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I lettori di St. NICHOLAS che sono amanti dei cani (ed
io sono sicuro che voi tutti lo siete) senza dubbio ricorderanno due
emozionanti storie scritte da Albert Payson Terhune, la prima delle
quali é stata pubblicata nel mese di aprile del 1918 e la seconda a
dicembre del 1919.

Wolf, un grande e fedele collie, era l'eroe di questi
due racconti, uno dei quali (come è capitato a me) ha suscitato
forse anche in voi un’emozione ancora più profonda dell'altro. Il suo
titolo,
ONE MINUTE LONGER, lo riporta forse alla vostra memoria? C'erano
Wolf ed un ragazzo che amava il suo compagno fulvo e bianco tanto,
quanto il cane, alla sua muta ed affascinante maniera, adorava lui. Si
narrava di una spedizione di caccia, cui partecipavano tanto il cane,
quanto il suo inseparabile amico.
Mentre i due arrancavano sul lago ghiacciato, il
ragazzo improvvisamente cadde in una buca profonda. E' inutile ripetere
qui tutti gli avvenimenti che si susseguivano fino alla fine, quando il
cane, esausto e sanguinante, portò i soccorritori nel punto dove il
ragazzo, mezzo congelato, a mala pena si teneva aggrappato ancora ad un
pezzo di ghiaccio.
L’emozione ti fa rimanere in ansia fino all’ultimo
minuto, con qualcosa di strano e sconsolante che ti stringe la gola.
“Che fenomeno!”, ripeti a te stesso appena
chiudi la rivista, "deve essere bello avere un cane così! Che
meraviglia sarebbe se esistesse veramente Wolf, o sono proprio le
avventure di un cane autentico quelle che Mr Terhune ha raccontato?".
In seguito, probabilmente, leggerete altri due libri di
Mr Terhune, BRUCE e LAD A DOG, il secondo è il racconto
del padre di Wolf. E ancora una volta vi chiederete se veramente sia
esistito un Wolf, o un Bruce, o un Lad e se davvero hanno adorato il
loro padrone, come Mr Terhune narra nelle sue storie. Naturalmente, vi
rendete conto che tutte le parti più emozionanti delle varie storie non
possono essere vere, ma le cose belle, i brani che raccontano della
sincera devozione del cane, sono reali?
E se dunque avete pensato a queste cose, così come io,
devo confessare, ho fatto, é possibile sottrarre noi stessi a qualche
successiva perplessità, rispondendo alle domande in maniera affermativa?
Sì, c'erano Lad e Bruce, e ora c'è Wolf, che è amato e
restituisce l'amore della sua padrona proprio come la storia racconta.
Lo so, perché ho fatto un viaggio fino a Sunnybank, a Pompton Lakes nel
New Jersey, nella casa che fu di Lad e Bruce prima della loro morte, ed
é ora regno di Wolf. Ho visto la tomba dove è sepolto Lad, il
nascondiglio sotto il pianoforte da dove, nei suoi giorni migliori, egli
regnava supremo, proprio come Mr Terhune racconta nelle storie di ST.
NICHOLAS; e per di più, ho sentito il naso freddo di Wolf teneramente
poggiato sul palmo della mia mano. Per una mattina almeno, ho vissuto
all'interno delle pagine che i più giovani hanno visitato molte volte
con la fantasia.
Però sono andato troppo avanti nella mia storia.
Quindi, ricominciamo dall'inizio.
Appena oltrepassato il cancello spalancato e via, giù
per la strada a zig-zag verso la casa, a due passi dal bagliore argenteo
del lago, non ho avuto più alcun dubbio che avevo davvero raggiunto la
casa dei collie di Sunnybank. Un coro di penetranti "Yap, yaps",
intercalato da occasionali, giovanili grida, hanno segnato la mia
venuta. A quanto pare non erano abbai amichevoli, ma semplicemente di
avvertimento: i collie che si agitavano nel loro recinto stavano dicendo
a quelli della casa che un estraneo aveva attraversato il cancello.
Senza riserve essi lasciavano al loro padrone la decisione su quale tipo
di accoglienza avrei dovuto ricevere.
E così sono arrivato nel regno di Wolf, perché è lui
che governa il clan ora che Bruce e Lad non ci sono più.
Poi
é arrivato il padrone. Ed a questo punto, forse contro la sua volontà,
devo fermarmi un momento per parlare dell’autore di questi affascinanti
racconti. L'unica parola che può servire a descrivere Mr Terhune è
"gigante", di corporatura e di cuore.
Ha una stretta di mano proporzionata alla sua statura,
eppure quelle mani simili ad una morsa, che mi avevano fatto
rabbrividire, tornarono immediatamente ad accarezzare teneramente la
testa del collie poggiata sul suo ginocchio. I suoi occhi erano proprio
come quella sorta di carezze che lui stava dando a Wolf.
Ci sono dieci collie a Sunnybank in questo momento; Bob
figlio di Bruce, Wolf figlio di Lad, che sono i cani di casa, ed altri
otto che vivono una esistenza meno sontuosa nel canile adiacente la
casa. Quasi non passa giorno senza che il diario di questa allegra
compagnia a quattro zampe si riempia di eventi interessanti. Può
trattarsi forse di dare la caccia a Tippy, il gatto persiano di casa
dagli occhi sognanti, o forse dell'arrivo di una nuova famiglia di
morbidi cuccioli dall’aspetto di clown. Ma l'evento, mai troppo modesto,
non è mai di scarsa importanza per la vecchia casa di Terhune e per i
collie di Sunnybank in particolare.
Mr Terhune non è, naturalmente, a corto di ammiratori.
Sono pochi e rari i giorni d'estate in cui automobilisti pieni di
entusiasmo non siano presi dalla voglia improvvisa di attraversare il
cancello aperto e di fare un fotografia di fronte alla veranda.
"Dov'è il nascondiglio di Laddie? Mostraci dove è sepolto Lad. Quale è
Wolf?" Le domande si susseguono come colpi sparati da una
mitragliatrice e Mr Terhune dovrebbe avere almeno una dozzina di lingue
per tenere il passo con loro.
La grande maggioranza dei visitatori di Mr Terhune sono
quei ragazzi e quelle ragazze americane che hanno imparato a conoscere e
ad amare questi cani dalle loro storie. Tra gli adulti che percorrono la
strada lungo le rive del lago di Sunnybank, sono pochi quelli che
vengono qui solo per curiosità. La maggior parte di loro sono dei veri
cinofili, che hanno perso i loro compagni a quattro zampe o hanno, a
casa, cani che si sono guadagnati un posto nei loro cuori, proprio come
i collie di Sunnybank hanno conquistato l'affetto del loro padrone.
Inoltre, a Mr Terhune arrivano ogni giorno molte lettere da tanti
piccoli ammiratori: qualcuno vuole sapere se veramente esiste Wolf, un
altro chiede una foto del grande cane. Anche se di queste lettere ne
arrivano in media un centinaio alla settimana, egli risponde ad ognuna
di esse, anzi, a tutte eccettuate due lettere che un giorno volarono
fuori dalla sua automobile. Non riuscì più a trovarle e portò sempre un
senso di colpa nel suo cuore per l'incidente. "Ci devono essere due
ragazzi in questo nostro grande paese che pensano a me come al peggior
tipo di avaro", disse mentre accarezzava Wolf sulla punta del naso.
"Ma non fu possibile far nulla. Arrivò il vento, e le lettere
volarono via, con tutto quello che c’era dentro." .
Si può immaginare che un uomo che scrive sugli animali
con tanto sentimento, come Mr Terhune fa, non sia un amante dei bambini?
E’ proprio così, avete indovinato, ma nel caso del signor Terhune è come
se lui non potesse allontanarsi dai giovani che, come centinaia di loro
hanno già fatto, continuano a recarsi in pellegrinaggio alla casa sul
lago. Eppure i cani sono sempre contenti di vederli, e c'è sempre un
accogliente stretta di mano del maestro e un annusare di approvazione da
parte dei collies.
Di tutti gli elogi che Mr. Terhune
riceve per le sue storie ed i suoi cani (e lui è molto orgoglioso
soprattutto per questi ultimi) egli tiene soprattutto alle parole dei
bambini. “Preferisco avere una lettera di elogio da un giovane
piuttosto che da tutti i grandi del mondo!" esclamò, appena vide il
pacchetto di lettere che aveva appena ricevuto: "Quando dicono che
amano Wolf, i bambini parlano dal profondo del loro cuore. Non si
vergognano di confessare la propria predilezione per una cosa vaga come
il personaggio di un cane. Ed è la loro sincerità ed il loro entusiasmo
infantile, che mi rendono orgoglioso e felice delle loro lodi".
E si riferiscono ai bambini molti dei ricordi che Mr
Terhune conserva tra i suoi ricordi. Per esempio (e lui ha fatto un
ampio sorriso appena la sua mente è tornata a quel ricordo) ci sono i
giovani che vogliono vedere con i propri occhi e toccare con le proprie
mani ogni luogo ed ogni oggetto di cui hanno letto nelle storie. Le
domande si susseguono: cosa è successo a Lad, dov'é il tappeto dove
Bruce da cucciolo si è raggomitolato per dormire, e così via. Spesso Mr
Terhune resta perplesso su come i più giovani abbiano imparato questi
banali dettagli a memoria e di come comincino subito a dubitare
dell’autenticità dei racconti, se non si riesce a rispondere
immediatamente.
Un giorno di fine estate, un giovanotto marciava lungo
la strada polverosa, fischiettando allegramente. Suonò il campanello e,
alla vista di Mr Terhune, lesse l'indirizzo sulla busta che portava:
"a colui che ha scritto i racconti dei cani su ST. NICHOLAS".
Naturalmente il postino aveva portato a Mr Terhune altre novantanove
lettere di ragazzi e ragazze proprio quella settimana, ma nella mente di
quel piccolo mittente, la descrizione dello scrittore sembrava più che
sufficiente. Aveva scarabocchiato la sua lettera da solo e aveva detto
al signor Terhune, in semplici, ma sentite parole, quanto gli sarebbe
piaciuto avere un cane in carne e ossa come Wolf per giocarci.
Ma quella semplice introduzione era tutto ciò che Mr
Terhune desiderava. “Che importa se questo piccino é Peter o Jim o
Charlie?" Era un amante dei collie di Sunnybank e avrebbe avuto la
sua ricompensa.
C’é un altro interessante episodio legato ad una storia
di Wolf. In quell’occasione i visitatori erano due ragazzi di circa
quattordici anni. Erano così ansiosi di toccare e di accarezzare i cani
di cui avevano tanto sentito e letto, che il loro affetto divenne un po'
troppo rozzo per il temperamento nervoso di Wolf. Il cane emise un
ringhio cupo di avvertimento. Naturalmente non gli dispiaceva che gli
tirassero le orecchie i bambini che ancora camminavano a passi incerti,
ma non sopportava queste smancerie da un giovane adulto, che spingeva la
confidenza un po' troppo lontano. Quasi un mese dopo, Mr Terhune stava
aspettando nella sua automobile alla stazione ferroviaria, quando
improvvisamente Wolf seduto sul sedile posteriore della vettura, iniziò
a ringhiare rabbiosamente. Un'altra auto era appena passata e in essa,
avete indovinato, c’erano i due ragazzi che lo avevano maltrattato. Non
con la vista Wolf aveva riconosciuto i piccoli monelli, ma dall'odore. E
questo era tanto più notevole, in quanto era stato a contatto con loro
solo per un tempo molto breve. Ma essi non lo avevano trattato con la
gentilezza di altri bambini e lui aveva messo il loro odore tra quelli
di coloro che gli erano odiosi e nella sua vita questi profumi erano
pochi, perché era un amante dei bambini, così come questi lo erano di
lui. Così, appena il segnale sgradito era arrivato alle sue narici, lo
aveva immediatamente riconosciuto come qualcosa che non gli piaceva. Ed
il ringhio di disapprovazione era stata la sua risposta. Ciò è ancora
più strano se si pensa a quante migliaia di profumi riempiono l'aria e
la terra.
In un'altra occasione una bambina era stata l'eroina e
Wolf l'eroe di un dramma emozionante giocato sulla veranda di Sunnybank.
Come le innumerevoli altre bimbe che erano venute prima, lei era lì al
solo scopo di conoscere il figlio dell’eroe di cui sua madre le aveva
letto le storie tante volte. Appena il padre aveva voltato le spalle,
era successa una cosa strana. Proprio come se Wolf fosse stato un
rampante cavallo e lei una leggiadra principessa, la ragazzina si era
arrampicata a cavalluccio del cane e, con un felice "giddaps",
aveva cominciato a scavare con i suoi piccoli tacchi nei fianchi morbidi
di Wolf. Ci si può facilmente rendere conto dell'orrore del padre quando
improvvisamente alzò lo sguardo e vide quello che stava accadendo. Più
velocemente di quanto io possa scrivere, era fuori della veranda e aveva
strappato la figlia dalla groppa del suo improvvisato destriero. Ma, e
questa è la cosa più importante, la cosa che ti fa amare il cane per le
sue reazioni quasi umane, Wolf mosse lentamente verso il suo cavaliere e
spinse il suo muso nella rosea mano paffuta. E se un cane può sorridere,
c'è sicuramente stato un largo sorriso sul volto di Wolf. E dopo il
sorriso, era possibile cogliere un profondo affetto nei dolci occhi
marrone del cane. Wolf sapeva, anche se il padre ne aveva avuto paura,
che nel suo gesto quella bambina non aveva inteso fare nulla di male e
lui questo lo aveva capito istintivamente.
Questa
storia ha indotto Mr Terhune a ragionare sul feeling che i cani hanno
con i bambini. "Un collie non potrà mai attaccare un bambino molto
piccolo" ha detto Mr Terhune, "non importa quanto male sia stato
trattato, perché vede istintivamente in questa piccola creatura indifesa
(forse nella sua mente pensa al bambino come ad un cucciolo) una
cosa che naturalmente deve essere protetta. E' lo stesso che avviene con
gli esseri umani", ha detto Mr Terhune, come esempio. "Se un
bambino di tre anni, ti dovesse colpire, tu ti tireresti indietro, vero?
Ma se fossi io invece, non reagiresti subito?" Ho dovuto riconoscere
che l'esempio era stato eccellente, ma quando ho confrontato il signor
Terhune, che é alto più di 1,90 con i miei 1,60, ho detto a me stesso
che i personaggi del suo esempio avrebbe potuto essere scelti più
saggiamente.
In gioventù, molto prima che Mr Terhune scrivesse la
sua prima storia, era stato un lettore infaticabile del ST. NICHOLAS.
Particolarmente amava i racconti sul retro della rivista, e spesso
sperava che un giorno potesse esservi qualcosa scritta dalla sua penna
ma, sfortunatamente, la sua grande ambizione dovette essere trattenuta
ancora per anni. Alla fine, l'opportunità di apparire nel ST. NICHOLAS
con le sue storie di cani era arrivata.
Se Dawn e Bob e Wolf ed il resto della banda dei collie
non sono esseri umani, sicuramente sono tra gli animali più vicini ad
essi. Ogni anno verso la metà di dicembre, la famiglia Terhune comincia
a pensare di tornare a New York. I preparativi iniziano una settimana
prima, ed i collie istintivamente sembrano percepire che qualcosa non
va; diventano nervosi e uno sguardo triste appare nei loro occhi. Quale
sia la spiegazione di ciò, Mr Terhune non sa dirlo. Forse essi afferrano
alcune parole come "New York" o "lasciare Pompton Lakes".
Chi sa che non comprendano buona parte della lingua degli uomini!
E una cosa simile avviene di nuovo in primavera, quando
gli occhi dei cani si riempiono di muta aspettativa. Alcuni giorni prima
che la famiglia arrivi, secondo il custode del canile, i cani diventano
pazzi di entusiasmo e non c’è modo di rinchiuderli. Sono come bambini
che aspettano che si alzi il sipario sul loro primo spettacolo. Ci sono
piccoli guaiti di gioia da parte dei cani più giovani, e uno
scodinzolare di code e salti da parte di quelli più vecchi. In qualche
modo hanno capito che le persone che essi amano saranno presto di nuovo
con loro.
Di tanto in tanto, nel week-end, anche durante
l'inverno, Mr e Mrs Terhune fanno visita a Sunnybank ed ogni volta
la loro visita é l’occasione per passare una giornata di gioia in mezzo
ai cani. I fuochi in casa vengono accesi uno o due giorni prima della
loro venuta, e Mr Terhune ritiene che i collie capiscano che il fumo del
camino nella casa deserta è il segnale che il padrone sta tornando.
L’addio tra cani e padrone è invece sempre un momento
triste, perché, naturalmente, i collie non possono essere portati in
città, ma devono essere lasciati dove possono avere la libertà che è
altrettanto essenziale per la loro esistenza come il sonno o il cibo lo
sono per voi o per me. C’è uno dei cani, non posso non ricordarlo, che
per mezz'ora dopo che l'automobile è scomparsa in lontananza, rimane
disteso a gemere come un bambino.
Durante la guerra i collie di Sunnybank sono stati ben
lungi dall'essere dei fannulloni. Non c'era neanche uno di loro che non
si guadagnasse, con le proprie forze, almeno un Liberty Bond, e
alcuni hanno dato sostanziali contributi per la Croce Rossa. Lad,
infatti, dorme sotto terra verde con la Red Cross onoraria
legata al suo nobile collo. Questi fondi sono stati raccolti soprattutto
attraverso i premi in denaro che i cani hanno vinto a spettacoli di
beneficenza e dalla vendita dei cuccioli di Sunnybank.
Una delle storie più strane che il signor Terhune abbia
mai raccontato é quella dei due collie, Lad e Bruce, in posa per le
fotografie. La cosa, a quanto pare, non li attraeva, e nonostante le
lusinghe del fotografo, essi non gradivano affrontare la fotocamera.
Ogni volta che il fotografo saltava agilmente davanti a loro, essi
prontamente gli voltavano le spalle prima di poter essere ripresi. Mr
Terhune giunse infine a salvarlo, e tenendo la testa dei cani sotto
ciascun braccio, puntò direttamente i loro visi verso l’occhio della
telecamera. Ma quelli non erano cani da mettere nel sacco, così, quando
i negativi furono sviluppati, si scoprì che entrambi avevano gli occhi
ben chiusi. Come lo struzzo, che nasconde la testa sotto la sabbia e
ritiene così di non poter essere visto dal cacciatore, questi cani
evidentemente avevano creduto che se non vedevano la macchina
fotografica, essa, allo stesso modo, non poteva vederli.
Ho trascorso abbastanza tempo nella fattoria di
Sunnybank da capire quanto profondamente questi collie amano il loro
padrone e quale fiducia senza riserve hanno nell'amorevole cura che egli
si prende per loro. In piedi davanti a Bob, Mr Terhune ha fatto una
mossa veloce, portando il piede fino ad un pollice dagli occhi del cane,
ma Bob non si é mosso. Alzando la mano, ha fatto un altro movimento,
come se volesse colpirlo sulla testa; non un ciglio ha tremato. Vi era
invece una fiducia quasi umana in quegli occhi malinconici. Bob sapeva
che in tutta la sua vita il padrone non l’aveva mai colpito, e che non
lo avrebbe fatto ora.
Mentre ero in piedi sulla veranda a salutare, Wolf mi
si avvicinò e spinse il suo naso umido tra le mie dita. Ho pensato che
quello era Wolf, figlio di Lad, il cui nome è quasi sacro per i cuori
dei giovani che hanno imparato ad amarlo, che onorava della sua amicizia
un povero amante dei cani che, nel migliore dei casi, non poteva far
altro che scrivere poche accorate parole di apprezzamento su di lui.
Ben presto l'automobile ha girato intorno alla casa ed
é passata davanti al canile. Diversi collie scrutavano da dietro la rete
del loro recinto. Forse capivano istintivamente che stavo per scrivere
su di loro e che non sarebbe stato educato abbaiare contro di me.
Laddove il viale si immetteva sulla strada principale mi voltai, e li
vidi ancora guardare verso di me. Gli alberi nascosero infine la strada,
ed i riflessi blu delle acque del lago luccicavano attraverso il rado
fogliame di novembre.
Un centinaio di metri ancora, e Sunnybank ed i suoi
famosi Collie erano fissati indelebilmente nella mia memoria. |