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Riscrivere la storia del cane di McNab senza farsi
influenzare dalle leggende che fatalmente tendono a riempire i vuoti
lasciati dalla scarsità di notizie è un lavoro alquanto complesso,
specialmente se tentiamo di fare quest’operazione dall’Italia e,
almeno nelle intenzioni, proviamo ad affrontarla con la
puntigliosità dello storico. Alla fine, ciò che ne verrà fuori
rappresenterà comunque soltanto un’opinione, né più né meno delle
altre, con scarse possibilità di verifica storica.
Sulla costa settentrionale della California il villaggio di
Mendocino sembra ancora conservare, nel
XXI
secolo, quell'atmosfera rurale e sonnolenta che più di un secolo fa
caratterizzava la provincia americana, nonostante ospiti oggi le
aziende agricole e le cantine di alcuni tra i produttori dei vini
più sofisticati del mondo. Qui i primi vigneti furono piantati
durante la Guerra civile americana.
Questo paesino di poche anime (solo 894 abitanti nell’ultimo
censimento del 2010) sarebbe noto solo agli addetti ai lavori se il
grande pubblico non avesse imparato a conoscerlo dalla serie
televisiva “La signora in giallo", che qui è stata girata.
Tra le tante proprietà vi è il ranch dei McNab, con la sua cantina e
il suo vigneto. Sarebbe un errore aspettarsi di
trovare degli scozzesi nel ranch McNab, perché la sua storia degli
ultimi 100 anni è tutta italiana. Una famiglia emigrata qui
dall'Italia nel 1912, che ha costruito la sua fortuna col vino,
ingrandendo l’azienda di famiglia sempre di più, fino ad acquistare
tra le altre, nel 1999, la cantina dei McNab, situata nella McNab
Valley, così chiamata perché l’allevatore scozzese Alexander McNab
vi si stabilì nel 1868. Qui si fa agricoltura
biologica e si produce uno dei più pregiati vini del mondo. La valle
dei McNab porta ancora lo stesso nome, così come lo stesso nome
porta il ranch e la cantina dei McNab, ma rimarremmo delusi se
cercassimo le tracce del cane che porta quel nome.
In Scozia il clan dei McNab risale al XIII secolo. Il suo fondatore
fu quasi certamente l’abate di Glendochart, donde il significato in
gaelico di McNab, cioè
“figlio dell’abate”. Alexander McNab lasciò
la Scozia insieme alla sua famiglia alla ricerca di un clima più
confortevole per la sua salute. Giunto negli Stati Uniti nel 1868,
si stabilì in California, nel villaggio di Mendocino, in un ranch
che da allora si chiamò, e si chiama tuttora, ranch McNab.
Sembra avessero un cane con loro, morto poco dopo il loro arrivo.
Nel 1885 Alexander McNab, divenuto intanto allevatore di bestiame,
tornò sulle montagne del Grampian in Scozia, alla ricerca dei cani
da lavoro della sua terra. Quali potevano essere
questi cani? La domanda non è secondaria, perché è da questo cane
che comincia la selezione dei McNab.
Molte storie raccontano di cani dall'origine sconosciuta adoperati
in quei tempi sugli altopiani del Grampian, selezionati per più di
mezzo secolo da un ceppo portato dal nord della Scozia all’inizio
del secolo da Bruce McKinsey e noti col nome di Fox Shepherd, o Fox
Collie.
L’allevatrice
Maggie Elliott però racconta:
”Ho viaggiato in Scozia nel 2003 per vedere le terre che lui
lasciò e per incontrare tre dei più grandi esperti di cani da
pastore. Ho avuto il piacere di conoscere David Shenna, Joch Welsh e
Johnny Wilson. Pastorizia ed allevamento di Border Collie sono stati
prerogative delle loro famiglie per generazioni. Johnny ha vinto nel
2003 l’International Sheep Dog Trial per la 3° volta. Ho riferito
loro ciò che sapevo della storia del cane di McNab. Ho posto loro
una domanda sopra tutte: se ci fosse mai stato un cane chiamato Fox
Shepherd, che spesso viene citato nella storia del McNab. Non
avevano mai sentito parlare di un cane con quel nome!”.
Dunque questo cane sembrerebbe essere solo una leggenda.
Come racconta Lulu McNab in un articolo pubblicato nel 1894 sul
mensile di San Francisco “Overland Monthly”, Alexander McNab
acquistò in Scozia due cani, Peter e Fred, ma portò con sé solo il
primo, lasciando che il secondo completasse sul posto il suo
addestramento. Non crediamo affatto si trattasse di border collie,
come da qualche parte si afferma. In quell’anno Adam Telder aveva
solo iniziato a selezionare i suoi border, che non potevano perciò
essere tanto diffusi, né essere conosciuti da Alexander McNab che
aveva lasciato la Scozia venticinque anni prima. Inoltre, se
esaminiamo l’incidenza della mutazione mdr1-1Δ sulle varie razze,
notiamo che essa è del 30% nel cane di McNab, riducendosi a meno del
5% nel Border Collie, mentre è del 70% nel collie (dati della
Washington State University).
Dunque, con tutta probabilità, non del Fox Collie doveva trattarsi,
e nemmeno del Border Collie, ma semplicemente dell’antico collie da
lavoro di Gran Bretagna e Irlanda, il cui impiego nell’allevamento
del bestiame risaliva al Medio Evo. Naturalmente con questo nome
venivano indicate non una sola, ma diverse varietà di cani da
pastore. Nel nostro caso potrebbe trattarsi del ceppo dello Scottish
Shepherd's Dog (l'effettivo futuro collie) arrivato nelle zone di
confine dalle regioni del nord della Scozia.
Ma procediamo nella nostra analisi. I due cani acquistati da
Alexander McNab erano entrambi maschi. Come pensava di fissare la
razza in California? Forse incrociandoli con i cani degli immigrati
baschi? Ma costoro erano presenti in quelle terre da almeno 300
anni, ha senso parlare di cani dei baschi?
Melanie Leigh racconta nella sua storia del McNab: “Un ricercatore
basco mi ha raccontato che gli immigrati baschi non erano arrivati
in California portandosi dietro i cani del loro paese d’origine, ma
avevano utilizzato i cani da lavoro che già si trovavano nella
regione. Ma un’altra persona, cresciuta a contatto con una comunità
di baschi, mi ha detto invece che essi avevano portato in America i
loro cani e questi cani mi furono descritti come animali di medie
dimensioni, dal pelo raso, di colore marrone, con orecchie a punta”.
Secondo altre ipotesi però, ed anche Linda Rorem è convinta di
questo, Alexander McNab portò dalla Scozia sicuramente anche delle
femmine, e ciò é più che logico.
La storia non ci dà molti ragguagli in proposito e le opinioni sono
contrastanti. Fatto sta che, cani baschi o no, il signor McNab
cominciò a selezionare quella razza di cani che da lui prese il
nome. Alexander McNab ebbe 4 figli, Charles, Gavin,
Arthur e John. Quest’ultimo divenne l'unico proprietario del ranch.
Anche lui importò parecchi cani dalla Scozia nei primi anni del XX
secolo. Si racconta che abbia importato nel 1906 due cani dal
mantello rosso (Fox Collie?) di nome "Clyde" e "Ready",
la cui eredità apparirebbe ancor oggi in qualche cucciolata.
John divenne nel 1912 procuratore distrettuale e forse da allora si
occupò più della sua carriera di avvocato che di cani.
Nell’articolo di Lulu McNab si dice che i cani di McNab hanno
lavorato sulla proprietà di Mendocino per più di 25 anni, il che
significherebbe che dovevano essere lì dal 1870, poco dopo che la
famiglia McNab si insediasse nella regione, ma probabilmente si
riferiva al ceppo di questi cani: non esistevano infatti McNab in
Scozia!
E
continua: “Essi sono addestrati per lavorare seguendo i movimenti
della mano del padrone e rispondendo a brevi fischi che risuonano
con insistenza sopra il belato delle pecore, lanciando secchi
comandi. E per essere gestiti con successo devono essere diretti
esclusivamente da una sola persona, essere nutriti, comandati,
elogiati o puniti da uno solo. È proprio vero per il collie che non
si possono servire due padroni; la sua lealtà deve essere concessa
ad una sola persona, o il prezioso animale diventa inutile per il
lavoro che la natura e l’addestramento gli hanno assegnato”.
Questi cani furono utilizzati principalmente nel ranch dei McNab, o
tutt’al più venduti nei ranch vicini: il Lone Pine Ranch
vicino a Covelo, o il
Ranch McBride nei pressi di Eureka. Non ebbero mai una
sensibile diffusione oltre la Contea di Mendocino.
Bud Williams, che per anni ha lavorato in quei ranch insieme a sua
moglie Eunice, racconta che Dean Witter, proprietario di Lone Pine,
importò anche diversi Kelpie rossi, ed è questa forse la vera
origine del rosso che di tanto in tanto appare in alcuni cuccioli.
Questi cani furono incrociati con i McNab ed alcuni dei prodotti
dettero ottimi risultati nel lavoro.
In quegli anni, si era intorno al 1960, il prezzo di un cucciolo era
di $ 5. Tuttavia, ci fu sempre scarso interesse ad accoppiare un
McNab con un McNab. L'unica selezione consisteva nell’incrociare una
buona cagna da lavoro con un buon cane da lavoro, non importava il
loro aspetto. Questa, del resto, è stata sempre la filosofia della
selezione delle razze da lavoro! Bud Williams
racconta ancora che il bestiame su cui questi cani lavoravano era
costituito prevalentemente da bovini di razza Hereford (da 8 a 13
quintali) animale notoriamente di carattere poco socievole. Ci
volevano cani forti e robusti per gestirli ed i McNab erano
certamente così:
“Potrebbero fermare 200 capi lanciati a piena velocità giù per la
montagna e riportarli indietro”. Ma, da quel che
si racconta, questi cani hanno altre qualità. Sono estremamente
protettivi verso tutto ciò che considerano proprio, incluso il
padrone e la sua famiglia. Sono molto facili da addestrare ed hanno
una notevole capacità di interagire anche vocalmente; ossia non
abbaiano tanto per abbaiare, ma per "dire" qualcosa.
Forse si é troppo enfatizzata la diffusione di questi cani, che
proba bilmente
è rimasta limitata a pochi esemplari concentrati in un’area
ristretta e scambiati tra allevatori sulla base della capacità di
lavoro.
Ancor oggi, per quanto abbiamo potuto verificare, sembrano esserci
più allevatori di McNab che cani di questa razza. La stessa Linda
Rorem che vive proprio in quello stato, la California, che ha visto
nascere la razza, ci ha spiegato:
“Il McNab é una razza piuttosto localizzata, quindi non ci sono
molte informazioni disponibili. Io ho visto solo un paio di McNab
nel corso degli anni”. La situazione attuale è
malinconicamente descritta da Bud Williams: “I tempi cambiano.
Oggi il bestiame corre in aperta campagna e lo si può raggiungere
con una jeep. Le persone che usano i cani lo fanno perché vogliono,
non perché devono, e questo tipo di persona è più interessato ad un
cane facile da gestire, anche se deve rinunciare all’entusiasmo per
il lavoro, che per questi cani sembra andare di pari passo con
l'ostinazione”. |