. Le risposte sono state date rapidamente e senza aiuto, prova della sua capacità di riflettere spontaneamente e solo quando è stato chiesto quale era la metà di dodici ha esitato ed effettivamente ha dato l’impressione di pensare prima di dare la risposta giusta.

Oltre a questa abilità era un lavoratore magnifico e quando le fu detto di prendere dal recinto e portar fuori cinque manzi, ne portò fuori cinque e nessun altro; o quando alla fattoria le fu detto di portar giù le mucche da un pascolo in cui vi erano anche i manzi, lei portò giù le mucche, lasciando i manzi. In un'altra occasione, dentro un branco in cui vi erano parecchi cavalli, tutti bai, tranne un soggetto grigio, le fu detto di portare quello grigio e così fece, lasciando il resto del branco. Che Bozzie non fosse un cane comune, ma un cane unico, vincitore della coppa per il cane più intelligente del mondo, è fuori discussione; così probabilmente l’arguzia, più di ogni altra qualità, ha reso famosa la razza.

Ricordo molto bene, ero un ragazzo, possedevo un cucciolo di collie che era con me da quando aveva quattro settimane ed il caso che narro su questo mio devoto amico, ha aumentato il mio apprezzamento sul valore dei collies. A differenza della maggior parte dei collies, questo cucciolo, che allora aveva otto mesi, aveva una grande antipatia per l'acqua e, non riuscendo a convincerlo ad immergersi, ed essendo contrario a forzarlo, era stato fino a quell'età né più né meno che un marinaio d’acqua dolce. Un giorno molto caldo sono andato a nuotare e mi ero allontanato abbastanza dal pontile. Come era abitudine del cane, era in piedi sulla banchina a guardarmi, quando sono stato preso improvvisamente da un crampo. Comprendendo il rischio che correvo, ho cominciato gridare come un bambino; e subito ho iniziato a sparire sotto superficie dell'acqua, per cui ho gridato al cane per chiedergli aiuto, ma senza confidare che sarebbe venuto da me. Quando sono tornato su, la mia testa ha quasi colpito il cane che stava nuotando là dove ero sparito. Ho gettato il mio braccio sopra di lui che ha cominciato a nuotare verso il pontile con me a rimorchio. Da quel giorno e finché è vissuto, circa quindici anni, per nessun motivo è più entrato in acqua dolce o nel mare.

Queste tre grandi qualità, intelligenza, utilità e fedeltà, lo rendono un cane rustico, e nessuno è più a suo agio sia nella casa del contadino, che nel curato prato del milionario, o nella nativa brughiera, con il sole o la pioggia o la neve, per le sue qualità nessuno è più apprezzato maestro del suo lavoro. La prontezza con cui obbedisce alla voce o al bastone del pastore (quando è al lavoro con il gregge le istruzioni gli vengono date  principalmente con un gesto, o con un fischio quando è troppo lontano dalla vista) è ad un passo dall’intelligenza, molto più di quanto la fantasia può concepire. Anche per coloro che non hanno interesse per la razza, una prova con le pecore non solo si dimostrerà istruttiva, ma, per le grandi capacità di questo cane, sarà anche una prestazione molto divertente.

Alcuni anni fa, ho avuto la fortuna di essere testimone di quello che mi ha colpito per essere uno spettacolare comportamento tenuto da un collie a pelo lungo. Un mio amico era il proprietario di un enorme gregge di pecore e, la mattina del secondo giorno della mia visita nella sua tenuta, mi sono alzato presto ed appena uscito sul portico, ho visto partire questo gregge, accompagnato da un pastore e dai suoi due cani. Essi si muovevano verso pascoli lontani, appena visibili attraverso la nebbia che saliva, scoprendo le luci del paese.

Ha destato in me molto interesse una conversazione con un vecchio pastore che, da quel che ho appreso, aveva fatto questo lavoro fin da ragazzo, e il posto più importante nel suo cuore sembrava riservato ai vari cani che aveva avuto, che non erano stati solo i suoi compagni, ma anche i suoi principali mezzi di sostentamento. Ho dovuto studiare molto per capire le qualità reali di un collie con il gregge, ma questa è stata la mia ... (purtroppo il resto dell’articolo è andato perduto).

   

 

   
 

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